Continental Speed King CX

La prova su strada

Tempo di lettura: 6 minuti

La prova su strada

Mi sono trovato molto bene coi Continental SpeedRide che dopo il loro test hanno continuato a tenermi compagnia e adesso rotolano (più lenti…) sulla bici di un amico.  

Quel test mi rimandò a un copertoncino onesto, sincero, prestante e dalle ottime qualità dinamiche: tutto a un prezzo bassissimo.

Già allora mi venne la curiosità: e salendo di gamma?

Inoltrai richiesta ma poi per mille ragioni (la principale è che le recensioni delle gomme vogliono tanto lavoro) lasciammo cadere in attesa di tempi migliori.

Che non sono arrivati, anzi. Sono in una rincorsa forsennata per recuperare i mesi di stop forzato, in condizioni normali un test pubblicato oggi lo avrei chiuso già due mesi fa.

Sono però arrivati lo stesso due Speed King CX e io mi sono dato da fare.

Li ho montati su due differenti ruote; le mie solite che equipaggiano Raun e le Vision Trimax 30 disc che sono a parco test. E che ho preferito usare per le immagini in esterno.

Tutte e due con cerchi da 17, dove le gomme mi hanno fornito da fianco a fianco uno spessore di 35 mm esatti, pressione 5 bar all’anteriore e 5,2 bar al posteriore, calati poi di un decimo durante i test perché sono calato pure io. Meno male 😀

Perché la scelta di testare questi copertoncini? A parte la curiosità già detta.

Perché mi hanno intrigato già sulla carta, seppure io prenda sempre con dovuto beneficio le dichiarazioni ufficiali.

Beneficio minimo, quella che le aziende mentono è una delle tante leggende metropolitane del nostro mondo a pedali. Non duri sei mesi se racconti frottole.

Cosa mi ha intrigato della scheda tecnica? La gamma Performance, la dichiarata superiore scorrevolezza, l’uso su terreni duri. Il ghiaccio anche, ma sorvolo perché ci sono volato (senza “sor”, magari…) a gennaio e ne pago ancora le conseguenze.

Io che volevo una gomma da gravel più avventuroso ma che si comportasse bene pure sul bitume ne ho intravisto il potenziale e mi sono detto che si, sarebbe stato interessante scoprire loro e capire se il mio istinto si mantiene in forma. Almeno lui.

Tra le diverse misure disponibili ho scelto questa 700×35 perché mi è parsa la più adatta a un test ad ampio respiro; fosse stata una scelta personale, cioè per andarci io in giro senza impellenze da blogger, avrei optato per la più sottile che molto si avvantaggia sul peso.

Ma lo sapete, cosa piace o cosa serve a me conta nulla, la stella polare è sempre la ricerca della migliore soluzione per quanti più ciclisti è possibile.

Ho scelto tre differenti configurazioni di montaggio per questo test.

Su strada ho installato le Speed King Cx ambedue in uguale verso, cioè quello riservato all’anteriore.

In fuoristrada compatto le installate sia con ugual verso che differenziato.

In fuoristrada cedevole solo con verso differenziato.

La mia capacità di complicarmi la vita progredisce di giorno in giorno…

Basta ciance, diamo inizio al test e facciamolo dall’habitat a loro teoricamente meno congeniale: l’asfalto.

Su strada, verso di montaggio analogo. Il profilo della carcassa ha un bell’arco tondeggiante, da gomma sportiva. Ben diverso quindi da quello più piatto che incontrammo con le SpeedRide.

Le immagini del paragrafo precedente lo hanno mostrato così come come hanno mostrato la regolarità del profilo, esente da scalini.

Ma hanno mostrato pure le scaglie, aggressive d’accordo, ma scorrevoli? E’ questa la prima domanda che mi sono posto appena montate le gomme.

E si, sono molto scorrevoli. Senza essere rumorose.

La carcassa ha sua naturale cedevolezza, per cui alla prova pratica è come pedalare con uno slick stradale, senza vibrazione, scalini, rumori se non il vento della corsa. 

Scorrono veloci queste Speed King Cx, più di quanto la naturale destinazione d’uso farebbe immaginare.

In piano vanno via in scioltezza, appena la strada scende un poco senti la velocità aumentare e se smetti di pedalare la bici mantiene velocità. Al netto del comportamento delle ruote, il merito va alle gomme.

