RedShift ShockStop Suspension Seatpost

Tempo di lettura: 6 minuti

Un test atteso questo, lo so. Il reggisella ammortizzato ShockStop proposto dall’americana Redshift Sports è uno di quei componenti che sono certo interessa tanti di voi.

Ci sono alcune recensioni a cui sono particolarmente affezionato. Succede quando mi imbatto in qualcosa che comprendo farà felici molti ciclisti.

Come avvenne quando testai l’attacco manubrio ShockStop; a parte che ormai lo monto su quasi ogni mia bici, so che tutti voi che l’avete provato non vi siete pentiti.

La guida assume nuove sfumature, si amplia la possibilità di utilizzo. E mi spiace che spesso sono costretto a toglierlo, la necessità di isolare i componenti in prova mi obbliga a eliminare ogni filtro.

Ero da tempo in attesa di questo reggisella ammortizzato, la gestazione in casa RedShift è stata lunga.

Più lunga del previsto, i ragazzi di Philadelphia hanno voluto eccedere nelle verifiche e iniziare la distribuzione solo quando ogni dubbio fosse stato risolto.

Io ci ho messo del mio, ho questo reggisella dall’inizio dell’autunno; vero che per ragioni di strategia di comunicazione mi era stato chiesto di non pubblicare prima di gennaio; vero che ho ampiamente sforato, ma non per (tutta) colpa mia.

Molti impegni, mesi difficili, ogni lavoro ha subito inevitabile ritardo.

Si lo so, vorreste subito sapere se è efficace questo reggisella Redshift ShockStop invece di sorbirvi le mie chiacchiere.

Vabbè, vi accontento: è perfetto.

Ora lasciatemi divagare ancora un poco.

Conobbi Redshift per caso, navigando in rete vidi il prototipo dell’attacco manubrio. Li contattai, proposi un test, mi inviarono un esemplare di pre-produzione seppure in versione praticamente definitiva. Solo le brugole non erano quelle che poi sarebbero state usate.

Non avevo ancora dato un deciso impulso alla sezione test del blog, non ero sicuro di voler percorrere questa strada. 

Pensateci; un articolo tecnico porta via due o tre giorni al massimo, foto comprese; una prova su strada significa dalle 4 alle 6 settimane di lavoro per ottenere un solo articolo.

Definire i test antieconomici è un eufemismo…

Fu proprio la recensione del Redshift ShockStop a convincermi che avrei dovuto lavorare sui test. La possibilità di scovare quanto c’è di buono per i ciclisti, metterli in condizione di pedalare felici e informati era qualcosa che non potevo farmi sfuggire.

Riparametrai il mio modo di lavorare, sfruttai l’esperienza maturata come giornalista e tester in altro ambito, iniziai piano piano a investire in questo settore del blog.

Ora potete capire meglio perché sono tanto affezionato alla recensione dell’attacco manubrio; e perché attendevo con ansia poter mettere le mani sul reggisella.

Ero sicuro non avrebbero sbagliato, ero sicuro che tecnicamente non avrei trovato falle, ero sicuro che sarebbe stato accuratissimo.

Nessuna delle mie ipotesi è stata smentita, come scopriremo insieme.

Partendo dal vedere come è fatto.

COMMENTS

  • luigi

    Bellissima recensione come al solito. Confermo tutto . Ho acquistato Redshift ( sia attacco che seatpost ) da qualche mese. Il reggisella e’ magnifico , comprato con adattatore da 31,6 poiche’ lo alterno tra una bici da strada ( 27,2 ) e una MTB con forca rigida ( 31,6 ) che uso come Gravel. Mai fatto acquisto piu’ azzeccato di questi due componenti. Con il codice ELESSAR mi hanno fatto il 15% di sconto. Cifra spesa 247.18 euro ( solo reggisella ) . Ciao.Luigi

  • marco xwarz bonomi

    Grazie di avermi fatto scoprire Redshift, ho la fortuna di godere di entrambe le soluzioni sulla mia gravel. All’anteriore, dopo aver letto il tuo autorevole parere e sotto il sellino grazie al pre-ordine ed alla eccellenza e loro serietà in cui ho riposto fiducia. Ora viaggio su un cuscino di aria, la sensazione è quella dei sedili pneumatici di camion e mezzi d’opera dove il mezzo che stai conducendo vibra, saltella e rimbalza ma tu ondeggi lieve.

  • filippo ponti

    Ciao, grazie per l’articolo, sempre preciso e completissimo. Ma come tu ti aspettavi un risultato eccellente dal reggisella, noi ce lo aspettavamo dal tuo articolo, come al solito! Vorrei acquistarlo ma ho due domanda, forse riesci ad aiutarmi. Io ho poco fuorisella, ho misurato 16cm da dove il reggisella si innesta nel telaio fino ai binari della sella. Ci sto? Inoltre ho letyo in commento di un codice ELESSAR per l’acquisto… e’sempre valido? Grazie e ciao

    • Elessarbicycle

      Ciao Filippo, devi misurare quanto spazio hai nel piantone, non quanto sporge.
      Ossia calcolare se hai abbastanza profondità per cui oltre i 16cm di svettamento attuale ne hai altri 20 liberi senza che la bussola del portaborraccia arrivi prima.
      Tieniti almeno 1/1,5cm di margine, devi considerare anche la vite di regolazione.

