RedShift ShockStop Suspension Seatpost

Le conclusioni

Tempo di lettura: 6 minuti

Le conclusioni

Test questo che mi ha offerto la possibilità di scovare qualcosa di realmente utile a tanti.

Mi è mancato l’effetto sorpresa, quello che provai ai tempi della recensione dell’attacco manubrio. Ero così sicuro del risultato che non avrei accettato altro che la perfezione, senza la più piccola sbavatura.

L’estetica non è punto a suo favore, lo riconosco. Per uno cresciuto sui reggisella Campagnolo alleggeriti, con quelle stupende fresature, il meccanismo delle biellette non è subito digeribile.

Il peso non lo considero un limite, la struttura abbiamo visto qual’è, chiedere meno dei 500 grammi rilevati sarebbe impossibile. 

Il prezzo d’acquisto può apparire un punto dolente. Effettivamente 230 dollari (ma non c’è dogana, spediscono da deposito europeo e, permettemi l’orgoglio, li tampinai a lungo suggerendo questa opzione) non sono pochi in assoluto.

Aggiungendo lo stem, perché averli tutti e due sulla bici è godimento puro, è una bella sommetta.

Giustificata? Beh, se avete letto fin qui, conoscete la mia risposta.

E non dimentichiamo che i lettori del blog godono di uno sconto, attivabile mediante codice (inviatemi una mail per conoscerlo); perché fui così entusiasta dello stem che all’epoca chiesi questo favore all’azienda, ed è ancora valido.

Oltre la resa, che da sola vale ogni centesimo, tengo conto della perfetta lavorazione, che pure ha i suoi costi.

Al momento in cui scrivo non vedo sul sito la disponibilità delle sue parti a ricambio, tranne i due o-ring che servono a installare la batteria Di2; credo arriveranno. Anche se l’unico elemento che potrebbe usurarsi è il tubetto in nylon, le molle hanno potenzialmente vita lunghissima.  

A chi consigliare l’acquisto? Diversamente dallo stem, per me adatto a qualunque tipologia di ciclismo, lascio fuori gli sportivi stradali più agguerriti. Bici da 6 kg, leggere e rigide, va bene soffrire se lo scopo è la pura prestazione atletica.

A parte loro, ognuno trarrà beneficio dall’adozione di questo reggisella.

Lo farà il ciclista stradale sportivo con la sua endurance, tanti chilometri e tante ore in sella.

Lo farà il cicloturista, perché oltre la comodità potrà risparmiare energie, visto che lo smorzamento significa non doverlo contrastare con gambe e braccia.

Lo farà il gravellista (oddio, brutta espressione) perché potrà tenere un ritmo su quei sentieri altrimenti impensabile.

Lo farà il ciclista urbano, magari uno che la bici può portarsela sin dentro l’ufficio e non lasciarla in strada, che si godrà la propria città pedalando come mai gli era capitato prima.

Lo farà il mountain biker con la sua front, perchè alla fine sempre fuoristrada è, mica sta in piedi sui pedali tutto il tempo e scoprirà che con la sua bici può tenere un bel passo anche seduto. 

L’unico che non potrà goderselo sarà il ciclista più bassino, con telaio compatto e con minimo o nullo sloping. Il reggisella è lungo 350 mm, non è possibile segarlo. Se il telaio non ha spazio sufficiente, se cioè serve un reggisella più corto altrimenti impatterebbe all’interno sulla vite del  portaborraccia (o la sua bussola, che è lo stesso) allora poco da fare, deve rinunciare. 

 

Ecco, in chiusura finalmente un limite l’ho trovato, posso salutarvi sereno.

………………………………………..

Dopo diverso tempo dalla pubblicazione di questa recensione e vista la mole di richieste da parte vostra, ho chiesto all’azienda di riconoscere uno sconto per i lettori del blog.

Per poterlo attivare dovete collegarvi al sito Redshift usando questo link e digitare il codice ELESSAR, ottenendo uno sconto del 10%.

