Triban RC 520

La prova in città e touring

Tempo di lettura: 19 minuti

La prova in città e touring

Città, e non mi riferisco alla tranquilla provincia con ciclabili e strade messe bene e poco trafficate.

No, città significa la caotica metropoli, il traffico disordinato, il pavé onnipresente, le buche pure e i pedoni col naso incollato nello smartphone pure quando attraversano. Non un habitat amico delle bici.

Però questo ci tocca, almeno ai più sfortunati di noi ma ostinati a pedalare sempre e comunque.

La Triban RC si candida ad essere valida commuter urbana, seppure con qualche limite.

Prima i pregi. 

Ovviamente in cima metto comfort e assetto di guida.

Comfort che sul pavé risente delle gomme di serie, sia per loro struttura che dimensione. Ma quando l’ho usata sfruttando altre gomme, quelle che mi sono servite per i test in fuoristrada, è stata tutt’altra musica.

L’assetto di guida è perfetto per la marcia cittadina.

Molti si intimoriscono o semplicemente non amano la piega da corsa percorrendo strade urbane. In realtà il problema spesso non è la piega ma la posizione sportiva, molto sbilanciata in avanti e coi polsi carichi, che in effetti non è il top scorrazzando in città.

La posizione di guida alta della Triban RC risolve il problema. La piega è comoda, la presa sui comandi agevole e per chi volesse sentirsi più sicuro c’è sempre la possibilità di installare una coppia di leve freno ausiliarie, visto che il manubrio ha sezione tonda in zona attacco e il comando freno è meccanico sino alla pinza.

La sella non è cedevole e questo è un bene. E’ morbida il giusto e può essere usata senza fondello, in abiti civili.

La rapportatura è agile a sufficienza per uso urbano, non si avverte l’esigenza di superiore leggerezza.

La bici è accessoriabile con parafanghi e portapacchi e questo è sempre utile. Aggiungo, perché diversi messaggi mi sono giunti dopo la pubblicazione per chiedere che portapacchi ho usato. I lettori di vecchia data l’hanno sicuramente riconosciuto; per i nuovi informo che è il BacMilano.

Fin qui gli aspetti positivi.

Ora tocca ai limiti di utilizzo.

La marcia cittadina, sempre se intesa come sopravvivenza nel caos metropolitano, è un continuo stop and go e manovre improvvise per evitare l’ostacolo.

Servono sveltezza di avantreno, prontezza di frenata e immediata trasmissione della potenza.

Qui ne abbiamo una su tre: la sveltezza di avantreno.

A dispetto della grande stabilità l’anteriore non si fa mai pesante o lento tra le mani. Sgusci come una anguilla in totale sicurezza. Non prende sotto né allarga. Neutro e rapido, perfetto.

Più rapido di quanto rilevato in fuoristrada, ma lì avevo l’handicap del terreno cedevole. 

La frenata è potente ma manca il mordente nella prima fase. C’è da farci l’abitudine e sapere che devi comunque strizzare, soprattutto a freddo. Che è condizione usuale della marcia urbana. Se l’impianto è in temperatura le cose migliorano però è sempre complicato scaldarlo in città. Le pastiglie Trp hanno totale responsabilità. Cambiarle potrebbe essere una buona idea.

Nelle frequenti ripartenze si avverte il ritardo di risposta, non stai pedalando su una fixed scattante. Vorresti quel poco di prontezza in più e magari anche ruote più leggere (perché rimetterle in movimento pure richiede energia) eppure non so fino a che punto converrebbe barattare l’elevatissimo comfort e la sicurezza di guida per quello scatto maggiore.

Comfort che ho già detto è minato in parte dalle coperture di serie; però sono davvero indistruttibili.

L’unico vero limite è nel montaggio dei parafanghi: se li vuoi tradizionali, non puoi andare oltre le 700×28. Che andranno bene per chi ha ciclabili o strade decenti. Per noi che affrontiamo i crateri lunari a ogni tragitto casa lavoro sono sottili.

Non ho potuto far prove per indisponibilità del necessario; eppure a misurare bene credo sia possibile salire fino alle 700×32 a patto poi di montare parafanghi tradizionali ma del tipo piatto, che occupano meno spazio.

Ma, rilevo, scegliendo versioni più particolari come gli Sks SpeedRocker (c’è il loro test sul blog) mi sono spinto sino al 700×35 da offorad: un ottimo risultato.  

Le ho trattate proprio male queste gomme di serie, vero?

Ma stanno per prendersi la rivincita. Dove? Nell’uso turistico.

Se in fuoristrada i limiti emersi nella guida stradale si sono rivoltati in pregi con la sola eccezione delle gomme, in ambito turistico, con bici carica, anche loro (oltre tutto il resto) diventano punto di forza.