      Che io sappia il codice non è mai stato annullato in questi anni. Ho scritto stamattina per chiedere conferma ma causa fuso orario con gli USA prima del pomeriggio non avrò risposta.

      Fabio

      • filippo ponti

        Ciao, grazie per la risposta. Il mio dubbio è che avendo la sella bassa debba inserire il reggisella così tanto da interferire con il meccanismo di ammortizzamento; ma ho trovato la risposta sul sito, tutto il meccanismo occupa 9 cm, quindi nessun problema.
        D’altrocanto la tua informazione è utilissima, non avrei pensato che potesse interferire con le boccole del portaborraccia.
        Avendo una bici taglia S è bene che mi metta a controllare perchè giustamente è un reggisella che nel caso non si può accorciare.

        Ciao e grazie ancora

        • Elessarbicycle

          Ciao Filippo, l’ingombro del meccanismo è un falso problema.
          Se sei costretto ad abbassare così tanto la sella (l’ingombro reale è inferiore ai 9cm, prudenziali, indicati dall’azienda) vuol dire che hai un telaio di almeno una taglia in più, se non due.
          Viceversa l’impatto sul portaboraccia è concreto; non solo per telai piccini ma anche per tanti da turismo e gravel che usano riempire il piantone di boccole.
          Per esempio sul Trek Checkpoint che ho usato sono proprio a filo, perché ha un terzo attacco molto in alto. Con altre bici nessun problema.

          Fabio

  • Damiano

    Eccola la recensione attesissima! Ormai utilizzo il tuo sito come consigli per gli acquisti 😀 Aspettavo il tuo parere prima di sganciare la grana, come già fatto per l’attacco manubrio e le appendici crono smontabili. Per lunghi eventi gravel ed endurance come dici tu deve essere ottimale. L’unico rimpianto enorme per ora è la lunghezza, a me servirebbe da 400 per la mia monstercross. La scorsa estate sule percorso della Bikepacking trans germany i punti di appoggio altrimenti detti sovrasella sono rimasti così traumatizzati che gli ultimi 350km li ho fatti in piedi… Gli impatti, piccoli o grossi che siano, sono veramente deleteri per la sopportazione di lunghi tragitti.

    • Elessarbicycle

      Mumble mumble… misura bene il tuo attuale svettamento perché l’inserimento minimo previsto dallo Shockstop è molto ridotto, meno di 10cm

      Fabio

      • Damiano

        Uhm, interessante. Quindi 350 di lunghezza totale e 340 di svettamento massimo?

        • Elessarbicycle

          Ho scritto cm, non mm…
          Comunque, ho sbagliato pure io; avevo consultato altro seatpost sul notes.
          L’inserimento minimo è 8cm, quindi lo svettamento sale a 27 cm.

          Fabio

  • filippo ponti

    Ciao, ho verificato; il cannotto può essere inserito 24 fino al raggiungimento della vite del portaborraccia, quindi nessun problema.
    Nei prossimi giorni provvederò sicuramente all’acquisto, ciao

    • Elessarbicycle

      Ciao Filippo, ottimo.
      Poi fammi sapere come ti ci trovi, per me il riscontro con le vostre esperienze è importante.
      Ricorda che c’è codice sconto per i lettori; non è molto, ma meglio di niente 😀

      Giusto per non fare confusione con altri interventi, ricordo per gli altri che qui i 24cm si riferiscono allo spazio libero nel piantone del telaio di Filippo.

      Fabio

  • Calvisi Marco

    Complimenti per il test, veramente completo. vorrei chiederti se, dovendo comprare almeno per il momento solo uno dei componenti (o attacco manubrio o reggisella), cosa sia meglio. io penso sia meglio l’attacco manubrio ma vorrei un tuo parere. mi piacerebbe anche sapere se hai mai provato nell’uso gravel qualche reggisella telescopico e se lo ritieni utile, anche rispetto a quello ammortizzato. so che svolgono funzioni diverse, ma credo sia impossibile avere tutti e due.
    grazie e ancora complimenti.
    Marco

    • Elessarbicycle

      Ciao Marco, test no, un giretto con telescopico si.
      Che, nel mio caso, si è rivelato inutile, perché con una gravel ostacoli dove serve un telescopico non li affronti. Rischi di spaccare tutto.

      Se optare prima per stem o seatpost dipende molto dall’uso personale della bici, e io ignoro quale sia il tuo.
      In linea di massima considera che è più facile ammortizzare con le gambe pedalando a fil di sella che farlo con le braccia, quindi lo stem avrebbe priorità. Però, ripeto, dipende tutto da come pedali tu.

