Maglia e pantaloncino Triban RC 500

Le conclusioni

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Le conclusioni

Ogni valutazione non può prescindere dal prezzo finale. Da un capo che costa centinaia di euro pretendi determinate qualità.

Ma qui, dove sommando maglia, salopette, guanti e calze a 100 euro manco ci arriviamo? Dovrebbero essere tutte rose e fiori, ogni eventuale mancanza guardata con occhio benevolo.

Si, però fino a un certo punto. Non è che se una salopette costa 10 euro allora va bene così, per questo prezzo che puoi pretendere.

Se è una salopette finta sono 10 euro buttati, non vale la pena comprarla. Nessuno sconto nel giudizio.

Potete capire quindi quanto sia difficile tenersi sul sottile crinale tra le valutazioni oggettive e quelle stilate anche in base alla modestissima cifra richiesta.

Calcolatrice alla mano e considerando il famoso centesimo in meno, il totale preciso al momento in cui scrivo è: 89,96 euro, appena.

Oppure troppi: dipende da come la guardi. Si, perché come ho detto prima, efficacia anzitutto. Se i capi si rivelano talmente scarsi da essere inutilizzabili, anche se costano poco sarebbero comunque soldi mal spesi, buttati.

Si, è piuttosto difficile trovare la giusta chiave di interpretazione quando il (basso) costo diventa un parametro fondamentale.

Per fortuna mia e dei ciclisti Decathlon è azienda seria, non immette sul mercato robaccia. Certo, alcuni capi dedicati al ciclismo sono proprio basici ma lì davvero vale il discorso che per i pochi spiccioli richiesti van più che bene. E visto che con correttezza l’azienda specifica che sono destinati ad uso occasionale, star lì a dire che dopo tre ore il fondello è come non ci fosse sarebbe una sciocchezza. Tra l’altro credo che il pantaloncino che ricordo io nemmeno sia più a catalogo, era prodotto blu, denominazione dedicata alla gamma di ingresso. E poi ho ancora nell’armadio maglie per la palestra prodotto blu e dopo 4 anni di onorato servizio lì sono… 

Insomma, si è capito che ci sto girando intorno cercando l’ispirazione per scrivere questo paragrafo che è davvero difficile. Almeno in parte difficile.

Perché promuovo a pieni voti la salopette Triban RC 500; sono indeciso se mandare a corso di recupero la maglia RC 500. Guanti e calze van bene così.

Mi concentro prima sulla maglia, così risolvo la parte complicata.

Vale la pena investire i 25 euro (prezzo alla data di pubblicazione) richiesti? Perché poi alla fine è questo che volete sapere.

Si, senza dubbio.

Si, sapendo cosa si acquista.

Cioè una onesta maglia con la quale pedalare quando il caldo non è estremo e la velocità non è una priorità. 

Nel primo caso perché anche se aria ne arriva grazie al tessuto forato manca un efficace isolamento termico; pedali a maglia aperta, almeno parzialmente, e questo non è mai una cosa buona.

Nel secondo caso non faccio riferimento alla penetrazione aerodinamica, ché plinto come sono figuriamoci se sto lì a notarla, ma al fatto che le maniche non aderiscono bene, il taglio sopra le spalle è largo e se teniamo pure la maglia con zip a tre quarti si gonfia tutto e/o sbatacchia in velocità. Alla lunga è fastidioso.

Manca una striscia in silicone sul fondo e la blanda elasticità può poco. E’ lunga la maglia e la schiena resta comunque protetta. Però ogni tanto una sistemata devi darla.

Se nessuno di questi fattori produce in voi fastidio, allora sono soldi ben spesi.

Perché restano diverse frecce al suo arco.

Prima fra tutte quella che centra perfettamente il bersaglio della comodità.

La vestibilità è dedicata a chi predilige libertà, non ama sentirsi costretto e, diciamolo, non è propriamente una acciuga. Ma non ti senti come avvolto in un lenzuolo, una bandiera che sbatacchia al vento.

