Verniciatura telaio bici fai da te, parte seconda

La costruzione di un supporto per la verniciatura

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La costruzione di un supporto per la verniciatura

Un buon supporto per il nostro telaio deve avere alcune caratteristiche irrinunciabili.

Essere solido, permetterci di ruotare il telaio in quante più direzioni è possibile, fungere da appiglio quando dobbiamo per qualunque ragione spostarlo, non creare alcuna barriera col flusso di vernice (nemmeno un’ombra), non entrare in contatto con alcun punto del telaio destinato ad essere verniciato.

Il tutto studiato in modo tale da lasciare ampia libertà di movimento intorno al telaio

Mica facile. O si? Beh, direi di si.

Se però, come sempre, prima di agire ragioniamo.

Il punto di partenza non è la creazione del supporto ma la decisione di quale zona del telaio sfruttare.

Non dimentichiamo che stiamo parlando di verniciatura fai da te, tocca a noi usare inventiva.

Molti telai presentano dei forellini che sono serviti in fabbrica come aggancio per la verniciatura. Non fanno al caso nostro.

Sono troppo piccoli, vogliono gli attacchi loro e noi non li abbiamo.

Quindi dobbiamo combinare le nostre attrezzature con cosa offre il telaio.

Su quest’ultimo i due punti migliori sono tubo sterzo e scatola movimento; il tubo piantone è anch’esso ottima soluzione, però più difficile da sfruttare.

Io qui posso solo suggerire alcune opzioni, poi molto dipende dalle singole necessità.

In fin dei conti parliamo di fai da te, si suppone che un minimo di attrezzature e spirito di iniziativa siano già personale patrimonio.

Vediamo qualche possibilità.

Un ottimo supporto è il normale cavalletto per la manutenzione a morsa. 

E’ assai comodo perché permette di ruotare il telaio in ogni direzione: ma come vi agganciamo il telaio? Certo non dall’orizzontale altrimenti non verniciamo. E nemmeno dal reggisella, perché poi il collarino o la vite copriranno una zona che così non riceverà colore.

Esiste un reggisella a espansione, un tubo che infili, avviti e quello si serra sicuro. Costa troppo, è difficile da reperire, escludiamo.

Possiamo ricorrere a due scelte. Usiamo il cavalletto come semplice “gancio” a cui appendere il telaio in verticale dalla scatola di sterzo. Ma in questo caso va bene anche una traversina del pergolato in terrazzo.

Oppure costruire noi un supporto che attraversi il tubo piantone e possa facilmente essere fissato alla morsa del cavalletto.

Caso 1: sfruttare la scatola sterzo. NON passare un semplice cordino e appendere il telaio. Seguire questa procedura significa che il cordino toccherà i profili del telaio e il punto di contatto diverrà ricettacolo di vernice che si accumulerà in eccesso. ASSOLUTAMENTE da evitare.

Prendiamo invece una semplice barra filettata da M6 a salire, qualche rondella larga quanto il tubo sterzo, 6 dadi e una catenella o cordino robusto.

Qui di seguito la mostro non inserita nel tubo sterzo, rende più chiaro struttura e semplicità di esecuzione.

Montiamo due rondelle di diametro uguale al tubo sterzo; è importante siano a filo, altrimenti diventano ricettacolo di vernice in eccesso. 

Poi due dadi per lato.

Una coppia di dadi alle estremità fungerà da fermo per il cordino.

Ovviamente per poterla inserire l’assemblaggio di questo elementare supporto andrà fatto direttamente nel tubo sterzo, quindi prima un dado e rondella su un lato, inserire la barra, altra rondella, dado e poi dadi alle estremità e cordino. 

Se le nostre rondelle sono troppo più grandi basta montarle con una vite su un trapano, far girare velocemente e poggiare una lima. Funziona come un tornio.

Se invece vogliamo montarle a filo interne,in modo fungano anche da protezione per evitare che la vernice vada nel tubo, basta prenderle un poco più piccole e spessorarle con nastro adesivo. In questo caso però andranno fissate alla distanza giusta (cioè quella del tubo sterzo) sulla barra filettata bloccandole tra due dadi.   

Questo sistema può essere applicato anche se invece del cavalletto a fare da sostegno abbiamo un terrazzo e la sua struttura ci permette di avere una trave, un listello o semplicemente due punti dove passare un cavo e appendere il telaio.

