Inserire cavi interni con attrezzo magnetico

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Lavorare su telai a cavi interni è sempre una seccatura.

Non tanto per il passaggio interno, che effettivamente dona gran pulizia di linea, quanto perché troppi produttori credono bastino sei fori e hai fatto.

Senza curarsi troppo di curve strette, aperture piccole, incroci impossibili. 

I telai nuovi hanno già in sede i tubicini guidacavo, quindi agganci, tiri e hai fatto.

Però.

Un telaio usato potrebbe non avere guidacavo, il proprietario quando ha smontato tutto non ha pensato a crearli, sfruttando l’impianto già esistente.

Una nostra sbadataggiane e abbiamo tirato via tutto.

Una sbadataggine del produttore e lì ha dimenticato di inserire il comodo tubicino.

Quale che sia la ragione, che a noi non interessa, siamo qui, col nostro telaio a cavi interni e guardiamo sconsolati quei fori di ingresso e uscita senza sapere come farci passare una guaina.

Qualche anno fa una nota azienda produttrice di attrezzi per bici ebbe l’intelligenza di commercializzare un kit per guidare i cavi all’interno del telai, industrializzando una tecnica che noi meccanici “creativi” già usavamo: sfruttavamo i magneti.

La nostra soluzione era valida, seppure artigianale; un kit è più professionale e fatto meglio.

E così in tanti hanno deciso di seguire identica via, proponendo piccoli attrezzi con magneti, cavetto e adattatori.

Come questo, composto da cavetto metallico con magnete da un lato e un minitool che comprende l’altro cavetto corto con magnete, tre adattatori per guaine meccaniche, idrauliche e Di2 e il magnete principale.

Facile da utilizzare, completo e tutto sommato non troppo costoso. Ne esistono diversi, c’è anche discreta forbice di prezzo. Diciamo che uno buono (se i magneti son deboli, serve a nulla) lo si trova sui 30/35 euro.

Tanto o poco dipende da quanto spesso lo si usa. Io vi ricorro tantissimo, spesa giustificata. Intervento una tantum beh, con 5 euro i magneti buoni li compri e gli adattatori per i vari tipi di guaina li sostituisci con nastro adesivo sottile e tenace.

Vediamo rapidamente come è fatto questo attrezzo magnetico per aiutarci a inserire i cavi interni.

Abbiamo una sorta di minitool con su avvitati i tre adattatori per i differenti cavi, un piccolo cavo con magnete alla fine e il magnete principale.

E poi un cavetto metallico, di solito lungo tra i 120 e 150cm (dipende dal marchio) con all’estremità anche lui un magnete.

A questo capo andrà infatti collegato il cavetto corto con magnete, svitandolo dal minitool.

Questo perché il cavo corto ha l’altra estremità filettata: e noi lì dovremo avvitare l’adattatore giusto per il tipo di guaina da tirare.

Qui in basso per esempio ecco l’adattatore per guaina meccanica.

La parte zigrinita andrà inserita a pressione (ruotare un poco aiuta) nella guaina, rendendo il tutto solidale.

Gli adattatori come detto sono tre.

Ora sappiamo più o meno come è fatto; mettiamolo in funzione.

Abbiamo il nostro telaio a cavi interni, senza alcuna guida. Che facciamo? 

Io per comodità espositiva ho rimosso uno dei tubi guidacavo presenti, quello che da sotto la scatola movimento usciva a destra dell’obliquo. Quindi non badate alla presenza degli altri due guidacavo residui…

Abbiamo due fori, uno in alto e l’altro in basso: quale usare come foro di partenza?

Di solito la strategia migliore è partire dal foro più piccolo: perché inserire da esterno verso l’interno è sempre più agevole che fare il contrario, tirar fuori cioè un cavetto interno da un foro stretto.

Quindi in questo caso partirò dalla piccola finestra sotto la scatola movimento.

Cavo lungo con magnete finale e minitool a portata di mano, la prima operazione è inserire il cavetto dal lato col magnete.

Subito lo “agganciamo” col magnete maggiore, quello sul minitool: un sonoro clack e la naturale resistenza magnetica ci avviseranno del compiuto aggancio. Piano, senza fretta né staccare il magnete dal telaio, ci portiamo il cavetto verso il foro di uscita. Una volta raggiunto sarà sempre la forza magnetica ad attrarlo fuori.