Ancora una volta spiccano l’elevatissimo comfort di marcia e l’assetto in sella, davvero corretto qualunque sia l’uso della bici.

La poca prontezza di intervento della frenata a bassa velocità passa in secondo piano perché a bici carica sempre strizzi le leve, per principio. E visto che l’impianto è comunque potente e non blocchi (quasi) mai, direi va bene così.

E sempre a bici carica passa in secondo piano pure il peso delle ruote, tanto con 14kg di bagaglio (che è il peso standard che uso durante i test) non sono 200 g in meno a fare differenza.

Non passa in secondo piano la rigidità dei copertoncini, quella che tanto mi ha fatto dannare in ogni altra situazione e stavolta no. La carcassa non si smuove di una virgola, resta sempre ben salda in presa. E poiché il grip è sempre stato buono, ecco che in uso tipicamente touring lascerei tranquillamente i copertoncini di serie. Che, l’ho detto e lo ripeto, sono pure molto robusti e longevi.

La stabilità non risente del carico; giusto quel normale alleggerimento dell’avantreno perché ho caricato solo al posteriore, inducendo un certo sbilanciamento.

Che comunque l’avantreno digerisce bene, devi procedere a passo d’uomo per ritrovarti con qualche ondeggiamento. Basta tenersi a velocità appena superiori e ritrovi sicurezza e serenità di guida.

Poi certo, quando aggiungi chili vorresti maggiore agilità rispetto a quella offerta dalla trasmissione montata.

Vorresti pure più gamba ma visto che questa non la puoi comprare mentre un pacco pignoni col 34 finale si, per i globetrotter sarebbe una intelligente modifica. Magari con una guarnitura 48-32 da montare giusto per il viaggio.

Bene, possiamo chiudere anche questo paragrafo e dedicarci alle conclusioni.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Ottima disamina Fabio, puntuale e appassionata. Il discorso sulle ruote lo avevo intuito, tra le righe, anche con la Btwin 520: per cambiare la natura della bici ci vorrebbero ruote dal costo pari almeno alla bici intera, cui prodest?
    Bello anche il colore di questa RC…posso riassumere (a spanne, eh!) che la Btwin 520 è costituzionalmente più orientata alla guida “sportiveggiante” (magari con alcuni upgrade) pur rimanendo comoda per diporto mentre la RC è costituzionalmente “comoda” con una propensione all’off road leggero senza occhieggiare a usi diversi?
    Grazie come sempre, Adriano.

    • Elessarbicycle

      Ciao Adriano, la RC è essenzialmente una bici sportiva molto comoda, con ottima propensione al fuoristrada e gran comodità sulla distanza. Immagina tutto ciò che di buono hai con la vecchia 520 e aumentalo in godibilità. Discorso ruote: non avrei dovuto ma ho usato altre ruote e ho avuto conferma dell’eccellente telaio. Vero, la spesa si impenna ma, l’ho scritto, bici che costano il triplo usano ruote di pari peso, quindi…

      Fabio

  • Samuele Gaggioli

    Grande recensione come sempre.
    Una domanda (un parere, un’osservazione) sui freni ibridi: io non li ho mai provati, ma con i cantilever e i mini v-brakes (principalmente con questi ultimi) il feeling alla leva era praticamente inesistente nonostante la potenza frenante ci fosse, la cosa è drasticamente cambiata e migliorata utilizzando delle guaine anti compressione. È vero che costano più di 10€ al metro, è vero che il giro sotto il nastro lo devi fare con una guaina normale per poi utilizzare un raccordo (di ottima qualità altrimenti flette anche lui, 10€ per freno vanno serenamente via prendendo gli Shimano) ma oggettivamente dopo cambia tutto e si ritrova alla leva quella sensazione di controllo di cui parli.
    Non so se la stessa cosa possa accadere con i freni ibridi o se il passaggio da cavo a sistema idraulico manda a ramengo qualsiasi tentativo, è giusto la richiesta di una tua opinione in merito.

    • Elessarbicycle

      Ciao Samuele, il tuo discorso è valido, le guaine sono un componente fondamentale dell’impianto frenante, spesso trascurato.
      Nel nostro caso però è proprio il tipo di impianto che mostra poco feeling, che non significa poca potenza né, dopo averci preso la mano, poca modulabilità: è fatto così, punto. Già usato su altre bici, per me non è stata una scoperta. Poi certo, ammetto di non averlo mai amato ma non è pregiudizio. Su qualunque bici ho sempre rilevato questo poco dialogo, quindi alla fine devo dedurre che la costruzione mista questo provoca. Fabio