In salita si avverte il peso, non sono tra le più leggere del mercato. Come sempre però in questi casi, quando cioè hai coperture di ottimo livello, i grammi li senti solo se la strada impenna cattiva; altrimenti, con salite pedalabili, vince la gran scorrevolezza e comunque aiuta a snellire.

E come sempre io ho bisogno della discesa per raggiungere velocità decenti a consentirmi valutazioni più accurate del comportamento.

Al di là della scorrevolezza, che sempre fa piacere se c’è, una gomma maggiormente votata all’off road tendenzialmente se stressata su asfalto avrà un comportamento meno preciso. Superiore deformazione, fianchi meno rigidi, battistrada cedevole, tassellatura laterale avvertibile e così via.

Ovviamente la fase più delicata è la curva: ingresso e percorrenza il momento topico.

Le Continental Speed King CX hanno avuto un comportamento da stradale pura.

La gomma non cede sotto l’azione della frenata energica e quindi hai ingressi sempre puliti, nessuna sensazione di instabilità.

Il profilo tondeggiante accompagna la discesa in piega in modo graduale e soprattutto regolare, dandoti sempre l’esatta sensazione della effettiva presa sull’asfalto.

Avvicinandosi al limite, che è piuttosto elevato, una vibrazione ti avverte che sei lì, solo le tacchette e poco più ti tengono ancora in piedi ed il caso di non insistere.

Considerando la vocazione da CX, direi che su asfalto sono ottime.

Hanno un solo limite: ti devi fidare. Questo per me è sempre difficile, io voglio “sentire” netto come lavora un copertoncino. A lui mi sto affidando, voglio sincerità.

Dialogo c’è, non è del tutto assente. Però su asfalto è ovattato, senti la gomma prendere ma ti devi abituare, devi passarci molto tempo insieme prima di riuscire a decifrare chiaramente i segnali.

Segnali che invece trasmette a piene mani se la portiamo in fuoristrada.

In fuoristrada, verso di montaggio analogo. Nel percorrere terreni compatti, asciutti, duri, ho preferito montare la gomma posteriore con identico verso dell’anteriore. Non serve plus di trazione, mi fa comodo la possibilità di far scivolare più facilmente e gradisco la superiore scorrevolezza.

Ed è stata una buona scelta, perché su fondi compatti ho avuto conferma di quanto scoperto pedalando su asfalto.

Ma soprattutto ho sentito, sempre, la gomma lavorare. Che proprio semplice non è, non hai la costanza del bitume, a ogni metro o quasi la strada cambia consistenza.

Se su strada ogni sensazione mi è arrivata ovattata, con un leggero ritardo, in off road hai sempre netto il copertoncino che scorre sul terreno, lo senti bene quando freni, lo controlli perfettamente quando lasci scivolare.

Inoltre andando via di passo veloce, e si va veloci, ogni ostacolo, sbacchettamento, dosso improvviso, è subito corretto in automatico, basta tenere le braccia morbide e lasciar fare a loro. Appena riguadagnato il contatto col suolo la ruota anteriore ritrova la sua traiettoria, senza dover correggere e senza prendere sotto. 

La guida si fa via via più sicura, più aggressiva, più sportiva.

Grazie all’ottimo dialogo acquisti consapevolezza e spingi. 

Puoi, volendo, adottare uno stile di guida più stradale, andando via rotondo. Sei veloce, hai appoggio e il passo è buono.

Però è meno divertente.

Vien voglia di essere cattivi, di entrare a palla nelle curve e lasciar tutte e due le ruote scivolare, giusto un moderato carico sui pedali per controllare e braccia morbide (sempre) senza proprio toccare i freni. Forse alla fine la percorrenza è più lenta, però il totale controllo offerto dalle Speed King CX ti fa sentire in gran forma. E poi non sono in gara, in bici voglio giocare, divertirmi.

E così ho iniziato appunto a giocare. I sentieri polverosi, compatti, quelli che chiamiamo strade bianche seppure bianche lo sono quasi mai, diventano un parco giochi.

Strada dritta, via in presa bassa a pestare sui pedali; se c’è un ostacolo lo scarto è immediato grazie alla ottima maneggevolezza offerta dal profilo; la direzionalità è subito recuperata, senza preoccuparsi di finire fuori linea; in frenata l’anteriore tiene bene, il posteriore slitta appena lo scarichi un poco ma grazie al perfetto controllo gestisci sempre la derapata in modo millimetrico. Mi è sembrato tornare ragazzino, quando non c’era un solo tornante che fosse uno che non percorressi in controsterzo a ruota posteriore bloccata. Un cambio gomme ogni tre mesi…

La tassellatura laterale la chiami in causa solo se devi andare di appoggio in una curva molto stretta, altrimenti chiudi le traiettorie giocando di controsterzo lasciando scivolare. Insomma, stile forse poco efficace ma uno spasso 😀

Il comfort che su strada è buono, in fuoristrada diventa ottimo.