Adesso che abbiamo il lungo cavo magnetico all’interno del telaio a farci da guida dobbiamo armarlo per inserire la guaina o il cavetto Di2 che ci interessa.

Qui ho preferito una guaina meccanica.

La cosa migliore è preparare tutto prima, cioè avvitare l’adattatore sul cavo magnetico corto e assicurarvi la guaina. Per esigenze fotografiche ho fatto tutto al momento, per meglio chiarire.

Quindi ecco il cavetto corto attaccato a quello lungo, magnete contro magnete.

E qui è adattatore e guaina innestati.

A questo punto non resta che percorrere la stessa strada ma in senso inverso.

Sempre piano, senza fretta, accompagnando il tragitto, possiamo tirare il capo del cavo magnetico lungo, quello che spunta da sotto la scatola movimento, inserendo così la guaina all’interno del telaio. Spingere in sincrono anche lei aiuta.   

Una volta che la guaina sarà uscita dalla finestra sotto la scatola movimento potremo staccare tutto.

Ed ecco la nostra guaina in sede, pronta ad accogliere il cavo d’acciaio.

Semplicissimo.

Alcuni consigli generali, perché ogni telaio è storia a sé.

Nel caso il passaggio non preveda la guaina ma solo il cavo, cioè con la guaina che si ferma all’ingresso del telaio, una buona strategia è fissare un tubo guidacavo, come quelli forniti di serie, al cavo magnetico lungo. Inseriamo il tubo sfruttando il cavo lungo magnetico e sarà questo a guidare il cavetto d’acciaio. Se non lo avete qualche negozio ve lo fornirà; in alternativa la sempre valida guaina termostringente, reperibile con facilità.

Inoltre, utilizzare il cavo magnetico lungo in modo inverso, assicurandogli cioè all’estremità opposta a quella dove c’è il magnete un sottile tubo guidacavo, permette di ricollocarli velocemente in posizione. Un favore che farete in caso di vendita del telaio a chi verrà dopo di voi.

Nel caso si utilizzi l’attrezzo per inserire tubi idraulici è bene dopo tagliare almeno 10/15 mm di tubo dal lato utilizzato con l’adattatore. Altrimenti lo spinotto (quello dell’impianto idraulico) non avrebbe presa, ballerebbe.

Sempre con riferimento ai tubi idraulici, l’adattatore può essere usato anche con olio nell’impianto; però ricordate di innestare bene l’adattatore e di farlo con la guaina in verticale.

Nel caso si utilizzi l’attrezzo per far passare i cavi Di2, usare sempre l’attrezzo specifico Shimano TL-EW02 per assicurare lo spinotto all’adattatore e poi staccarlo. 

L’innesto è a pressione, l’adattatore è tenace, meglio non rischiare di rovinare gli spinotti. 

Aggiungo: MAI tirare il cavetto, sempre lavorare sullo spinotto.

La possibilità che il magnete maggiore, quello sul minitool, possa segnare il telaio è davvero remota. Scivola facile. Se però non vi sentite sicuri basterà un pezzetto di nastro carta sul magnete maggiore; non spesso abbastanza da schermare, morbido il giusto per evitare segni.

Questa procedura è valida con telai in fibra di carbonio, non in acciaio perché lì il magnete si attaccherebbe al telaio. Problema che non si pone, i telai in acciaio hanno le loro canaline saldate interne. Almeno quelli ben fatti.

Con l’alluminio la resa è buona; non ottima come col carbonio, a volte si perde il contatto e bisogna ripartire da zero. La strategia per una efficace riuscita è andare piano e mentre si avanza col magnete spingere in sincrono il cavetto lungo. Soprattutto se il percorso prevede una S, come per esempio la doppia curva tipica di tanti foderi bassi.

Nel complesso è un attrezzo semplice da usare, chiede giusto un paio di utilizzi per “sentire” nelle mani quando sta tirando e quando è bene rallentare.

Una volta fatta, appunto, la mano, nessun passaggio sarà più un ostacolo.

Buone pedalate

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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