  • Andrea Kassidy Kasari

    Buona giornata, sono un felice proprietario della RC 520 dai primi giorni di Febbraio, acquistata via internet, e fatta recapitare al negozio della mia città. Prima di acquistarla ho studiato le geometrie del telaio paragonandole a biciclette già uscite e già ampiamente testate leggendone le recensioni. A me interessava molto, oltre che alle misure in cm del telaio, le inclinazioni dei vari tubi. Avevo bisogno di una bici da poter usare in maniera completa e sopratutto da poter usare il manubrio anche nella posizione bassa, e per lunghi periodi, senza avere problemi di schiena o di collo.
    Posso dire che mi trovo molto bene; io faccio il 95% su asfalto, di cui buona parte in pessime condizioni, e un 5% su strade bianche.
    Il telaio e la forcella assorbono molto bene le asperità dando una senzazione di controllo molto forte. La trovo rigida dove serve, e “accomodante” dove conviene. Certo, per un agonista di 25 anni non è la bici adatta, ma non nego che se spingi sui pedali e controbilanci bene sulle braccia si può far mangiar la polvere a tanti…..
    Complimenti per il tuo test, ben scritto e calzante al 100% sul carattere della bici in prova.

    • Elessarbicycle

      Ciao Andrea, ti ringrazio per questo tuo contributo.
      Le vostre valutazioni, figlie dell’esperienza diretta, sono assai preziose per me e per tutti.

      Fabio

  • Lorenzo Marini

    Buongiorno Fabio grazie per la recensione molto ben fatta come peraltro tutti gli articoli del blog, oltre ad essere un esperto ha uno stile di scrittura davvero godibile. Vorrei prendere la mia prima bici a breve, farei soprattutto strade sterrate abbastanza ben tenute su argini ,miste ad asfalto dissestato. Non ho nessuna velleità corsaiola anche perché peso circa un quintale e sono alto quasi due metri. Volevo sapere se secondo lei mi converrebbe prendere la versione gravel, e se vi sono alternative che ritiene interessanti anche spendendo qualcosa in più (max 1500). Grazie

    • Elessarbicycle

      Ciao Lorenzo, dammi del tu, siam ciclisti; o almeno voi lo siete, io giro le zampe 😀
      Sulla variante Gravel non saprei, effettivamente sono troppo simili e non so sino a che punto è giustificato l’esborso maggiore.
      Le gomme le cambi, la piega mica è detto uno si trova meglio (con le pieghe da offroad non tutti vanno d’accordo) resta il colore che secondo me è veramente carino. Insomma, poco…

      Salendo a 1500 euro c’è tanto ma è troppo per poterlo analizzare qui. E poi questa è la recensione della RC 520, che figura ci faccio se scrivo “guarda la xy?” 😀 😀

      Scherzi a parte, in quella fascia di prezzo hai almeno un centinaio di modelli, l’unica è che sfoltisci tu e poi, se vuoi, ne parliamo insieme. Mi trovi all’indirizzo di posta del blog.

      Fabio

  • Ciao Fabio, ottima recensione, come sempre!! 🙂 volevo chiederti un chiarimento riguardo la sezione “Taglia e geometrie” che ha stuzzicato la mai curiosità. Scrivi che hai scelto la taglia M piuttosto che la S guardando ai valori di stack e reach. Dalla tabella vedo però che il reach è praticamente lo stesso per entrambe le taglie e quello che cambia è lo stack. Scegliendo la M hai preso una geometria con stack maggiore (andando quindi nel verso opposto ad una scelta “racing”).
    Quale è il motivo di questa scelta? è forse che, essendo il reach di queste due taglie comunque inferiore al reach di una geometria “pari taglia” più corsaiola, hai quindi optato per la taglia superiore così da non avere un manubrio troppo basso e più ravvicinato (rispetto ad una bici da corsa classica) che poteva darti un assetto un po’ scomodo?
    Inoltre, è corretto considerare anche il fatto che con un manubrio più alto, a parità di dislivello sella-manubrio (e con un piantone un paio di cm più lungo e quindi senza eccessivo fuorisella), hai maggiore arretramento sella così da allungarti un altro poco? e credo che anche gli angoli aiutino in questa direzione, giusto?
    Grazie.

    • Elessarbicycle

      Ciao Luigi, non dimentichiamo che il paragrafo dedicato alla taglia è appunto un paragrafo: inserito per fornire qualche indicazione visti i dubbi che ho rilevato in rete tra chi non sapeva che taglia prendere e con riferimento a questa bici, che è la protagonista dell’articolo.
      Quindi sarebbe stato inutile e dispersivo affrontare tutta la lunga teoria su geometrie e loro applicazione pratica.
      Era necessaria una sintesi.

