Triban RC 520

Tempo di lettura: 19 minuti

In prova una novità molto attesa: la Triban RC 520.

Un deciso passo in avanti in casa Decathlon che con questo nuovo modello ha provato a racchiudere in una sola bici tanti diversi modi di vivere il ciclismo.

Se l’obiettivo è raggiunto lo scopriremo nel corso di questa lunga prova.

Una prova che ho fortemente voluto per differenti ragioni, anche personali.

Lo scorso anno recensii la Btwin 520, una onesta lavoratrice a pedali dal costo irrisorio, ottima in tanti ambiti sempre tenendo conto della modesta cifra necessaria a portarsela a casa, con una trasmissione a tripla corona che resta secondo me validissima opzione anche per ciclisti esperti (purché non fashion victim) ma che presentava comunque aspetti migliorabili. Uno su tutti la frenata, appena passabile; non tanto perché aveva freni al cerchio ma perché era proprio l’impianto a essere sottotono.

Quel test mi diede molte soddisfazioni. Fu divertente provare la bici, intrigante andare contro corrente, interessante scoprirne le molte qualità.

Fu in certo senso una sfida; inutile fare mistero del profondo e radicato pregiudizio contro le bici marchiate Decathlon. Ingiustificato come qualunque pregiudizio, che sempre è figlio dell’ignoranza.

Ma fu comunque una sfida perché ogni valutazione non doveva mai prescindere dal prezzo finale e perché pensai a quella recensione come naturalmente rivolta a chi avesse minime conoscenze teoriche del ciclismo. Mi imposi un linguaggio comprensibile, provai a spiegare il perché e non solo il come e credo che alla fine ne venne fuori un buon articolo.

Io non sono abile nel marketing, non so “vendere” questo strano blog, non ricorro nemmeno ai tanti strumenti che permettono di scalare le classifiche dei motori di ricerca. Mi affido solo ai contenuti e a voi che leggete per farlo emergere dal mare magnum della rete.

A distanza di oltre un anno quella recensione staziona quotidianamente nella parte alta della classifica degli articoli più letti, quella che trovate in fondo alla homepage; e già dopo poche settimane dalla sua pubblicazione chiunque avesse cercato in rete la Btwin 520 avrebbe trovato il sito ufficiale Decathlon in prima posizione: e io subito a seguire. Ed è ancora così.

Se pubblicazione e pubblico condividono etimologica genesi un motivo ci sarà: una pubblicazione senza pubblico serve a nessuno. Quella recensione portò, ha portato e porta tutt’ora tanti nuovi lettori ogni giorno e io di questo devo tener conto.

Fin qui le motivazioni personali. Poi ci sono quelle oggettive.

In un mercato che sembra aver perso il contatto con la realtà scoprire se ci si può divertire in bici senza accendere un mutuo è sicuramente una notizia. Anche se poi a ben vedere i titoli li conquistano i pochi modelli ultra costosi, ma a spulciare i listini c’è tanto di ottimo a prezzi abbordabili. Più di quanto accadeva anni fa.

Qui però, con questa Triban RC 520, siamo pure al di sotto della soglia minima psicologica; e scendiamo ancor più con la sorella RC 500. Si sale invece con la variante Gravel, ma siccome tutte e tre condividono telaio e ruote (versione più pesante sulla 500) il comportamento dinamico alla fine si somiglia.

Esclusa la Gravel che arriverà in pochi esemplari, ero indeciso se chiedere la 500 o la 520. Non nascondo che se anche la versione più economica avesse montato una tripla la protagonista odierna sarebbe stata lei.

Non sono il più veloce ad arrivare online con un test di questa bici ma sapete è primato che non mi interessa. Il sempre gentile ufficio comunicazione nostrano del colosso francese mi chiese se ero interessato a partecipare al press test. Rifiutai e non per snobismo: affrontare 1400 km di trasferta su e giù per la Penisola per una breve presa di contatto mi sarebbe servito a nulla. 

Ho preferito attendere si liberasse una RC 520 della mia taglia per svolgere una test alla mia maniera, quelli che io chiamo “pedalati”.

Purtroppo il meteo ci ha messo molto del suo nel complicarmi la vita, il mese di maggio è stato un delirio trovare giornate decenti per uscire.

Per questo e per essere online in tempi brevi rispetto al mio solito ho cambiato metodo di lavoro.

La prima settimana l’ho dedicata a una pletora di mini test, sfrondando da subito tutto ciò per cui la bici non è stata pensata. Per capirci: una volta compreso che tirarle fuori una anima racing che non ha sarebbe stato lavoro sprecato, ho eliminato buona parte delle prove di guida dichiaratamente sportiva.

Poi a conti fatti non è servito a molto, perché sul notes sono rimaste tante altre possibilità d’uso che comunque c’è stato da faticarci non poco.

Strada, città, turismo e fuoristrada: già, anche fuoristrada. Sia perché come detto esiste la versione Gravel che sfrutta telaio, ruote e trasmissione di questa 520 e quindi vuol dire che è fattibile; e sia perché lo feci con la Btwin 520, scoprendo inaspettate doti da fuoristradista, quindi andare per campi e sentieri anche con la RC 520 è stata scelta obbligata.

Lunga introduzione e questo dovrebbe farvi sospettare che anche il test sarà lungo. C’è tanto da dire per me, tanto da leggere e vedere per voi.

Per il consueto paragrafo sul “come è fatta” mi sono preso la libertà di portare il telaio a nudo, per fotografare i dettagli con campo libero e per mostrarlo meglio. Avremo così uno sdoppiamento, perché ho scelto di inserire in un paragrafo a sé l’allestimento. 

A intervallarli ho incuneato un paragrafo per aiutare nella scelta della taglia con qualche notazione teorica sulle geometrie.

Per le prove su strada ho dato fondo a ogni risorsa, e seppure le immagini sono state scattate per semplicità logistica nella stessa ristretta area, io e la Triban RC 520 abbiamo vagato ovunque, anche fuori dai soliti circuiti di prova. Sia in strada che in fuoristrada, che avranno anche loro singoli paragrafi, e con un altro ancora dedicato a città e touring.

Produrre questo test è stato uno sforzo notevole ma giustificato, credo, dall’interesse che sono sicuro susciterà.

Però siccome so che invece di queste mie lunghe introduzioni vi interessa poco, la chiudo qui e passo alla presentazione statica.

Vediamo come sono fatti telaio e forcella.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Ottima disamina Fabio, puntuale e appassionata. Il discorso sulle ruote lo avevo intuito, tra le righe, anche con la Btwin 520: per cambiare la natura della bici ci vorrebbero ruote dal costo pari almeno alla bici intera, cui prodest?
    Bello anche il colore di questa RC…posso riassumere (a spanne, eh!) che la Btwin 520 è costituzionalmente più orientata alla guida “sportiveggiante” (magari con alcuni upgrade) pur rimanendo comoda per diporto mentre la RC è costituzionalmente “comoda” con una propensione all’off road leggero senza occhieggiare a usi diversi?
    Grazie come sempre, Adriano.

