The Beam Corky

Come è fatto

Tempo di lettura: 5 minuti

 

Come è fatto

Un robusto blister accoglie il nostro specchietto Corky.

Ma non solo lui: ruotandolo troviamo anche la comoda chiave a brugola da 3mm necessaria alla (velocissima)installazione.

All’interno non ci sono foglietti di istruzione; le poche indicazioni necessarie sono tutte stampate sulla confezione.

Che vi riassumo.

Montaggio solo su piega da corsa (diametro interno 21/23 mm) visibilità sino a 100m per le auto e 40m per le bici (più piccole e sottili), peso di appena 16 grammi, corpo in ABS e vetro in policarbonato, angolo visuale fino a 130° e diametro esterno di 45mm.

Ci sono anche le istruzioni per l’installazione, talmente semplice che non varrebbe parlarne; comunque più avanti la illustro.

Ed ecco il Corky fuori dalla sua confezione, con chiave a brugola in dotazione.

Una delle sue caratteristiche è l’essere richiudibile; ve lo mostro adesso perché d’ora in avanti sarà (quasi) sempre aperto.

Le foto rendono una idea plasticosa che non è del tutto veritiera; una volta tra le mani ci si rende conto che il corpo è di ottima qualità e assai robusto.

Le rugosità che si notano nella zona posteriore servono a garantire maggior grip in fase di serraggio.

Vinta la forza della tenace clip ecco apparire il piccolo specchio in policarbonato.

La brugola al centro comanda il sistema a espansione per il fissaggio.

Lo specchio è reso solidale al corpo mediante una piccola sfera; questo semplice sistema permette sia di ruotare che di inclinare lo specchio praticamente in ogni direzione.

Uno sportellino assicurato da una minuscola vite regola l’accesso al sistema.

Non è l’unica regolazione possibile. Infatti la corona esterna del corpo dello specchio, quella che nella immagine in basso sembra staccata dal resto, ruota completamente.

 

E questo spiega anche la presenza di quella strana linguetta in basso: sfrutta l’attrito che si crea col nastro manubrio per far si che la corona resti più o meno salda in posizione. E stabilizza il tutto, contribuendo alla nitidezza della immagine riflessa.

Però con nastri manubrio molto sottili o molto tesati (in pratica tutti quelli che monto io…) la luce è troppo ampia per essere del tutto efficace. Con un nastro in cork si sposa perfettamente: sarà l’assonanza? 😀

La piccola palpebra che si vede in basso serve a garantire la chiusura dello specchio.

Al centro del corpo del Corky abbiamo la brugola con ingaggio da 3 che serve a comandare il sistema a espansione; inoltre serrando più stretto blocca ancora meglio tutta la rotazione della corona, anche se io ho preferito non eccedere.

Sul retro vediamo in dettaglio il sistema a espansione: una coroncina viene attirata dalla brugola e nel suo cammino espande le linguette che bloccheranno il Corky nel tubo della piega. Le “pinne” servono a non farla ruotare mentre avvitiamo.

Niente di rivoluzionario, è sistema d’uso comune per i tappi manubrio, luci da manubrio e qualunque altra cosa si voglia collegare alla fine della piega.

Il Corky è smontabile facilmente in ogni suo componente ma piuttosto che farlo io ho preferito prelevare una animazione dal sito del produttore. Io non sarò mai capace di crearne così…

L’installazione porta via meno di un minuto per due specchi.

Basta togliere il vecchio tappo manubrio e infilare il nostro specchietto al suo posto.

Prendiamo la chiave a brugola e spingiamo a fondo lo specchio nel manubrio.

Stringiamo il tanto che basta a far si che stia fermo, non è necessario eccedere. Qualcosa in più se si vuole maggior freno della corona esterna (quella che fa ruotare tutto) ma attenzione: non sottovalutate la tensione che esercita un sistema a espansione. E’ molto forte e può danneggiare una piega in carbonio. Si avvita, si avverte resistenza, ci si ferma. Va bene così.

Ed ecco il Corky montato; si nota un poco di luce tra nastro e lingua inferiore. E’ normale, sono io che tendo sempre per bene i nastri manubrio.

Ultima notazione sui colori disponibili prima di passare al test su strada.

Oltre il nero visto fin qui abbiamo rosso, giallo, bianco, azzurro e antracite.