      Entrando nel merito della tua domanda la risposta è ni; si, il reach è stato importante ma solo uno dei valori che ho preso in considerazione. Li guardo tutti, il reach mi ha aiutato a capire dove “avrei trovato” il manubrio.
      Con la S avrei avuto manubrio troppo basso per l’utilizzo di questa bici ma, e questo è il problema, troppo vicino.

      Arretramento sella dipende dal movimento centrale, lo calcoli da lì, quindi l’altezza manubrio non c’entra.

      Ma, ripeto, non bisogna mai guardare a un solo valore; aggiungo che bisogna fare i conti con il proprio fisico, l’età, l’elasticità ecc.
      E’ una questione assai soggettiva; la taglia puoi determinarla in linea teorica, almeno il suo range: come starai in sella no, lo stabilisci caso per caso e ciclisti con identiche quote antropometriche stai sicuro avranno due assetti in sella diversi.

      Fabio

  • Alberto

    Ciao Fabio!! Complimenti come sempre per la fantastica recensione!!
    Mi ha convinto talmente tanto che oggi sono corso a comprarla!! …in realtà la stavo tenendo d’occhio da qualche tempo, ma la tua approfondita e dettagliata analisi mi ha spinto a fare il passo!
    Ora, per quanto riguarda la taglia ho preso anche io una “M”. Sono alto 175, cavallo 85, busto 58 (le braccia potrebbero essere 61-62, ma in realtà credo di non essere in grado di misurarle correttamente…). Premetto che è la mia prima bici con piega. La sensazione che ho in sella è di essere piuttosto disteso in avanti e di non sentirmi particolarmente comodo. Mi rendo conto che non è facile giudicare con queste poche informazioni ma, secondo te, potrei avere sbagliato la taglia (troppo grande) oppure è solo una questione di regolazione più fine (messa in sella), o addirittura solo una questione di abituarsi alla posizione più da strada?
    Grazie.
    Alberto

    • Elessarbicycle

      Ciao Alberto, taglia e assetto in sella sono due cose diverse.
      In linea di massima hai preso taglia giusta ma per capirlo dovrei vederti pedalare; stessa cosa per l’assetto.
      Purtroppo nulla sostituisce l’occhio in questi casi, né software né guru online.

      Però ho anche scritto spesso che la posizione di guida va allenata, come e più della gambe.
      Con tutta probabilità nel tuo caso, al netto di eventuali piccoli aggiustamenti, è semplicemente la novità. Se non hai mai usato una bici sportiva, se vieni da mtb o trekking allora è naturale sentirsi disteso. Come io sento un fuso quando salgo su una Mtb…

      Se, come penso, è qui la causa, non star lì a scervellarti su altezza sella, arretramento, attacco manubrio ecc: pedala.
      Sarà il tuo corpo ad avvisarti di volta in volta, un assetto fatto oggi andrà modificato fra un mese e così via.
      Ma dai tempo al tuo corpo di abituarsi: ne sa più di me, fidati di lui.

      Fabio

      • Alberto

        Grazie Fabio per la risposta e per l’ottimo consiglio!!! Comincio a pedalare e poi vedrò…
        Vorrei chiederti ancora un consiglio: ho letto che hai montato i Vittoria Terreno Zero 700×37. Ora, il limite ufficiale dichiarato è 700×36.. hai avuto difficoltà a montarli? Volendo esagerare, sarei interessato a montare i Panaracer Gravel king SK… 700×35…o addirittura 700×38?

        • Elessarbicycle

          Ciao Alberto, come scritto nel test le Terreno Zero sono entrate con zero problemi ahahahahahahaha
          Ehm, scusa, è il caldo…
          Dunque, c’è da considerare che le Terreno Zero hanno profilo molto stradale; però avanzava spazio.
          Ma vista la bici le 700×35 sono l’ideale per lei, miglior compromesso tra comfort e guidabilità. L’epoca delle gomme grosse poco scorrevoli è finita da un pezzo, solo sui forum non se ne sono accorti.

          Se prendi le Gravel King ti consiglio il kit tubeless per i cerchi: montate senza camera le GK sono strepitose

          Fabio

  • Andrea Kassidy Kasari

    Ciao Fabio, dopo la mia impressione sulla bici e sul tuo ottimo test pubblicati più sopra, ti chiedo un consiglio; usandola io al 95 % su asfalto ammalorato e il 5% su strade bianche, stavo meditando di montare sulle ruote i Vittoria Rubino Pro da 30mm. Come pensi che possa “cambiare” la bici rispetto ai copertoni originali? Grazie comunque.
    Ciao.

