Pin Bike

Come si installa e come funziona il Pin Bike

Tempo di lettura: 4 minuti

Come si installa e come funziona il Pin Bike

Un cubetto contiene tutta la dotazione che compone il kit Pin Bike. 

Kit che specifico subito non è al momento in cui scrivo in vendita al pubblico. Lo si può ricevere richiedendolo a Pin Bike se si risiede in uno dei Comuni che aderiscono all’iniziativa. O si è dipendenti di una azienda che ha fatto sua l’idea.

Apriamo il cubetto e troviamo il trasmettitore Bluetooth, una piastra sagomata di supporto in silicone, alcuni anelli nello stesso materiale per fissarlo al mozzo, una lucetta a led che può essere usata indifferentemente sul mozzo per fissare il trasmettitore (ma se hai i parafanghi, altrimenti è fastidiosa) o al manubrio, una fascia sempre in silicone per fissare lo smartphone al manubrio, una targhetta da fissare alla sella con inserito il comodo adattatore per gonfiare valvole presta e italia col compressore e il necessario per montarla. 

Ricorro a un video ufficiale, ma solo perché a me è stato dato il kit con sensore nuovo e manca al momento in cui scrivo il supporto in silicone, spedito da giorni e mai arrivato. Per esserci coi tempi ho preferito così. 

C’è quello che serve, quello che è utile e anche quello che non serve ma fa comodo avere.

L’installazione è semplice e si parte dal proprio smartphone, Android o Apple è indifferente.

Basta andare sullo store e scaricare la app, ovviamente gratuita.

Installata e avviata la app si procede con la creazione del proprio account

Eseguita la necessaria conferma del proprio indirizzo mail (per chi ha scelto questa opzione) prosegue la configurazione dell’account con alcuni dati necessari, cioè indirizzo, data di nascita e sesso. Ho lasciato di proposito i campi bianchi per la pubblicazione.

Nella stessa schermata c’è la fatidica domanda: dove ti muoverai con la bici?

Io ho inserito la mia città, dove al momento il servizio non c’è e quindi un messaggio mi ha avvisato e sono andato oltre.

Proseguiamo attivando Bluetooth e Gps per associare telefono e sensore.

Una schermata ci avvisa che è il momento di fissare il sensore al mozzo.

Impostiamo la misura della ruota secondo una tabella prestabilita.

Un giro di ruota, il sensore parte, abbiamo l’avviso che è collegato e a schermo appaiono alcune voci essenziali, tra cui il consiglio di installare una ulteriore app per la navigazione.  

 

Bene, fin qui siamo ancora all’interno. Prima di uscire per strada alcune considerazioni.

Anche se la app fornisce velocità e distanza non è certo un software destinato all’allenamento, quindi avere le misure ruote fisse, cioè non inseribili con precisione da noi, anche se rimanda un dato non veritiero è più che sufficiente allo scopo per cui nasce Pin Bike.

Durante la procedura ho accusato alcuni spegnimenti, forse perché nel frattempo giocavo col telefono per ricavare le schermate. 

Ora andiamo in strada.

In dotazione una fascia elastica per assicurare lo smartphone al manubrio. 

L’ho usata ma solo su asfalto; pedalando in città, sul pavè, è praticamente inutile, balla tutto.

Normale, me lo aspettavo. In fin dei conti il cuore del Pin Bike sono sensore e software: fascia elastica, lucetta e altro non li considero più di tanto. Ci sono, fa piacere, ma se ne può fare a meno.

Chi volesse avere a tutti i costi il telefono a vista comunque dovrà dotarsi di un supporto stabile.

Io lo consiglio, avere il telefono a vista, perché a schermo appaiono informazioni interessanti.

Anzitutto il percorso, la mappa; che qui io non ho attivato perché il software terzo mi ha dato problemi. Ho usato la localizzazione.

E comunque è assai utile nei comuni che hanno aderito al progetto, per chi come me risiede dove Pin bike non è attiva è giusto una curiosità, serve a poco ai fini della app. 

Abbiamo distanza percorsa, tempo in azione, velocità media e velocità istantanea, tutto calcolato non con Gps ma con la rotazione del sensore al mozzo.

A fine sessione la traccia del tragitto.

Schermate riepilogative permettono di riassumere la sessione svolta.

Vedere i bonus acquisiti.

E la propria posizione in classifica.

Con una unica sessione svolta per creare le schermate, non potevo aspirare alla parte alta della classifica…

Questo il funzionamento, interessante ma non è qui il cuore della faccenda.