    • Elessarbicycle

      Ciao Adriano, la RC è essenzialmente una bici sportiva molto comoda, con ottima propensione al fuoristrada e gran comodità sulla distanza. Immagina tutto ciò che di buono hai con la vecchia 520 e aumentalo in godibilità. Discorso ruote: non avrei dovuto ma ho usato altre ruote e ho avuto conferma dell’eccellente telaio. Vero, la spesa si impenna ma, l’ho scritto, bici che costano il triplo usano ruote di pari peso, quindi…

      Fabio

  • Samuele Gaggioli

    Grande recensione come sempre.
    Una domanda (un parere, un’osservazione) sui freni ibridi: io non li ho mai provati, ma con i cantilever e i mini v-brakes (principalmente con questi ultimi) il feeling alla leva era praticamente inesistente nonostante la potenza frenante ci fosse, la cosa è drasticamente cambiata e migliorata utilizzando delle guaine anti compressione. È vero che costano più di 10€ al metro, è vero che il giro sotto il nastro lo devi fare con una guaina normale per poi utilizzare un raccordo (di ottima qualità altrimenti flette anche lui, 10€ per freno vanno serenamente via prendendo gli Shimano) ma oggettivamente dopo cambia tutto e si ritrova alla leva quella sensazione di controllo di cui parli.
    Non so se la stessa cosa possa accadere con i freni ibridi o se il passaggio da cavo a sistema idraulico manda a ramengo qualsiasi tentativo, è giusto la richiesta di una tua opinione in merito.

    • Elessarbicycle

      Ciao Samuele, il tuo discorso è valido, le guaine sono un componente fondamentale dell’impianto frenante, spesso trascurato.
      Nel nostro caso però è proprio il tipo di impianto che mostra poco feeling, che non significa poca potenza né, dopo averci preso la mano, poca modulabilità: è fatto così, punto. Già usato su altre bici, per me non è stata una scoperta. Poi certo, ammetto di non averlo mai amato ma non è pregiudizio. Su qualunque bici ho sempre rilevato questo poco dialogo, quindi alla fine devo dedurre che la costruzione mista questo provoca. Fabio

  • Andrea Kassidy Kasari

    Buona giornata, sono un felice proprietario della RC 520 dai primi giorni di Febbraio, acquistata via internet, e fatta recapitare al negozio della mia città. Prima di acquistarla ho studiato le geometrie del telaio paragonandole a biciclette già uscite e già ampiamente testate leggendone le recensioni. A me interessava molto, oltre che alle misure in cm del telaio, le inclinazioni dei vari tubi. Avevo bisogno di una bici da poter usare in maniera completa e sopratutto da poter usare il manubrio anche nella posizione bassa, e per lunghi periodi, senza avere problemi di schiena o di collo.
    Posso dire che mi trovo molto bene; io faccio il 95% su asfalto, di cui buona parte in pessime condizioni, e un 5% su strade bianche.
    Il telaio e la forcella assorbono molto bene le asperità dando una senzazione di controllo molto forte. La trovo rigida dove serve, e “accomodante” dove conviene. Certo, per un agonista di 25 anni non è la bici adatta, ma non nego che se spingi sui pedali e controbilanci bene sulle braccia si può far mangiar la polvere a tanti…..
    Complimenti per il tuo test, ben scritto e calzante al 100% sul carattere della bici in prova.

    • Elessarbicycle

      Ciao Andrea, ti ringrazio per questo tuo contributo.
      Le vostre valutazioni, figlie dell’esperienza diretta, sono assai preziose per me e per tutti.

      Fabio

  • Lorenzo Marini

    Buongiorno Fabio grazie per la recensione molto ben fatta come peraltro tutti gli articoli del blog, oltre ad essere un esperto ha uno stile di scrittura davvero godibile. Vorrei prendere la mia prima bici a breve, farei soprattutto strade sterrate abbastanza ben tenute su argini ,miste ad asfalto dissestato. Non ho nessuna velleità corsaiola anche perché peso circa un quintale e sono alto quasi due metri. Volevo sapere se secondo lei mi converrebbe prendere la versione gravel, e se vi sono alternative che ritiene interessanti anche spendendo qualcosa in più (max 1500). Grazie

    • Elessarbicycle

      Ciao Lorenzo, dammi del tu, siam ciclisti; o almeno voi lo siete, io giro le zampe 😀
      Sulla variante Gravel non saprei, effettivamente sono troppo simili e non so sino a che punto è giustificato l’esborso maggiore.
      Le gomme le cambi, la piega mica è detto uno si trova meglio (con le pieghe da offroad non tutti vanno d’accordo) resta il colore che secondo me è veramente carino. Insomma, poco…

      Salendo a 1500 euro c’è tanto ma è troppo per poterlo analizzare qui. E poi questa è la recensione della RC 520, che figura ci faccio se scrivo “guarda la xy?” 😀 😀

      Scherzi a parte, in quella fascia di prezzo hai almeno un centinaio di modelli, l’unica è che sfoltisci tu e poi, se vuoi, ne parliamo insieme. Mi trovi all’indirizzo di posta del blog.

      Fabio

  • Ciao Fabio, ottima recensione, come sempre!! 🙂 volevo chiederti un chiarimento riguardo la sezione “Taglia e geometrie” che ha stuzzicato la mai curiosità. Scrivi che hai scelto la taglia M piuttosto che la S guardando ai valori di stack e reach. Dalla tabella vedo però che il reach è praticamente lo stesso per entrambe le taglie e quello che cambia è lo stack. Scegliendo la M hai preso una geometria con stack maggiore (andando quindi nel verso opposto ad una scelta “racing”).
    Quale è il motivo di questa scelta? è forse che, essendo il reach di queste due taglie comunque inferiore al reach di una geometria “pari taglia” più corsaiola, hai quindi optato per la taglia superiore così da non avere un manubrio troppo basso e più ravvicinato (rispetto ad una bici da corsa classica) che poteva darti un assetto un po’ scomodo?
    Inoltre, è corretto considerare anche il fatto che con un manubrio più alto, a parità di dislivello sella-manubrio (e con un piantone un paio di cm più lungo e quindi senza eccessivo fuorisella), hai maggiore arretramento sella così da allungarti un altro poco? e credo che anche gli angoli aiutino in questa direzione, giusto?
    Grazie.

    • Elessarbicycle

      Ciao Luigi, non dimentichiamo che il paragrafo dedicato alla taglia è appunto un paragrafo: inserito per fornire qualche indicazione visti i dubbi che ho rilevato in rete tra chi non sapeva che taglia prendere e con riferimento a questa bici, che è la protagonista dell’articolo.
      Quindi sarebbe stato inutile e dispersivo affrontare tutta la lunga teoria su geometrie e loro applicazione pratica.
      Era necessaria una sintesi.

      Entrando nel merito della tua domanda la risposta è ni; si, il reach è stato importante ma solo uno dei valori che ho preso in considerazione. Li guardo tutti, il reach mi ha aiutato a capire dove “avrei trovato” il manubrio.
      Con la S avrei avuto manubrio troppo basso per l’utilizzo di questa bici ma, e questo è il problema, troppo vicino.

      Arretramento sella dipende dal movimento centrale, lo calcoli da lì, quindi l’altezza manubrio non c’entra.

      Ma, ripeto, non bisogna mai guardare a un solo valore; aggiungo che bisogna fare i conti con il proprio fisico, l’età, l’elasticità ecc.
      E’ una questione assai soggettiva; la taglia puoi determinarla in linea teorica, almeno il suo range: come starai in sella no, lo stabilisci caso per caso e ciclisti con identiche quote antropometriche stai sicuro avranno due assetti in sella diversi.