    • Elessarbicycle

      Ciao Andrea, ottima scelta; però ho una altra opzione da proporti: Pirelli Cinturato 700×32.
      Puoi montarli anche tubeless se vuoi e il comfort sale ancora.
      Io le ho usate solo con camera sulla RC e mi sono trovato assai bene.
      A breve sarà online il loro test, quello che leggerai di fatto lo puoi applicare alla RC. Però visto che non è ancora online non farmi anticipare, tanto è calendarizzato per il 18, siamo prossimi… 😀

      Fabio

      • Andrea Kassidy Kasari

        Ok. Grazie.

        • Elessarbicycle

          Comunque, in linea di massima, sali tranquillamente di sezione, prendi gomme buone che lavorano intorno ai 5 bar e ti trovi una altra bici.
          Fra pochi giorni leggerai meglio dei Pirelli ma ogni altra opzione è valida, basta togliere le sue…

          fabio

  • Lorenzo Marini

    Ciao Sergio approfitto ancora della tua disponibilità. È una cosa grave la presenza del quick release e la mancanza del perno passante? Cosa comporta? Grazie

    • Elessarbicycle

      Ciao Lorenzo, potrai ritenermi presuntuoso ma questa è sicuramente la recensione più completa e chiara che c’è in giro.
      Ora, chiedo io a te: ti sembra che se i Qr invece dei TA fossero un limite tecnico su questa bici avrei sorvolato?
      E, pongo altra domanda: un telaio che ha richiesto molto tempo e molto denaro per la sua progettazione, gli ingegneri lo avrebbero messo in commercio con falle tecniche?

      Nessun limite, nessun problema, puoi stare tranquillo. Su questa bici va bene così.

      Fabio

      • Lorenzo Marini

        Hai ragione Fabio scusami, anche per avere scambiato nome e cognome nel commento precedente. La tua non è affattopresunzione perché questa recensione e in genere gli articoli che scrivi sono sempre esaurienti dettagliati al massimo. È che devo imparare a non farmi influenzare da ciò che viene scritto da alcuni esperti improvvisati nei forum, che disdegnano questa bici proprio per i qr. Grazie.

        • Elessarbicycle

          Ciao Lorenzo, nulla di cui scusarti; per la confusione tra nome e cognome sono 50 anni che me ne sono fatto una ragione…
          Per la questione QR ero certo non fosse un tuo pensiero ma un dubbio alimentato dalle letture da forum. Luoghi che possono essere utili ma più spesso no.

          Se la cosa può tranquillizzarti, la mia principale bici test è a disco con Qr.
          Arriverà una a PP ma solo perché sono “costretto” a tenermi al passo con gli standard a causa dei test, ho qui le ruote Shimano Rs 770 da testare e non ancora un telaio dove montarle.
          Poi certo, un vantaggio tecnico il PP lo ha ma molto dipende anche dal tipo di bici, utilizzo e come è fatta.
          Su questa Triban non avrebbe portato a un miglioramento tangibile, avrebbe causato un prezzo più alto e tutto sommato sarebbe stata una seccatura per il suo pubblico di riferimento.
          Decathlon non vende solo in Italia, un colosso simile deve fare i conti con un mercato assai più ampio della nostra ristretta provincia…

          Fabio

  • Mauro

    Ottima recensione.piccola curiosità,visto il discorso ruote e freni trovi più centrato il prezzo della 500(per eventuale upgrade)

    • Elessarbicycle

      Ciao Mauro, sono tutti e due prezzi d’attacco e una valutazione oggettiva diventa difficile. Dipende dal budget personale.
      Per capirci: tra una bici di 5000 euro e una di 5250 non stai lì a disquisire troppo, la differenza di costo è minima.
      Ma qui gli stessi 250 euro “pesano” assai più e del resto chi guarda alle Triban ha sempre anche un occhio al portafoglio.

      Comunque, in linea di massima, la 520 si presta meglio ad essere migliorata.

      Fabio

  • Stefano

    Buongiorno, volevo chiedere anch’io del perno passante ma mi hanno preceduto.. puoi dirmi qualcosa dei freni meccanici della 500? Ho letto pareri non molto favorevoli, ma non vorrei fosse il discorso come sopra per ilPP di moda o altro.. io vengo da una bianchi spillo di 10 anni con v brake, comunque penso mi troverò meglio in frenata no? Ora ho Shimano altus, il sora è consigliabile? Tenendo conto che comunque vorrei tenere anche la prossima bici parecchi anni, tutti i giorni bike to work sui 25km e qualche giro il weekend…

