The Beam Corky

La prova su strada

Tempo di lettura: 8 minuti

 

La prova su strada

Come lo provi uno specchio? Facile, mentre pedali ci guardi dentro e se vedi quello che succede alle tue spalle vuol dire che funziona.

Come lo descrivi che funziona? Difficile, le parole non bastano e le foto sono complicate da scattare. Si, da fermo va bene e infatti mi sono riservato alcuni cammei che vedrete nel paragrafo dedicato alle conclusioni.

Foto in azione ci avevo pensato ma la resa poi non mi ha soddisfatto.

Così ho deciso per il video, e pure qui non è stata una passeggiata.

Che fa uno specchio? Bravi, riflette. Anche la actioncam che lo sta riprendendo…

E quindi stai lì (che poi sarei io…) due ore a costruire un supporto adatto alla camera da fissare sulla parte terminale della piega che garantisca stabilità e distanza adeguata, sia per evitare che finisca in campo che per offrire una visione veritiera.

Ci sono riuscito? Beh, ditemelo voi.

Sorpresi? Io si. La prima uscita è stata la più pericolosa: guardavo solo dentro gli specchi invece che davanti a me. E ho scoperto un mondo alle mie spalle 😀

Cosa ci fa comprendere il video? 

Primo: l’ampiezza e profondità del campo visivo offerti dal piccolo specchio convesso in policarbonato. La strada percorsa è il lungomare Caracciolo a Napoli. Chi lo conosce sa quanto è largo; a chi non se lo è mai gustato dico che le corsie per le auto sono cinque più una sottile striscia dedicata a bici, pedoni, skaters, ambulanti, podisti, coppiette a passeggio, perdigiorno e a disposizione di chiunque abbia voglia di organizzare una festicciola. Insomma, è assai larga e lo specchio la prende tutta. 

Secondo: la sua convessità non deforma più di tanto l’immagine riflessa (qualcosa solo su oggetti molto vicini).

Terzo: la stabilità è eccellente; lo specchio non vibra nemmeno su fondo irregolare (per questo ho scelto una posizione della camera che mostrasse anche il manto stradale) e gli unici scossoni registrati sono stati della camera il cui supporto autocostruito ha mostrato qualche pecca.

Cosa non ci fa comprendere il video?

Primo: la sua praticamente infinita regolazione permette sempre di trovare l’angolazione giusta a seconda della posizione in sella.

Secondo: variando la presa al manubrio è necessario dare una regolata allo specchio. Non tanto se passiamo da presa alta a presa sui comandi, la testa è più o meno nella stessa posizione. Però passando da presa alta a presa bassa, quindi busto e testa abbassati e protesi in avanti, la regolazione fatta prima non va più bene. C’è da dire che è davvero un attimo, dopo quattro o cinque volte viene automatico dargli subito l’angolazione giusta.

Terzo: in presa finale, cioè le mani a impugnare la zona terminale della piega, la corona che permette la rotazione di tutto il corpo specchietto si rivela essenziale: in pratica lo sposti di lato tutto esterno e conservi la visibilità che altrimenti sarebbe vanificata dal braccio che copre la visuale.

E poi ci sono alcune notazioni pratiche.

Mi piace il fatto sia richiudibile, rende più pulita la linea della piega.

La chiusura è assai tenace; da un lato aperture accidentali sono impossibili, dall’altro è difficile aprirlo in marcia, non basta un leggero colpetto col dito, soprattutto usando guanti invernali. In dettaglio la profonda tacca di fermo. 

Il sistema di regolazione con la sfera mantiene sempre la posizione, anche sul pavé affrontato alla garibaldina; non la corona, anche se c’è da dire che io ho serrato poco sulla piega in carbonio e il nastro manubrio è molto teso (quindi sottile) impedendo alla linguetta in plastica di lavorare al meglio.

Usandolo sulla Passepartout, con piega in alluminio e quindi ho serrato di più, le cose sono migliorate, nel senso che anche la corona è stata più frenata; ma ogni tanto una sistemata ho dovuto darla, seppure con frequenza decisamente minore.

Però è sistema migliorabile. Se ruotasse su cremagliera o avesse comunque degli scatti si avrebbe la certezza che resta fermo.

Non ci sono altri appunti sul mio notes, il video credo sia già da solo esplicativo, possiamo andare alle conclusioni.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Damiano

    Bell´articolo e bel prodotto, quasi quasi lo provo, era parecchio che mi ponevo il dubbio se prendere degli specchietti. In alcuni casi in effetti ne sento la mancanza, specie in strade trafficate e strette in cui il girarsi potrebbe causare sbilanciamento o tempo di reazione perso… Questi potrebbero essere sufficientemente poco ingombranti, economici e robusti da giustificare l´acquisto!

    • Elessarbicycle

      Ciao Damiano, la loro efficacia mi ha stupito. Vero che non avendone mai usati non avevo riferimenti però non credevo offrissero così tanta visione. Peccato che il video che ho girato sgrana più di quanto dovrebbe (in fase di conversione per la pubblicazione ha perso qualità) perché invece le immagini sono sempre nette.
      Due cose, a cui bisogna abituarsi. Le distanze perché la forma convessa le “modifica” e ricordarsi di usarli; la seconda è stata la più difficile per me 😀

      Fabio

  • Gustavo

    Ciao

    Io uso da qualche anno sulla mia bdc, uno specchietto simile montato nella stessa identica posizione.
    Per me é diventato indispensabile.
    Troppo comodo poter guardare alle spalle, tenendo sotto controllo quello che succede, è quello che sta arrivando “non ha prezzo.

    Provateli per un periodo di tempo.
    Non potrete più farne a meno.

    Ciao

    • Elessarbicycle

      Ciao Gustavo, hai ragione, bisogna provarli per un periodo di tempo. Perché bisogna abituarsi, come scritto nel test la vera difficoltà per me è stato non voltarmi, come faccio da oltre 35 anni.
      Che poi scoprire cosa accade di continuo dietro di me mi ha messo ansia… 😀

      Fabio

  • Nuccio

    Ho installato questo specchietto da parecchi mesi sul lato sinistro.
    Mi sono talmente abituato che quando mi avvio senza averlo aperto me ne accorgo quasi subito perché lo sguardo lo va a cercare.
    Lo trovo molto più efficace di notte quando inquadro i fari delle auto in lontananza.
    Devo dire che da quando ho installato l’attacco manubrio Shockstop Redshift l’ammortizzamento di quest’ultimo induce delle vibrazioni nello specchietto che prima non c’erano.
    Nel complesso è un dispositivo che da un maggiore senso di sicurezza

    • Elessarbicycle

      Ciao Nuccio, grazie per il tuo intervento perché colmi una mia lacuna. Non ho infatti provato il Corky con l’attacco ShockStop a causa della mia momentanea indisponibilità ed effettivamente mi ero chiesto cosa sarebbe successo, visto che il manubrio “va su e giù”.
      Ci hai tolto il dubbio e di questo ti sono grato, anche perché so che tanti di voi che leggete qui usate l’attacco Redshift.

      Fabio

      • Damiano

        Commento a puntino!! Nuccio le vibrazioni sono tali da rendere difficoltoso l´utilizzo opuure solo un po´ fastidioso?

        • Nuccio

          Le vibrazioni le avverti in funzione della rugosita’ e asperità dell’asfalto e dalla velocità. In genere sono tollerabili anche perché non stai sempre a guardarlo.
          Ciao

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