Ne parliamo nelle conclusioni.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
Se l’articolo che stai leggendo ti piace, condividilo sui tuoi social usando i pulsanti in basso. E’ facile e aiuti il blog a crescere.

COMMENTS

  • Stefano

    Bella idea. E’ un peccato che si sia sempre costretti a trovare dei sistemi antifrode, perchè significa che qualsiasi idea viene subito deteriorata dal furbetto che ne vuole approfittare, frodando. L’idea di base è quella di premiare chi usa la bici, e sarebbe bastata una App che tramite GPS rilevassele tracce, ma poi qualcuno avrebbe percorso il tragitto in scooter, qualcuno in macchina, ecc… e quindi serve il rilevatore agganciato al mozzo.
    Speriamo che serva ad iniziare e che poi le persone decidano di usare la bici indipendentemente dai premi: sono stato ad Amsterdam varie volte ed è uno spasso girare in bicicletta: ciclabili ovunque, semafori dedicati, precedenza delle bici sulle auto, in un posto dove il tempo è più freddo e più piovoso che da noi.
    Volevo segnalarti che il pannello in alto nella tua home page, dove c’è la slide degli articoli recenti, non permette di cliccare e andare all’articolo, cioè si può cliccare sulle frecce e farli scorrere, ma non si può cliccare sull’argomento ed andare alla pagina dedicata.

    • Elessarbicycle

      Ciao Stefano, grazie per la segnalazione. Un problema nel ridimensionamento automatico aveva sfasato tutto.
      Comunque non tutta l’immagine è cliccabile: solo la parte bassa, quella con il titolo.
      Ma lo slide lo uso solo per mettere in evidenza gli ultimi argomenti più importanti, per il resto ci sono l’affollata home page, le categorie, il motore di ricerca interno, gli ultimi 10 articoli pubblicati ecc ecc 😀 😀

      Fabio

  • Giacomo

    Ci sono dei dubbi legati a questa app:
    le autorizzazioni richieste mi sembrano eccessive con controllo completo di connessione e accesso ai dati di rete.
    Inoltre visualizzazione di annunci, esecuzione in background all’avvio, scrittura e lettura di notifiche badge, disattivazione stand-by telefono….

    E, in aggiunta: le richieste di adesione per gli esercenti puntano solo ed esclusivamente alla promozione commerciale di offerte e sconti su loro prodotti o servizi e all’immissione nel sistema di annunci pubblicitari per tempestare gli utenti utilizzatori.
    A questo punto mi pare chiaro che l’intento sia quello di profilare gli utenti e tracciare i loro spostamenti al fine di trasmettere loro messaggi pubblicitari generici o georeferenziati.

    Di applicazioni di questo genere e con questo scopo ne abbiamo già molte e, personalmente, ne faccio anche a meno!

    • Elessarbicycle

      Ciao Giacomo, anche io ne faccio a meno perché non ho bisogno di alcuna app per andare in bici.
      Ma credo tu stia facendo confusione, sia perché non è richiesto quasi nulla di ciò che indichi e sia perché pubblicità non c’è, almeno durante il mio test mai è comparsa.
      Hai ragione a dire che di app ce ne sono tante; questa però ho voluto provarla perché è differente e nell’articolo spiego perchè.

      Fabio

      • Giacomo

        Quello che ho descritto è indicato dai produttori nella descrizione dell’app sul marketplace.
        Quando la installi ne accetti le condizioni.

        La pubblicità non l’hai vista perché, suppongo, non hanno ancora esercenti aderenti oppure geolocalizzati nella tua zona.

        • Elessarbicycle

          No Giacomo, continui a fare confusione.
          Fosse una app rivolta solo al mercato privato i tuoi dubbi potrebbero essere presi in considerazione.
          Qui invece abbiamo un dispositivo che ha come sua funzione primaria propria la certificazione di un percorso al fine di ottenere il bonus economico stabilito dalle amministrazioni pubbliche che aderiscono (o aziende private verso i proprio dipendenti); quindi vista la particolarità delcaso rispetto a generiche app con cui accumulare punti e basta, è ovvio che il percorso deve essere tracciato, altrimenti perché un Comune dovrebbe poi riconoscerti un bonus? Comune aderente, sia chiaro. Infatti al momento in cui scrivo il dispositivo non è acquistabile per chi risiede lì dove non c’è convenzione.

          Fabio

  • Andrea

    Ha ragione Giacomo, anche sul sito web di pin bike c è la pagina di registrazione come esercenti per pubblicare gli annunci commerciali e anche nella pagina privacy sono elencate le finalità descritte da Giacomo.

Commenta anche tu!