    • Elessarbicycle

      Ciao Stefano, per il PP non posso che ripetere quanto già detto: dati tipologia e utilizzo della bici, non si avverte la necessità.
      E’ la classica questione da forum, nulla di più.
      Freni; posto che ho specificato nel testo che la prova è della 520 e non delle 500 e che ho fornito solo generiche informazioni sulle differenze tra i due modelli ma per completezza di lettura e null’altro, e considerato che è filosofia del blog parlare solo di ciò che si tocca con mano e mai per sentito dire, quei promax lì, seppure su altre bici, li ho usati e curati. Non brillano per potenza, non sentono molto le regolazioni e in definitiva non è tra i migliori impianti meccanici in circolazione. Li cambierei senza indugio, i freni sono troppo importanti per trascurarli.
      Trasmissione; anche qui siamo di fronte alla classica discussione da forum, con la “classifica” dei gruppi. E’ sempre stata una sciocchezza.
      Shimano è il più grosso produttore mondiale di componenti per bici, anche solo immaginare che possa immettere sul mercato un prodotto fallato significa avere nulla conoscenza del nostro mondo. Non mi riferisco a te, è evidente che il dubbio ti è venuto leggendo gli esperti da tastiera.
      Il Sora funziona in maniera egregia, come qualunque gruppo giapponese.
      Tra il serio e il faceto ma più virando verso il serio, durante una informale chiacchierata con un manager della azienda nipponica valutavano come il famoso sis 5/6v da pochi spiccioli sia, letteralmente, un cambio indistruttibile e sempre efficace. Perché Shimano lavora così, dal Sis al Dura ace tutto deve anzitutto funzionare perfettamente.
      Chi lamenta malfunzionamenti è perché ha montato e/o regolato male.
      Quindi vai tranquillo.

      Fabio

      • Stefano

        Grazie di tutto, del test e della risposta! In finale mi resta il dubbio sul montaggio e sull’assistenza post vendita di decathlon, cosa che eventualmente potrei bypassare andando da un meccanico “privato”…

        • Elessarbicycle

          Ciao Stefano, pochi giorni fa ero al telefono con un vero ciclista, non una parodia come me, che tra l’altro veste la casacca del Decathlon.
          E mi ha bonariamente rimproverato perché ho ricordato come ognuno in deca debba saper fare un poco di tutto; e sappiamo è nemico della specializzazione.
          Un aspetto che il nostro ciclista ha spesso rilevato e che trova poco congruo.
          Così ci siamo ritrovati a parti invertite, con me che difendevo questi ragazzi e, indirettamente, la politica Decathlon: la forza è il rapporto qualità/prezzo, avere una officina specializzata per ogni disciplina trattata significherebbe un aumento dei costi che per forza di cose sarebbero scaricati sui clienti.
          E comunque ragazzi in gamba ci sono, basta informarsi su quando sono di turno… 😀

          Fabio

        • giulio

          Ciao Stefano, da dipendente Decathlon (sono responsabile del reparto ciclismo di un negozio a Bergamo) ti rispondo con sincerità: hai ragione! Purtroppo non trovi sempre persone preparatissime su una bici del genere e il motivo è semplicissimo. L’anno scorso il mio reparto ha venduto 5000 bici, di cui 13 da corsa. Capisci bene che il personale è preparatissimo su che cavalletto montare su quella bici da bambino. Se però deve regolare un deragliatore ultegra il discorso cambia.
          Tuttavia, anche nei negozi Decathlon, di esperti ne trovi, fidati. Io vado in bici da corsa da quando avevo 13 anni. Oggi ne compio 42. Qualcosa l’avrò imparato in 30 anni! Un ragazzo che ho assunto l’anno scorso è uno dei ciclisti migliori che abbia mai conosciuto. Oltre a essere stato in nazionale (quindi in bici ci sa andare, credimi) ha una sensibilità e una conoscenza dell’argomento che raramente vedo nei negozi di bici che frequento. Basta chiedere. Io stesso ad esempio di mountain bike ne sono poco ma se vieni a chiedermi qualcosa che non so ti mando dal mio collega che fa allmountain che ti sa dire meglio di me che differenza c’è tra una forcella e l’altra. Il discorso post vendita non è importante, è essenziale. Soprattutto se non sei un drago della meccanica. Tuttavia di gente capace e incapace ne trovi da decathlon ma anche nel negozio più specializzato. Almeno questa è la mia esperienza. Ciao!

