La PlanetX London Road di Massimiliano

La prova su strada

Tempo di lettura: 4 minuti

La prova su strada

Adesso veniamo alla parte più divertente: usare la mia nuova bici!!

La mia ricerca è sempre stata per un telaio che mi permettesse di costruire una bici estremamente versatile, ben conscio del fatto che avrei avuto una bici né carne né pesce; Questa consapevolezza mi ha permesso di apprezzare fino in fondo le caratteristiche della London Road.

Città

L’uso prevalente nonché il motivo che mi ha spinto ha fare tutto è poter andare al lavoro in bici. Si tratta di un tragitto di 20km diviso in due parti ben distinte: una prima parte su asfalto senza semafori e macchine; e una seconda parte tipicamente cittadina con semafori, tanti pedoni e un fondo molto variabile (ciottolato, pavé, lastroni di pietra, etc.…).

La LR con tutto il carico nelle borse laterali e nulla sulle spalle mi permette di filare veloce e con un buon ritmo, toccando senza problemi i 30/35 km/h. Risulta sempre reattiva, pronta e precisa nella guida. Appena si entra in città esce l’altra anima di questa bici: diventa scattante e permette di zigzagare agevolmente tra i vari ostacoli urbani.

Di suo il telaio e la forcella assorbono abbastanza bene le asperità del terreno misto e, avendo montato l’attacco ShockStop e il reggisella Ergotec, il comfort è ai massimi livelli.

Gravel

Comincio subito con il dato dell’uscita più lunga: 65km di strade bianche e sottobosco che sono stati una vera goduria!

Una volta dismessi i panni da città (portapacchi, borse, parafanghi e un veloce cambio gomme) la bici si trasforma, rivelando la sua anima giocosa e spensierata che permette di mangiare letteralmente km correndo sulle strade bianche. La possibilità di montare gomme larghe è fondamentale e ho testato due diverse tipi di coperture per offroad:

Michelin Cyclocross Jet 700x30C

Con queste coperture si riesce ad andare veloci anche su sterrato mantenendo un ottimo grip!

Specialized Tracer Sport 700x33C

A differenza delle prime sono coperture con una leggera tassellatura che si sono rivelate ottime durante l’inverno su fango e neve!

Avendo esperienza di fuoristrada derivato dall’utilizzo della MTB devo dire che la LR mi ha divertito parecchio. Con le Tracer montate ho fatto una parte dei percorsi che faccio normalmente in MTB e, una volta presa la mano, segue le traiettorie in maniera precisa e la sua agilità permette di scegliere velocemente la traiettoria migliore. Certo oltre un certo limite non si po’ andare.

Strada

Di solito durante l’estate mi porto dietro la MTB perché faccio un paio di settimane in montagna ed è l’occasione per fare quei giri che durante l’anno, per questioni di tempo, non riesco a fare. Quest’anno è stato diverso, perché ho passato tutto il periodo al mare, per cui ho scelto di portarmi la London Road con la speranza di usarla con più frequenza.

Questa scelta si è rivelata quanto mai azzeccata, tanto che sono riuscito a percorrere circa 400 km!

La London Road equipaggiata con i Pirelli Velo 28c si è rivelata molto confortevole: in salita nonostante non sia leggerissima (9,5kg) si arrampica molto bene mentre è precisa e veloce in discesa. La scelta giusta delle coperture mi ha dato una sensazione di confort e sicurezza veramente notevoli; non ho grandi doti di scalatore né di discesista e la mia forma fisica non eccellente non fanno di me una persona che spinge al limite la bici. La London Road è riuscita a farmi godere di bellissime uscite senza dover rinunciare a nulla e mostrando doti notevoli.

Fare lunghe pedalate con questa bici è stato un vero piacere, ho goduto sia le salite che le discese e lanciarla sui lunghi rettilinei della Toscana godendo di un magnifico paesaggio è stata un’esperienza davvero gratificante.

 

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Complimenti a massimiliano; bella recensione.
    Incredibile; anche io, dopo anni di mountain bike, mi sono avvicinato alla strada pian pianino, usando la bici che avevo per andare al lavoro, passando poi ad una bdc usata di poche prestese fino poi a costuirne una con le mie mani.
    E anche io, dopo aver concepito che “bici da strada” non è sinonimo di “bici da corsa” ho virato verso il mondo delle “tuttofare”, arrangiando prima una mtb rigida con piega da strdada, costruendo poi una più sciccosa ranndo/cx/ccommuter su base Velo Orange.
    Ragionavo sulle similitudini e su come sia interessante nella vita cambiare punti di vista e assistere nel tempo allla propria “evoluzione”. Almeno ciclisticamente parlando!

    Daniele

  • Paolo

    Ottimo risultato direi, la “bici perfetta” per le proprie attitudini. Ho un solo dubbio che mi interesserebbe molto chiarire. I freni BB7 MTN hanno un tiraggio per leve tipo mountain bike, e in teoria non sarebbero compatibili con le leve da strada (a differenza dei BB7 “road”). Però la cosa non mi sembra che generi problemi dalla descrizione e dalla prova. Cosa ne dice il propietario e magari anche Fabio?
    Complimenti e un saluto a tutti e due!

  • Omer

    Complimenti Massimiliano, recensione ben fatta ed esplicativa. La “giro” subito ad un mio compagno di avventura stradista che cerca una bici, per potermi seguire anche nei miei giri fuori dall’asfalto, ad un prezzo umano.

  • xtanatos

    Prima di tutto vi ringrazio per i commenti.
    è stato un percorso travagliato arrivare a completare questa recensione ma grazie al supporto del buon Fabio sono arrivato fino in fondo.
    @ Guybrush Threepwood
    Mi ritrovo completamente nelle tue parole: si può quasi dire che mi dato maggior soddisfazione il percorso di evoluzione piuttosto che il risultato finale ! Continuo ad uscire in Mountain Bike ma ora pianificherò anche qualche uscita invernale con la LR.

    @Paolo
    Non avevo fatto bene conto di questo eventuale problema ma ti posso dire che non ho avuto nessun tipo di problema.
    I freni BB7 MTN si sono rivelati ottimi per il periodo che li ho utilizzati. La risposta è sempre stata pronta (a patto di regolarli per bene). Attualmente però li ho sostituiti con un impianto Ultregra idraulico perchè non ho mai trovato un buon feeling con la frenata; questo problema però è dovuto principalmente al fatto che ho sempre usato freni idraulici sulla MTB e la sesibilità delle leve è molto diversa.
    Con gli idraulici stradali ho raggiunto la pace trovando lo stesso feeling.
    Concludendo: se dovessi trovare un’offerta sugli MTN rispetto ai ROAD mi sento di consigliarteli senza problemi.

    @Omer
    Sono contento che la mia esperienza possa servire ad altri.
    Se vuoi altre informazioni e impressioni chiedi pure.

  • Stefano

    Ciao Massimiliano, ho visto dalle foto che hai il portattrezzi della 76 projects, quello sotto la borraccia. Dato che piacerebbe anche a me, mi puoi dire per favore come ti trovi e cosa riesci a farci stare?
    P.S.: ho una LR anch’io e non finisco di parlarne bene, sabato si è beccata 80 km di stradacce da trattori senza un metro di asfalto e non ha fatto una piega (le mie gambe invece si…)

  • Ciao Stefano,
    non posso che parlarne bene del Piggy ! Veramente fantastico e utile: da quando l’ho montato non l’ho mai tolto.
    Dentro ci entra veramente tanta roba comodamente: Camera d’aria, 2 bombolette C02, 3 cacciagomme, pezze per camera).
    E’ fatto molto bene ed è robusto.

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