Verniciatura telaio bici fai da te, parte quarta

Trasparente a buccia d'arancia

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Trasparente a buccia d’arancia

Cos’è il trasparente a buccia d’arancia? E’ quella finitura granulosa, ruvida e non perfettamente livellata come dovrebbe sempre essere col trasparente. 

Tante le possibili cause. Le più comuni sono temperatura troppo bassa e/o elevato grado di umidità; inclinazione eccessiva della bomboletta; flusso della vernice non ortogonale rispetto al supporto; distanza troppo bassa/alta; pressione errata in uscita (con aerografo, con bomboletta significa aver sbagliato con l’aerosol); ugello della misura sbagliata e infine troppo tempo trascorso tra una mano e l’altra.

Comunque, il trasparente è sempre una rogna, diciamolo.

Ed è anche quello più difficile da rimediare, non esiste una procedura universale ma c’è da scegliere la migliore strategia in base all’entità del danno e a quanto spessore abbiamo.

Si, lo spessore, o quantità di trasparente già posato.

Se siamo stati generosi (e io consiglio sempre di esserlo) una lucidata accurata dovrebbe risolvere il problema.

Dopo che è perfettamente asciutto possiamo usare un buon polish, tanto olio di gomito e il risultato dovrebbe arrivare. A patto sia una buccia d’arancia lieve.

Se la ruvidità è tanta bisogna carteggiare.

Ad acqua, grana 2500, tanta pazienza e la cosa migliore è passare tutto il telaio, per evitare che una successiva passata, a volte necessaria, non aderisca come dovrebbe facendoci ritrovare punto e accapo.

Una buona soluzione, mi dicono perché io non l’ho mai usata, sono i dischi Trizact.

Sono studiati per essere applicati su elettroutensili ma alla fine nulla vieta di sfruttarli a mano. Con tanta fatica in più ma non è detto che la zona da rifinire sia facilmente accessibile da un elettroutensile. Del resto sono tecnologie per il mercato auto, lì è tutto ampie lamiere e non tubi sottili.

Hanno grane sottilissime, parliamo di 6000, e visto che su elettroutensili vogliono il loro supporto in spugna, è buona idea creare noi un tampone se vogliamo lavorare a mano.

Tutto questo sempre ammesso ci sia abbastanza vernice da lucidare; di fatto noi elimineremo uno strato, sottile d’accordo, ma pur sempre lo togliamo.

Se sotto non ne rimane abbastanza potremo scoprire la tinta. E a quel punto l’unica è rimuovere tutto il trasparente da tutto il telaio e darne di nuovo dopo aver trattato la vernice per consentirgli un legame decente. Verrà fuori comunque un lavoro non ottimale ma passabile si.

E se di vernice non abbiamo da tirar via lucidando? Brutta situazione.

Carteggiamo tutto il telaio, grana fine; da 1200 a salire.

Puliamo con estrema cura e se durante la pulizia ci accorgiamo che una zona non è perfettamente livellata, di nuovo via a carteggiare.

Pulizia accuratissima, mi raccomando.

E poi nuovo trasparente, facendo attenzione ad evitare l’errore che ha portato all’effetto buccia d’arancia; se siamo riusciti a capire dove abbiamo sbagliato.

Se tutto sarà fatto con pazienza e a regola d’arte il trasparente dovrebbe ancorare abbastanza bene; con ogni probabilità si avrà meno lucentezze ma meglio questo che dover sverniciare completamente il telaio.

Già, il trasparente è davvero una rogna…

Siamo alla fine del nostro percorso sulla verniciatura fai da te.

E’ stato difficile per me gestire questa sequenza di articoli, mille opzioni da considerare, scelte da compiere, procedure da scartare o preferire tenendo conto del risultato finale ma soprattutto del grado di difficoltà per il neofita e il margine di errore.

Forse avrò scoraggiato qualcuno, l’avrò spaventato.

Vi confesso: se è successo, meglio così. 

Se non vi sentite pronti, se pensate sia troppa fatica, lasciate perdere. 

Non è un lavoro “ripetibile”: non è come montare un movimento centrale che se non entra dritto svitiamo e riproviamo. No, una volta iniziato non si torna indietro.

Meglio quindi decidere con cognizione, sapere a cosa si andrà incontro per valutare se alla fine il gioco vale la candela o è meglio affidarsi a un professionista.

Se però vi sentite sicuri allora spero che con questa lunga serie di articoli sia riuscito a togliervi ogni dubbio indicandovi la via per un buon risultato.

Buone pedalate, ovviamente colorate.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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