Pin Bike

Le conclusioni

Tempo di lettura: 4 minuti

Le conclusioni

Ho mostrato il Pin Bike in fase di installazione (ok, video non mio, ma stavolta è giustificato) e in azione, ho speso qualche parola sulla dotazione a corredo ma in fin dei conti il vero punto non è questo.

Si, per dovere di cronaca devo riportare che con la fascia elastica il telefono non è stabile, che la targhetta riflettente è simpatica ed è assai utile avere l’adattatore per le valvole, anche se messo lì una volta lasciata la bici al palo sicuro non lo ritrovi, ma è importante?

No, per me no.

Non mi interessa la dotazione, non mi interessa se un paio di volte si è bloccata l’app, sono questioni ininfluenti e/o risolvibili.

Ho voluto toccare con mano, è vero, ma per farmi una idea di massima, non per passare al microscopio il Pin Bike come nei miei test.

Allora cosa mi interessa?

L’idea, l’intuizione, la capacità che questo dispositivo ha di attrarre amministrazioni, enti, aziende a muoversi nella direzione della mobilità ciclistica.

Ha un pregio Pin Bike che supera ogni difetto di gioventù: non puoi barare.

Forse si, avevo pensato di applicare il sensore allo scooter e vedere se poi mi confermava il percorso. Non l’ho fatto, tranquilli. Non pensate male di me, non sono un delinquente; però se ci sono quelli che si fanno le tracce Strava in moto…

Serve un incentivo per spingere quante più persone è possibile a lasciare l’auto in favore di una bici.

Per noi che pedaliamo per passione è naturale sfruttare la nostra compagna a pedali anche per gli spostamenti quotidiani, ogni scusa è buona per saltare in sella. E lo facciamo anche senza bisogno di una scusa.

Ma per gli altri? Per il mio vicino di casa che usa l’ascensore persino per scendere un piano? Come lo convinci a pedalare?

Con la leva economica. 

E come convinci le amministrazioni locali a premiare i cittadini virtuosi?

Con un sistema che certifichi senza ombra di dubbio che quel giorno ti sei mosso sui pedali.

Pin Bike mette insieme le due cose, trova la classica quadratura del cerchio.

E’ questo il suo punto di forza, per questo sorvolo su dettagli tecnici e nella dotazione per stabilire se è migliorabile, mi interessa nulla della lucetta e della fascia, se funzionano o no.

Chi usa la bici per allenarsi con metodo ha già apparecchi di alto livello, non userà certo il software Pin Bike per le proprie sedute, quindi star lì a cavillare sulla misura ruote puramente indicativa o i pochi dati rilevati ha nessuna importanza.

Quello che serve, c’è. 

Pin Bike certifica che dal punto A al punto B ho fatto questa strada, nel tale tempo: sindaco o manager che hai aderito, riconoscimi il bonus.

Ok, l’ho messa cruda detta così.

Ma è realtà. 

Per questo anche se non condivido appieno comprendo la scelta di questa start up di tenersi al momento fuori dal mercato privato, preferendo investire sulle amministrazioni comunali.

Di app che ti premiano con punti da convertire in sconti già ne abbiamo.

Di app che dicono a un sindaco “ecco, i tuoi cittadini si spostano in bici, questi i dati: premiamoli” no, c’è Pin Bike e io, sinceramente, auguro a questi ragazzi un roseo futuro.

Non sono paladini, hanno il loro rientro economico ed è giusto così.

Se devo scegliere tra chi si guadagna la vita migliorandola a noi tutti e chi invece fa soldi rovinando l’aria che respiriamo e la Terra su cui viviamo, non ho dubbi.