      Fabio

  • Alberto

    Ciao Fabio!! Complimenti come sempre per la fantastica recensione!!
    Mi ha convinto talmente tanto che oggi sono corso a comprarla!! …in realtà la stavo tenendo d’occhio da qualche tempo, ma la tua approfondita e dettagliata analisi mi ha spinto a fare il passo!
    Ora, per quanto riguarda la taglia ho preso anche io una “M”. Sono alto 175, cavallo 85, busto 58 (le braccia potrebbero essere 61-62, ma in realtà credo di non essere in grado di misurarle correttamente…). Premetto che è la mia prima bici con piega. La sensazione che ho in sella è di essere piuttosto disteso in avanti e di non sentirmi particolarmente comodo. Mi rendo conto che non è facile giudicare con queste poche informazioni ma, secondo te, potrei avere sbagliato la taglia (troppo grande) oppure è solo una questione di regolazione più fine (messa in sella), o addirittura solo una questione di abituarsi alla posizione più da strada?
    Grazie.
    Alberto

    • Elessarbicycle

      Ciao Alberto, taglia e assetto in sella sono due cose diverse.
      In linea di massima hai preso taglia giusta ma per capirlo dovrei vederti pedalare; stessa cosa per l’assetto.
      Purtroppo nulla sostituisce l’occhio in questi casi, né software né guru online.

      Però ho anche scritto spesso che la posizione di guida va allenata, come e più della gambe.
      Con tutta probabilità nel tuo caso, al netto di eventuali piccoli aggiustamenti, è semplicemente la novità. Se non hai mai usato una bici sportiva, se vieni da mtb o trekking allora è naturale sentirsi disteso. Come io sento un fuso quando salgo su una Mtb…

      Se, come penso, è qui la causa, non star lì a scervellarti su altezza sella, arretramento, attacco manubrio ecc: pedala.
      Sarà il tuo corpo ad avvisarti di volta in volta, un assetto fatto oggi andrà modificato fra un mese e così via.
      Ma dai tempo al tuo corpo di abituarsi: ne sa più di me, fidati di lui.

      Fabio

      • Alberto

        Grazie Fabio per la risposta e per l’ottimo consiglio!!! Comincio a pedalare e poi vedrò…
        Vorrei chiederti ancora un consiglio: ho letto che hai montato i Vittoria Terreno Zero 700×37. Ora, il limite ufficiale dichiarato è 700×36.. hai avuto difficoltà a montarli? Volendo esagerare, sarei interessato a montare i Panaracer Gravel king SK… 700×35…o addirittura 700×38?

        • Elessarbicycle

          Ciao Alberto, come scritto nel test le Terreno Zero sono entrate con zero problemi ahahahahahahaha
          Ehm, scusa, è il caldo…
          Dunque, c’è da considerare che le Terreno Zero hanno profilo molto stradale; però avanzava spazio.
          Ma vista la bici le 700×35 sono l’ideale per lei, miglior compromesso tra comfort e guidabilità. L’epoca delle gomme grosse poco scorrevoli è finita da un pezzo, solo sui forum non se ne sono accorti.

          Se prendi le Gravel King ti consiglio il kit tubeless per i cerchi: montate senza camera le GK sono strepitose

          Fabio

  • Andrea Kassidy Kasari

    Ciao Fabio, dopo la mia impressione sulla bici e sul tuo ottimo test pubblicati più sopra, ti chiedo un consiglio; usandola io al 95 % su asfalto ammalorato e il 5% su strade bianche, stavo meditando di montare sulle ruote i Vittoria Rubino Pro da 30mm. Come pensi che possa “cambiare” la bici rispetto ai copertoni originali? Grazie comunque.
    Ciao.

    • Elessarbicycle

      Ciao Andrea, ottima scelta; però ho una altra opzione da proporti: Pirelli Cinturato 700×32.
      Puoi montarli anche tubeless se vuoi e il comfort sale ancora.
      Io le ho usate solo con camera sulla RC e mi sono trovato assai bene.
      A breve sarà online il loro test, quello che leggerai di fatto lo puoi applicare alla RC. Però visto che non è ancora online non farmi anticipare, tanto è calendarizzato per il 18, siamo prossimi… 😀

      Fabio

      • Andrea Kassidy Kasari

        Ok. Grazie.

        • Elessarbicycle

          Comunque, in linea di massima, sali tranquillamente di sezione, prendi gomme buone che lavorano intorno ai 5 bar e ti trovi una altra bici.
          Fra pochi giorni leggerai meglio dei Pirelli ma ogni altra opzione è valida, basta togliere le sue…

          fabio

  • Lorenzo Marini

    Ciao Sergio approfitto ancora della tua disponibilità. È una cosa grave la presenza del quick release e la mancanza del perno passante? Cosa comporta? Grazie

    • Elessarbicycle

      Ciao Lorenzo, potrai ritenermi presuntuoso ma questa è sicuramente la recensione più completa e chiara che c’è in giro.
      Ora, chiedo io a te: ti sembra che se i Qr invece dei TA fossero un limite tecnico su questa bici avrei sorvolato?
      E, pongo altra domanda: un telaio che ha richiesto molto tempo e molto denaro per la sua progettazione, gli ingegneri lo avrebbero messo in commercio con falle tecniche?

      Nessun limite, nessun problema, puoi stare tranquillo. Su questa bici va bene così.

      Fabio

      • Lorenzo Marini

        Hai ragione Fabio scusami, anche per avere scambiato nome e cognome nel commento precedente. La tua non è affattopresunzione perché questa recensione e in genere gli articoli che scrivi sono sempre esaurienti dettagliati al massimo. È che devo imparare a non farmi influenzare da ciò che viene scritto da alcuni esperti improvvisati nei forum, che disdegnano questa bici proprio per i qr. Grazie.

        • Elessarbicycle

          Ciao Lorenzo, nulla di cui scusarti; per la confusione tra nome e cognome sono 50 anni che me ne sono fatto una ragione…
          Per la questione QR ero certo non fosse un tuo pensiero ma un dubbio alimentato dalle letture da forum. Luoghi che possono essere utili ma più spesso no.

          Se la cosa può tranquillizzarti, la mia principale bici test è a disco con Qr.
          Arriverà una a PP ma solo perché sono “costretto” a tenermi al passo con gli standard a causa dei test, ho qui le ruote Shimano Rs 770 da testare e non ancora un telaio dove montarle.
          Poi certo, un vantaggio tecnico il PP lo ha ma molto dipende anche dal tipo di bici, utilizzo e come è fatta.
          Su questa Triban non avrebbe portato a un miglioramento tangibile, avrebbe causato un prezzo più alto e tutto sommato sarebbe stata una seccatura per il suo pubblico di riferimento.
          Decathlon non vende solo in Italia, un colosso simile deve fare i conti con un mercato assai più ampio della nostra ristretta provincia…

          Fabio

  • Mauro

    Ottima recensione.piccola curiosità,visto il discorso ruote e freni trovi più centrato il prezzo della 500(per eventuale upgrade)

    • Elessarbicycle

      Ciao Mauro, sono tutti e due prezzi d’attacco e una valutazione oggettiva diventa difficile. Dipende dal budget personale.
      Per capirci: tra una bici di 5000 euro e una di 5250 non stai lì a disquisire troppo, la differenza di costo è minima.
      Ma qui gli stessi 250 euro “pesano” assai più e del resto chi guarda alle Triban ha sempre anche un occhio al portafoglio.

      Comunque, in linea di massima, la 520 si presta meglio ad essere migliorata.

