[Test] Lazer Cameleon Mips

Le conclusioni

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Le conclusioni

Credo di aver battuto ogni mio record con questa recensione; anzi, ho battuto ogni mio record.

Ho chiuso il test in un tempo brevissimo, anche se questo ha significato rinunciare, per ora, alle prove in altri ambiti sicuramente alla portata del Lazer Cameleon.

Ci ho pensato una notte intera, combattuto tra il voler essere online prima della scadenza della promozione, che significa un rapporto qualità prezzo davvero notevole visto che luce compresa il casco è offerto un pelo sotto i 70 euro, oppure lasciar perdere fidando nei possibili successivi sconti che dovrebbe essere facile trovare soprattutto online.

Il fatto sia qui adesso significa che la notte insonne ha risolto per un test essenzialmente urban.

Il che non preclude l’analisi delle caratteristiche più importanti, considerando che ho eseguito anche il lungo e nei test di componenti e accessori da città è una verifica inutile. Ma chi impiega sette ore per andare al lavoro?

Come vi ho detto nell’introduzione, giugno è mese che sarà dedicato ad alcuni test turistici, anche fuoristrada, quindi riprenderò il Cameleon e potrò sincerarmi di non aver saltato qualcosa, ma non credo sia successo.

Di un casco hai pochi elementi fondamentali da provare, resta escluso solo il crash test che o esegui in laboratorio (e io non posso) o dal vivo (e io spero sempre di non doverlo fare); poi si tratta di verificare ventilazione, assenza di condensa, calzata, facilità a manovrare regolazione e cinturino, qualità di finiture, visibilità in sella.

Il Lazer Cameleon ha superato tutti questi esami a pieni voti, impossibile che un casco di azienda nota possa deludere.

E infatti alla fine non mi interessavano nemmeno tutti questi aspetti, da verificare per senso del dovere ma non perché mi aspettassi qualcosa di meno.

Ero curioso di sperimentare il sistema di regolazione della calzata, questo Advanced Rollsys su cui non avevo mai messo le mani; anzi, che non avevo mai messo sulla capoccia.

Già, perché i test servono a voi per avere conoscenza di qualcosa, seppure filtrata da questo modesto scribacchino.

Servono pure a me, perché a ogni nuova recensione imparo qualcosa, metto in discussione mie convinzioni, idee sedimentate negli anni.

A ogni test cresco un poco pure io, e per questo quando mi imbatto in soluzioni tecniche che non conosco, mi ci fiondo su.

La tecnologia Advanced Rollsys non è sfruttata da Lazer solo su questo modello. Altri caschi della casa ne fanno uso, i tempi stretti che mi sono imposto per la stesura (al momento sono le 4 del mattino, fra un paio d’ore dovreste avere la recensione online…) mi impediscono di star lì a verificare tutti i modelli.

So che una versione alleggerita è montata sul modello Genesis, la punta di diamante in gamma sportiva.

Avrei potuto selezionare lui e non il Cameleon.

Invece no, perché mi incuriosiva scoprire se l’Advanced Rollsys fosse comodo, confortevole. E quindi mi serviva un modello destinato a un ciclismo non esasperato, persone che pedalano nel tempo libero per gusto, per divertimento, per godersi il vento sulla faccia. Senza abbigliamento tecnico, bici specialistiche, prestazioni a cui sacrificare il resto.

Ora, all’esito di questo test svolto in tempi brevi ma senza intervalli (ho passato gli ultimi giorni più tempo in bici che a casa), posso ragionevolmente affermare che la comodità è salva.

Questa cintura o corona se vogliamo chiamarla così, che cinge il capo, è avvertibile solo nei primi minuti. Più perché rimanda una sensazione diversa dal solito che per un suo intrinseco fastidio.

Senti avvolgere le tempie come non avviene con caschi classici e soprattutto senti il casco serrarsi nella zona sopra le orecchie: cosa che con sistemi tradizionali non avverti, o avverti in misura ridotta con soluzioni simili ma non identiche (penso ad alcuni sistemi di altri caschi recensiti qui sul blog).

Hai immediata la percezione che il casco sia ben saldo e questo dona un senso di sicurezza. Sicurezza reale? Beh, spero di non doverlo scoprire a mie spese, causa stanchezza accumulata ho rischiato di festeggiare l’anniversario del mio investimento dello scorso maggio con una (dolorosa) replica…

Comunque, anniversari a parte, tiriamo un bilancio.

Il Lazer Cameleon si pone come casco adatto a vasta platea, lascio fuori solo il ciclismo sportivo, che sia strada o fuoristrada.

Significa che è un casco perfettamente adatto all’uso urbano, al tragitto casa lavoro, al rientro in ore serali grazie alla luce (optional al termine della promozione), all’uscita spensierata la domenica.

Non è uno dei più leggeri sul mercato ma la leggerezza costa cara e qui abbiamo un casco dal costo contenuto per le qualità espresse.

Può essere usato sia su bici di impostazione urban/trekking che su bici dotate di piega, grazie all’altezza della zona frontale che non blocca la visibilità.

La visierina non è mai d’intralcio e comunque è removibile.

Buona la scelta di taglie, capace di coprire tutte le esigenze.

L’altra metà del cielo sicuramente apprezzerà l’assenza della fascia alla nuca, che permette di legare i capelli senza intralcio e, soprattutto, senza che si impiglino al momento di sfilarlo.

E poi, diciamolo, ha un look che mi fa sembrare un ragazzino, ho messo pure la felpetta da giovane moderno per le foto. No eh? 

Ok, siate comprensivi, albeggia, vi metto la recensione online e vado al lavoro.

Vi lascio qualche link e vi ricordo che sul canale You Tube del blog sarà presente la video recensione; però qualche giorno dopo la pubblicazione dell’articolo, vi avviserò con un “lancio”.

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Buone pedalate.


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