Questo il sito ufficiale Pin Bike

Buone pedalate

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Stefano

    Bella idea. E’ un peccato che si sia sempre costretti a trovare dei sistemi antifrode, perchè significa che qualsiasi idea viene subito deteriorata dal furbetto che ne vuole approfittare, frodando. L’idea di base è quella di premiare chi usa la bici, e sarebbe bastata una App che tramite GPS rilevassele tracce, ma poi qualcuno avrebbe percorso il tragitto in scooter, qualcuno in macchina, ecc… e quindi serve il rilevatore agganciato al mozzo.
    Speriamo che serva ad iniziare e che poi le persone decidano di usare la bici indipendentemente dai premi: sono stato ad Amsterdam varie volte ed è uno spasso girare in bicicletta: ciclabili ovunque, semafori dedicati, precedenza delle bici sulle auto, in un posto dove il tempo è più freddo e più piovoso che da noi.
    Volevo segnalarti che il pannello in alto nella tua home page, dove c’è la slide degli articoli recenti, non permette di cliccare e andare all’articolo, cioè si può cliccare sulle frecce e farli scorrere, ma non si può cliccare sull’argomento ed andare alla pagina dedicata.

    • Elessarbicycle

      Ciao Stefano, grazie per la segnalazione. Un problema nel ridimensionamento automatico aveva sfasato tutto.
      Comunque non tutta l’immagine è cliccabile: solo la parte bassa, quella con il titolo.
      Ma lo slide lo uso solo per mettere in evidenza gli ultimi argomenti più importanti, per il resto ci sono l’affollata home page, le categorie, il motore di ricerca interno, gli ultimi 10 articoli pubblicati ecc ecc 😀 😀

      Fabio

  • Giacomo

    Ci sono dei dubbi legati a questa app:
    le autorizzazioni richieste mi sembrano eccessive con controllo completo di connessione e accesso ai dati di rete.
    Inoltre visualizzazione di annunci, esecuzione in background all’avvio, scrittura e lettura di notifiche badge, disattivazione stand-by telefono….

    E, in aggiunta: le richieste di adesione per gli esercenti puntano solo ed esclusivamente alla promozione commerciale di offerte e sconti su loro prodotti o servizi e all’immissione nel sistema di annunci pubblicitari per tempestare gli utenti utilizzatori.
    A questo punto mi pare chiaro che l’intento sia quello di profilare gli utenti e tracciare i loro spostamenti al fine di trasmettere loro messaggi pubblicitari generici o georeferenziati.

    Di applicazioni di questo genere e con questo scopo ne abbiamo già molte e, personalmente, ne faccio anche a meno!

    • Elessarbicycle

      Ciao Giacomo, anche io ne faccio a meno perché non ho bisogno di alcuna app per andare in bici.
      Ma credo tu stia facendo confusione, sia perché non è richiesto quasi nulla di ciò che indichi e sia perché pubblicità non c’è, almeno durante il mio test mai è comparsa.
      Hai ragione a dire che di app ce ne sono tante; questa però ho voluto provarla perché è differente e nell’articolo spiego perchè.

      Fabio

      • Giacomo

        Quello che ho descritto è indicato dai produttori nella descrizione dell’app sul marketplace.
        Quando la installi ne accetti le condizioni.

        La pubblicità non l’hai vista perché, suppongo, non hanno ancora esercenti aderenti oppure geolocalizzati nella tua zona.

        • Elessarbicycle

          No Giacomo, continui a fare confusione.
          Fosse una app rivolta solo al mercato privato i tuoi dubbi potrebbero essere presi in considerazione.
          Qui invece abbiamo un dispositivo che ha come sua funzione primaria propria la certificazione di un percorso al fine di ottenere il bonus economico stabilito dalle amministrazioni pubbliche che aderiscono (o aziende private verso i proprio dipendenti); quindi vista la particolarità delcaso rispetto a generiche app con cui accumulare punti e basta, è ovvio che il percorso deve essere tracciato, altrimenti perché un Comune dovrebbe poi riconoscerti un bonus? Comune aderente, sia chiaro. Infatti al momento in cui scrivo il dispositivo non è acquistabile per chi risiede lì dove non c’è convenzione.

          Fabio

  • Andrea

    Ha ragione Giacomo, anche sul sito web di pin bike c è la pagina di registrazione come esercenti per pubblicare gli annunci commerciali e anche nella pagina privacy sono elencate le finalità descritte da Giacomo.

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