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Buone pedalate.

COMMENTS

  • <cite class="fn">luigi</cite>

    Bellissima recensione come al solito. Confermo tutto . Ho acquistato Redshift ( sia attacco che seatpost ) da qualche mese. Il reggisella e’ magnifico , comprato con adattatore da 31,6 poiche’ lo alterno tra una bici da strada ( 27,2 ) e una MTB con forca rigida ( 31,6 ) che uso come Gravel. Mai fatto acquisto piu’ azzeccato di questi due componenti. Con il codice ELESSAR mi hanno fatto il 15% di sconto. Cifra spesa 247.18 euro ( solo reggisella ) . Ciao.Luigi

  • <cite class="fn">marco xwarz bonomi</cite>

    Grazie di avermi fatto scoprire Redshift, ho la fortuna di godere di entrambe le soluzioni sulla mia gravel. All’anteriore, dopo aver letto il tuo autorevole parere e sotto il sellino grazie al pre-ordine ed alla eccellenza e loro serietà in cui ho riposto fiducia. Ora viaggio su un cuscino di aria, la sensazione è quella dei sedili pneumatici di camion e mezzi d’opera dove il mezzo che stai conducendo vibra, saltella e rimbalza ma tu ondeggi lieve.

  • <cite class="fn">filippo ponti</cite>

    Ciao, grazie per l’articolo, sempre preciso e completissimo. Ma come tu ti aspettavi un risultato eccellente dal reggisella, noi ce lo aspettavamo dal tuo articolo, come al solito! Vorrei acquistarlo ma ho due domanda, forse riesci ad aiutarmi. Io ho poco fuorisella, ho misurato 16cm da dove il reggisella si innesta nel telaio fino ai binari della sella. Ci sto? Inoltre ho letyo in commento di un codice ELESSAR per l’acquisto… e’sempre valido? Grazie e ciao

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Filippo, devi misurare quanto spazio hai nel piantone, non quanto sporge.
      Ossia calcolare se hai abbastanza profondità per cui oltre i 16cm di svettamento attuale ne hai altri 20 liberi senza che la bussola del portaborraccia arrivi prima.
      Tieniti almeno 1/1,5cm di margine, devi considerare anche la vite di regolazione.

      Che io sappia il codice non è mai stato annullato in questi anni. Ho scritto stamattina per chiedere conferma ma causa fuso orario con gli USA prima del pomeriggio non avrò risposta.

      Fabio

      • <cite class="fn">filippo ponti</cite>

        Ciao, grazie per la risposta. Il mio dubbio è che avendo la sella bassa debba inserire il reggisella così tanto da interferire con il meccanismo di ammortizzamento; ma ho trovato la risposta sul sito, tutto il meccanismo occupa 9 cm, quindi nessun problema.
        D’altrocanto la tua informazione è utilissima, non avrei pensato che potesse interferire con le boccole del portaborraccia.
        Avendo una bici taglia S è bene che mi metta a controllare perchè giustamente è un reggisella che nel caso non si può accorciare.

        Ciao e grazie ancora

        • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

          Ciao Filippo, l’ingombro del meccanismo è un falso problema.
          Se sei costretto ad abbassare così tanto la sella (l’ingombro reale è inferiore ai 9cm, prudenziali, indicati dall’azienda) vuol dire che hai un telaio di almeno una taglia in più, se non due.
          Viceversa l’impatto sul portaboraccia è concreto; non solo per telai piccini ma anche per tanti da turismo e gravel che usano riempire il piantone di boccole.
          Per esempio sul Trek Checkpoint che ho usato sono proprio a filo, perché ha un terzo attacco molto in alto. Con altre bici nessun problema.

