Manutenzione del sistema Ultra Torque

La rimozione e l'installazione dei cuscinetti Ultra Torque

Tempo di lettura: 6 minuti

La rimozione e l’installazione dei cuscinetti Ultra Torque

Rimuovere i cuscinetti Campagnolo Ultra Torque è semplice.

Oppongono bassa resistenza, soprattutto se chi li ha montati ha avuto cura di applicare un velo di grasso, per prevenire la malefica ossidazione.

Semplice però non significa non bisogna essere accorti nel seguire la corretta procedura.

Che è analoga per ambedue i semiassi, con quello di destra che richiede un passaggio in più perché lì abbiamo un anello di fermo da rimuovere. Anello assente sulla pedivella sinistra.

Per questo motivo ho scelto di mostrare solo la procedura per il lato destro; per quello opposto è identica, semplicemente non abbiamo l’anello seeger da rimuovere.

Cioè questo qui.

Che NON vi venga in mente di agganciare l’estrattore prima di aver rimosso l’anello seeger: alla meglio lavorate inutilmente, alla peggio spaccate il cuscinetto.

Per rimuoverlo è sufficiente un bulino dalla lama molto sottile.

Oppure una buona pinza per anelli seeger. Anche se questo anello su cui lavoriamo è privo di occhielli, la sua lavorazione prevede leggere scanalature che permettono ai denti della pinza di far presa.

Eccovi un breve video per questa operazione.

Per sfilare via il cuscinetto la procedura è identica a quanto visto nell’articolo sul Power Torque.

Quindi ci servono l’estrattore e la conchiglia.

Inseriamo la conchiglia alla base del cuscinetto, nello spazio libero tra questo è il parapolvere nero.

Prendiamo l’estrattore Unior dal nostro kit.

Agganciamo i suoi uncini alle asole ricavate nella conchiglia.

Chiave da 14 e avvitiamo.

La corsa è breve, coincide con quella della vite dell’estrattore. Smontiamo il tutto e sfiliamo via il cuscinetto a mano, tanto ormai ha guadagnato il settore più sottile del semiasse.

Anche per questa sequenza è previsto un filmato.

Così come per l’estrazione anche la successiva installazione del cuscinetto è identica a quanto visto nell’articolo sul Power Torque. E come fatto lì, anche stavolta vi dico di ingrassare PRIMA la sede del cuscinetto e che io non l’ho fatto solo per esigenze fotografiche, per lasciare pulita la zona.

ATTENZIONE AL VERSO DI MONTAGGIO. I cuscinetti Campagnolo hanno un verso di montaggio, facilmente riconoscibile perché i colori dei parapolvere inseriti sul cuscinetto sono di differente colore.

Il lato rosso guarda la pedivella: quindi noi in fase di montaggio avremo difronte quello nero.

Ci servono parapolvere, cuscinetto e tubo di spinta prelevati dal kit Unior.

Infiliamo a mano il cuscinetto, lato nero verso l’alto.

Infiliamo il tubo di spinta e diamo due colpetti a mano per assicurarci che il cuscinetto sia dritto e il tubo poggi su tutta la sua circonferenza.

 

Una volta che siamo sicuri che sia tutto corretto, due colpi col martello in gomma e il cuscinetto troverà docilmente casa.

Per necessità sceniche ho scattato le foto con la guarnitura poggiata a banco: NON SI FA.

In questo video invece seguo la procedura corretta.

Come mostrato nel video la guarnitura (lo stesso per la pedivella sinistra) va tenuto in mano mentre si martella. Il nostro braccio funge da ammortizzatore naturale ed evita danni.

Ultima operazione, relativa solo alla pedivella destra, è il reinserimento dell’anello seeger.

Lo facciamo scorrere il minimo indispensabile sul semiasse e lo accompagniamo in sede col tubo usato per il cuscinetto. A mano, senza ausilio del martello.

Fatto, anche l’anello è in sede.

Se testo e foto non vi sono bastati, ecco il video che ripercorre la procedura appena illustrata.

Cosa resta da fare? Rimontare il tutto sul telaio ma visto che c’è un articolo che spiega come fare e soprattutto pone in assoluto rilievo l’importanza di ingrassare per bene, vi rimando alla lettura di quelle note, che potete raggiungere a questo link.

Aggiungo che se di smontare il cuscinetto non vi interessa ma volete solo pulirlo e reingrassarlo, sempre nell’articolo appena suggerito è spiegata tutta la procedura.

Un ultimo paragrafo lo dedico a un video dove ho montato in una unica sequenza tutte le fasi viste sin qui.

Pagina successiva e buona visione.

Unior

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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