Pirelli PZero Velo

Come sono fatte

Tempo di lettura: 11 minuti

Come sono fatte

Uguale confezionamento per tutta la gamma, molto elegante. Il colore che distingue la Versione Velo in prova è l’argento.

Ma l’argento non è più l’unico colore previsto per questo copertoncino. Lo era quando li ho ricevuti e iniziato a pedalarci. Nel frattempo sono arrivate due varianti: la rossa e la gialla, però solo per la misura 700×25. Almeno al momento in cui scrivo queste note.

Proseguiamo con la nostra argento.

Copertoncino pieghevole; ritroviamo il simpatico dettaglio della molla di tenuta col logo impresso, ovviamente intonato.

Stesse vignette già viste nel test delle Pirelli PZero 4S stampate sul lato della confezione interna e con minimali consiglio di montaggio.

Montaggio che non presenta alcuna difficoltà, i copertoncini calzano molto facilmente. Ricordo, ormai lo scrivo in ogni test di gomme, che il montaggio deve essere eseguito senza ricorrere alle levette, altrimenti c’è il rischio di pizzicare la camera d’aria. Come fare lo spiego in questo articolo.

Vediamo le indicazioni sul fianco, partendo dall’elegante logo argento che, in questa versione Velo, lega perfettamente coi due “baffi” in identico tono.

In rilievo la misura, una scritta molto piccola (il risparmio di peso passa anche per questi dettagli…) in doppia scala: Etrto e francese. Per questo test ho scelto la 700×25, una dimensione che sta ricevendo ampio gradimento tra i ciclisti. Tanto che ormai sono moltissimi i produttori di ruote che offrono cerchi con canale da 17, il più idoneo proprio per questo spessore.

Le altre misure disponibili sono la 700×23 e, accolgo con piacere, anche la 700×28. Non tutte le aziende la propongono ed è assai appetibile per chi ha bici da corsa di impostazione Marathon frenate a disco. Più gomma a terra significa poter sfruttare meglio l’impianto frenante.

Aggiungo qui il peso rilevato per la misura in prova: 200 grammi netti, anche stavolta un soffio sotto quanto dichiarato dal produttore che indica, sul sito ufficiale Pirelli Velo, 205 grammi. Media su dieci pesate e per sicurezza ho verificato nuovamente il peso di altri componenti, giusto per capire se ormai la mia bilancina sballasse. No, funziona ancora bene: quindi o Pirelli usa un sistema diverso oppure non so.

Certo, in un mondo dove stiamo lì a vedere ciclisti in crisi perché la ruota pesa 785 grammi e non 780 come dichiarato, io sfrutterei ogni vantaggio. Comunque 5 grammi, a parte essere una inezia, rappresentano anche il normale range (pure ristretto…) di tolleranza. Di solito la tolleranza è in positivo e mai in negativo, cioè i grammi li troviamo sempre in più e non in meno. Mi sta bene così 😀

Pressione di esercizio compresa tra 6 e 7,7 bar, identica alla versione invernale.

Se la minima mi sembrava alta per la 4S, qui con la Velo siamo in linea con altre gomme di uguale tipologia.

Inoltre, così come rilevato lo scorso test, il copertoncino sente bene ogni variazione di pressione. Che sulle prime potrebbe mettere in difficoltà i meno attenti a questi dettagli (se vogliamo chiamare dettaglio un parametro fondamentale come la corretta pressione gomme…) ma che permette di trovare il perfetto set up per ogni ciclista. Serve qualche uscita, varie prove e sempre variando di 0,1 bar alla volta. Credetemi, è lavoro che vale la pena fare, messa nelle giuste condizioni questa Pirelli PZero Velo vi ripaga del tempo speso.

Un triangolo ordina il verso di montaggio; che è comunque impossibile fallire perché anche su queste Velo abbiamo il disegno del battistrada a fulmine, seppur con saette meno pronunciate rispetto alla 4S.

 

Ed ecco infatti i nostri fulmini.

Saetta singola, non a gruppi di quattro come per la Pirelli PZero 4S, che possiamo vedere qui sotto (a destra) per un veloce raffronto senza che andate a caricarvi il suo test.