      Fabio

  • Stefano

    Buongiorno, volevo chiedere anch’io del perno passante ma mi hanno preceduto.. puoi dirmi qualcosa dei freni meccanici della 500? Ho letto pareri non molto favorevoli, ma non vorrei fosse il discorso come sopra per ilPP di moda o altro.. io vengo da una bianchi spillo di 10 anni con v brake, comunque penso mi troverò meglio in frenata no? Ora ho Shimano altus, il sora è consigliabile? Tenendo conto che comunque vorrei tenere anche la prossima bici parecchi anni, tutti i giorni bike to work sui 25km e qualche giro il weekend…

    • Elessarbicycle

      Ciao Stefano, per il PP non posso che ripetere quanto già detto: dati tipologia e utilizzo della bici, non si avverte la necessità.
      E’ la classica questione da forum, nulla di più.
      Freni; posto che ho specificato nel testo che la prova è della 520 e non delle 500 e che ho fornito solo generiche informazioni sulle differenze tra i due modelli ma per completezza di lettura e null’altro, e considerato che è filosofia del blog parlare solo di ciò che si tocca con mano e mai per sentito dire, quei promax lì, seppure su altre bici, li ho usati e curati. Non brillano per potenza, non sentono molto le regolazioni e in definitiva non è tra i migliori impianti meccanici in circolazione. Li cambierei senza indugio, i freni sono troppo importanti per trascurarli.
      Trasmissione; anche qui siamo di fronte alla classica discussione da forum, con la “classifica” dei gruppi. E’ sempre stata una sciocchezza.
      Shimano è il più grosso produttore mondiale di componenti per bici, anche solo immaginare che possa immettere sul mercato un prodotto fallato significa avere nulla conoscenza del nostro mondo. Non mi riferisco a te, è evidente che il dubbio ti è venuto leggendo gli esperti da tastiera.
      Il Sora funziona in maniera egregia, come qualunque gruppo giapponese.
      Tra il serio e il faceto ma più virando verso il serio, durante una informale chiacchierata con un manager della azienda nipponica valutavano come il famoso sis 5/6v da pochi spiccioli sia, letteralmente, un cambio indistruttibile e sempre efficace. Perché Shimano lavora così, dal Sis al Dura ace tutto deve anzitutto funzionare perfettamente.
      Chi lamenta malfunzionamenti è perché ha montato e/o regolato male.
      Quindi vai tranquillo.

      Fabio

      • Stefano

        Grazie di tutto, del test e della risposta! In finale mi resta il dubbio sul montaggio e sull’assistenza post vendita di decathlon, cosa che eventualmente potrei bypassare andando da un meccanico “privato”…

        • Elessarbicycle

          Ciao Stefano, pochi giorni fa ero al telefono con un vero ciclista, non una parodia come me, che tra l’altro veste la casacca del Decathlon.
          E mi ha bonariamente rimproverato perché ho ricordato come ognuno in deca debba saper fare un poco di tutto; e sappiamo è nemico della specializzazione.
          Un aspetto che il nostro ciclista ha spesso rilevato e che trova poco congruo.
          Così ci siamo ritrovati a parti invertite, con me che difendevo questi ragazzi e, indirettamente, la politica Decathlon: la forza è il rapporto qualità/prezzo, avere una officina specializzata per ogni disciplina trattata significherebbe un aumento dei costi che per forza di cose sarebbero scaricati sui clienti.
          E comunque ragazzi in gamba ci sono, basta informarsi su quando sono di turno… 😀

          Fabio

        • giulio

          Ciao Stefano, da dipendente Decathlon (sono responsabile del reparto ciclismo di un negozio a Bergamo) ti rispondo con sincerità: hai ragione! Purtroppo non trovi sempre persone preparatissime su una bici del genere e il motivo è semplicissimo. L’anno scorso il mio reparto ha venduto 5000 bici, di cui 13 da corsa. Capisci bene che il personale è preparatissimo su che cavalletto montare su quella bici da bambino. Se però deve regolare un deragliatore ultegra il discorso cambia.
          Tuttavia, anche nei negozi Decathlon, di esperti ne trovi, fidati. Io vado in bici da corsa da quando avevo 13 anni. Oggi ne compio 42. Qualcosa l’avrò imparato in 30 anni! Un ragazzo che ho assunto l’anno scorso è uno dei ciclisti migliori che abbia mai conosciuto. Oltre a essere stato in nazionale (quindi in bici ci sa andare, credimi) ha una sensibilità e una conoscenza dell’argomento che raramente vedo nei negozi di bici che frequento. Basta chiedere. Io stesso ad esempio di mountain bike ne sono poco ma se vieni a chiedermi qualcosa che non so ti mando dal mio collega che fa allmountain che ti sa dire meglio di me che differenza c’è tra una forcella e l’altra. Il discorso post vendita non è importante, è essenziale. Soprattutto se non sei un drago della meccanica. Tuttavia di gente capace e incapace ne trovi da decathlon ma anche nel negozio più specializzato. Almeno questa è la mia esperienza. Ciao!

  • Paolo Mori

    Come al solito, anzi più del solito, ottima recensione 🙂
    Ho aspettato a lungo l’uscita di questo modello con i freni a disco sperando lasciassero una versione con la tripla. Speranza vana… Inoltre, approfondendo le caratteristiche tecniche c’erano due cose che mi lasciavano l’amaro in bocca in questa nuova versione: i freni misti meccanico/idraulici e il passaggio gomme non troppo generoso. Volevo poter montare i Gravelking SK da 40 o 43 mm, possibilmente con i parafanghi. Alla fine mi sono orientato verso un’altra bici, comunque in una fascia di prezzo simile, la Kona Rove DL – e per questioni estetiche la scelta è ricaduta sul modello 2018, che è di un arancio brillante: a qualcuno le zucche piacciono 😀
    Non volevo andare off topic solo per il gusto di farlo, alla fine è una bici con un carattere molto simile a quello di questa Triban, non strettamente sportiva ma assai efficace e divertente su tutti i tipi di strade… ovviamente gli ottimi gravelking aiutano. Le gomme di serie – delle Schwalbe da uso urbano/turistico con pesante protezione anti-foratura – non le ho neppure provate XD
    I freni li preferivo solo meccanici per la manutenzione, e gli Spyre sembrano fare il loro dovere.
    I Gravelking 43-622 sono compatibili (al filo) con i parafanghi in dotazione ma per sicurezza li ho sostituiti con un paio più larghi. In conclusione, spazio per copertoncini extra-large ce n’è in abbondanza per chi è interessato all’uso in fuori strada o semplicemente vuole viaggiare comodo.
    E quindi se qualcuno cerca delle alternative a questa RC 520, come i commenti sulla versione gravel&affini mostrano, personalmente consiglio di prendere in considerazione anche la Rove (base o DL, le versioni più costose hanno telaio diverso)… lo svantaggio è che non so se sia facile provarla di persona, io mi sono dovuto fidare e acquistarla online purtroppo.

    Poi anch’io predico una cosa e ne faccio un’altra, specialmente quando si vedono ebike (o presunte tali) in lontananza e parte la rincorsa: la Rove non disdegna neppure questo trattamento 🙂

    • Elessarbicycle

      Ciao Paolo, considerando la destinazione più cicloturistica della 520 la scelta del passaggio gomme è in linea.
      Certo, visto che poi ne hanno ricavato la variante gravel, tanto valeva osare di più.