Caso 2: sfruttare il tubo piantone. Non per serrarlo nella morsa del cavalletto, ovviamente. Anche qui con un minimo di inventiva e pochissima spesa possiamo creare un comodo supporto sfruttando le sempre utili barre filettate, dadi, rondelle e un listello di legno tondo.

Pratichiamo un foro, possibilmente dritto e centrato, su un listello di legno tondo lungo 6 o 7cm, diametro 35mm va benissimo.

Facciamoci passare la barra filettata, minimo una M6, massimo una M10; blocchiamo con due dadi alle estremità il nostro listello a tre quarti circa della lunghezza della barra.

Prendiamo la misura del piantone, dal suo bordo superiore e fino al centro della scatola movimento centrale. Esattamente come quando prendiamo le quote del telaio.

Inseriamo una rondella che abbia diametro pari al tubo piantone (se inferiore, spessoriamo con nastro adesivo) portandola in posizione e bloccandola con due dadi alla stessa distanza appena rilevata del tubo piantone. Cioè se il tubo piantone è 50 cm allora collocheremo la rondella a 50 cm dalla estremità opposta a quella dove abbiamo infilato il listello.

E’ quella che andrà a filo del tubo piantone.

Infiliamo la barra filettata nel tubo piantone, facciamole raggiungere la scatola movimento e chiudiamo con dado e rondella. Non è che se la mettiamo a 51cm cambia molto, solo che ci serve spazio per infilare dado e rondella…

Fatto.

Abbiamo un supporto facile da agganciare alla morsa del cavalletto, la rondella inserita nel tubo piantone fa da barriera naturale alla vernice che non si depositerà all’interno, stringendo le viti a mano poste alle estremità del listello di legno avremo agio a ruotare il telaio, avremo una comoda maniglia per spostare il telaio senza mai toccarlo.

Se anche con questo sistema vogliamo sfruttare un terrazzo con travi o punti dove agganciare una corda, invece del listello di legno basterà avvitare un anello alla estremità superiore della barra filettata e fissare con un moschettone, un cordino, una catenella. Insomma, quello che serve per ancorare al supporto scelto.

Caso 3: sfruttare la scatola movimento. Può essere comodo, a patto sempre di costruire un supporto che ci permetta di ruotare facilmente il telaio.

Gli ingredienti son sempre gli stessi: barra filettata, rondelle, dadi, un robusto listello di legno almeno 40x15mm. A cui aggiungere un banchetto da lavoro e una morsa da banco. 

Prendiamo la barra filettata, una M10 va benissimo; prepariamo il solito panino di rondelle e dadi in modo da bloccare la scatola movimento. Pratichiamo un foro sul listello in legno, facciamoci passare la barra filettata e blocchiamo con due dadi. Infiliamo le due rondelle e chiudiamo con un altro dado.

La distanza delle rondelle sarà quella della scatola movimento, che quindi sarà tenuta salda da loro.

Anche qui vi mostro il supporto non inserito nel telaio per far comprendere gli elementi che lo compongono.  

Il listello andrà fissato in morsa ed è fatto pure questo. Ovviamente dal lato esterno del banchetto, così il telaio potrà essere posizionato sia orizzontale che verticale.

Qui in basso la Peugeot Anjou durante la trasformazione in Passepartout, dove usai questo sistema sia per la sverniciatura che per la successiva verniciatura. 

Usando rondella di uguale diametro della scatola movimento avremo due vantaggi: protezione dalla vernice per la filettatura della scatola movimento e uguale barriera per il profilo esterno della scatola che, di solito, non andrebbe verniciato. Soprattutto se è una scatola press-fit che non è tecnologia esclusiva dei telai in composito.

Non dimentichiamo di coprire il cavalletto da lavoro o il banco con giornali o pellicola trasparente (ottima quella per alimenti, aderisce perfettamente). Se non vogliamo verniciare pure loro…

La forcella è assai semplice.

Se abbiamo una forcella non filettata potremo usare il ragnetto già posizionato. Basta procurarsi dal ferramenta una vite a occhiello M6.

Se la forcella è filettata possiamo fissare un cordino bloccandolo con diversi giri di nastro carta, lo stesso che ci servirà per la mascheratura.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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