      Fabio

      • Marco

        Grazie Fabio per la risposta. La curiosità del telescopico è nata a seguito di un giro in fuoristrada domenica scorsa. Era un continuo saliscendi su sterrato a volte con sassi sporgenti ed ho avuto difficoltà ad affrontare con la gravel i tratti in discesa. Pur affrontandoli con cautela e a bassa velocità per non spaccare tutto compreso me, sentivo l’esigenza di stare in piedi e con il peso’ all’indietro per alleggerire il manubrio, ma la sella alta, comoda per pedalare, in quella circostanza mi dava veramente fastidio. Non so se mi sono riuscito a spiegare.

        • Elessarbicycle

          Ciao Marco, ti sei spiegato perfettamente.
          Io ho risolto montando su percorsi più tecnici una sella corta, guadagnando la necessaria (per me) libertà di movimento.
          Il gravel, come e più di ogni altra disciplina del ciclismo, è aperto a infinite interpretazioni. Stabilire regole generali, tipo telescopico si/no, è impossibile.
          Per i miei percorsi e il mio stile di guida (che comprende anche track da mtb) non ho questa necessità. Ma da qui a dire che non deve mai essere usato ce ne corre, non è il mio modo di impostare le cose.
          Per questo non posso dirti se effettivamente vale la pena. Io tra i due ho scelto di usare il Redshift, però è anche vero che all’azienda non conveniva pagare la spedizione in USA per la restituzione e me lo sono trovato, diciamo così…

          Fabio

          • marco

            grazie ancora fabio, ora devo capire bene la lunghezza giusta dello stem e poi credo proprio di acquistarlo. tu ti sei regolato sulla stessa lunghezza ed inclinazione che hai sulla bici da corsa o hai optato per uno stem più corto che credo possa agevolare le discese? (ultima domanda giuro ahahah)

            • Elessarbicycle

              Ciao Marco, ho sia da 90 che da 100, mi regolo in base al telaio su cui li monto, tanto orbito sempre tra queste due misure per quote mie.
              Ma faccio poco testo, considera che causa recensioni ho un parco bici spropositato, non avessi il blog sarei felice con due, massimo tre.

              Fabio

              • Paolo Mori

                Sappiamo benissimo che non è vero… il numero giusto di biciclette è sempre e comunque N+1, dato N il numero di bici possedute al momento (la dimostrazione è triviale ed è lasciata come esercizio al lettore).
                E anche per oggi il mio commento inutile l’ho scritto 😀

    • LUIGI ITALIANO

      ciao marco , premetto che sulla Gravel Non Ho Montato I Redshift poiche’ non ne ho ritenuto necessario dotarla di tali sistemi , pero li ho montati sulla mia MTB con forca rigida ( non faccio piu’ mtb e percorsi da mtb da anni…) , praticamente ora ho una mtb bi-ammortizzata ( grazie ai redshift ) che e’ una goduria . Costano una barcata di soldi ( attacco manubrio+reggisella ) ma sono soddisfattissimo per l’efficacia del funzionamento e per la solidita’ del tutto. sulla gravel , per i percorsi da gravel , non li montereri. Ciao.Luigi

      • Elessarbicycle

        Il giorno che incontro due ciclisti che sono d’accordo sulla stessa cosa il blog esploderà…
        😀 😀

        Io infatti i redshift li uso sulle gravel, (mtb però ha forca ammortizzata e telaio isospeed) e tolsi lo stem dalla sportiva perché mi faceva andare troppo veloce sul pavè e stavo ogni due e tre a sistemare i raggi.
        Adesso è il turno di chi lo usa solo in bdc, su, che sennò qui esplode tutto…

        Fabio

        • Luigi

          Fighissimo Fabio, ci sono anche brand che sulle gravel, per non sbagliare offrono Reggisella bifidi che smorzano un po, manubri riempiti di schiume, attacchi manubrio che flettono un pochetto, solo che sono su bici un po onerose, quindi la truppa si accontenta di quello che passa il convento e i redshift, per il loro costo, il convento non li passa dopodiché il r è Gisella è fighissimo spostarlo da una gravel alla mtb e viceversa….. Ad majora

        • LUIGI ITALIANO

          L’attacco manubrio redshift , montato su manubrio corsa strada o gravel che sia , ha una oscillazione non superiore a 1 cm ( vado a memoria ma nel bugiardino sia descritto cosi’ ) motivo per cui , trovando esigua questa oscillazione , ho preferito montarlo sulla mtb ( oscillazione di 2cm mi pare di ricordare…) con manubrio piatto . il reggisella redshift invece sulla Gravel , per quei pochi percorsi sassosissimi che percorro 1 o 2 volte l’anno , ho rinunciato a metterlo a favore invece della sua installazione sulla mtb dove , anche se con forca rigida , per sua natura i percorsi pietrosi le sono invece molto piu’ dedicati nell’arco delle uscite annuali .

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