      La Rove è più orientata all’off road e infatti accetta gomme maggiori. Sempre stata una bici che mi ha intrigato ma dubito la proverò. Poi non si può mai dire oltre al fatto che, come te, dico una cosa e ne faccio una diversa.
      Per ora comunque punto a chiudere gli ultimi test in lavorazione (abbigliamento deca, quello che vedete indossato nelle immagini di questo test) e poi fermarmi.
      Per tutto il resto ho spostato in autunno, voglio riuscire a pedalare almeno 3/4 settimane per solo gusto mio, senza assilli da test

      Fabio

      • Paolo Mori

        “Visto che poi ne hanno ricavato la variante gravel, tanto valeva osare di più”: questa è la cosa che più mi ha deluso, ma evidentemente hanno scelto di fare un passo alla volta e magari introdurranno un telaio più specifico nel giro di un anno o due. Ma anche per uso turistico/cittadino varrebbe la pena essere più generosi, secondo me: allo stato attuale quasi preferivo la vecchia B’Twin Triban. Tanto su nessuna delle due era possibile montare copertoncini di un certo diametro insieme con i parafanghi.

        Ho pensato un po’ se aggiungere questo “spot” per una bicicletta diversa da quella in prova, ma con le dovute differenze e pur non avendo provato entrambe, mi sembrano piuttosto simili nelle intenzioni quindi tanto valeva aggiungere due righe dopo averci pedalato per qualche centinaio di km. Sarà che vengo da una ibrida/mtb ma le sensazioni su asfalto mi sembrano assai più sportiveggianti e la propensione all’offroad non penalizza troppo in quel contesto. Anche in una pedalata di gruppo sui 27 km/h di media non andava troppo male, rilanci agli incroci esclusi.

        Poi vabbè, la gamma “Rove” comprende 3 o 4 telai differenti, per cui alla fine non si può generalizzare troppo (?)

        Buone pedalate in libertà 🙂

        • Elessarbicycle

          Ciao Paolo, tranquillo perché hai fatto benissimo a citare la Rove. Chi leggerà il test di questa bici è potenzialmente interessato alla tipologia e non solo al singolo modello; tu non ne scrivi per sentito dire come fanno in tanti altrove ma con cognizione perché ci pedali; io non “vendo” lo spazio alle aziende, è mio e scrivo quello che penso (e forse un giorno penserò anche prima di scrivere…): quindi tutto fila.

          Poi ovvio, io devo tenermi sul pezzo e nel test Triban non mi metto a scrivere di altre aziende. Voi però sempre siete liberi di commentare e pubblicare osservazioni. Qui è vietato solo offendere gratuitamente altri ciclisti, sono gli unici (e pochissimi per fortuna) commenti che ho cancellato.

          Detto questo, che è a beneficio di tutti perché sai che spesso sfrutto i commenti anche per spiegare alcuni impostazioni di questo blog, effettivamente la scelta di chiamarle tutte Rove distinguendo solo per sigle genera confusione.
          Ed è un peccato perché Kona ha spesso tirato fuori ottime bici e a volte ha saputo vedere lontano. Anche se è pure tornata sui suoi passi malgrado le bici fossero davvero intriganti, per esempio le stradali telaio in acciaio. Ma avrà fatto i conti col mercato globale, scoprendo che non in tutti i Paesi erano gradite.
          Come forse avrà fatto Deca nelle sue scelte, puntando a un prodotto adatto ai più mercati. Vantaggi e svantaggi della globalizzazione…

          Fabio

  • Mirko Rota

    Ciao Fabio,
    sono da qualche mese un felice possessore della RC520, che utilizzo soprattutto durante il periodo “invernale” quando le strade sono più sporche e con meno grip al posto della BDC (ho una Bianchi infinito CV disc).
    Concordo in tutto con la tua analisi, la bici si dimostra SINCERA su tutti i terreni, certo come dici nell’articolo non possiamo paragonarla ad una BDC in carbonio in termini di reattività e nella guida puramente racing il peso e la comodità di guida si fanno sentire, ma comunque su strada e in pianura si mantengono delle medie di tutto rispetto.
    L’ho usata anche nel gravel un po’ spinto su e giù per gli argini del Fiume Adda dove vivo, con strappi con pendenze in doppia cifra e niente da dire anzi molte gravel pure in carbonio sono rimaste dietro, certo montando gli pneumatici adeguati.
    Per quanto riguarda le ruote ho trovato difficolta nel montare i Continental RACE KING CX 700X35, anzi più che difficoltà non sono proprio salite e così, un po’ per la fretta di uscire a pedalare ho optato per dei DECATHLON LIGHT GRAVEL 700X35.
    Altro limite, secondo il mio modesto parere, è la rapportatura della cassetta posteriore, vista l’indole della bici, avrei preferito un qualcosa tipo 14X32 e non 11-12-13 ecc ecc. però come giustamente dici nell’articolo prima o poi quella si deve cambiare e ne cercherò una più idonea al mio uso.
    Un saluto
    Mirko

    • Elessarbicycle

      Ciao Mirko, come ogni prodotto di grande diffusione più che accontentare tanti devi cercare di scontentare pochi.
      E fare i conti coi costi.
      Per questo spesso a farne le spesa è proprio la rapportatura, si punta a un compromesso.
      Comunque, per fortuna è un settore della bici ampiamente personalizzabile. E viste le caratteristiche della bici e cosa c’è sul mercato a prezzi onesti, una guarnitura 48-32 con pacco pignoni col 34 finale è secondo me più in linea.

      Montaggio gomme; è solo una questione di tecnica di montaggio. Dai una occhiata a questo articolo, vedrai che poi montare un copertoncino sarà un gioco da ragazzi

      Fabio

  • ANDREA

    Ciao Fabio, come anticipavo qualche giorno fa, sono un felice possessore della RC520 da febbraio; 90% asfalto 10% strade bianche. Velocità di crocera da 28 km/h a 33 km/h. Settimana scorsa ho sostituito le gomme della decathlon con le Vittoria Rubino Pro 2.0 da 30mm. Fenomenale! Sembra di volare sulle buche e sull’asfalto decrepito e quando l’asfalto è buono, sembra di essere su una bici da granfondo. Sulle strade bianche mi ci sono buttato dentro a 30 km/h… …neanche una piega.
    Ribadisco ottima bici. Non si sente necessità di perni passanti… …ruote più leggere…. ….geometrie racing…. …..cavi integrati… ….bisogni indotti dal “consumismo”…. …..
    Ciao
    Andrea da Ferrara

    • Elessarbicycle

      Ciao Andrea, a parte robustezza e una durata che si preannuncia elevata, le gomme di serie non hanno altri pregi. Ok, sono sincere e se la cavano bene su sporco e umido.
      Ma fanno pagare un prezzo troppo alto alla grande comodità di questa bici e col loro peso gravano ancor più sulle ruote.
      Quindi hai fatto una ottima scelta, preferendo gomme di indubbia qualità. Vedrai su sporco e umido che gran tenuta che hanno le Rubino…

      Fabio

  • Michele

    Ciao, visto che decathlon non commercializza più i copertoni trekking1 700×32, che mi consiglieresti da montare su questa bici?
    nella riverside 900 erano montati i 700×35 e mi ci sono trovato bene, considerando che i percorsi che effettuavo erano un 35% strada e 65% strade bianche, cosa che con questa bici dovrebbe diventare un 50 e 50. Grazie

    • Elessarbicycle

      Ciao Michele, ho testato la bici con diverse gomme. Mi sono trovato benissimo con le Continental che cito nell’articolo e di cui trovi il test sul blog.

