Shimano GRX 2x10v, presentazione

Guarnitura FX-RX600 - 10

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Guarnitura FX-RX600 – 10

La guarnitura FX-RX600-10, insieme alla sorelle FX-RX600-11 ed FC-RX810S è protagonista nei vari forum.

In realtà già altri produttori hanno proposto guarniture definite super compact, con corone 46-36. La vera novità è la versione 810 perché con le sue corone 48-31 offre il salto di 17T che viene adeguatamente gestito solo dal suo deragliatore dedicato.

Anche le altre in verità, ma più per la linea catena differente che per la dentatura.

Comunque, qui stiamo analizzando il GRX in configurazione 2x10v, restiamo sul pezzo.

Ammirando la guarnitura: bella.

Da quando Shimano usa la costruzione a quattro bracci il salto in avanti, tecnico ma anche estetico, è stato notevole.

Il susseguirsi di spazi vuoti e pieni e le nervature che accentuano le forme ne fanno un manufatto meccanico di grande impatto.

E per pura botta di cu…ehm colpo di fortuna, sono riuscito a illuminarla nel modo giusto per far risaltare le forme. Giorno fortunato, mai più ricapitato…

La tecnologia è a perno passante, in questo caso denominata 2-Piece crankset. Per distinguere (anche) dalla Hollowtech che prevede pedivelle e corone cave.

All’estremità libera dell’asse il noto sistema di attacco della pedivella sinistra, dove la filettatura interna è sede del grosso bullone di fermo, le zigrinature accolgono la pedivella e il foro funge da riferimento e da elemento di scarico della tensione di montaggio.

Sulla faccia interna della corona maggiore abbiamo “il punto di cambiata”; ossia la lavorazione che favorisce la salita di catena.

In questa versione per 10 velocità la corona esterna è dedicata, una piccola serigrafia provvede a ricordarcelo.

Quella interna invece è in comune tra la 10 e la 11v.

L’unione tra pedivella e corone avviene mediante 8 brugole, 4 per ognuna. Qui abbiamo quelle della corona interna.

Dietro vediamo mostrarsi timidamente quelle della corona esterna.

Anche se le corone presentano una lavorazione interna con battuta sagomata sui bracci della pedivella e quindi non è possibile sbagliare, un lungo piolino funge sia da ulteriore riferimento che da barriera per un eventuale salto catena.

Rimosse le quattro brugole della corona interna possiamo accedere a quella della corona maggiore.

I residui verdi non li ho puliti apposta; è frenafiletti, tipo forte. Francamente lo trovo un eccesso di prudenza, va benissimo usarne uno di media tenacia. Io poi di solito non lo uso proprio, preferisco dare un velo di grasso. Però in questo caso c’è da ricordare che i serraggi vanno controllati.

Ed ecco lo spider libero dalle corone.

E’ pedivella piena, quindi ad alleggerire e contribuire alla rigidità provvede il lungo sguscio.

E queste le corone liberate dalla loro sede.

La pedivella sinistra riprende tecnica e profilo della sorella.

Questa la sede che accoglierà l’asse, con tipica lavorazione.

Al suo interno già in fabbrica si è provveduto a ingrassare.

Mio consiglio: in caso di smontaggio, pulire e reingrassare, sempre.

La chiusura è con le due brugole contrapposte, da serrare alla coppia indicata.

E solo dopo aver mandato la pedivella a battuta con il grosso bullone in resina.

Nella vista posteriore troviamo identico sguscio di alleggerimento.

A questo link l’esploso con tutti i codici; anche per la versione 11v.

Adesso il deragliatore.

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