Mica è semplice…

Tempo di lettura: 2 minuti

…creare una bici di questi tempi.

Oibò, in realtà non è mai stato facile, ma semplice si.

Pochi standard, attacchi per i componenti quelli erano, piccole variazioni però facilmente aggirabili. Insomma, devi essere tonto forte se nel ventunesimo secolo ti fai un telaio con scatola movimento a passo svizzero…

Ma ormai la situazione è diventata imbarazzante, star dietro a ogni variazione è un lavoro. Per giunta caotico. Per giunta nemmeno i produttori ci capiscono più qualcosa.

Vi ho raccontato della mia necessità di approntare una nuova bici. Necessità perché non nasce dal desiderio di avere una bici ma dalle esigenze di gestione del blog.

Da tempo valutavo l’idea di creare un telaio costruito con gli standard più attuali, altrimenti per tanti test resto tagliato fuori.

Prendiamo per esempio le ruote. Se Vision non avesse avuto la saggezza di prevedere tutti gli adattatori, io non avrei potuto provare un ottimo set come le Trimax 30 disc perché non ho telai a perno passante. A volte mi faccio prestare le bici, ma non è la stessa cosa, non lavori bene come quando hai piena disponibilità.

Ma restiamo sul pezzo, senza divagare.

L’arrivo del gruppo Ultegra 8070 Di2 e ruote Shimano Rs 770 mi mette nella condizione di trovare un telaio adatto.

Ho ancora alcune opzioni aperte, attendo riposte dagli uffici tecnici e soprattutto c’è carenza di budget da investire.

Si, perché se hai il deposito di zio Paperone non ti frega più di tanto, prendi quei 4 o 5mila euro, ordini un top e sei a posto.

Se invece non arrivi a un quinto della cifra massima da investire, beh, devi cercare qualcosa che abbia ciò che ti serve e in quell’arco di prezzo c’è pochissimo.

E quel pochissimo nemmeno chi l’ha creato sa come funziona. Per non parlare di eventuali adattatori e/o accessori per convertire alcuni standard.

Eccovi alcuni episodi vissuti negli ultimi giorni, riassunti per esigenze di impaginazione.

Ma che deragliatore è?

Salve, ho letto dalla scheda tecnica che montate un deragliatore da 30,9, evidentemente un errore (perché non esiste come misura, nda), mi indichereste la misura corretta?

Buongiorno, grazie per averci contattato. Le confermiamo che la misura è quella indicata sul sito

Salve, grazie per la celere risposta e mi scuso per il mio inglese poco fluido, ma forse non ci siamo capiti. 30,9 non esiste, o è 31,8 o 34,9. Avete reggisella da 27,2 e su telaio alluminio è quasi sicuramente un 31,8 ma non puoi mai sapere, magari il tubo si allarga tanto e serve il 34,9. E siccome a me serve la fascetta, voglio capire che misura ordinare. Grazie.

Buongiorno, grazie per averci contattato. La invito a contattare il nostro ufficio tecnico per chiarimenti.

Salve, in basso la conversazione con l’assistenza clienti; riassumo il quesito. O le aziende hanno inventato un diametro per collarino deragliatore solo per voi o chi ha compilato le schede ha fatto confusione. Quindi, che diametro è?

Buongiorno, grazie per averci contattato. Per ogni dubbio o chiarimento la invitiamo a fare riferimento al customercare, questo è l’ufficio tecnico e rispondiamo solo alle problematiche tecniche.

Salve, la mia è domanda tecnica e anche molto semplice. Se proprio non ci riuscite vi spiego io come fare a prendere la misura.

Buongiorno, grazie per averci contattato. Per le misure può fare riferimento alla tabella delle taglie.

Salve, vi hanno mai mandato affa….? No, bene, allora ho il primato.

Non hanno più risposto…

Ma i cavi dove passano?

