Verniciatura telaio bici fai da te, parte quarta

Rimediare a una colatura di vernice

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Rimediare a una colatura di vernice

La colatura o goccia di vernice è il più comune infortunio del novello verniciatore. Può accadere anche con l’aerografo se maneggiato male, quindi nessuno sconforto, capita.

Le cause sono quasi sempre le stesse, tre per amor di esposizione: un eccesso di vernice in un angolo o zona infossata e/o lavorata (pensiamo ai forcellini fresati o qualche attacco filettato del tipo esterno); l‘essere partiti non a vuoto ma direttamente sul telaio, facendo depositare troppa tinta alla partenza; aver insistito troppo su un punto perché ci sembrava venuto male, rinunciando al movimento continuo che è il vero segreto per ottenere una verniciatura soddisfacente. 

A queste ne aggiungo due, meno probabili ma non per questo impossibili: non aver agitato a dovere la bomboletta, cosi che a essere spruzzata è una miscela troppo liquida che inevitabilmente colerà; non aver rispettato la giusta distanza, posando una eccessiva quantità di vernice.  

Quale che sia la causa il rimedio è sempre lo stesso: carteggiare.

Per mostrare la procedura ho sacrificato un vecchio reggisella, dato una mano di fondo bianco e poi verniciato in nero lucido; avrei preferito il matto ma questo avevo sottomano…

La scelta di dare un fondo bianco è dettata dalla necessità di offrire il miglior contrasto in foto.

Il lucido non aiuta nella comprensione delle immagini ma credo sia evidente la colatura che ho creato 😀

Esagerata eh? Ok, però è didattica, non penso che chi vernicia seppure alla sua prima volta riesca a creare un danno così catastrofico. Eppure persino questo troverà rimedio.

Per prima cosa non facciamoci prendere dal panico e dalla irrefrenabile voglia di rimediare subito.

Prima di carteggiare è necessario attendere 24h.

La vernice deve essere perfettamente asciutta; se la colatura è molto spessa possono volerci anche 48h perché gli strati sottostanti siano asciutti.

Carteggiare su vernice umida significa accrescere i danni. 

Il lavoro deve essere molto delicato; io consiglio una 800/1200 di partenza e finitura con la 2500.

Esistono anche i tamponcini abrasivi per ritocchi; sono piccoli, 1x2cm o poco più e studiati apposta per queste operazioni.

 

Anche dischetti e rettangoli abrasivi molto piccoli e sempre a grana fine, tutti studiati per i ritocchi. Insomma, roba adatta non manca.

 

Pressione nulla, movimenti leggeri, tanta pazienza.

Qui in basso carteggiatura parziale, non ultimata; alla fine aver usato vernice lucida un vantaggio per le immagini me lo ha dato: si nota il contrasto tra la zona opaca, carteggiata, e quella lucida che è semplicemente il bordo della colatura. Che andrà spianato.

Ed eccolo ora omogeneo. Un poco grossolana la finitura ma a titolo di esempio può andare. Prima di verniciare ho sistemato meglio…

 

Forse suggerire persino una 2500 è un eccesso di prudenza ma ricordate: mai scoprire il fondo.

Ecco, ora comprendete perché ho scelto il fondo bianco 😀 

Vabbé, si capisce che è fatto apposta, ci sono andato di disco abrasivo e grana grossa per fare subito. Però attenzione, anche con una 1200 si riesce a far danni se si lavora male.

Bisogna controllare di continuo, pochi movimenti alla volta e poi ispezione e così via.

E’ preferibile carteggiare una area leggermente più ampia della colatura vera e propria, magari circoscrivendola con del nastro da mascheratura.

A secco o a umido?

Per me sempre a secco. Permette un superiore controllo o forse sono io che ormai ho migliore esperienza con questa tecnica e la preferisco.

Se durante la carteggiatura vi accorgete che la vernice rimossa non diventa polvere ma piccoli panetti, fermatevi: non è secca abbastanza. 

Bisogna attendere, non c’è alternativa.

Una volta carteggiato e solo dopo aver raggiunto la certezza che sia tutto perfettamente livellato e asciutto, una bella pulita con antisiliconico.

Ora la possiamo riverniciare.

Riflessi di luce a parte, non è venuto male. E considerate che per queste foto ho usato normali bombolette del brico, resa quindi nettamente inferiore.

Due trucchi.

Il primo è mascherare i contorni della zona da riverniciare.

Il secondo è spruzzare attraverso una maschera di cartone. 

Cos’è? Giusto, spieghiamo.

Una bomboletta lo sappiamo ha un ventaglio ampio, non il flusso preciso di un aerografo. Anche mascherando potremo ritrovarci con particella residue che si depositeranno sul telaio, creando una finitura ruvida.

Per evitarlo prendiamo un cartoncino, pratichiamo un foro di circa 5cm di diametro e verniciamo attraverso questo, tenendo il cartoncino a circa 10cm dalla bomboletta. 

Così facendo l’eccessiva apertura del ventaglio tipica della bombolette sarà “catturata” dal cartoncino. Ne viene un lavoro più preciso ma è meglio fare qualche prova, non è intuitivo coordinare i due movimenti.

Ritocco eseguito, possiamo dare il trasparente: nessuno noterà la differenza.

La tecnica è identica anche se la colatura è del trasparente; le uniche differenze sono che può essere preferibile carteggiare una zona più ampia rispetto a come avremmo fatto con la tinta, così da ottenere migliore omogeneità, e lavorare in umido.

Prossima ipotesi, voltiamo pagina.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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