In giacca e cravatta sarai impeccabile al lavoro e perfetto per la riunione importante: torni a casa e vuoi la felpa comoda sul divano.

Ecco, con la maglia Triban RC 500 hai il tuo capo comodo per rilassarti. Che forse può sembrare un controsenso perché sempre in bici siamo. Per me no, il ciclismo ha tante interpretazioni e non disdegno uscite a passo tranquillo per godermi bici, panorama e il silenzio.

Poi ci sono tante ampie tasche, ben 5 di cui una con cerniera. Ci metti tanta di quella roba dentro che alla prima salita ti pianti per il sovraccarico…

C’è un comodissimo colletto che si fa apprezzare molto con l’aria frizzante.

Ci sono dettagli ad alta visibilità che sempre è bene trovare.

Ci sono differenti filati che non saranno il massimo nell’isolare ma non fanno sudare più del dovuto e asciugano con decente rapidità.

Insomma, in cambio di un portafoglio più gonfio c’è poco a cui rinunciare.

Se invece si è ciclisti sportivi che pedalano naso nel manubrio tutto il tempo, beh, meglio guardare alla serie 900.

La salopette invece come detto non mi lascia dubbi: 50 euro e hai tutto quello che serve per pedalare bene e a lungo.

Il comfort è ottimo; solo questa leggera compressione avete capito dove e non ho più perifrasi e metafore per indicarla. Mettetevi nei miei panni, sono della vecchia scuola e ho anche un certo pudore…

Le bretelle almeno in questi due mesi di utilizzo e conseguenti lavaggi non hanno mostrato allentamenti, che di solito sono provocati dai lavaggi frequenti. Confido che dureranno a lungo.

I cosciali sono comodi, fasciano, non costringono e grazie all’efficace fascia con silicone interno non si spostano.

Tutta la salopette non si sposta durante la guida sportiva, con frequenti rilanci in piedi.

E nemmeno nella guida in fuoristrada, dove ti muovi tanto.

Il taschino è pratico; c’è, fa comodo, ha bordino riflettente che sempre è utile. Non ci fosse, non me ne sarei curato; ad averlo (e a ricordarsene…) lo apprezzi. E comunque sono 35 anni che pedalo senza taschino…

Infine c’è il fondello: ottimo. Vero che ormai la nuova frontiera sono i fondelli in spugna differenziata ma non dimentichiamo che per anni al vertice ci sono stati quelli in gel.

Quello installato sulla salopette Triban RC 500 posso annoverarlo tra i migliori fondelli in circolazione.

Poi certo, un fondello da solo non basta se non si ha buona sella e una certa abitudine a stare in bici. Se uno pedala per due ore ogni sei mesi non c’è fondello o sella che tenga. E questo sempre deve essere tenuto presente.

Lo specifico anche se apparentemente è inutile perché rivolgo queste recensioni pensando anzitutto ai ciclisti alle prime armi e mai vorrei indurli in errore.

Infine calze e guanti. I primi accontentano anche i ciclisti più esigenti; giusto l’atleta potrebbe preferire una superiore compressione.

I secondi valgono il prezzo richiesto e l’interpretazione qui è doppia. Per 10 euro, centesimo in meno, hai tutto quello che è necessario mentre pedali. La seccatura è sfilarli, privi come sono di appigli; e non hanno protezioni antiabrasione, che servono se scivoli. In questo senso va letto il “necessario mentre pedali”: è quando non sei in sella, per tua o altrui volontà, che emergono i limiti.

Bene, siamo alla fine di questa recensione che credo sarà gradita a molti.

Evito i soliti link, Decathlon è conosciuta e non appesantisco ulteriormente il caricamento della pagina. Una visita la consiglio anche perché ci sono tante varianti cromatiche per la maglia che vale la pena fare un salto.

Auguro a voi buone pedalate e ringrazio Antonello Ferrara per il supporto fornito durante le sessioni fotografiche in esterno.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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