The Beam Corky

Tempo di lettura: 8 minuti

Gli specchietti sulla bici; anzi, sulla piega: servono?

Beh, confesso che scoprirlo non mi ha mai interessato molto. Personalmente non li ho mai usati, oltre al fatto che mal sopporto la piega affollata, in alto o in basso.

Però come sempre cosa preferisco o faccio nella mia vita sui pedali conta nulla. Le necessità della più ampia informazione che riesco a gestire hanno la priorità; e così la mia continua ricerca di tutto ciò che potenzialmente rende più sicuro pedalare mi ha spinto verso gli specchietti con l’obiettivo di rispondere alla domanda iniziale: servono?

E non parlo di ampi specchi per manubri flat ma di quelli piccoli e tondi da installare alla fine della piega.

Dimensione e posizione non depongono a loro favore e malgrado avessi da tempo appuntato sul mio notes dedicato ai pensieri sparsi l’idea di testarli, mi ero sempre detto che ci sono altre priorità, il tempo a disposizione è poco e non valeva la pena sprecarlo per qualcosa che non poteva funzionare.

Finché l’occhio non mi è caduto su una postilla in calce a pro e contra degli specchietti, scritta chissà quando: non funzionano o non ti piacciono? 

Già, me le suono e me le canto da solo. E’ perché mi conosco, per quanto provi a mantenere la mia aurea di imparzialità, sono un ciclista appassionato. Rifiutavo di cercare specchi da recensire perché veramente li ritengo inutili o avevo semplicemente bisogno di una facile scusa per non occuparmene?

E soprattutto, non avendoli mai montati su nessuna mia bici, con quanta prosopopea li ho bollati inutili?

Ma, appunto, mi conosco; e conosco i miei difetti, presunzione inclusa. Però compenso mettendomi sempre in discussione e così quella postilla mi ha, letteralmente, messo davanti allo specchio: devo provarli!

Bene, prima decisione presa; seconda da prendere: quali?

E qui proprio semplice non è stato. Vero che non è accessorio di cui ci sia grande varietà. O roba di poca qualità e pochi spiccioli o piccoli gioielli lavorati con cura e prezzo di conseguenza.

Dopo svariate ricerche la mia scelta è andata al Corky, piccolo specchio proposto da The Beam, una giovane azienda franco-sudcoreana.

Per diverse ragioni. Al di là degli slogan, mi è piaciuto leggere che la loro mission è agire a favore della sicurezza e per la riduzione degli incidenti subiti dai ciclisti.

Guardandoli in foto mi hanno trasmesso una sensazione di qualità, nella lavorazione come nella resa; resa mostrata in alcuni video girati dall’azienda e, a meno di non rivolgersi a un professionista degli effetti speciali capace di montare diverso girato all’interno dell’area dello specchio, mi sono sembrati efficaci.

E io che non sono né mago degli effetti speciali né regista appena decente ho voluto girare il mio video a corredo di questo test perché, effettivamente, spiega bene.

Non hanno un prezzo spropositato e sapete che cerco sempre, quando posso, di proporvi soluzioni che non siano troppo onerose.

Si richiudono: e che c’entra? Beh, diciamo che mi ha aiutato ad accettarli… 😀

L’azienda ha aderito alla mia richiesta inviandomi una coppia di specchi. Ero indeciso se chiederne uno o due; non avendoli mai usati non avevo riferimenti. Nel dubbio meglio uno per lato. E ho fatto bene…

Nel pacchetto c’era anche una coppia di cappucci per leva freno, in silicone antiscivolo, altro prodotto pensato da The Beam. Ma ne parleremo una altra volta.

Per ora concentriamoci sugli specchietti Corky partendo, al solito, alla scoperta di come sono fatti.

  

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Damiano

    Bell´articolo e bel prodotto, quasi quasi lo provo, era parecchio che mi ponevo il dubbio se prendere degli specchietti. In alcuni casi in effetti ne sento la mancanza, specie in strade trafficate e strette in cui il girarsi potrebbe causare sbilanciamento o tempo di reazione perso… Questi potrebbero essere sufficientemente poco ingombranti, economici e robusti da giustificare l´acquisto!

    • Elessarbicycle

      Ciao Damiano, la loro efficacia mi ha stupito. Vero che non avendone mai usati non avevo riferimenti però non credevo offrissero così tanta visione. Peccato che il video che ho girato sgrana più di quanto dovrebbe (in fase di conversione per la pubblicazione ha perso qualità) perché invece le immagini sono sempre nette.
      Due cose, a cui bisogna abituarsi. Le distanze perché la forma convessa le “modifica” e ricordarsi di usarli; la seconda è stata la più difficile per me 😀

      Fabio

  • Gustavo

    Ciao

    Io uso da qualche anno sulla mia bdc, uno specchietto simile montato nella stessa identica posizione.
    Per me é diventato indispensabile.
    Troppo comodo poter guardare alle spalle, tenendo sotto controllo quello che succede, è quello che sta arrivando “non ha prezzo.

    Provateli per un periodo di tempo.
    Non potrete più farne a meno.

    Ciao

    • Elessarbicycle

      Ciao Gustavo, hai ragione, bisogna provarli per un periodo di tempo. Perché bisogna abituarsi, come scritto nel test la vera difficoltà per me è stato non voltarmi, come faccio da oltre 35 anni.
      Che poi scoprire cosa accade di continuo dietro di me mi ha messo ansia… 😀

      Fabio

  • Nuccio

    Ho installato questo specchietto da parecchi mesi sul lato sinistro.
    Mi sono talmente abituato che quando mi avvio senza averlo aperto me ne accorgo quasi subito perché lo sguardo lo va a cercare.
    Lo trovo molto più efficace di notte quando inquadro i fari delle auto in lontananza.
    Devo dire che da quando ho installato l’attacco manubrio Shockstop Redshift l’ammortizzamento di quest’ultimo induce delle vibrazioni nello specchietto che prima non c’erano.
    Nel complesso è un dispositivo che da un maggiore senso di sicurezza

    • Elessarbicycle

      Ciao Nuccio, grazie per il tuo intervento perché colmi una mia lacuna. Non ho infatti provato il Corky con l’attacco ShockStop a causa della mia momentanea indisponibilità ed effettivamente mi ero chiesto cosa sarebbe successo, visto che il manubrio “va su e giù”.
      Ci hai tolto il dubbio e di questo ti sono grato, anche perché so che tanti di voi che leggete qui usate l’attacco Redshift.

      Fabio

      • Damiano

        Commento a puntino!! Nuccio le vibrazioni sono tali da rendere difficoltoso l´utilizzo opuure solo un po´ fastidioso?

        • Nuccio

          Le vibrazioni le avverti in funzione della rugosita’ e asperità dell’asfalto e dalla velocità. In genere sono tollerabili anche perché non stai sempre a guardarlo.
          Ciao

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