[Test] Good Year Connector Ultimate

Tempo di lettura: 7 minuti

In prova i copertoncini Good Year Connector, gomma da gravel “avventuroso” e selezionata per questo test nella nuova misura 700×50.

Una recensione che succede rapidamente a quella di altra copertura da gravel, la Chaoyang Gravel GP che è rivolta a chi pedala molto anche su asfalto.

Per questo ho scelto la Connector; Good Year ha in produzione un altro modello da gravel, la County: slick al centro, bassa tassellatura sui fianchi, si dichiara apertamente “stradista”.

Visto che l’importatore per l’Italia è in comune tra il marchio statunitense e quello cinese, la ditta Mandelli, ho preferito una sequenza che guardasse ad ambedue i modi di vivere il gravel.

Un ciclismo non classificabile, difficile stabilire cosa è gravel e cosa no, dargli confini.

Non che sia necessario, il bello della bicicletta è proprio la libertà, sui pedali e nelle scelte. Però una classificazione a noi serve, almeno serve a chi cura una pubblicazione in cui le recensioni sono una colonna portante.

Serve dare un filo che unisca i racconti, perché provare tutto è impossibile. Impossibile per me, soprattutto in questi tempi travagliati dall’emergenza sanitaria.

Cercando di coprire più aspetti, oggi abbiamo queste Connector, che con la loro tassellatura più aggressiva si rivolgono a ciclisti che preferiscono la declinazione off road nelle loro uscite gravel ma non vogliono rinunciare a buona scorrevolezza su asfalto; e usano la bici con qualunque tempo, il che li porta a preferire una mescola che, per semplicità, definisco quattro stagioni.

Io ho aggiunto alla lista la dimensione abbondante, ora che sempre più pedalatori stanno optando per larghezze prossime a quelle delle gomme da Mtb, bici permettendo.

Non è la prima copertura Good Year che recensisco, sul blog sono presenti due modelli stradali, e in quei test trovai copertoncini particolarmente a punto. Tanto da lasciarne un set montato su una delle bici test.

I Connector non sono novità, credo sia più di un anno che li abbiamo sul mercato; la novità è la misura 700×50 (al momento in cui scrivo non ancora presente sul sito ufficiale, potrebbe esserlo quando pubblico ché c’è sempre uno sfasamento di alcune settimane tra i due tempi) e l’elegante bicolore di cui, sapete, sono un estimatore da sempre.

Ero indeciso sul punto, una 700×50 non è gomma che tutte le bici sono in grado di ricevere. Sulla carta una delle due bici usate in questo test, la Trek Checkpoint ALR, ha clearance fino a 45mm, quindi a rigore rischiavo l’invio delle coperture e poi non poterle usare su una bici che ormai conosco a perfezione e che è assai indicata per condurre i test grazie alle sue caratteristiche di guida.

Spazio alla forcella c’è, misurato; ma dietro? Beh, dietro grazie hai forcellini registrabili Stranglehold ho recuperato lo spazio necessario e potuto superare le indicazioni ufficiali.

L’altra bici è Raun, che per questi test gravel ha riguadagnato la piega da corsa, perché anch’essa bici che conosco benissimo e volevo non solo poter isolare efficacemente le gomme, regola principe di ogni test di componente, ma vedere quanto le Connector potessero migliorare feeling e comfort di guida di un telaio meno prestante del Checkpoint.

Ma sono andato oltre, montando le Connector anche su una bici da trekking, la Giant Roam 1. Perché, a pensarci, la loro polivalenza le rende candidate a un tipo di bici anch’essa poliedrica.

Prima di raccontarvi come si comportano queste gomme serve, al solito, fare la loro conoscenza.

Voltiamo pagina.


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COMMENTS

  • <cite class="fn">Salvatore Cara</cite>

    Ottimo test, come al solito. Vedo anche che vengono vendute a prezzi abbastanza “ragionevoli” per lo standard attuale. Sarà dura scegliere il rimpiazzo delle attuali 700×40/38 della mia gravel. Tra dubbi sulla sezione, tipo di battistrada e costo la scelta delle gomme da gravel comincia a essere un rovello da Amleto 😀

    Una domanda: la scorrevolezza su asfalto di questa gomma rispetto a quella che hai riscontrato con la Chaoyang gravel Gp è consistente? lo chiedo (anche se si tratta di gomme con diversa sezione…) perché è da un paio d’anni che dietro uso pneumatici microtassellati che mi danno una piacevole sensazione di scorrevolezza rispetto a quelli che hanno tassellature più marcate, ma forse è solo una mia impressione.

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Salvatore, c’è una differenza di sezione troppo abbondante per avere un quadro veritiero. La sezione non significa solo “quanta gomme c’è a terra”: significa la pressione di esercizio e per questo non posso avanzare ipotesi, è una comparazione sfasata.

      Fabio

  • <cite class="fn">paolo</cite>

    per caso avevi misurato la larghezza del copertone montato? io ho un telaio che il costruttore da per 48 mm volevo sapere se i 50 erano reali o no.
    ps: grande recensione come sempre!

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