Verniciatura telaio bici fai da te, parte seconda

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Eccoci alla seconda puntata, entriamo poco più nel vivo della verniciatura fai da te del telaio di una bicicletta.

Sicuramente non è questa la parte più attesa; però non dimenticate che la preparazione, illustrata nel precedente articolo, è la fase più importante; e qui prosegue.

Una buona preparazione vale tre quarti del risultato finale, non è trascurabile.

Cosa leggeremo quindi nei prossimi paragrafi? La creazione di un supporto per sostenere il telaio durante la pulizia e la verniciatura, qualche suggerimento per verniciare in casa senza finire a dormire per strada e l’importantissima pulizia con prodotti specifici.

Possono sembrare argomenti di poco conto; non è così, altrimenti non avrei deciso di dedicarvi una articolo a sé e li avrei collocati come semplici paragrafi in un più ampio contesto.

Per verniciare useremo, ormai lo sapete, le bombolette. Per funzionare bene devono essere tenute il più possibile in verticale, soprattutto il trasparente, o con un angolo molto chiuso.

Come risolvere visto che un telaio ha tubi diagonali, un sopra e un sotto? E poiché non possiamo certo prenderlo tra le mani, serve un supporto che sia solido, consenta di ruotare il telaio e se dobbiamo staccarlo per riporlo al calduccio a seccare, possa essere afferrato senza che vi sia alcun contatto con la vernice fresca.

Quindi, come vedete, pianificare questo aspetto del lavoro è molto importante. Come potete anche vedere che usare una bomboletta non mi entusiasma…

Così come importante è scegliere il luogo dove verniciare. In esterno è comodo, è vero; ma rischioso. Vento, polvere, insetti che si incollano alla vernice fresca, le insidie che possono danneggiare il lavoro sono tante.

Allora in interno? Si, ma se non si ha un box, interno significa in casa. Cioè sporcare all’eccesso l’ambiente domestico e se la casa è piccola si rischia di essere buttati in strada da mogli, compagne, figli. Come rimediare?

La pulizia del telaio poi è fondamentale: basta un residuo di polvere o grasso (quello naturale delle nostre mani) e lì la vernice non ancorerà come deve. E siccome ho letto troppo spesso in rete il consiglio di usare solo acqua e sapone, beh, è necessario evitare che il neofita commetta un così grave errore.

Si, c’è proprio tanto ancora da fare prima di dare il fondo…  

Per questo ho modificato la struttura globale degli articoli. Nella prima puntata avevo anticipato una divisione in due parti. Ma rileggendo mi sono reso conto che è troppo poco, erano cresciuti paragrafi troppo lunghi persino per il mio standard.

Così ho cambiato piano e ho modificato anche l’introduzione della prima parte per annunciarlo; ma chi ha già letto quella puntata dubito tornerà lì a breve, quindi è necessario un promemoria qui.

Avremo quattro distinte puntate. 

Nella prima abbiamo affrontato la preparazione alla verniciatura, che significa rimozione della vecchia vernice, stuccatura (per chi ne ha l’esigenza) ed eliminazione di leggera ruggine se c’è.

Nella seconda, questa, vedremo la costruzione di alcuni supporti per la verniciatura e la pulizia del telaio.

Nella terza leggeremo come dare il fondo e perché, la tinta, l’applicazione di scritte e loghi e la posa del trasparente.

Infine nella quarta proveremo a rimediare a qualcuno degli errori più comuni.

Questa superiore divisione dovrebbe permettere a voi di trovare più facilmente l’operazione che vi interessa, senza dover scorrere paragrafi troppo lunghi; e, ammetto, dare a me il tempo per gestire la stesura.  

Anche questa seconda puntata si è avvalsa della consulenza di professionisti del settore, alla ricerca di ogni minima falla.

Ancora una volta a sobbarcarsi il noioso lavoro di revisione sono stati Elena Mion di Verniciature Emmeci, l’azienda che si è presa cura con amore della mia Elessar. E Giovanni Calignano, anzitutto uno di noi, un appassionato ciclista che nella vita gestisce la ditta di famiglia specializzata in verniciatura auto, moto e bici. E a loro nuovamente rivolgo il mio caloroso ringraziamento. 

E anche questa seconda puntata ha analoga chiave di lettura della precedente. Che nuovamente vi propongo.

Non è mia intenzione equiparare il fai da te al lavoro di un professionista, non sono risultati eguagliabili. Accettiamo l’idea che occupandocene noi avremo un buon lavoro ma non un lavoro eccellente. 

Per questo tutte le indicazioni e i consigli non saranno indirizzati alla migliore procedura ma alla migliore procedura per noi, per le nostre capacità e attrezzature. Anche nella verniciatura: meglio permettere a chi non l’hai mai fatto di ottenere un risultato accettabile piuttosto che avviarlo sulla strada della perfetta tecnica che però richiede anni per essere padroneggiata.

Bene, chiarito questo possiamo iniziare i lavori. Ma è ancora presto per impugnare la bomboletta, serve ancora olio di gomito per una operazione fondamentale: la pulizia.

Però da questo momento in poi meno poggiamo le mani sul telaio meglio è; anzi, dopo la pulizia non dovremo proprio toccarlo. 

Quindi ci serve anzitutto un supporto per il nostro telaio; ci serve costruire qualcosa che ci permetta di manovrarlo senza toccarlo. 

Vediamo come.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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