Ultegra 8070 Di2, presentazione – parte prima

Il cambio Ultegra RD-RX805-GS Di2

Tempo di lettura: 8 minuti

Il cambio Ultegra RD-RX805-GS

Il cambio nel nostro caso è la versione Ultegra RD-RX805-GS.

Se il suffisso GS ci è noto da tempo, sappiamo fa riferimento alla lunghezza della gabbia (GS media, SGS lunga, SS corta), il prefisso RX potrebbe non essere familiare a tutti.

Shimano usa chiamarlo Shadow RD Plus: cos’è?

E’ un sistema che possiamo definire stabilizzatore della catena. Mutuato dall’esperienza in fuoristrada, evita salti di catena affrontando terreni accidentati bloccando il perno della gabbia. Questa resta in posizione mantenendo la catena tesa. Affrontando fuoristrada, sentieri o pavé il pericoloso sbatacchiamento sarà scongiurato. 

Qui siamo ancora in fase di presentazione statica, le valutazioni sul comportamento di questa tecnologia dovranno aspettare la prova su strada.

Nell’attesa vi pubblico un video ufficiale.

A comandare la funzione una piccola levetta posta sulla sommità della sede della gabbia.

Con doppia posizione on/off.

L’attacco al telaio è del tipo Direct Mount

Volendo è possibile rimuoverlo e trasformarlo in attacco tradizionale. Io lo sconsiglio su telai a perno passante. 

Perché lo sconsiglio? Perché il direct mount, altra tecnologia mutuata dal mondo off road, permette quel leggero dissastamento del cambio rispetto al telaio facilitando la rimozione della ruota posteriore: sfili l’asse e lei viene giù dritta, senza intoppi.

Non manca la brugola di regolazione della distanza.

Così come non mancano i registri di fine corsa: però è un Di2, c’è una precisa procedura da seguire. Un errore oltre a generare malfunzionamenti comporta il decadere della garanzia.

Io del malfunzionamento lo sapevo, infatti ho sempre ricordato a chi lamentava salti di catena (sferragliare più che altro) la corretta regolazione della vite H, differente da un cambio meccanico (in tanti sbagliano lei). Confesso però di aver scoperto due cose durante la stesura di questi articoli. Sbagliavo anche io perché applicavo mezzo giro e non uno; il decadimento della garanzia in seguito a errata procedura. Per la prima ho come scusante l’essermi fidato di istruzioni di fonte autorevole, per la seconda nessuna scusante, avrei dovuto leggere prima anche le notazioni sulla garanzia.

Comunque fedele alla mia politica di informarmi prima di scrivere (se non prima di agire…) ho chiesto lumi in Shimano che mi ha confermato come seguire la corretta procedura non crei problemi di garanzia (oltre a offrire perfetto funzionamento) e la vedremo quando lo monteremo. 

Manca ovviamente il sistema di aggancio del cavetto d’acciaio: c’è la porta di ingresso di quello elettrico, sul retro.

Qui mi sarebbe piaciuta una conchiglia di protezione della sede, come quella in dotazione al deragliatore. C’è un fermo di sicurezza, ma in uso gravel (è pur sempre un RX…) qualunque accessorio eviti un pericoloso aggancio sarebbe benvenuto.

Cambio a gabbia media (GS), lo riprendo di spalle per mostrarne la lunghezza.

Le pulegge in resina hanno verso e posizione di montaggio, quindi prestare attenzione durante la manutenzione.

Il cambio Ultegra RD-RX805GS supporta pignoni dall’11 come più piccolo a 34 come maggiore; il pignone più agile non può essere inferiore al 28.

La differenza di denti tra le corone non deve essere superiore a 16 denti; capacità totale è 39 denti.

Se i primi due dati sono intuitivi, potrebbero non esserlo del tutto il terzo e per alcuni forse astruso il quarto, la capacità totale. Agli albori del blog scrissi un articolo per aiutare nel decifrare queste indicazioni. La sua lettura potrà aiutare, ci sono cambio e deragliatore.

Soprattutto la presenza di questo cambio in versione RX, ammetto, mi ha spinto a scegliere un telaio gravel su cui montarlo.  

Comunque ne riparleremo con i test su strada.

Proseguiamo con l’ultimo componente Di2: il deragliatore.

COMMENTS

  • Giovanni74

    Ciao Fabio, da sempre ho alcune curiosità sui gruppi elettroassistiti e non potevo sperare di meglio se non leggere un tuo articolo su di essi, se poi ci mettiamo il fatto che partiamo dal montarlo non si può chiedere di più. Veniamo alle mie perplessità, ovviamente sarà ben visibile il livello di carica della batteria in modo che l’utente possa regolarsi sul suo stato, se però per fretta e distrazione usciamo con un livello basso della carica, hai un’idea di quanto questo incida sul funzionamento? Si rischia di non poter cambiare o altre problematiche?
    In un uso non costante con uscite intervallate da settimane di inattività, che tempi di decadimento della carica si registrano?
    Grazie.
    Giovanni

    • Elessarbicycle

      Ciao Giovanni, nel 99% dei casi chi usa un Di2 ha un ciclocomputer compatibile con cui può monitorare la batteria in tempo reale.
      Altrimenti ci sono i led sulla Junction A che ti avvisano, con ampio anticipo.
      La possibilità di trovarsi scarichi lungo la strada è remota, la durata è notevole e non stai lì a cambiar marcia ogni metro.
      Un uso continuo della bici, per esempio 3/4 uscite a settimana (la classica combinazione brevi più lungo domenicale), se la ricarichi ogni due mesi è pure tanto. I 2000 km sono alla sua portata.
      Stesso intervallo se la bici è ferma, più che altro per non farla deperire.
      Un maggior consumo lo puoi avere con uso continuo del modulo D-Fly, ma a quel punto significa che hai ciclocomputer e quindi vale quanto scritto in apertura.
      Se per dimenticanza dovesse accadere, il primo a fermarsi è il deragliatore, su corona minore. Ma hai energia a sufficienza per tornare a casa usando il cambio.
      Insomma, non dobbiamo portarci powerbank e cavetto a ogni uscita 😀

      Fabio

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