  • Paolo Mori

    Come al solito, anzi più del solito, ottima recensione 🙂
    Ho aspettato a lungo l’uscita di questo modello con i freni a disco sperando lasciassero una versione con la tripla. Speranza vana… Inoltre, approfondendo le caratteristiche tecniche c’erano due cose che mi lasciavano l’amaro in bocca in questa nuova versione: i freni misti meccanico/idraulici e il passaggio gomme non troppo generoso. Volevo poter montare i Gravelking SK da 40 o 43 mm, possibilmente con i parafanghi. Alla fine mi sono orientato verso un’altra bici, comunque in una fascia di prezzo simile, la Kona Rove DL – e per questioni estetiche la scelta è ricaduta sul modello 2018, che è di un arancio brillante: a qualcuno le zucche piacciono 😀
    Non volevo andare off topic solo per il gusto di farlo, alla fine è una bici con un carattere molto simile a quello di questa Triban, non strettamente sportiva ma assai efficace e divertente su tutti i tipi di strade… ovviamente gli ottimi gravelking aiutano. Le gomme di serie – delle Schwalbe da uso urbano/turistico con pesante protezione anti-foratura – non le ho neppure provate XD
    I freni li preferivo solo meccanici per la manutenzione, e gli Spyre sembrano fare il loro dovere.
    I Gravelking 43-622 sono compatibili (al filo) con i parafanghi in dotazione ma per sicurezza li ho sostituiti con un paio più larghi. In conclusione, spazio per copertoncini extra-large ce n’è in abbondanza per chi è interessato all’uso in fuori strada o semplicemente vuole viaggiare comodo.
    E quindi se qualcuno cerca delle alternative a questa RC 520, come i commenti sulla versione gravel&affini mostrano, personalmente consiglio di prendere in considerazione anche la Rove (base o DL, le versioni più costose hanno telaio diverso)… lo svantaggio è che non so se sia facile provarla di persona, io mi sono dovuto fidare e acquistarla online purtroppo.

    Poi anch’io predico una cosa e ne faccio un’altra, specialmente quando si vedono ebike (o presunte tali) in lontananza e parte la rincorsa: la Rove non disdegna neppure questo trattamento 🙂

    • Elessarbicycle

      Ciao Paolo, considerando la destinazione più cicloturistica della 520 la scelta del passaggio gomme è in linea.
      Certo, visto che poi ne hanno ricavato la variante gravel, tanto valeva osare di più.

      La Rove è più orientata all’off road e infatti accetta gomme maggiori. Sempre stata una bici che mi ha intrigato ma dubito la proverò. Poi non si può mai dire oltre al fatto che, come te, dico una cosa e ne faccio una diversa.
      Per ora comunque punto a chiudere gli ultimi test in lavorazione (abbigliamento deca, quello che vedete indossato nelle immagini di questo test) e poi fermarmi.
      Per tutto il resto ho spostato in autunno, voglio riuscire a pedalare almeno 3/4 settimane per solo gusto mio, senza assilli da test

      Fabio

      • Paolo Mori

        “Visto che poi ne hanno ricavato la variante gravel, tanto valeva osare di più”: questa è la cosa che più mi ha deluso, ma evidentemente hanno scelto di fare un passo alla volta e magari introdurranno un telaio più specifico nel giro di un anno o due. Ma anche per uso turistico/cittadino varrebbe la pena essere più generosi, secondo me: allo stato attuale quasi preferivo la vecchia B’Twin Triban. Tanto su nessuna delle due era possibile montare copertoncini di un certo diametro insieme con i parafanghi.

        Ho pensato un po’ se aggiungere questo “spot” per una bicicletta diversa da quella in prova, ma con le dovute differenze e pur non avendo provato entrambe, mi sembrano piuttosto simili nelle intenzioni quindi tanto valeva aggiungere due righe dopo averci pedalato per qualche centinaio di km. Sarà che vengo da una ibrida/mtb ma le sensazioni su asfalto mi sembrano assai più sportiveggianti e la propensione all’offroad non penalizza troppo in quel contesto. Anche in una pedalata di gruppo sui 27 km/h di media non andava troppo male, rilanci agli incroci esclusi.

        Poi vabbè, la gamma “Rove” comprende 3 o 4 telai differenti, per cui alla fine non si può generalizzare troppo (?)

        Buone pedalate in libertà 🙂

        • Elessarbicycle

          Ciao Paolo, tranquillo perché hai fatto benissimo a citare la Rove. Chi leggerà il test di questa bici è potenzialmente interessato alla tipologia e non solo al singolo modello; tu non ne scrivi per sentito dire come fanno in tanti altrove ma con cognizione perché ci pedali; io non “vendo” lo spazio alle aziende, è mio e scrivo quello che penso (e forse un giorno penserò anche prima di scrivere…): quindi tutto fila.

          Poi ovvio, io devo tenermi sul pezzo e nel test Triban non mi metto a scrivere di altre aziende. Voi però sempre siete liberi di commentare e pubblicare osservazioni. Qui è vietato solo offendere gratuitamente altri ciclisti, sono gli unici (e pochissimi per fortuna) commenti che ho cancellato.