Salve, ho visto il vostro telaio XY predisposto Di2 a batteria e connettore interni. Dalle immagini in dettaglio della scatola movimento BSA non si vede alcuna apertura né passaggi sul telaio che la possano aggirare. Quindi, chiedo, i cavi della batteria e del connettore interno, che passaggio hanno? 

Ciao Fabio, grazie per la tua domanda. Sfortunatamente non abbiamo mai provato a montare un Di2 sul nostro telaio XY, quindi non ne ho idea.

Almeno è stata una conversazione breve…

Ma questi adattatori freni?

Salve, ho visto sul vostro catalogo gli adattatori A1 e B1 che sembrano permettere il montaggio di pinze freno flat mount su telai post mount. Purtroppo non ci sono disegni tecnici o istruzioni, quindi mi confermate che effettivamente permettono il montaggio di pinze flat?

Ciao Fabio, grazie per la tua domanda (devo riconoscere sono sempre gentili, nda). Purtroppo non ho disegni tecnici ma ti allego il catalogo dove puoi vedere gli adattatori A1 e B1.

Salve, forse un mio errore nell’esprimermi ma avevo scritto che gli adattatori li ho visti sul catalogo, cioè quello che mi hai mandato e che conosco già. Io volevo solo avere certezza che effettivamente quelle indicazioni “from post frame” e “to flat caliper” significassero la possibilità di montare pinze flat su attacchi post.

Ciao Fabio, se hai difficoltà ad aprire il catalogo prova a questo link. Non ho altre informazioni, anche io uso il catalogo.

E, sia chiaro, ho scritto al produttore eh, mica un pinco pallino a caso…

Ma io persevero, ah se persevero.

Buone pedalate

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
Se l’articolo che stai leggendo ti piace, condividilo sui tuoi social usando i pulsanti in basso. E’ facile e aiuti il blog a crescere.

COMMENTS

  • vinicio bonometto

    Sono stato da poco in Croazia, mia morosa non può mangiare latte e derivati, chiedevamo ai fornai se nell’impasto dei loro dolci da forno ci fosse burro o margarina (a volte, da quelle parti usano più la seconda) Mica lo sapevano? Non sapevano quello che vendevano. E in Italia sempre più spesso ci capita uguale. Ahinoi.

  • Ciclista Sdraiato

    Sarà l’ora tarda che mi ottunde, ma trovo che sarebbe stato più onesto da parte loro rispondere con un “Non rompere, riempi il carrello e compra. In caso facciamo il reso”. Tanto, comportandosi così, il cliente lo avrebbero perso comunque… :-/

    Luca

  • Giovanni74

    C’era una noto trasmissione americana che si occupava di restauri, la presentazione italiana diceva più o meno così “vi ricordate quando le cose erano fatte a mano ognuno andava fiero del proprio lavoro?”. Sullo stesso tema ricordo una frase del mio professore di Fisica Tecnica al Politecnico di Torino che sfogliando le relazioni che dovevamo preparare ti chiedeva ad un certo punto cosa volesse indicare una misura o quale fosse il suo “senso fisico”, appena leggeva la titubanza sul nostro viso esclamava, “certo sempre che l’abbia scritta lei questa relazione”. Le risposte dei produttori mi hanno fatto venire in mente queste due piccole considerazioni iniziali e mi fanno apprezzare ancora di più la preparazione dei nostri vecchi telaisti. Al maestro Carlà in Monteroni di Lecce, feci una domanda tipo quella di Fabio sulla misura di una serie sterzo. non l’avessi mai fatto, dopo un parteno invito a non dire eresie, mi snocciolò quello che potrei definire un seminario sulle vaire tipologie di serie sterzo,i vari produttori e le differenze con le produzioni d’oltralpe. Quest’ultima nasceva dal fatto che io, utente consumista quanto poco attento dell’AD 2019, avevo preso una serie sterzo Campagnolo Nuovo Gran Sport a passo francese, ignorando quanto sopra. Mi sà che ti conviene fartela fare la bici Fabio 🙂 che risparmi pure, tempo e denaro.

Commenta anche tu!