Zero rh+ Z Alpha Mips

Le conclusioni

Tempo di lettura: 8 minuti

Le conclusioni

Ho avuto gioco facile nel provare lo Z Alpha Mips: è un casco top e non solo nel catalogo Rh+ ma sul mercato. Quando ti imbatti in prodotti di alta gamma difetti non ne trovi nemmeno a impegnarti allo spasimo. E’ come con le bici: oltre una certa soglia sono ottime tutte, poco da fare.

Per le aziende serve differenziarsi; per un tester serve scovare se non limiti almeno qualche leggera manchevolezza per far vedere che si è fatto in tutto e per tutto il proprio dovere verso i lettori.

Non che con oltre 150 test pubblicati da quando decisi di avviare questa sezione del blog debba dimostrare ancora qualcosa, come lavoro lo sapete tutti.

E proprio per questo, proprio perché sapete che spacco il capello in quattro, vi dico che l’unica mancanza che ho rilevato è quella di una luce dedicata.

E’ un casco al vertice, sarebbe bello poter disporre di una piccola luce a led da applicare sul retro e migliorarne così ancor più la sicurezza. Fantastico sarebbe proporla con sensore crepuscolare: non devi nemmeno fermarti se attraversi una galleria, fa tutto lei.

Perché sul casco c’è nulla da migliorare e nulla cambierei.

A iniziare dalla linea; valutazione estetica e quindi personale e quindi, ancora, opinabile. A me piace.

Piace la zona posteriore, aggressiva e grintosa; mi piace l’enorme bocca frontale e mi piace ancor più con la cover installata a chiuderla. Guadagna quell’aria da sprinter che aggiunge carattere.

E mi piace nella vista laterale, dove tutto il taglio “alto” di fronte e zona mediana regala sensazione di leggerezza.

Non mi piace il Mips. Ma come, vi state chiedendo, dopo che ne hai tanto parlato? No, un momento, mi riferisco ancora all’estetica.

Semplicemente, per gusto mio non mi piace quel giallo che fa capolino dalle prese d’aria. Immagino che rendere la calotta subito visibile sia la giusta strategia e del resto la mia è solo una considerazione estetica.

Archiviate queste futili considerazioni personali restano tutte le buone e oggettive qualità mostrate dal casco durante il test.

Tra cui il peso, perché i 320g da me rilevati in taglia M sono un ottimo valore. Se eliminiamo l’aggravio dovuto al Mips coi suoi 45/50g circa, siamo a 270g per il casco: ossia un valore eccellente.

Il comfort si è rivelato di alto livello. Grazie al Power Fit Evo la regolazione della calzata è precisa e l’imbottitura interna morbida ma non cedevole. Questo si traduce in tante ore col casco in testa senza alcun senso di fastidio.

L’imbottitura inoltre ha mostrato di asciugare subito quando tra andatura bassa e caldo forte (ho trovato anche i 30 gradi, decisamente fuori stagione) si suda parecchio, aerazione o no.

Aerazione che è comunque davvero efficiente. Ampia la ventilazione in ingresso, veloce l’espulsione in uscita. Esattamente quello che serve per viaggiare freschi.

E infatti si viaggia freschi anche a bassa velocità, che per me significano in salita e in città. Nel primo caso alla bassa andatura si somma lo sforzo e sentire la testa accarezzata dal vento è piacevole. Nel secondo caso più che bassa andatura si dovrebbe parlare di continui stop an go e passo da lumaca (pedalo nel traffico non in ciclabili che qui non esistono), e pure qui si avverte sempre e comunque il vento insinuarsi.

Nel suo utilizzo principe e cioè nella guida sportiva ovviamente la ventilazione è perfetta. Se funziona a bassa velocità a maggior ragione lo farà, e meglio, quando il passo è allegro.

Il casco in velocità non “fischia e sibila”, indice di accurato lavoro aerodinamico.

Gli occhiali hanno tutto lo spazio che serve, anche quelli un poco più abbondanti. Nessun fastidioso contatto con la parte bassa del frontino.

Chi ha l’abitudine di toglierli potrà sfruttare le prese d’aria per infilarci le stanghette; restano lì ma è prova che solitamente faccio per pochi metri. Sono miope e i miei occhiali hanno clip interne da vista, quando me li tolgo poi non vedo…

Ultime notazioni sul prezzo, così come rilevato dallo shop ufficiale e quindi senza tener conto di eventuali offerte in rete: 199 euro al pubblico.

