Maglia e pantaloncino Triban RC 500

Come è fatta la maglia Triban RC 500

Tempo di lettura: 10 minuti

Come è fatta la maglia Triban RC 500

Con la maglia Triban RC 500 ho commesso un errore: al momento in cui leggete è andata in “fine serie”.

Significa che tra qualche mese questo paragrafo sarà inutile e non è saggia scelta editoriale.

Appena l’ho scoperto avevo pensato di rinunciare. Ma ormai il grosso del lavoro era già fatto e, ho pensato, visto che è in fine serie e quindi a prezzo ancor più vantaggioso, a qualcuno interesserà.

Già, perché da 35 è scesa a 25 euro, col canonico centesimo in meno a cui, ormai lo avete capito, mi rifiuto di dar risalto.

Un abbassamento di prezzo che non essendo frutto di saldi o promozione speciale ma che deriva direttamente dal produttore: però non ha del tutto modificato i miei voti in pagella. Se prima valutavo una maglia da 35 euro, che sempre pochi sono, ora la valuto sulla base dell’ulteriore risparmio ma sempre tenendo conto delle prestazioni offerte. Poi certo, con un tale prezzo stracciato difficile trovare difetti…

Ma prima di ogni considerazione sul suo comportamento una volta indossata, vediamo come è fatta.

Parto con una coppia di immagini ufficiali perché io queste non so scattarle…

Tra le innumerevoli e graziose scelte cromatiche io mi sono mantenuto sul classico. Nero totale, facile da abbinare, fotografare e, soprattutto, capace di snellire le forme non più giovanili del vostro scribacchino a pedali 😀

Da queste immagini non ricaviamo molti indizi se non abbiamo occhio allenato. Possiamo vedere la cerniera e tutta lunghezza, intuiamo differenti filati a comporre la maglia, prestiamo attenzione alla tasca con cerniera e ai fregi ad alta visibilità, apprezziamo il taglio pulito delle maniche e null’altro.

Eppure malgrado la forma inserita nella maglia per tenerla in posa fotografica (e prima o poi ne comprerò una pure io) se focalizziamo lo sguardo in zona mediana una caratteristica importante la scopriamo: il taglio largo.

Si, ce ne accorgiamo dalla forma dei fianchi.

La maglia stringe poco in quella zona; quindi vestibilità regular e non slim, ma una regular che tende molto al comodo. Offrendo ampio spazio per una circonferenza non più giovanile.

Ne leggeremo in dettaglio nel paragrafo dedicato alla prova su strada.

Per ora proseguiamo con la conoscenza statica.

Il colletto è a mezza altezza, in tessuto antivento.

Una piccola patta protegge la chiusura .

Però non ci sono più le mezze stagioni e siamo passati dalla sera alla mattina dal pile al costume da bagno. E così ho gradito il tessuto forato e traspirante che c’è sul retro del colletto.

Da un estremo all’alto il clima; mi adeguo e passo al fondo della maglia.

Dove a parte il taglio ad arco che serve in assetto di guida, notiamo l’assenza di una striscia in silicone o altro materiale con funzione antiscivolo.

La cerniera ha anche in basso una patta a protezione. 

Torniamo in alto e diamo una occhiata alle maniche. In doppio filato: antivento per la parte esposta all’aria della corsa; in tessuto traforato la zona interna.

Taglio laser per il lato esterno. Tessuto elasticizzato per offrire miglior tenuta.

Ora di nuovo giù ma per osservare il retro: tasche non mancano.

Oltre le tre classiche, con quella centrale assai abbondante, c’è una piccola ulteriore tasca chiusa da cerniera. La tasca sinistra ha fregi ad alta visibilità.

Quattro tasche e ci entra di tutto.

Però non basta: c’è la quinta tasca, aperta, più piccina. Sul fianco destro.

A che serve? Ha una funzione specifica o, meglio, è stata ideata per una funzione specifica: accogliere i piccoli rifiuti. la carta della barretta o del panino, la bustina o qualunque altro involucro conteneva il cibo consumato durante la pedalata.

Idea furba, l’accolgo con piacere e spero i ciclisti ne facciano uso.

Sia il davanti che il retro che i fianchi sono in tessuto forato; tranne le spalle.

La rete ha maglie più fitte sul davanti, più ampie sui fianchi.

Per offrire una visione più probante ecco un dettaglio del tessuto a rete dei fianchi, che arriva sino a bordo manica.

La schiena ha identico filato usato davanti.

Buona attenzione alla sicurezza passiva ricorrendo a diversi dettagli ad alta visibilità, collocati quasi tutti in punti strategici.

Uno in petto altro non è che il logo.

Molto efficaci le frecce adagiate sulla tasca sinistra.

Piccola ma visibile la scritta che decora la tasca destinata ai rifiuti. La ingentilisce, non ha un bel compito…

Bene, mi sono tenuto breve. Solo descrizione, senza valutazioni. Quella le leggeremo nella prova su strada. 

Prima però dobbiamo conoscere la salopette, i guanti e le calze. E visto che è tanta roba mi manterrò sintetico anche con loro.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
Se l’articolo che stai leggendo ti piace, condividilo sui tuoi social usando i pulsanti in basso. E’ facile e aiuti il blog a crescere.

COMMENTS

  • Giovanni

    Ottima recensione, e, come di consueto, grande utilità soprattutto per chi si appresta a inziare a pedalare.

  • Stefano

    Domanda da profano: meglio una taglia molto aderente o una taglia più comoda ?..non ho mai indossato indumenti di questo tipo con il fondello. Grazie, ciao

    • Elessarbicycle

      Ciao Stefano, la taglia deve essere quella giusta. Banale? Non tanto.
      Non confondere taglia con vestibilità, che nel caso dei capi sportivi può essere regular o slim.
      Se acquisti un capo vestibilità slim ma poi te lo senti stretto, non risolvi con taglia superiore. Perché poi useresti il fondello in posizione errata, coi punti di pressione sfasati.
      Questi calzoncini in prova vestono regular, quindi aderenza normale. Prendi esattamente la tua taglia, altrimenti ti ritroveresti male

      Fabio

Commenta anche tu!