Sigma Rox 12

Come è fatto

Tempo di lettura: 11 minuti

 

Come è fatto

Forma austera eppure familiare; forse per via dei tre pulsanti in basso, del tutto simili a quelli di tanti smartphone.

Sul retro il sistema di aggancio a baionetta.

Il profilo anteriore è dominato dal logo aziendale a tutta lunghezza; il profilo posteriore è equamente diviso tra lo sportellino di accesso alla presa di ricarica Micro Usb e il vano di inserimento di schede di memoria MicroSd;  per ampliare la memoria fino a un massimo di 128 Gb, oltre quella interna ovviamente che è di poco superiore ai 6Gb.

Ecco i vani in dettaglio.

Una volta in carica la cornice del pulsante centrale si illumina di rosso; a carica terminata cambia in verde.

 

Oltre ai tre pulsanti frontale ne abbiamo altri tre sui lati. Vedremo nel prossimo paragrafo a cosa servono, per ora limitiamoci alle differenti viste che ci fanno apprezzare le proporzioni.

Le dimensioni sono paragonabili a quelle di un piccolo smartphone, come forse adesso non ne producono più. Eccovele in dettaglio.

Queste quelle in millimetri; la diagonale dello schermo è 3″e qui, forse, si sarebbe potuto osare di più. 

Anche perché questo Rox 12 fornisce una bella mole di informazioni durante la marcia, con schermate ampiamente personalizzabili. Come vedremo nel prossimo paragrafo.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Michele Bernardi

    Grazie per il tuo test che dà un’idea molto accurata delle potenzialità dell’oggetto (anche in tanti altri casi ho trovato utili e ho seguito i tuoi consigli). Una caratteristica però manca ed è quella che, in una occasione, mi fregò non poco con il mio attuale “navigatore” (Polar V650). Parlo della situazione in cui mi sono trovato quest’anno nello svolgere la dura prova della “Veneto Gravel”: 700 km da percorrere di fila. Io li ho percorsi in 2 giorni e mezzo ma il problema non è il tempo impiegato ma la mole di dati contenuta nel file gpx Infatti (ma sono venuto a conoscerlo dopo dall’assistenza Polar che avevo interpellato), il Polar può gestire un numero massimo di punti sulla traccia (non ricordo il loro numero, dovrei cercare nei vecchi mail) e il risultato è che semplifica enormemente un tracciato così lungo. In poche parole, dove si doveva capire immediatamente quale stradina o sentiero si doveva imboccare, Polar tracciava una linea retta che sorvolava una buona fetta di territorio e ricadeva su un punto un po’ distante senza indicare la via programmata per raggiungerlo. Fortuna che potei aggregarmi ad altri ciclisti che possedevano un Garmin che questo problema di gestione non lo conosce. Addirittura, ho infine seguito un ciclista che aveva un Garmin Dakota 20 che manteneva, pur con la sua semplicità, la perfetta successione di ogni tipo di sentiero e strada da percorrere. Ecco (parlando a te che sei sempre parecchio prolisso, mi è venuto facile d’esserlo anch’io…), il dettaglio che mi piacerebbe conoscere del Sigma Rox 12 è questo: riesce a gestire nel dettaglio una traccia gpx molto lunga? Grazie se puoi rispondermi. Michele

    • Elessarbicycle

      Ciao Michele, purtroppo non posso aiutarti.
      Una volta concluso un test, il materiale in prova torna in azienda. Se qualcosa non l’ho affrontato al momento mi è impossibile tornarci successivamente.

      Fabio

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