Manutenzione del sistema Ultra Torque

Gli attrezzi per la manutenzione dell'Ultra Torque

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Gli attrezzi per la manutenzione dell’Ultra Torque

Smontare il sistema Ultra Torque è molto semplice, decisamente più facile e veloce del Power Torque.

Se la nostra unica esigenza è rimuovere le pedivelle basta una chiave a brugola da 10; una volta rimossa la brugola di unione con qualche colpetto sulle pedivelle queste vengono via. Con facilità se in origine il sistema è stato montato bene, che significa calotte perfettamente ortogonali alla scatola movimento e abbondante grasso nelle sedi vuote delle calotte, così che i cuscinetti non siano ovalizzati nel primo caso oppure ossidati nel secondo.

Esistono chiavi a brugola specifiche, caratterizzate da una superiore leva e maggiore lunghezza rispetto a una chiave a brugola standard.

Oppure si può ricorrere a una comune chiave a cricchetto sfruttando i bit a misura; quello che però non deve mancare è la prolunga perché la vite a brugola è molto interna (praticamente al centro della scatola movimento) e il solo bit non la raggiungerebbe.

Limitarsi a rimuovere le pedivelle è sufficiente quando il nostro scopo è dare una pulita e dare nuovo grasso ai cuscinetti; come ingrassare senza rimuovere i cuscinetti dalle sedi è descritto in questo articolo.  

Se invece i cuscinetti vogliamo sfilarli dalle loro sedi sui semiassi ci serve un estrattore specifico.

In quest’articolo useremo il kit Unior 1626A, specifico per lavorare su guarniture e pedivelle Campagnolo Ultra Torque e Power Torque e ovviamente anche quelle marchiate Fulcrum.

Però vista la maggior semplicità del sistema Ultra Torque non dovremo usare tutto ciò che è previsto nel kit Unior.

Preleveremo solo l’estrattore e la conchiglia per rimuovere i cuscinetti; e il tubo di spinta per installarli.

In questo articolo c’è già una ampia descrizione del kit Unior 1626A, quindi come fatto nel paragrafo precedente a proposito della tecnologia Ultra Torque, anche qui mi limiterò a un veloce riassunto. E con riferimento solo a ciò che serve per l’Ultra Torque.

Parto dall’estrattore a due bracci, regolabili in larghezza.

In dettaglio l’ingaggio per chiave da 14 della vite di spinta

Alla base della vite di spinta abbiamo la “coppa” che andrà a battuta sul semiasse; al suo interno c’è una rondella in nylon per scongiurare qualunque danno alle lavorazioni dei giunti

Precauzione gradita anche se l’interferenza tra asse e cuscinetti non è tale da richiedere eccessiva forza.

L’estrattore preso da solo può nulla: serve qualcosa per abbracciare il cuscinetto.

Ossia quella che io ho già definito “conchiglia” e che continuerò a chiamare così.

Sagomata per accogliere e abbracciare il cuscinetto dal basso, accompagnandolo verso la risalita senza pericolo di sforzi anomali; e con due asole ai lati destinate ad accogliere gli uncini dell’estrattore.

Ho diversi tipi di estrattori cuscinetti, compreso uno che sfrutta solo gli uncini dei suoi bracci per agganciare il cuscinetto. Volendo anche qui, con questo estrattore Unior, sarebbe stato possibile creare una vite di spinta più lunga ed evitare di aggiungere la conchiglia. 

Ma all’atto pratico, cioè usando i differenti estrattori, riconosco che la soluzione con conchiglia è superiore.

E’ praticamente impossibile danneggiare il cuscinetto, che seguirà sempre un percorso perfettamente lineare lungo l’asse. Con un estrattore che utilizza solo i due uncini è necessario prestare massima cura nel suo posizionamento perché se mal poggiato sull’asse determina una estrazione a cuscinetto in leggera diagonale, che significa deformarlo. Se dobbiamo sostituirlo poco male; se però lo vogliamo rimuovere per poterlo pulire e reingrassare con più agio rispetto a se fosse rimasto sull’asse, e quindi reinserire lo stesso cuscinetto sull’asse, allora una estrazione “pulita” diventa indispensabile. 

Che sia il nuovo o il vecchio pulito e reingrassato, il cuscinetto deve tornare nel suo habitat naturale.

Per farlo useremo un altro elemento del kit Unior e cioè il tubo a misura.

L’ho apprezzato durante la stesura dell’articolo sul Power Torque, mi ha confermato anche qui la sua validità.

E’ in materiale sintetico, non in metallo. Sulle prime mi aveva perplesso, poi nell’uso ho gradito molto la sua capacità di dissipare la tensione di montaggio grazie alla intrinseca elasticità del materiale.

Da usare con martello in gomma, utensile questo che mai deve mancare in officina; nemmeno in quella di ciclisti-meccanici amatoriali come noi.

Ora impugniamo gli attrezzi, quindi voltiamo pagina.

Unior

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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