      Fabio

  • Stefano

    Le ruote mi lasciano perplesso, ma forse, io, sono solo troppo schizzinoso. Ho letto su altri forum di un, probabile, difetto dei cerchi. In particolare un piccolo dente nel punto di saldatura/giunzione del cerchio. Incuriosito sono passato nel negozio Decathlon più vicino. Ci sono esposte una RC 520, una RC 500 e una RC 500 fb. A prima vista sembra tutto ok, ma guardando bene le ruote (il cerchio) su 6 ruote almeno 3 presentano una specie di “scalino” nel punto di giunzione, le altre 3 sono meglio rifinite, nel punto di giunzione, è il gradino non si nota. La persona che ha evidenziato questo inconveniente si è accorta perché, convertendo le ruote da camera d’aria a tubeless, ha notato che la ruota perdeva aria in quel punto. Certo per il prezzo che costa, qualche lavorazione più imprecisa può starci. Mi chiedo solo se, ipotizzando di lasciare le ruote come da acquisto con camera d’aria, la ruota nel tempo non perda anche solidità. …ma ribadisco che sono io a essere troppo schizzinoso ;)). Le bici sono comunque molto belle, io sarei più per la RC 500 risparmiando un po’. Grazie

    • Elessarbicycle

      Ciao Stefano, nella recensione avrai letto che durante il test ho chiesto (e rapidamente ottenuto) il cambio ruote. Ma non hai letto il perché, visto che non l’ho specificato. Oltre a una botta, normale su una bici test quindi nulla da eccepire, c’era questo famoso scalino.
      Ho passato giorni prima di pubblicare a spulciare forum sia italiani che stranieri (soprattutto i francesi) per verificare se altri lamentassero identico problema.
      Con la data di pubblicazione ormai prossima ho scelto di non generare quello che al momento mi sembrava inutile allarmismo, perché le mie ricerche in rete di ciclisti che lamentassero analogo difetto nonché varie visite mie e di amici sparsi per la penisola ovunque ci fosse un decathlon con la Triban RC esposta mi avevano dato solo una altra bici con questo scalino sul cerchio e anche parecchio difficile da notare.
      Alla data di pubblicazione mi era sembrato, statisticamente, un caso su 1000, quindi poco probante.

      Adesso, da ciò che racconti, la statistica sale e questo non va bene.
      La solidità non appare compromessa (almeno sulle ruote che ho fatto sostituire) l’uso tubeless invece è impossibile.
      In caso di difetto l’unica via è chiedere la sostituzione delle ruote.

      Probabilmente un lotto difettoso, non so.
      Ma se appaiono bici con la saldatura fatta male, va segnalato. Una su mille ok, 3 ruote su sei no.

      Fabio

  • Stefano

    Prox giorni ripasso in negozio e chiedo informazioni agli addetti bici. Certo se il bordo fosse solo sulla parete esterna del cerchio, il problema sarebbe solo estetico; ma se fosse presente anche all’interno, non sarebbe possibile la conversione tubeless. Bisognerebbe far togliere copertone e camera d’aria, prima dell’acquisto della bici, per verificare. Grazie, Ciao. Stefano

    • Elessarbicycle

      Ciao Stefano, se il problema è identico a quello che ho riscontrato io allora no, la giunzione è tutta sfasata. Non è, per capirci, semplice difetto estetico.
      Strutturalmente regge, le pareti sono spesse e quindi saldatura c’è. Ma come giustamente rilevi l’uso tubeless ne è pregiudicato.

      Mi spiace scoprire adesso che non si è trattato di un caso isolato.

      Fabio

  • fabrizio

    Che bella bici, sto pensando seriamente di acquistarla, ma sono molto indeciso per quabto riguarda la taglia: premesso che di questioni tecniche legate alle misure del telaio ci capisco niente, stando al sito decathlon dovrei orientarmi sulla S (170 cm di altezza, 80 di cavallo), ma leggendo la tua ottima recensione mi è sorto il dubbio… cosa mi consigli?

    • Elessarbicycle

      Ciao Fabrizio, personalmente ti consiglio la M ma con attacco da 80 o 90.
      Data l’impostazione globale della bici è inutile “compattarsi” in sella.

      Fabio

      ps; ricordo che seguendo la procedura d’acquisto con tessera deca puoi sempre cambiare senza alcun esborso…

      • fabrizio

        Grazie! Non appena riuscirò a vendere la mtb mi attiverò…
        Sto valutando seriamente anche la sorellina RC 500: del cambio Sora sento solo parlar bene, l’unico dubbio è sui freni meccanici… che poi, sicuramente saranno meno performanti dei TRP ma magari son comunque buoni e, immagino, anche più facili a livello di manutenzione…
        F.

      • Fabrizio

        Che poi, rimisurandolo, mi sa che di cavallo ho 79, non 80…

  • Enrico Rosti

    Ciao Fabio,
    ho acquistato la Triban RC 520 ad aprile. E’ la mia prima bicicletta, sono un assoluto neofita anche se ho 60 anni!
    Ho letto tutta la tua recensione e non nego che molti dettagli non li ho capiti, visto che non conosco la meccanica
    delle biciclette, però per quanto riguarda l’utilizzo della bicicletta mi ci sono ritrovato in pieno. Sono molto contento dell’acquisto, la uso al 90% su sterrato e al 10% su strada. Mi trovo bene sia su sterrato sia su strada. Su strada, se spingo, va via che è un piacere… Ho ancora i copertoni originali, che al momento sono l’unico difetto che ho trovato, perchè fuori strada hanno tenuta molto bassa. Dopo pochi giorni che la utilizzavo, facendo una curva sulla ghiaia sono finito in terra alla grande. Non ho fatto in tempo ad accorgermi che il grip era praticamente nullo che ero già a gambe all’aria. Andavo piano, non mi sono fatto un gran male, a parte le classiche sbucciature, ma anche da neofita ho capito che per l’uso “gravel”, dovevo cambiare i copertoni. Oggi sono stato in un negozio specializzato, mi hanno proposto i Vittoria Terreno Dry Tubeless. Ho letto la tua recensione anche su questi copertoni, e credo che la proposta sia veramente buona. Che ne dici? Sei d’accordo o credi che quelli provati da te siano meglio (cioè i Vittoria Terreno Zero o i Continental Speed King)? Complimenti per le tue recensioni, sono scritte davvero molto bene, si leggono davvero piacevolmente. Poi io sono una spugna nell’assorbire tante cose che non so su questo affascinante mondo. Ciao e grazie, Enrico.

    • Elessarbicycle

      Ciao Enrico, i copertoncini di serie sono prettamente stradali; quindi privi di tassellatura per assicurarti grip in fuoristrada, è una cosa normale. L’importante è che non ti sei fatto male.

      Le gomme che hai citato, tutte e tre recensite qui sono di alto livello.
      E’ fuorviante parlare di meglio o peggio, ognuna ha sue caratteristiche d’uso che la rende più adatta a un certo modo di pedalare.
      Quindi l’unica è leggere le tre recensioni e rapportare al tuo modo di pedalare, la soluzione vedrai che la troverai da solo.

