E da oggi tutti col telescopico…

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Prevedo una impennata nelle vendite dei reggisella telescopici; e non tra i fuoristradisti…

Si sta facendo un gran parlare della gran discesa di Matej Mohoric nella Milano Sanremo, che ha sfruttato appunto un reggisella telescopico.

Ha vinto grazie a lui? No, ha vinto perché ha fatto una discesa mostruosa, dove tecnica di guida e forza si sono riunite, con un risultato superiore alla loro somma algebrica.

Altri prima di lui, gran discesisti, avevano sperimentato questa soluzione, ma non si sono trovati a loro agio.

E lo capisco, andar forte in discesa è anzitutto uno stato mentale, devi “sentire” che tutto sia come tu voglia, essere tutt’uno con la bici.

Poi serve tecnica, tanta; saper gestire il baricentro e la forza centrifuga, con sapienti e minimi spostamenti del corpo e pressione su pedali e manubrio.

Serve sensibilità, avere sempre chiara la percezione del lavoro delle gomme.

Serve un cuore così, ché a rilanciare fuori dalle curve a quelle velocità una biciclettina leggera leggera ce ne vuole.

Matej Mohoric ha aggiunto a tutto questo un ulteriore dettaglio tecnico, abbassando l’assetto grazie al reggisella.

Ha abbassato il baricentro, ha sfruttato un assetto raccolto e ha compensato con la gran gamba il fatto di non poterla distendere bene nei rilanci.

Però.

Però parliamo di un professionista, un mondo a parte.

Classe, tecnica, forza, concentrazione, tutto a un livello che noi ciclisti amatoriali, anche quelli che si cimentano nella GF, non riescono ad avvicinare neanche col pensiero.

Strada libera, tutta la carreggiata a disposizione, circondato da altri professionisti che la bici la sanno guidare, con la staffetta davanti a impedire ogni pericolo nascosto, e così via.

Siamo lontani anni luce dalle nostre condizioni di guida, da come pedaliamo noi la domenica destreggiandoci tra traffico, mezza strada a disposizione, auto che ci fanno il pelo, moto che invadono la nostra corsia salendo in senso inverso; e tutte le altra migliaia di pericoli che puntellano il nostro percorso.

Si, abbiamo la tendenza a scimmiottare ogni comportamento dei prof, lo so. Io ho perso il vizio 30 anni fa, quando su una discesa pensai di poter affrontare quel tornante in modo alternativo.

Prima di correre in negozio per dotare la nostra specialissima da corsa con un bel reggisella telescopico convinti di fare sfracelli nel giro della domenica, riflettiamo che Mohoric e compagni sono un altro pianeta, hanno capacità che noi non avviciniamo nemmeno e pedalano in condizioni di sicurezza che a noi sono precluse.  

E riflettiamo che se anche altri discesisti hanno provato questa soluzione e si sono trovati male, per esempio Nibali, significa che non è per tutti.

Loro pedalano in un mondo diverso dal nostro, non illudiamoci di essere allo stesso livello.

Bastano e avanzano i pericoli di ogni giorno, non aggiungiamone altri provando a imitarli.

Buone pedalate.

COMMENTS

  • <cite class="fn">pyron83</cite>

    Obiettivamente su bici stradali il telescopico lo vedo utile solo in poche situazioni, sulla MTB devo ammettere che invece mi ha cambiato la vita (soprattutto se ci sono ostacoli in discesa, tipo radici o sassaiole)

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Mi sembra evidente che non faccio alcun riferimento al telescopico in mtb o gravel, dove ha la sua ragion d’essere anche per noi amatori.

      Fabio

      • <cite class="fn">pyron83</cite>

        Certamente, non commentavo per contrapposizione, era solo per riportare le mia esperienza personale.

        Ancora a distanza di mesi, fatico a capacitarmi di quanto mi abbia facilitato la guida. Sinceramente all’acquisto ero poco convinto.

        • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

          Si, l’avevo capito.
          Ma il punto, forse sono stato infelice nello scrivere, non è l’efficacia o meno.
          Piuttosto non provare a scimmiottare i prof a ogni costo, perché se anche monti il telescopico se provi a scendere a quel modo un normale ciclista, su strada aperta al traffico, si schianta.
          Il timore, giustificato dai tanti anni che osservo questo mondo, è trovarsi gente priva delle necessarie doti di guida che ringalluzzita dal telescopico pensa di affrontare la discesa alla morte.

          Fabio

  • <cite class="fn">Michele Bernardi</cite>

    Hai scritto un articolo molto saggio e l’ho apprezzato molto!

  • <cite class="fn">Luigi</cite>

    E già da parecchio tempo che in discesa ,su strada asfaltata ,uso il reggisella abbassato di alcuni cm.
    Perchè mi sono reso conto che: diminuisce il baricentro, rende più stabile la bici, aumenta il grip sulla ruota posteriore migliorando la frenata,cala la tendenza al ribaltamento in frenata. Quindi solo vantaggi? Si, salvo un piccolo aumento di peso (200/300 grammi) che però non cambiano nulla nel totale!

  • <cite class="fn">Adriano</cite>

    Sarebbe bello, un domani, nella sezione Pensieri in Libertà, se ci facessi capire, se mi insegnassi a valutare le azioni di questi professionisti e aiutarci a percepirle e apprezzarle più profondamente; la distanza con la ‘loro’ capacità di guida della bicicletta temo di sottovalutarla pensando solo alla ovvia differenza di potenza, watt…ma sicuramente c’è anche MOLTO altro.

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Adriano, per riuscire a comprendere a fondo cosa fanno devi essere come loro: e io non lo sono…
      Posso dirti che in moto, quando facevo il tester, mi è capitato di girare in circuito insieme a qualche pilota di “seconda fila” e lì ho compreso appieno l’abisso che ci separava.
      Devi starci dentro, provare a fare le stesse cose e solo così ti rendi conto che stanno su un altro pianeta.

      Fabio

  • <cite class="fn">Antonio</cite>

    Sarebbe bello se, con le tue ottime competenze di meccanica e bici, facessi un articolo/video in cui spieghi come si monta/setta/regola un telescopico. Ne ho uno a cavo esterno sulla mia mtb e ogni volta che ritocco appena l’altezza sella da esteso, faccio guai e mi tocca riportare la bici dal meccanico per farlo risistemare(perchè le modifiche influiscono sul tiraggio del cavo, probabilmente, e tende ad abbassarsi di un tot anche senza premere il pulsante). La cosa che mi fa arrabbiare è che sono capace di montare e smontare una bici, regolare il cambio e fare tante altre operazioni di meccanica sulle due ruote ma sul telescopico non mi riesce di capire cosa sbaglio…. ovviamente il meccanico “non ha mai tempo” di spiegarmelo(ma ovviamente penso che non voglia proprio… ).

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Antonio, gli articoli officina sono stabiliti sia in base a mie scelte che disponibilità del materiale. Non avevo mai pensato al telescopico perché tratto pochissimo l’off road ma mi hai dato un ottimo spunto. Cercherò di procurarmene uno e provvederò. Fabio

      • <cite class="fn">Antonio</cite>

        Grazie della considerazione! ovviamente se puoi… non è certo una pretesa… 😉

        • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

          Ma no, nulla da ringraziare e soprattutto non non parlare di “considerazione”: sono un semplice (scarso) ciclista, ogni spunto che mi date per creare contenuti è benvenuto.
          Ci sono tanti argomenti che io reputo interessanti e poi non lo sono, ancor di più quelli che credo già conosciuti e invece è il contrario, avere consigli da voi è fondamentale.

          Fabio

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