Brooks C13 All Weather

Tempo di lettura: 8 minuti

In prova il modello di punta della gamma Brooks Cambium: la C 13, scelta per questo test in versione All Weather.

Col suo seducente telaio in fibra di carbonio dalle curve sinuose non passa inosservata: è quasi un peccato sedercisi sopra.

Quasi, perché più passano i chilometri e le ore in sella più si apprezza una Cambium.

Sapete da tempo che è spesso difficile per me dividere il giornalista dall’appassionato. E non avrebbe nemmeno tanto senso, qui non leggiamo di cronaca ma del nostro amore per il ciclismo.

E come tanti appassionati vissi quasi come un tradimento l’avvento della serie Cambium in casa Brooks.

Per noi con barbetta sale e pepe l’azienda inglese è sempre stata sinonimo di selle in cuoio. Anzi della sella in cuoio. 

Suo il brevetto più antico e del resto è stata fondata nel 1866. Mi sarebbe piaciuto riuscire a essere online con questo test il 22 aprile; un omaggio al fondatore John Boultbee Brooks che nacque a Hinckley, a pochi chilometri da Birmingham proprio in quel giorno del 1846. Non ce l’ho fatta a causa dei postumi del mio infortunio al ginocchio, peccato.

Tradizione, tanta tradizione; che non ha mai significato assenza di innovazione altrimenti non duri oltre 150 anni restando legato al passato.

Però; però ogni nuova idea, ogni nuova tecnologia, ogni nuovo dettaglio erano sempre applicati a uno scafo in cuoio. 

Fino al 2013, anno di introduzione della Cambium, con la gomma naturale al posto del cuoio.

In realtà per un certo periodo Brooks produsse sella in plastica; già, nel 1970 immise sul mercato queste selle che a tutt’oggi resistono su alcune bici. Ma era qualcosa di assai diverso dalle attuali Cambium.

A distanza di sei anni dal lancio della prima Cambium io, notoriamente afflitto da poca memoria, ricordo invece bene con quanta sufficienza bollai questo modello come un maldestro tentativo di ampliare il mercato: destinato a fallire in tempi brevi. Chi vuole una Brooks la vuole in cuoio! Esternavo con crassa prosopopea. 

Per fortuna conosco la mia presunzione e cerco di combatterla. Così, seppure a distanza di un annetto buono dall’arrivo sul mercato, posai le terga su una Cambium. Per farmi un idea, sicuro di trovare conferma ai miei pregiudizi.

Invece; non dico fu amore a prima vista (a tutt’oggi non amo la copertura in cotone) ma ci andai vicino.

Il mio personale punto di svolta nel rapporto con queste selle è stato l’arrivo delle varianti All Wetaher.

Che, traducendo, indica per ogni condizione climatica. Uno strato superficiale in nylon che ha sostituito il cotone naturale con cui non ho mai realmente legato.  

Incuriosito chiesi all’azienda, inglese ma proprietà dell’italianissima Selle Royal, una Cambium C15 AW nella configurazione carved, ossia con la grossa apertura centrale. E dopo il suo test mi sono guardato bene dallo smontarla, e chi la lascia più…

Chi ha letto quella recensione ricorderà che all’inizio ebbi problemi a trovare il giusto assetto; per la forma e per una superiore cedevolezza nella zona mediana a causa dell’ampia losanga e che è necessario compensare.

E già poco dopo quella pubblicazione “minacciai” l’ufficio marketing avvisando che appena avessi avuto il tempo di lavorarci come piace a me, sarebbe arrivato il turno della C 13. 

Turno che è arrivato perché anche la prima della classe è adesso disponibile in versione AW, che si è capito è la mia preferita.

Dubbio al momento di chiederla: carved o tradizionale? Ho scelto la tradizionale perché riesco ad apprezzare meglio le sue doti e la ritengo, sulla carta, più adatta a gestire molte ore in sella e l’uso più disparato, dalla strada al fuoristrada alla marcia cittadina.

Ho avuto ragione? Beh, questo lo leggeremo durante la prova su strada; ora dedichiamoci prima a scoprire come è fatta.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Damiano

    Ottima recensione come sempre. Io alla fine sulla mia bici da bikepacking/monstercross ho montato la C15 AE carved, complice fortemente il tuo articolo di recensione. Molto soddisfatto per tutte le qualità che hai sottolineato (resistenza, comodità, qualità dei materiali, etc). Personalmente sceglierei di nuovo la C15 rispetto alla C13 per poter agganciare borse e morsetti ai binari. Il carbonio (se capisco bene i limiti progettuali) può facilmente essere progettato per resistere in maniera ottimale ad un certo tipo di compressioni/flessioni/impatti; ma, sempre se capisco bene, sarà più suscettibile in caso di sollecitazioni in direzioni non previste, corretto?
    Ecco, se dovessi montare una nuova sella sulla mia Vetta, questa forse sarebbe molto, molto interessante (se non per il prezzo 🙂 )

    • Elessarbicycle

      Ciao Damiano, tutto corretto. Anche se c’è da aggiungere che in certi casi (pr esempio forcelle da gravel, componenti sottoposti a stress particolari) vengono surdimensionati e quindi si annulla ogni debolezza. Tranne lo schiacciamento, ovviamente.
      Il prezzo è alto come valore ma non credo sia alto in rapporto alla sella.
      Quella della mia bdc costa di più, come tante altre sella con telaio in carbonio.
      Comunque è fuor di dubbio che la C13 è più una scelta emozionale, una sua esclusività o fascino, che reale esigenza. La C15 va più che bene e costa la metà.
      Però che dirti, a me quelle due curve del telaio mi sono proprio piaciute…

      Fabio

  • Stefano

    Ciao Fabio, la consiglieresti a un ciclista vicino al quintale?

    • Elessarbicycle

      Ciao Stefano, l’azienda non specifica limiti di peso o io non sono riuscito a trovare alcuna indicazione.
      Comunque se ti preoccupa il telaio in carbonio puoi stare tranquillo perché è materiale robustissimo.
      Data la sua struttura è più soggetto ad altri impedimenti, per esempio il serraggio del morsetto reggisella.
      In ogni caso in mancanza di una indicazione ufficiale di solito vuol dire che entro certi limiti va bene.

      Fabio

  • Giovanni Bonazzi

    Ciao Fabio, complice la tua prova è un prezzo scontatissimo di in negozio online ho comprato una c13 con rivestimento in cotone.
    Non so se posso utilizzare il reggisella originale della specialized chisel 2019 che possiedo utilizzando un adattatore o se devo comprarne uno apposito.
    Ho letto nell’articolo che deve essere adatto a un diametro da 9 mm ovale, Ti chiedo su quale reggisella lo hai montato oltre a quello particolare della Rose?
    Grazie mille
    Giovanni

    • Elessarbicycle

      Ciao Giovanni, per praticità ho preferito usare sempre lo stesso reggisella, un Ritchey in carbonio a cui ho applicato il ricambio specifico della casa per rail in carbonio. Sfruttando uno shim visto il diverso diametro dei tubi reggisella dei due telai usati.
      Posso uscire con una bici alla volta mi spiegò un amico nel vederne tante per casa, faccio prima a sfilare un reggisella che a spostarla da una bici all’altra.

      Fabio

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