Verniciatura telaio bici fai da te, parte seconda

La pulizia del telaio prima della verniciatura

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La pulizia del telaio prima della verniciatura

Abbiamo sverniciato il telaio o rimosso uno strato superficiale, a seconda della opzione scelta. 

Sia che abbiamo lavorato a secco che ad acqua, sia che ci siamo avvalsi di elettroutensili o solo delle nostre braccia, il telaio non è ancora pronto per ricevere la sua prima dose di vernice: è sporco.

Magari ci sembrerà pulito, lo avremo lavato con acqua e sapone e non sembra avere residui di polvere. 

No, non basta. 

Lo abbiamo maneggiato in abbondanza, le nostre mani sono “grasse”, lasciano invisibili residui. Se qualcuno di voi ha visitato le stupende Grotte di Frasassi, ricorderà quella stalagmite annerita dal contatto umano. E il cartello che invita a toccare lei, ormai già rovinata, se proprio siamo incapaci a tenere le mani in tasca. Perché a ridurla così è il velo di grasso lasciato dalle nostre mani, che ha fatto scivolare via l’acqua.

L’errore più comune è limitarsi a lavare il telaio, con acqua e sapone sgrassante; alcuni addirittura sfruttano gli sgrassatori domestici, suggerendoli come rimedio definitivo.

Nulla di più sbagliato. I saponi, tutti, lasciano un velo, un alone. E la vernice non aderirà. Magari a lavoro appena ultimato non vedremo alcuna differenza. Ma sarà la velocità con cui si staccherà al minimo leggero urto a farci comprendere quanto grave è l’errore commesso. Che non è rimediabile.

Quindi come fare per pulire e sgrassare per bene un telaio?

Anzitutto una energica lavata con acqua e sapone. Ma come, hai appena detto che è sbagliato!

No, ho appena scritto che è sbagliato limitarsi al lavaggio. 

Infatti dopo c’è ancora da lavorare.

Prima operazione asciugare con estrema cura il telaio.

Asciugare con estrema cura significa che ogni anfratto, filettatura, sede incavata, ovunque l’acqua sia potuta depositarsi devono essere asciugati.

Un getto di aria compressa è sempre comodo; in mancanza panno carta, un phon domestico, ruotare il telaio per far colare via l’acqua depositata nei tubi e magari lasciarlo all’aria qualche ora (se è primavera/estate) sono un buon sistema per evitare sorprese.

Perché la goccia che cola improvvisa e inattesa alla prima rotazione del telaio mentre stiamo verniciando è un disastro.

Seconda operazione pulire tutto il telaio, ma proprio tutto, con un buon antisiliconico.

Cos’è un antisiliconico? E’ un prodotto specifico per la pulizia pre-verniciatura, venduto in lattine o taniche nei negozi specializzati in forniture per autocarrozzerie.

Sgrassa a fondo, non lascia residui e puzza. Già, è decisamente fastidioso. 

Molto meglio darlo all’aperto, giornata non ventosa, e indossare una mascherina. Come non ho fatto io…

Esistono dei panni appositi, anche loro reperibili nei negozi specializzati. In mancanza un panno nuovo in microfibra o uno in cotone che NON lasci alcun residuo (fili, peletti) e poi accurata asciugatura con panno carta, cambiandolo spesso.

L’antisiliconico volatilizza velocemente; quindi invece di passarlo su tutto il telaio e poi asciugare con panno carta, a prova di errore la procedura migliore è: passarlo sull’intero telaio con panno pulito, asciugare l’intero telaio e poi pulire con nuovo panno e asciugare con cura piccole sezione alla volta.

Così avremo dato una prima sgrossata, sempre comoda perché avremo sporcato un panno con il grosso e quello nuovo sarà meno contaminato, e potremo curare meglio la successiva pulizia.

Lavoriamo con calma, puliamo a fondo ogni zona e se necessario cambiamo panno. Non poggiamo mai le mani sul telaio, meglio se usiamo guanti (puliti, ovvio) e nella successiva asciugatura con panno carta usiamone due: con uno asciughiamo con l’altro afferriamo il telaio per lavorare meglio, evitando così di contaminarlo.

NON passare un dito per saggiare come è bello sgrassato il telaio. Sedetevi sulle mani se non siete capaci di star fermi 😀

Asciugando avvertiremo il maggior attrito sotto la carta: stiamo lavorando bene, non roviniamo tutto. 

Aspettiamo una manciata di minuti per dar modo a eventuale antisiliconico che è rimasto intrappolato in qualche filettatura di evaporare del tutto.

Chi ne ha la possibilità farebbe bene a lavorare in esterno; in interno finestre aperte e mascherina.

Guanti pure; non perché sia nocivo al contatto con la pelle ma perché l’odore persiste anche dopo numerosi lavaggi.

Quindi, riassumendo: 1. se proprio c’è tanta polvere perché lavorato a secco (o molti residui se lavorato in umido) è ammessa una buona lavata con acqua e sapone; 2. sciacquare benissimo; 3. asciugare ancora meglio; 4; pulire a fondo con antisiloconico che in questo sgrassa e rimuove anche ogni possibile residuo di detergente.

Ecco, scrivevo solo questo, quanta fatica mi sarei e vi avrei risparmiato, eh? 😀

Bene, abbiamo il nostro telaio sverniciato, mascherato e sgrassato.

Qual’è il passaggio successivo? Bravi, la verniciatura. Finalmente…

Però la vedremo nella prossima puntata 😀

Buone pedalate 

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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