          Fabio

  • <cite class="fn">Damiano</cite>

    Eccola la recensione attesissima! Ormai utilizzo il tuo sito come consigli per gli acquisti 😀 Aspettavo il tuo parere prima di sganciare la grana, come già fatto per l’attacco manubrio e le appendici crono smontabili. Per lunghi eventi gravel ed endurance come dici tu deve essere ottimale. L’unico rimpianto enorme per ora è la lunghezza, a me servirebbe da 400 per la mia monstercross. La scorsa estate sule percorso della Bikepacking trans germany i punti di appoggio altrimenti detti sovrasella sono rimasti così traumatizzati che gli ultimi 350km li ho fatti in piedi… Gli impatti, piccoli o grossi che siano, sono veramente deleteri per la sopportazione di lunghi tragitti.

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Mumble mumble… misura bene il tuo attuale svettamento perché l’inserimento minimo previsto dallo Shockstop è molto ridotto, meno di 10cm

      Fabio

      • <cite class="fn">Damiano</cite>

        Uhm, interessante. Quindi 350 di lunghezza totale e 340 di svettamento massimo?

        • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

          Ho scritto cm, non mm…
          Comunque, ho sbagliato pure io; avevo consultato altro seatpost sul notes.
          L’inserimento minimo è 8cm, quindi lo svettamento sale a 27 cm.

          Fabio

  • <cite class="fn">filippo ponti</cite>

    Ciao, ho verificato; il cannotto può essere inserito 24 fino al raggiungimento della vite del portaborraccia, quindi nessun problema.
    Nei prossimi giorni provvederò sicuramente all’acquisto, ciao

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Filippo, ottimo.
      Poi fammi sapere come ti ci trovi, per me il riscontro con le vostre esperienze è importante.
      Ricorda che c’è codice sconto per i lettori; non è molto, ma meglio di niente 😀

      Giusto per non fare confusione con altri interventi, ricordo per gli altri che qui i 24cm si riferiscono allo spazio libero nel piantone del telaio di Filippo.

      Fabio

  • <cite class="fn">Calvisi Marco</cite>

    Complimenti per il test, veramente completo. vorrei chiederti se, dovendo comprare almeno per il momento solo uno dei componenti (o attacco manubrio o reggisella), cosa sia meglio. io penso sia meglio l’attacco manubrio ma vorrei un tuo parere. mi piacerebbe anche sapere se hai mai provato nell’uso gravel qualche reggisella telescopico e se lo ritieni utile, anche rispetto a quello ammortizzato. so che svolgono funzioni diverse, ma credo sia impossibile avere tutti e due.
    grazie e ancora complimenti.
    Marco

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Marco, test no, un giretto con telescopico si.
      Che, nel mio caso, si è rivelato inutile, perché con una gravel ostacoli dove serve un telescopico non li affronti. Rischi di spaccare tutto.

      Se optare prima per stem o seatpost dipende molto dall’uso personale della bici, e io ignoro quale sia il tuo.
      In linea di massima considera che è più facile ammortizzare con le gambe pedalando a fil di sella che farlo con le braccia, quindi lo stem avrebbe priorità. Però, ripeto, dipende tutto da come pedali tu.

      Fabio

      • <cite class="fn">Marco</cite>

        Grazie Fabio per la risposta. La curiosità del telescopico è nata a seguito di un giro in fuoristrada domenica scorsa. Era un continuo saliscendi su sterrato a volte con sassi sporgenti ed ho avuto difficoltà ad affrontare con la gravel i tratti in discesa. Pur affrontandoli con cautela e a bassa velocità per non spaccare tutto compreso me, sentivo l’esigenza di stare in piedi e con il peso’ all’indietro per alleggerire il manubrio, ma la sella alta, comoda per pedalare, in quella circostanza mi dava veramente fastidio. Non so se mi sono riuscito a spiegare.

        • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

          Ciao Marco, ti sei spiegato perfettamente.
          Io ho risolto montando su percorsi più tecnici una sella corta, guadagnando la necessaria (per me) libertà di movimento.
          Il gravel, come e più di ogni altra disciplina del ciclismo, è aperto a infinite interpretazioni. Stabilire regole generali, tipo telescopico si/no, è impossibile.
          Per i miei percorsi e il mio stile di guida (che comprende anche track da mtb) non ho questa necessità. Ma da qui a dire che non deve mai essere usato ce ne corre, non è il mio modo di impostare le cose.
          Per questo non posso dirti se effettivamente vale la pena. Io tra i due ho scelto di usare il Redshift, però è anche vero che all’azienda non conveniva pagare la spedizione in USA per la restituzione e me lo sono trovato, diciamo così…

          Fabio

          • <cite class="fn">marco</cite>

            grazie ancora fabio, ora devo capire bene la lunghezza giusta dello stem e poi credo proprio di acquistarlo. tu ti sei regolato sulla stessa lunghezza ed inclinazione che hai sulla bici da corsa o hai optato per uno stem più corto che credo possa agevolare le discese? (ultima domanda giuro ahahah)

            • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

              Ciao Marco, ho sia da 90 che da 100, mi regolo in base al telaio su cui li monto, tanto orbito sempre tra queste due misure per quote mie.
              Ma faccio poco testo, considera che causa recensioni ho un parco bici spropositato, non avessi il blog sarei felice con due, massimo tre.

              Fabio

              • <cite class="fn">Paolo Mori</cite>

                Sappiamo benissimo che non è vero… il numero giusto di biciclette è sempre e comunque N+1, dato N il numero di bici possedute al momento (la dimostrazione è triviale ed è lasciata come esercizio al lettore).
                E anche per oggi il mio commento inutile l’ho scritto 😀

    • <cite class="fn">LUIGI ITALIANO</cite>

      ciao marco , premetto che sulla Gravel Non Ho Montato I Redshift poiche’ non ne ho ritenuto necessario dotarla di tali sistemi , pero li ho montati sulla mia MTB con forca rigida ( non faccio piu’ mtb e percorsi da mtb da anni…) , praticamente ora ho una mtb bi-ammortizzata ( grazie ai redshift ) che e’ una goduria . Costano una barcata di soldi ( attacco manubrio+reggisella ) ma sono soddisfattissimo per l’efficacia del funzionamento e per la solidita’ del tutto. sulla gravel , per i percorsi da gravel , non li montereri. Ciao.Luigi

      • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

        Il giorno che incontro due ciclisti che sono d’accordo sulla stessa cosa il blog esploderà…
        😀 😀

        Io infatti i redshift li uso sulle gravel, (mtb però ha forca ammortizzata e telaio isospeed) e tolsi lo stem dalla sportiva perché mi faceva andare troppo veloce sul pavè e stavo ogni due e tre a sistemare i raggi.
        Adesso è il turno di chi lo usa solo in bdc, su, che sennò qui esplode tutto…

        Fabio

        • <cite class="fn">Luigi</cite>

          Fighissimo Fabio, ci sono anche brand che sulle gravel, per non sbagliare offrono Reggisella bifidi che smorzano un po, manubri riempiti di schiume, attacchi manubrio che flettono un pochetto, solo che sono su bici un po onerose, quindi la truppa si accontenta di quello che passa il convento e i redshift, per il loro costo, il convento non li passa dopodiché il r è Gisella è fighissimo spostarlo da una gravel alla mtb e viceversa….. Ad majora

        • <cite class="fn">LUIGI ITALIANO</cite>

          L’attacco manubrio redshift , montato su manubrio corsa strada o gravel che sia , ha una oscillazione non superiore a 1 cm ( vado a memoria ma nel bugiardino sia descritto cosi’ ) motivo per cui , trovando esigua questa oscillazione , ho preferito montarlo sulla mtb ( oscillazione di 2cm mi pare di ricordare…) con manubrio piatto . il reggisella redshift invece sulla Gravel , per quei pochi percorsi sassosissimi che percorro 1 o 2 volte l’anno , ho rinunciato a metterlo a favore invece della sua installazione sulla mtb dove , anche se con forca rigida , per sua natura i percorsi pietrosi le sono invece molto piu’ dedicati nell’arco delle uscite annuali .

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