Creare una protezione in alluminio per il salto della catena

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Il salto della catena è per tanti di noi un incubo.

C’è chi ha perso un Tour per questa malandrina che non si ingaggia sulla corona.

A noi invece girano le scatole perché, quasi sempre, il telaio si rovina.

Graffi o salti di vernice, che alcuni vivono come medaglie al valore, altri (io) come terribile seccatura. Ci tengo a mantenere in buona efficienza le mie bici; ci tengo a mantenerle anche esteticamente gradevoli.

Un punto critico è sul fodero basso, appena dietro la corona più piccola. In caso di salto catena, basta quel mezzo giro di pedale che questa andrà a incastrarsi proprio lì.

Con un effetto più che abrasivo; addirittura prima dell’estate mi sono ritrovato una Pinarello che in quel punto era quasi bucata. Eseguì la riparazione con apposito stucco bicomponente e non pensai a ricavare la procedura fotografica di quel lavoro. Ne sarebbe venuto fuori un articolo, credo, utile.

Perdonate la mia sbadataggine, ero alle prese con la chiusura dei test e mille cose da fare.

Stavolta però le foto le ho create.

Un telaio nuovo sempre merita qualche attenzione; e il momento migliore per vari lavoretti è proprio quando ancora devi montarlo.

Così vista la mancanza sul telaio Holdsworth Mystique di una decente protezione del fodero basso in zona scatola movimento, ho pensato di crearla io.

E mostrare a voi come fare.

Certo, ormai tra stampanti 3d, software cad e aziende che basta inviargli il file e ti spediscono a casa un pezzo rifinito, preciso e curatissimo, c’è da chiedersi che senso ha stare ancora lì a lavorare di lima.

Il costo? Beh si, con un paio di euro ce la caviamo ma non sta qui la ragione.

E’ il gusto. Il gusto di fare qualcosa con le proprie mani, di creare un manufatto che forse non sarà bellissimo, perfetto e rifinito come uscito da un macchinario a controllo numerico.

Però avrà il sapore del lavoro fatto con cura, dedicandogli il giusto tempo.

E non serve nemmeno chissà che attrezzatura particolare: un seghetto, una lima, se si vuol far prima un trapano da montare a banco (o una mola da banco), nastro biadesivo e il gioco è fatto.

Attrezzi che chiunque abbia un minimo di passione per il fai da te già possiede.

Nel prossimo paragrafo vedremo quindi cosa serve e come usarlo. 

Solo una ultima notazione.

Io ho scelto di rivestire la piastrina in alluminio che funge da protezione con del vinile adesivo, stesso colore del telaio.

Per ragioni estetiche e pratiche; l’estetica è perché volevo si notasse il meno possibile; la pratica è perché in caso di danneggiamento mi basterà applicare del vinile nuovo, così che mai compaia alla vista qualche antiestetico graffio.

Io sconsiglio la verniciatura; a chi piace potrà pensare a una lucidatura a specchio. E’ una piastrina di pochi centimetri, lucidarla sono una manciata di minuti.

Quindi vedremo come crearla grezza, per la finitura finale mostro brevemente come ho fatto, poi ognuno deciderà a proprio gusto.

Voltiamo pagina.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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