Viste in dettaglio possiamo anche notare le differenti fasce che compongono il battistrada. Per motivi a me ignoti (non sono un bravo fotografo, lo sapete) solo sfocando leggermente mi riusciva di catturare la diversa tonalità tra centro e spalla del battistrada. Sicuramente uno bravo saprebbe farlo con una messa a fuoco perfetta ma io resto uno scribacchino, la mia capacità è battere le dita sulla tastiera; per il resto mi impegno ma non sempre coi risultati che vorrei 😀

Bello e regolare il profilo; la gomma in questo caso è montata su cerchio con canale da 17 e gonfiata a 7 bar.

Come per il precedente test delle Pirelli PZero 4S anche qui farò ricorso ad alcune immagini ufficiali, perché c’è da spiegare la tanta tecnologia di questo copertoncino.

Inizio col grafico.

Un perfetto esagono a raffigurare graficamente l’equilibrio di questo copertoncino. Non eccelle in nessun aspetto: non è il più scorrevole o il più resistente alle forature o il più leggero di gamma e così via. E questo è fuorviante perché, come detto all’inizio, questo Pirelli PZero Velo è ottima in tutto. Mi ripeto: non lancia acuti prodigiosi ma nemmeno stecca la sua melodia su strada.

Di fatto è proprio questo equilibrio il suo pregio, quello che lo rende adatto a tutti i ciclisti sportivi e per tutto l’anno. Anche quando piove, seppure qualcosa paga nel confronto col fratello 4S, davvero superlativo sul bagnato.

Lo vedremo meglio nel paragrafo dedicato alla prova su strada: qui vi anticipo solo che proprio grazie all’armonia delle caratteristiche, unita alla perfetta comunicativa che ho scoperto è filo comune per tutte le versioni, alla fine la gomma risulta molto più performante di quanto si possa immaginare. Un giro in bici significa incontrare tante situazioni differenti: di strada e di clima ché nei lunghi (soprattutto in montagna) anche lui varia: con gomme più specialistiche, dove per specialistiche intendo maggiormente orientate all’inverno o alla velocità, finisci col dover calare il ritmo in qualche segmento. Con le Pirelli PZero Velo no, pedali sempre e, se la gamba regge, pedali al meglio.

Artefici di tanta prestanza tre tecnologie che abbiamo già conosciuto ma che vale la pena ricordare anche in questo test: la mescola SmartNET Silica e il disegno del battistrada sviluppato con le tecnologie Pirelli Functional Groove Design e Ideal Contour Shaping: la carcassa in tessuto è progettata per garantire un’impronta a terra ottimale, mentre il raggio di curvatura differente tra battistrada e fianchi garantisce una deformazione controllata del pneumatico a differenti velocità e angoli di piega.

Il tutto su una carcassa a 127 TPI.

Vediamo in dettaglio.

La mescola SmartNET Silica messa a punto da Pirelli garantisce poca resistenza al rotolamento e ottima aderenza sul bagnato. Questo perché la molecola a base di silice che è utilizzata per la mescola ha forma “a bastoncino”: si dispone naturalmente in modo ordinato a non casuale come avviene con le molecole di silice sferiche.

Superiore elasticità (da non confondere con la cedevolezza), migliori scorrevolezza e direzionalità e, non ultimo, diminuzione del calore prodotto e della resistenza al rotolamento.

Ma più dell’immagine pubblicata sopra, un video risulterà più utile.

Sotto la mescola una fascia in fibre aramidiche fa da scudo contro le forature. Fibre, come sappiamo già da altri test di copertoncini che pure sfruttano questo materiale, capaci di non inficiare la scorrevolezza e non rendere la gomma rigida, monolitica posso dire, grazie alla loro elasticità.

Il battistrada sfrutta il Functional Groove Design che garantisce comfort ed espulsione dell’acqua dalla superficie a contatto con il terreno.

Gli angoli molto stretti della fascia centrale dell’impronta forniscono un appoggio regolare, mentre quelli più larghi sulle fasce laterali aumentano la sensazione di sicurezza e la risposta del pneumatico in piega. La trama “a fulmine” riduce il rumore ed aumenta l’espulsione laterale dell’acqua, per un’esperienza comoda e sicura. Da ultimo, la crescente profondità del disegno assicura un’alta durata e una risposta immediata del pneumatico.

E abbiamo l’Ideal Contour Shaping, che si traduce nella presenza di differenti raggi e disegni della carcassa sul fianco e sul battistrada per ottenere un’impronta sull’asfalto perfetta.

Insomma, possiamo ben dire che Pirelli ha messo in campo tutta la propria conoscenza per fare felici i ciclisti sportivi. Ci è riuscita? Lo scopriremo con la prova su strada, quindi voltiamo pagina per saltare in sella.