      Fabio

  • Patrizio

    Ciao Fabio.
    Ho da poco la 520 e ci ho fatto con soddisfazione i primi giri. La bici e’ comodissima. Io ho solo cambiato la pipetta, riducendola da 10 a 8 cm per sentirmi meglio in appoggio sui comandi dei freni. Ho invece difficolta’ a settarmi in presa bassa, o meglio: la posizione e’ piuttosto comoda, ma faccio una gran fatica ad arrivare alle leve dei freni per via delle mani piccole. Ho la sensazione che le leve siano montate troppo alte per me. Io le monterei al culmine della curva, non sopra come di serie. E poi, per compensare l’abbassamento delle leve, ruoterei lievemente verso l’alto il manubrio. Vedo pero’ dalle foto della prova che per le tue mani il montaggio e’ perfetto, perche’ ci arrivi con due dita anche se con il polso un poco storto.
    So che il sistema shimano 105 r 7000 prevede anche torrette da bambini, che avrebbero il vantaggio di avvicinare lavleva al manubrio, ma non vorrei che poi mi si riducesse l’appoggio nella presa sulla torretta. Ho fatto alcune ricerche senza trovare e allora chiedo un aiuto.
    Possibile che nessuno produca “prolunghe” dei freni per risolvere il problema della distanza tra leva e manubrio ?
    Grazie in anticipo per l’aiuto e gli eventuali consigli.

    • Elessarbicycle

      Ciao Patrizio, non fare troppo riferimento alle mie foto; per diversi motivi uso un assetto differente, quindi faccio poco testo.
      Più che torrette, quelle shimano sono semplici spessori che permettono di avvicinare le leve riducendone,in pratica, la corsa.
      Altro punto su cui puoi lavorare è la piega, nel senso di sostituirla con una con valori di reach e drop più contenuti. Di solito risolve.
      Purtroppo per avere un quadro preciso dovrei vederti in sella, da qui, al solito, posso solo fornire spunti.

      Fabio

    • Paolo Mori

      Non so se la versione dei comandi sulla 520 abbia o meno la possibilità di regolare la corsa delle leve (e quindi la distanza dalla piega). Sull’ultima versione shimano sora è presente, e la trovo comodissima… Mi sembra strano che versioni “superiori” non l’abbiano aggiunta, ma dovrei controllare e non ho voglia. Aggiungo che il montaggio di serie (su tutt’altra bici) non mi convinceva, e spostare le leve verso il basso ha aiutato, insieme alla corsa ridotta. Prova, alla fine è un’operazione abbastanza semplice, ma dai il tempo al corpo di adattarsi alla nuova posizione prima di cambiare di nuovo.
      e adesso aspetto la bacchettata del padrone di casa 🙂

      • Elessarbicycle

        Ma quale bacchettata, anzi. Hai fatto benissimo, errore mio. Rispondendo da pannello di controllo non “vedo” l’articolo, letto Triban e pensavo all’altra, quella Sora appunto.
        Quindi correggo quanto detto sopra, per i 105 serie 7000 Shimano non prevede le comode ma più laboriose lamelle da inserire: c’è una brugola da 2mm in cima, la vedi appena alzi il copricomando.
        Con quella puoi regolare l’escursione leva, avvicinando o allontanando. Dopo però, importante, bisogna regolare i freni.

        Giusto consiglio il tuo Paolo, allenare prima la posizione e poi valutare cambiamenti.
        E vabbè, sono 4 settimane che dormo massimo 2/3 h a notte, perdo colpi pure io.

        Fabio

  • Marco

    Caro Fabio, è arrivato il tempo di fare un salto oltre la mia fedele btwin 500, e dopo aver fatto ricerche per settimane fra marchi più blasonati sto per scegliere questa Triban rc 520. Ho bisogno, prima, di una tua opinione. Va da sè, ho letto e riletto la tua recensione, come sempre speciale. Ho seguito un certo forum dove è stato citato questo tuo articolo – e mi sembra che tu sia intervenuto. Altro articolo interessante su road.cc, che va a trattare anche il tema che propongo: i rapporti di questa bici. Non so che farmene dei pignoni e della guarnitura originali: prendo la bici solo se sono sicuro di poter montare 30-46 davanti e 11-40 dietro. Per la guarnitura, qualcuno dice di aver montato una grx, perfettamente compatibile,senza necessità di muovere il deragliatore. Per la cassetta, sembra che proprio lo r7000 nativo supporti cassetta 11-40, vite B avvitata a fondo, catena adeguata… Michelin gravel 700.35 e di nuovo in viaggio, potendo salire (quasi) ovunque. Ma come dicevo mi piacerebbe sentire la tua visione della cosa… Grazie!

    • Elessarbicycle

      Ciao Marco, come ho già avuto modo di dire moltissime volte rispondendo ai commenti soprattutto nell’articolo sulle configurazioni del GRX, le specifiche son chiare e vanno rispettate.
      C’è una enorme differenza tra cambio e deragliatore che “muovono” la catena e affermare che funziona.
      Sappiamo tutti che un cambio GS lo si riesce a forzare oltre il suo limite e che lavorando col trim e rinunciando a certi incroci (non estremi, sia chiaro) il deragliatore riesce a far qualcosa. Ma chi ci ha provato è costretto alla doppia cambiata e,anche se mai lo ammetterà, la catena struscia.
      Ma sono tutte sciocchezze, alla fine non funziona: non avrai mai la fluidità di cambiata, la precisione e nemmeno la possibilità di sfruttare appieno la trasmissione.
      Poi ovvio, chi fa questi esperimenti corre sui forum a raccontare che funziona a meraviglia, come quelli che “scoprono” ricette miracolose per lubrificare la catena perché, è notorio, le aziende propinano lubrificanti che sono mastici a presa rapida…

      Il cambio GS serie 105 ultima supporta sino al 34, come da scheda tecnica facilmente reperibile.

      Questa la situazione, che non riguarda questa bici ma qualunque modello sceglierai. Con una altra avresti le stesse problematiche, trasmissione quella è.

      Fabio

      • Marco

        Grazie Fabio, mi hai chiarito le idee e disilluso. Mi piace questa bici, l’ ho provata, però devo accettare il fatto che non va bene per me. O meglio, come ho detto, non mi vanno bene i rapporti. Parto dall’ esperienza con la btwin 500, 30-39-50 davanti e 12-32 dietro, pedivelle 170, pneumatici 700.35: dunque 30-32 significa 2 metri di sviluppo. Viaggiando con le borse e fuori strada ho spesso penato sulle peggiori salite, sognando un 36 o 40 dietro, un 26 davanti… Aldilà delle Triban, ambigue, quasi tutte le gravel in commercio montano 36-50 davanti e cassette tali da essere per me inutilizzabili, se non in piano o leggera salita. Anche cercando fra le bici “da viaggio”, con il mio budget da mille euro, non trovo ciò che immagino. Con tale cifra temo sia improbabile anche prendere un telaio ed i componenti adeguati e farla da me. E va bene, continuo a cercare e studiare la sezione officina, visto che ci fai questo dono. Scusa il tedio e ancora grazie.

        • Elessarbicycle

          Ciao Marco, se le tue esigenze sono viaggiare carico e non precluderti fuoristrada leggero dai una occhiata alla ottima Fuji Touring, sia in versione disc che freni al cerchio.
          O la gloriosa Trek 520, probabilmente la sempreverde della casa ma costantemente aggiornata.
          Superano il tuo budget ma vantano un allestimento di tutto rispetto, soprattutto la Trek.
          Son bici nate per durare, l’investimento si ripaga nel tempo.

          Fabio

  • Marco

    Infatti la Trek 520 potrebbe essere “perfetta”- per adesso troppo costosa. Ho presente anche la Fuji, che purtroppo non ha freni a disco e, ahimè, ha leve cambio end-bar! A proposito di Fuji, stavo per prendere la Jari 2.3, e ci sto ancora pensando…

    • Elessarbicycle

      Ciao Marco, la Fuji ha anche versione disc.
      I comandi bar end non sono una difficoltà, bastano due uscite.