Bene, specchio visto e montato; saltiamo in sella, anzi no, saliamo in sella ché ormai si fa tutto con calma alla mia età, e andiamo a scoprire se effettivamente il loro dovere lo fanno.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Damiano

    Bell´articolo e bel prodotto, quasi quasi lo provo, era parecchio che mi ponevo il dubbio se prendere degli specchietti. In alcuni casi in effetti ne sento la mancanza, specie in strade trafficate e strette in cui il girarsi potrebbe causare sbilanciamento o tempo di reazione perso… Questi potrebbero essere sufficientemente poco ingombranti, economici e robusti da giustificare l´acquisto!

    • Elessarbicycle

      Ciao Damiano, la loro efficacia mi ha stupito. Vero che non avendone mai usati non avevo riferimenti però non credevo offrissero così tanta visione. Peccato che il video che ho girato sgrana più di quanto dovrebbe (in fase di conversione per la pubblicazione ha perso qualità) perché invece le immagini sono sempre nette.
      Due cose, a cui bisogna abituarsi. Le distanze perché la forma convessa le “modifica” e ricordarsi di usarli; la seconda è stata la più difficile per me 😀

      Fabio

  • Gustavo

    Ciao

    Io uso da qualche anno sulla mia bdc, uno specchietto simile montato nella stessa identica posizione.
    Per me é diventato indispensabile.
    Troppo comodo poter guardare alle spalle, tenendo sotto controllo quello che succede, è quello che sta arrivando “non ha prezzo.

    Provateli per un periodo di tempo.
    Non potrete più farne a meno.

    Ciao

    • Elessarbicycle

      Ciao Gustavo, hai ragione, bisogna provarli per un periodo di tempo. Perché bisogna abituarsi, come scritto nel test la vera difficoltà per me è stato non voltarmi, come faccio da oltre 35 anni.
      Che poi scoprire cosa accade di continuo dietro di me mi ha messo ansia… 😀

      Fabio

      • Marco

        Concordo al 100% con Gustavo. Io ho lo specchietto su tutte le mie bici, e lo trovo veramente comodo e utile.
        Ed ho il problema inverso :, guardo sempre lo specchio, anche quando, in certi casi, lo tolgo temporaneamente per qualche motivo…. 🙂

  • Nuccio

    Ho installato questo specchietto da parecchi mesi sul lato sinistro.
    Mi sono talmente abituato che quando mi avvio senza averlo aperto me ne accorgo quasi subito perché lo sguardo lo va a cercare.
    Lo trovo molto più efficace di notte quando inquadro i fari delle auto in lontananza.
    Devo dire che da quando ho installato l’attacco manubrio Shockstop Redshift l’ammortizzamento di quest’ultimo induce delle vibrazioni nello specchietto che prima non c’erano.
    Nel complesso è un dispositivo che da un maggiore senso di sicurezza

    • Elessarbicycle

      Ciao Nuccio, grazie per il tuo intervento perché colmi una mia lacuna. Non ho infatti provato il Corky con l’attacco ShockStop a causa della mia momentanea indisponibilità ed effettivamente mi ero chiesto cosa sarebbe successo, visto che il manubrio “va su e giù”.
      Ci hai tolto il dubbio e di questo ti sono grato, anche perché so che tanti di voi che leggete qui usate l’attacco Redshift.

      Fabio

      • Damiano

        Commento a puntino!! Nuccio le vibrazioni sono tali da rendere difficoltoso l´utilizzo opuure solo un po´ fastidioso?

        • Nuccio

          Le vibrazioni le avverti in funzione della rugosita’ e asperità dell’asfalto e dalla velocità. In genere sono tollerabili anche perché non stai sempre a guardarlo.
          Ciao

  • sonia

    Lo specchietto che si mimetizza mi piace molto. E’ propio un bell’oggetto.
    L’unica perplessità – per me che sono miope – è la qualità della visione; in presa bassa credo non ci siano problemi, alta penso che ne incontrerei nel distinguere chiaramente ciò che accade dietro.
    Infatti per quest’ultimo motivo optai per uno specchietto da caschetto – guardi avanti in una frazione di secondo puoi anche vedere dietro – che però ha un potenziale grave inconveniente: l’astina a cui è unito lo specchietto (basculante e ruotabile) lunga dieci cm è in alluminio e non in gomma o silicone e, in caso di caduta …;
    il prezzo però è di sole 10 euro che si abbatte a 2,5 se l’acquisti su aliexpress.

    • Elessarbicycle

      Ciao Sonia, sono miope anche io, molto miope…
      Nessuna difficoltà di visione; certo, non leggi la targa del veicolo dietro di te ma quello che serve, lo vedi nitido.

      Fabio

  • sonia

    bene; allora li proverò.

  • Luigi

    uso da tempo uno specchietto simile, purtroppo non più in produzione, ma che si è rivelato ottimo: approcciare le rotatorie è diventato più facile.

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