La pressione di esercizio non è tra le più basse, i fianchi del copertoncino hanno una certa rigidità per garantire robustezza ma l’assorbimento delle asperità è notevole.

Credo che gran merito vada alla mescola, morbida e compatta. 

Che succede col montaggio inverso tra anteriore e posteriore? Vediamo.

In fuoristrada, verso di montaggio inverso. Una delle cose più divertenti, lo abbiamo appena letto, è lasciar la ruota posteriore libera di sbandierare nello stretto in velocità, uno stile da fixed diciamo così. Adottando il verso di montaggio corretto, quindi con le scaglie che artigliano la strada invece di seguirne il profilo, le cose sarebbero cambiate?

Si, sono cambiate. Non tantissimo è vero; diciamo che a cambiare è lo stile di guida.

La smetti di fare il bambino sollevando polvere a ogni piega della strada perché anche se derapi dietro sempre facilmente, non riesci a controllare con ugual sicurezza. La derapata dura meno. In pratica dove prima ero ancora in movimento, botta di interno coscia a indurre la scivolata e poi il colpo di pedale, ora mi fermo. Nel senso che la gomma si pianta lì, si attacca al terreno.

La guida si fa meno frivola e più concreta. Il ritmo sale, la smetti di perder tempo e farti venire il fiatone per rilanciare i tuoi rallentamenti indotti (però sono divertenti, dai…) non hai mai perdite di aderenza sui leggeri sobbalzi, la ruota non gira a vuoto se sbagli rapporto, sfrutti bene tutti e due i freni e aumenti la velocità di percorrenza delle curve se hai una sponda cui poggiarti o la strada è ampia e puoi piegare la bici.

Insomma, vai meglio a verso invertito tra anteriore e posteriore. Sei più efficace e anche più sicuro, migliore gestione della frenata e della piega.

Più adulto e meno bambino; e non è detto sia un bene…

Ma soprattutto riesci a guidare meglio su terreni più pesanti.

I muri te li fai uguale bici in spalla, forse con un rapportino qualcosa la gomma afferra; col mio 34/32 no, a vuoto.

Però la gomma si impasta poco, non c’è spazio al centro perché la terra si depositi in quantità. Brevi tratti ovviamente.

Si forma la classica ciambella, ritrovi terra asciutta, tutto schizza via (sulla tua schiena: perché la sera prima ho rimosso i parafanghi? Boh) e tu prosegui spedito.

Quindi non una gomma da fango che non è; ma al solito, vuoi perché la sera prima è piovuto, vuoi perché il contadino ha piazzato male la pompa inondando anche il sentiero, ne esci comunque. Stavo per dire “ne esci pulito”. No, quello no. E vabbè, anche questo fa parte del gioco.

Bene, possiamo tirare le nostre conclusioni.

COMMENTS

  • Stefano Storoni

    Ciao Fabio, riprendo questo tuo articolo per ripotarti la mia esperienza con uesti pneumatici: premesso che confermo in toto la positiva valutazione che ne dai, ho qualche dubbio riguardo la durata. Ho fatto in tutto circa 1.000 km, misto asfalto/sterrato, e la gomma posteriore è quasi andata, le famose scagliette del battistrada sono praticamente sparite. E’ vero che io sono piuttosto pesante, ma mi sembra un pò poco, cosa ne dici?

    • Elessarbicycle

      Ciao Stefano, effettivamente è troppo poco.
      In un test di gomme cerco di percorrere un minimo di 700km e quasi mai oltre i 900, e nel caso di queste gomme tanta usura a fine test non l’ho rilevata.
      Le ho regalate a fine test, appena esco da questa bolla di malasorte chiedo al ciclista a cui le diedi quanti km ci ha fatto.

      Fabio

      ps, dimenticavo; siccome mi ci trovavo bene e quelle del test le avevo già regalate, ne ho preso un paio per me durante test di altra roba. Non ho usato solo loro ma molte gomme differenti, e quindi il chilometraggio è basso e poco probante. Comunque, con poco meno di 300 km sono praticamente nuove.

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