      La Trek 520 è oggettivamente meglio fatta.

      Fabio

  • Marco

    Ciao Fabio, di certo ricordi la Cinelli Passatore – magari ne hai avuta una. In gioventù me la sognavo, mentre pedalavo con bici scassate. Nei miei ricordi, la prima bici vista con leve cambio bar end. Era stupenda. Gli anni sono passati e per quante evoluzioni ci siano state, dischi, carbonio, la bicicletta è sempre quella cosa lì, una Rover “safety bike” che evolve nei particolari. Dirò una sciocchezza, per me la vera, fondamentale ed irrinunciabile innovazione è stata portare i controlli del cambio al manubrio: in particolare, essendo per me il manubrio la “piega da corsa”, le leve freno-cambio sti sono un’ opera di genio, e da quando le provai la prima volta, dopo anni di leve al tubo obliquo, non riesco ad immaginare una bici senza questa combinazione. Oggi sono proposte diverse bici da viaggio che montano comandi bar end, oltre alla Fuji, e spesso sono quelle che propongono rapporti cambio adeguati alle mie esigenze, ma specialmente in fuori strada accidentato mi sembrano assai limitati. Vuoi mettere il piacere di cambiare nell’ asperità senza staccare mani dal manubrio… e poterlo fare! Sempre grazie per le idee ed il tempo che dedichi a vari sproloqui.

    • Elessarbicycle

      Ciao Marco, purtroppo la Passatore mi manca e trovarne una ben tenuta a prezzi umani è una impresa già da anni.
      Non avessi questo blog, che costa parecchio mantenere, potrei dirottare il budget bici e prenderne una. Ma al momento mi è impossibile.

      Occhio che la Trek 520 ha comandi sti.
      Ok, fuori budget, ma è la classica bici che ti dura una vita.

      Fabio

  • Marco

    In più, corrisponde in tutto alle mie esigenze: rapporti, pneumatici, freni a disco, sti, acciaio, tutto di serie senza modificare nulla. Sicchè comincio a pensare di pedalare per qualche mese ancora sulla btwin 500, salvare i 500 euro mancanti e per l’ estate prendere la Trek. Ma a quel punto si farebbe più vicina la possibilità del sogno della bici su misura… Le riflessioni continuano. Intanto, buon natale, te l’ auguro in sella.

    • Elessarbicycle

      Mumble mumble…
      Davvero sono l’ultima persona che potrebbe distogliere dal su misura; però i costi salgono.
      Tenendoti basso la bici completa alla fine sfori i 2000. Però…

      Fabio

  • Daniele

    Ciao Fabio, ho una triban 500, ho letto l’approfondito test della 520, il cambio ruote porterebbe ad un miglioramento significativo di comfort di guida per un uso 50% gravel 50% Road? Potresti indicarmi una coppia di ruote con un buon compromesso prezzo/qualità? Grazie

    • Elessarbicycle

      Ciao Daniele, vale sempre la regola che le ruote fanno una bici più del telaio: migliorando loro, migliora tutto.
      Purtroppo non posso darti alcun consiglio, qui non usa la “risposta secca” ma sempre la ricerca di cosa è meglio per il ciclista in base a esigenze e limite di spesa.
      Se iniziamo almeno a circoscrivere quest’ultimo, altrimenti proprio non saprei che dire…

      Fabio

  • Davide

    Ciao, ottima recensione! Ho la RC 520 da un’anno e mi trovo benissimo. Ce pero una cosa che non riesco a fare…togliere il corpetto della ruota posteriore. Non so se si toglie svitando, tirando o altro. Ci hai mai provato? Grazie
    Davide

    • Elessarbicycle

      Ciao Davide, è passato troppo tempo da questa recensione (e quindi da bici restituita in azienda) e in tutta onestà non ricordo come è fatto il mozzo, mi spiace.

      Fabio

  • Buongiorno Fabio,
    sulla falsa riga del tuo spirito pratico -che apprezzo molto- ti pongo una domanda veloce da novello del mondo gravel: dall’OTTIMA recensione, mi è parso di capire che gli eventuali punti migliorabili risiedono nell’impianto frenante e nell’accoppiata ruote/copertoncini.

    Ora, visto che non ho budget infinto 😀 e considerando che queste migliorie sarebbero comuni ad entrambi i modelli (d’accordo, c’è la variante del freno meccanico e ruote leggermente più pesanti sulla 500 e del freno meccanico/idraulico e ruote un po’ più leggere sulla 520, ma in entrambi i casi potrebbero essere entrambi migliroabili), chiedo:

    ragionando nell’ottica di un futuro e (conoscendomi) probabile upgrade delle 2 componenti in oggetto, secondo te potrebbe essere conveniente stare inizialmente sulla RC 500 -risparmiando quindi almeno 200€ al momento dell’acquisto- per testare/conoscere il mezzo e la “disciplina” e poi andare eventualmente a sostituirle (cercando magari tra l’usato) o alla fine dei conti andiamo su cifre che non giustificano il risultato finale e quindi meglio orientarsi direttamente sulla RC 520 (sia “base”, che “gravel”), tenerla com’è e poi “si vedrà”?

    Ad onor del vero non ho citato anche la differenza tra gruppo SORA vs 105, ma non so -per un amatore- quanto effettivamente possa sentirsi la differenza, che ritengo magari meno percepibile di un buon impianto frenante o di ruote più leggere, per cui do per scontato (in caso chiaramente si scelga la RC 500) di mantenere quello…

    PS con upgrade, intendo chiaramente impianto totalmente idraulico e coppia di ruote, parlando indicativamente di una cifra sui 1.200€/1.400€ a mezzo finito. Chiaro che se parliamo di spendere 3.000€ tra ruote e impanto, la domanda avrebbe poco senso di esistere…

    Grazie, buona domenica!

    • Elessarbicycle

      Ciao Mazzeo, elimino subito una possibilità che è quella di passare a sistema frenante tutto idraulico.
      Lo stanadard di questo telaio è direct mount e di fatto sei escluso dal fatto che ormai le pinze sono tutte flat mount. Esiste qualcosaper adattare ma mi fido poco del risultato.
      Buone ruote fanno sempre bene a una bici, qualunque essa sia.
      Se il budget lo permette, investi solo su quelle, prendi la 520 e pedali felice così.

      Fabio

  • Andrea

    Buongiorno Fabio, sono un possessore di RC520 da un anno e ne sono molto contento. La uso come bici da corsa tipo endurance/strade bianche. Gli ho sostituito le gomme mettendo i Vittoria Rubino Pro da 30mm. Spettacolare. Per migliorare ancora senza stravolgere e spendere troppo, pensavo di sostituire le ruote con le Fulcrum Racing 7 DB. Cosa ne pensi?
    Grazie e buona giornata.

    • Elessarbicycle

      Ciao Andrea, non otterresti un significativo miglioramento.
      Le ruote sono sempre il componente più importante su una bici, se proprio devi cambiarle allora monta qualcosa che dia effettivi benefici. Le DB7 non hanno molto più di quelle di serie, aggiungendo un 30/35% al budget richiesto per le Fulcrum (prezzo di listino) si entra in un settore molto combattuto dove, con un pizzico di fortuna, si riesce a trovare ottime occasioni.

      Fabio

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