Come vi ho detto in apertura, quando seleziono un casco da provare guardo prima alla qualità e poi al prezzo; se c’è anche convenienza, è meglio.

Qui fatta la conta con i pregi emersi e la presenza del Mips abbiamo sia l’una che l’altra. Senza dimenticare che nell’importo sono compresi la sacca, una seconda imbottitura e la cover per la presa frontale. Una dotazione ricca.

Vi lascio con i link ufficiali, sia al sito che al casco che alla, utilissima, sezione ricambi.

Buone pedalate

Zero rh+

Casco Zero Rh+ Z Alpha Mips

Ricambi caschi

COMMENTS

  • <cite class="fn">Luigi Iannelli</cite>

    Ciao Fabio, utilissima recensione, come sempre… 😉 tra l’altro dopo la mia recente caduta capita proprio a “fagiuolo” visto che sono alla ricerca di un nuovo casco “protettivo”, principale criterio che sto considerando. Avevo visto il Briko Ventus che mi sembrava davvero niente male e poi il Manta Strale di cui ci hai già parlato ed ora mi sa che avrò da valutare anche questa opzione MIPS…. spero in ogni caso che qualunque scelta sia da considerarsi equivalente in termini di protezione e sicurezza.
    Proprio riguardo la sicurezza ed il corretto utilizzo del casco volevo chiederti un paio di chiarimenti.
    Scrivi che le orecchie devono essere perfettamente fasciate: cosa intendi? Che i cinturini del casco devono circondarle e non ricoprirle, giusto?
    Altra cosa: dalle foto vedo che indossi gli occhiali in maniera tale che le astine vadano al di sotto del primo cinturino del casco. Non sarebbe più indicato che le astine vadano al di sopra del cinturino? In caso di caduta non sarebbe auspicabile che l’occhiale voli via con facilità onde evitare danni al viso che potrebbero aversi nel caso in cui il cinturino del casco li tenga bloccati? Te lo chiedo perché qualche ciclista mi ha fatto presente questa eventualità (oltre ad averlo letto su qualche forum) ed anche perché nella mia recente caduta i danni maggiori li ho subiti causa occhiale (taglio sopracciglio e naso in corrispondenza del frame superiore e del nasello) che forse ha contribuito pure alla ferita al padiglione auricolare….:-( dico forse perché non ricordo assolutamente se questa volta indossavo gli occhiali sotto il cinturino del casco o sopra… insomma mi farebbe piacere avere una tua opinione sulla questione visto che si tratta di sicurezza ed è senz’altro di interesse per tutti, pur sapendo che alla fine nessun comportamento virtuoso potrà mai annullare completamente il rischio e che una caduta è pur sempre un evento unico ed imprevedibile e magari se l’occhiale vola via eviti il taglio al sopracciglio ma hai gli occhi a rischio…. insomma, meglio non cadere e, come hai ben scritto, evitare di testare direttamente il casco…:)
    saluti e grazie.

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Luigi, Manta e Strale sono modelli diversi; tutti e due MET ma differenti.
      Forse una confusione di battitura e volevi dire solo Met Strale. Che è un ottimo casco considerato il prezzo bassissimo. Ma che ovviamente paga dazio in termini di comfort rispetto a caschi più raffinati.
      Il Manta è un modello particolare e gli sono affezionato perché fu lui a salvarmi la capoccia.

      Cinturino; abbracciare le orecchie, non passarci sopra.

      Occhiali; giusto indossarli sopra e non sotto. Purtroppo la mia è cattiva abitudine che ha ragione di essere nel fatto io sia miope. Quando indossi sempre occhiali da vista dimentichi di averli. Che c’entra? C’entra col fatto che anche gli occhiali da bici hanno clip da vista e ne ho rotti diversi facendoli volare: toglievo il casco senza prima sfilare gli occhiali, lanciandoli. Proprio perché quando indossi occhiali da 30 anni, dimentichi che stanno lì. Per questo ho preso l’abitudine a indossarli sotto il cinturino, l’unico modo per non romperli quasi a ogni uscita…
      Diciamo che regola di prudenza li vorrebbe sopra il cinturino, prassi economica (costano occhiali, clip e lenti da vista) me li fa indossare sotto.

      Fabio

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