          Detto questo, che è a beneficio di tutti perché sai che spesso sfrutto i commenti anche per spiegare alcuni impostazioni di questo blog, effettivamente la scelta di chiamarle tutte Rove distinguendo solo per sigle genera confusione.
          Ed è un peccato perché Kona ha spesso tirato fuori ottime bici e a volte ha saputo vedere lontano. Anche se è pure tornata sui suoi passi malgrado le bici fossero davvero intriganti, per esempio le stradali telaio in acciaio. Ma avrà fatto i conti col mercato globale, scoprendo che non in tutti i Paesi erano gradite.
          Come forse avrà fatto Deca nelle sue scelte, puntando a un prodotto adatto ai più mercati. Vantaggi e svantaggi della globalizzazione…

          Fabio

  • Mirko Rota

    Ciao Fabio,
    sono da qualche mese un felice possessore della RC520, che utilizzo soprattutto durante il periodo “invernale” quando le strade sono più sporche e con meno grip al posto della BDC (ho una Bianchi infinito CV disc).
    Concordo in tutto con la tua analisi, la bici si dimostra SINCERA su tutti i terreni, certo come dici nell’articolo non possiamo paragonarla ad una BDC in carbonio in termini di reattività e nella guida puramente racing il peso e la comodità di guida si fanno sentire, ma comunque su strada e in pianura si mantengono delle medie di tutto rispetto.
    L’ho usata anche nel gravel un po’ spinto su e giù per gli argini del Fiume Adda dove vivo, con strappi con pendenze in doppia cifra e niente da dire anzi molte gravel pure in carbonio sono rimaste dietro, certo montando gli pneumatici adeguati.
    Per quanto riguarda le ruote ho trovato difficolta nel montare i Continental RACE KING CX 700X35, anzi più che difficoltà non sono proprio salite e così, un po’ per la fretta di uscire a pedalare ho optato per dei DECATHLON LIGHT GRAVEL 700X35.
    Altro limite, secondo il mio modesto parere, è la rapportatura della cassetta posteriore, vista l’indole della bici, avrei preferito un qualcosa tipo 14X32 e non 11-12-13 ecc ecc. però come giustamente dici nell’articolo prima o poi quella si deve cambiare e ne cercherò una più idonea al mio uso.
    Un saluto
    Mirko

    • Elessarbicycle

      Ciao Mirko, come ogni prodotto di grande diffusione più che accontentare tanti devi cercare di scontentare pochi.
      E fare i conti coi costi.
      Per questo spesso a farne le spesa è proprio la rapportatura, si punta a un compromesso.
      Comunque, per fortuna è un settore della bici ampiamente personalizzabile. E viste le caratteristiche della bici e cosa c’è sul mercato a prezzi onesti, una guarnitura 48-32 con pacco pignoni col 34 finale è secondo me più in linea.

      Montaggio gomme; è solo una questione di tecnica di montaggio. Dai una occhiata a questo articolo, vedrai che poi montare un copertoncino sarà un gioco da ragazzi

      Fabio

  • ANDREA

    Ciao Fabio, come anticipavo qualche giorno fa, sono un felice possessore della RC520 da febbraio; 90% asfalto 10% strade bianche. Velocità di crocera da 28 km/h a 33 km/h. Settimana scorsa ho sostituito le gomme della decathlon con le Vittoria Rubino Pro 2.0 da 30mm. Fenomenale! Sembra di volare sulle buche e sull’asfalto decrepito e quando l’asfalto è buono, sembra di essere su una bici da granfondo. Sulle strade bianche mi ci sono buttato dentro a 30 km/h… …neanche una piega.
    Ribadisco ottima bici. Non si sente necessità di perni passanti… …ruote più leggere…. ….geometrie racing…. …..cavi integrati… ….bisogni indotti dal “consumismo”…. …..
    Ciao
    Andrea da Ferrara

    • Elessarbicycle

      Ciao Andrea, a parte robustezza e una durata che si preannuncia elevata, le gomme di serie non hanno altri pregi. Ok, sono sincere e se la cavano bene su sporco e umido.
      Ma fanno pagare un prezzo troppo alto alla grande comodità di questa bici e col loro peso gravano ancor più sulle ruote.
      Quindi hai fatto una ottima scelta, preferendo gomme di indubbia qualità. Vedrai su sporco e umido che gran tenuta che hanno le Rubino…

      Fabio

  • Michele

    Ciao, visto che decathlon non commercializza più i copertoni trekking1 700×32, che mi consiglieresti da montare su questa bici?
    nella riverside 900 erano montati i 700×35 e mi ci sono trovato bene, considerando che i percorsi che effettuavo erano un 35% strada e 65% strade bianche, cosa che con questa bici dovrebbe diventare un 50 e 50. Grazie

    • Elessarbicycle

      Ciao Michele, ho testato la bici con diverse gomme. Mi sono trovato benissimo con le Continental che cito nell’articolo e di cui trovi il test sul blog.

      Fabio

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