COMMENTS

  • Giovanni74

    Splendido articolo Fabio. A volte serve avere più di una bicicletta con caratteristiche diverse, così la 4S o la Velò la metto sotto la Carlà e la TT sotto la Wilier Tricrono 🙂 Analisi puntuale e dettagliata che aiuta molto nella scelta mettendo in luce tutte quelle caratteristiche che possono esserci utili.
    Giovanni

    • Elessarbicycle

      Ciao Giovanni, consiglio le Velo visto uso e clima tuoi. Le TT sono molto specialistiche. Ottime ma se usate nelle loro condizioni ideali, altrimenti in un giro vario pagano dazio. Ma sulla Tricrono effettivamente…

      Fabio

  • Giovanni74

    Ciao Fabio, tempo fà avevi fatto un’attenta disamina delle coperture offerta da Michelin, dopo la prova della gamma Pirelli, che differenze hai trovato, nei prodotti, dell’una o dell’altra azienda? Ci sono comportamenti che vengono esaltati/penalizzati più da una che dall’altra? Come ho già avutomodo di dire leggo con attenzione i tuoi test perchè sono fatti con una metodologia che trova la più indicata a dare delle risposte e sopratutto sono privi di interesse se non quello di consigliarci un prodotto di qualità. Grazie. Giovanni

    • Elessarbicycle

      Ciao Giovanni, è in programma un test confronto. I modelli saranno il power comp e il TT. Perché ambedue con simile destinazione d’uso e ambedue in misura 700×23. L’ufficio stampa Michelin ha dato il suo assenso, anzi ha detto che non c’era nemmeno bisogno lo chiedessi visto che ormai sanno come lavoro. Attendo risposta da ufficio stampa Pirelli. Chiedere è questione di correttezza professionale: avessi comprato io i copertoncini farei come decido; avendoli ricevuti per test singoli e non prova confronto, se la facessi e basta sarebbe una mancanza da parte mia e io non lavoro così. Una cosa è l’indipendenza nello scrivere e quella c’è tutta; altra dichiarare un test e farne uno diverso.
      Se anche Pirelli aderirà, a fine giugno avremo il test online; bici la mia x-lite allestita con kit Redshift per crono e ruote Spada Breva 2018.
      Sempre se potrò tenermi le ruote fino ad allora, ma ora come ora non avrei il tempo di lavorarci.

      Fabio

  • Giovanni74

    Dopo lungo approfondimento non ultimo il dettagliato test di Fabio, ordinai e montai i Pirelli Pzero Velo nella misura 25. Sono da subito rimasto molto impressionato dalla loro resa, ma ieri ho avuto veramente un saggio di ciò che vuol dire aderenza. Come uno sciocco, perchè è una cosa che non faccio mai, ho tolto le mani dal manubrio per sistemare il casco. In quel preciso istante un grosso insetto ha deciso di colpirmi in pieno viso.La bici ha sbandato di colpo sulla destra, ho portato repentinamente le mani al manubrio cercando di riprenderla. Mi vedevo già steso per terra con la faccia a baciare l’asfalto. Le gomme hanno avuto una tenuta pazzesca, tenuto presente che ero già inclinato, permettendomi di riprendere il controllo, con un colpo di reni. La bici sembrava fosse incollata a terra, quasi inserita su un binario. Mai soldi sono stati più ben spesi. Giovanni

    • Elessarbicycle

      Ciao Giovanni, questi sono i commenti che mi piace leggere. Anzitutto perché è andato tutto; e poi, più egoisticamente, perché sono sempre contento quando un test vi ha aiutato a scegliere un prodotto valido.
      Io non provo a casaccio, seleziono. Certo, una selezione solo sulla carta perché finché non salgo in sella non posso sapere; ma lo scopo dei tanti test che pubblico è proprio la ricerca continua di quanto ci sia di valido in giro.

      Io stamattina non ho scoperto la gran tenuta dei Pirelli Velo (un set l’ho tenuto per me) ma ne ho avuto ennesima conferma. Alle 6 qualche goccia, in lontananza il Circeo sembrava se non libero da nubi almeno non oppresso, arrivato a Sabaudia si è scatenato il diluvio. Che su strade sporche ha significato asfalto viscido, strisce peggio delle saponette e rotonde pericolosissime. Coi Pirelli Velo frenavo e piagavo quasi uguale all’asciutto…

      Fabio

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