Sigma Rox 12

Tempo di lettura: 20 minuti

Sapete tutti che non sono un amante dell’elettronica sulla bici.

Con molta difficoltà e ritardo, ho abbandonato il semplice telefono per passare allo smartphone e solo perché obbligato dalle circostanze.

Allo stesso modo da tempo ho dovuto dotarmi di diversi strumenti capaci di fornirmi la mole di dati necessaria a confermare coi numeri tutto ciò che rilevo pedalando durante i test.

E anche se riconosco quanto i ciclocomputer più evoluti abbiano migliorato la vita a chi vuole allenarsi e sono diventati comodi compagni per chi scorrazza spensierato, non sono mai riusciti a coinvolgermi più di tanto.

Però come sempre da queste pagine le mie preferenze devono passare in secondo piano rispetto alle esigenze di informazione e quando a inizio estate Sigma lanciò il nuovo Rox 12 io diligente appuntai la notizia sul mio notes, proponendomi di contattare la casa madre per organizzare la recensione.

Confesso mi aveva incuriosito. Non solo per le innumerevoli funzioni, così tante che temo me ne sfugga qualcuna; no, mi aveva colpito nel vederlo sulla pagina internet dell’azienda, spiccava solitario tra fratelli tutti (almeno esteticamente) uguali, quasi si sentisse fuori posto.

Quando invece un posto ben preciso gli appartiene ed è il primo gradino del podio in una fantomatica classifica con gli altri ciclocomputer della casa.

Qui, col Rox 12, il balzo in avanti rispetto a quanto visto finora nel catalogo dell’azienda tedesca è notevole.

Schermo più grande, a colori e con un touch sensibilissimo, un sistema di navigazione molto evoluto pur restando facile e intuitivo (tanto che ho imparato a usarlo persino io…) una dotazione software di alto livello e, immancabile nell’era social, la possibilità di diffondere i dati delle proprie uscite in tutti i più usati social media del settore.

Avevo scritto “condividere le proprie uscite” ma ho corretto: scusate, resto della vecchia guardia, per me condividere una uscita significa ancora pedalare insieme.

Ma lasciamo da parte le chiacchiere da vecchio brontolone e proseguiamo.

Sono cresciute le prestazioni col Sigma Rox 12, sono cresciute le dimensioni. Non tutti amano montare al manubrio aggeggi troppo ingombranti, ma grazie al ridotto spessore e a volumi ben proporzionati, sono riuscito ad accettarlo anche io. E poi è facile coordinarlo alle livree delle bici sfruttando le conchiglie in altri colori e giocando pure a combinare i colori dei pulsanti.

Basta però con l’introduzione, al solito ci attende una lunga recensione con tanto da vedere. Dove la vera difficoltà è stata non trasformarla in un manuale di istruzioni.

Per questo ho deciso una struttura in sette paragrafi compresa questa breve introduzione. Vedremo in sequenza il contenuto della confezione della versione sport (la più completa), scopriremo come è fatto, vedremo cosa fare al primo avvio, le sue funzioni e personalizzazioni sfruttando una lunga sequela di immagini, lo porteremo a spasso in strada e fuoristrada per carpirne ogni dettaglio nell’uso e, finalmente, trarremo le nostre conclusioni.

Quindi mettetevi comodi, musica di sottofondo e buona lettura.

INDICE

1. Introduzione   2. Il contenuto della confezione   3. Come è fatto   4. Il primo avvio   5. Funzioni e personalizzazione

6. La prova su strada   7. Le conclusioni

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Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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