Sks Speedrocker

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In prova un parafango particolare: lo Speedrocker proposto da Sks, azienda leader nella produzione di accessori per bici.

E’ arrivato sul mercato da poche settimane e appena disponibile mi sono affrettato a contattare l’azienda per concordare un test.

Si, di un parafango e uno potrebbe pensare che in fin dei conti c’è poco da dire.

Non è così, ha molti pregi e furbe soluzioni.

Vi dissi che insieme a componenti e accessori classici, con la primavera avrei cercato di presentarvi qualche recensione di materiale che ci aiutasse a risolvere i problemi.

Gli Sks Speedrocker sono proprio questo. Possono essere montati su bici prive di attacchi e questo non è novità per l’azienda tedesca.

Permettono di sfruttare tutta la luce offerta dal telaio, così da usare la misura massima dei copertoncini senza essere costretti a montarne di più sottili altrimenti i parafanghi non entrerebbero; e questa è una novità.

Sono destinati al fuoristrada, al gravel soprattutto. E poter contare su gomme più corpose e al contempo la protezione dei parafanghi per uscirne puliti tra fango e terriccio è una bella comodità.

E’ proprio questo secondo aspetto quello che mi ha incuriosito appena ho avuto notizia della loro presentazione.

La bici usata per il test, la mia ex London Road trasformata nella zucca Raun ha passaggio gomme fino a 50mm. Di fatto ci si arriva solo con gomme prettamente stradali, se si opta per una coppia di tassellate si deve scendere di sezione.

Mai sono riuscito a montare i parafanghi se in quel momento avevo gomme da fuoristrada, in questo caso le Michelin Power Gravel 700×42. E si che mi avrebbero fatto comodo…

O gomme più larghe o protezione: le due cose insieme mai.

Gli Sks Speedrocker sono garantiti proprio per copertoncini in questa misura ed è stato per me una bella scoperta poter usare le Michelin e godermi al contempo la protezione dei parafanghi.

Ecco, questo io lo chiamo semplificare la nostra vita sui pedali.

Certo, bellissimi non sono. Per me che considero i parafanghi un elemento su cui puntare per ottenere un forte impatto estetico non è che mi facciano impazzire.

Ma sono funzionali, incredibilmente funzionali. 

Lo scopriremo meglio durante la prova su strada (e fuoristrada); per adesso seguiamo il consueto schema che prevede il successivo paragrafo dedicato a come sono fatti, seguirà un altro breve paragrafo per illustrare il (semplice) montaggio, la prova in sella e le conclusioni.

Andiamo.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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