[Test] Freni a disco meccanici Tektro MD-C510

Tempo di lettura: 3 minuti

Veloce test per queste pinze freno proposte da Tektro, scelte perché a montaggio Flat mount (quindi adatte ai moderni telai strada e gravel), ad attuazione meccanica per chi con l’idraulica fatica ad andare d’accordo, un solo pistoncino mobile e un prezzo d’acquisto contenuto.

Tutte caratteristiche che sulla carta fanno ben sperare, motivo per cui ho selezionato questo impianto.

Al momento in cui scrivo non sono più una delle pochissime scelte disponibili sul mercato per chi, con telaio a disco a montaggio Flat mount, non vuole utilizzare freni idraulici.

E anche per chi non può utilizzare freni idraulici, per il semplice fatto che non vuole sobbarcarsi la spesa aggiuntiva delle leve, che nel caso dei comandi strada per la piega, costano sempre abbastanza.

Queste Tektro MD-C510 possono funzionare con qualunque leva meccanica a tiraggio stradale, quale che sia il produttore.

Salendo molto di prezzo ci sono, sempre con riferimento al montaggio Flat mount, le sorelle di casa TRP, a doppio pistoncino.

Ottime una volta, adesso non più tanto performanti a causa di pastiglie non all’altezza. Ma basta metterne di migliori e tutto funziona a perfezione.

Però la spesa sale e le TRP, una divisione Tektro dedicata ai prodotti top, già di loro non sono certo regalate.

Il maggiore competitor nel settore dei freni a disco meccanici, l’americana Avid, non prevede una versione a montaggio flat per gli ottimi BB7 (che ricordo sono a singolo pistoncino mobile), da poco sono arrivate le pinze Shimano BR-RS305 ma non è facile trovarle disponibili (come tutto di questi tempi) che però hanno anch’esse un costo superiore; insomma, queste economiche Tektro oggi in prova si candidano a essere valida alternativa per chi vuole assemblare il proprio telaio con un occhio al costo finale.

Molte aziende poi propongono questo impianto come primo equipaggiamento su bici non proprio economiche, e questo dovrebbe essere una garanzia.

Almeno sulla carta.

Ma forse avrete capito che l’uso del condizionale, lo specificare sulla carta, una introduzione che la sta prendendo un poco alla larga significano che qualcosa non è andato per il verso giusto in questo test.

Però non voglio anticiparvi le conclusioni, che saranno in paragrafo unico con la prova su strada (il componente non richiede trattazione separata) e preferisco prima mostravi come sono fatte.

Andiamo.


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COMMENTS

  • <cite class="fn">morescopiero</cite>

    Fra i meccanici per me i BB7 sono il top. Peccato che non li facciano flat

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Piero, malgrado i loro anni i BB7 restano tra i migliori. E aggiungo malgrado siano a pistoncino singolo.
      I Trp Spyre per un periodo li hanno sopravanzati, poi qualcosa è cambiato, secondo me la composizione nella mescola delle pastiglie, e le prestazioni ne hanno risentito. Però con due pastiglie buone, sono davvero ottimi.
      Vorrei provare, difficoltà di approvvigionamento a parte, i nuovi shimano flat.
      Perché alla fine il problema è nel montaggio, ci fossero i BB7 FM ok, ma in mancanza serve trovare una valida alternativa per chi, motivi non importano, vuole i meccanici. E questi Tektro sono improponibili…

      Fabio

      • <cite class="fn">Franci79</cite>

        Sulla mia Fuji Tread 1.7 (una Gravel) del 2016 avevo i Tektro MD-C400 e relativi dischi Tektro , sostanzialmente uguali a quelli in prova . Cambiati per tre motivi :
        1)Scarsissima efficacia frenante
        2)Non tenevano le regolazioni ;dopo un giro ti trovavi con i freni da regolare ancora.
        3) Dischi di serie Tektro che si piegavano, rendendo inutili le regolazioni del punto 2
        Appena ho potuto li ho cambiati con BB7,anche perchè hanno una caratteristica , hanno la doppia regolazione.
        Tektro fa buoni prodotti ma la fascia così bassa è senza un senso.
        Francesco

        • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

          Hai fatto bene.
          Come ho detto, di fatto non li ho nemmeno potuti realmente testare, troppo scarsi.
          Succede.

          Fabio

  • <cite class="fn">Stefano Storoni</cite>

    Visto l’interesse che ancora c’è per le pinze a comando meccanico (io stesso sono allergico agli impianti idraulici) mi permetto modestamente di suggerire di prendere in considerazione i Juin Tech, disponibili con attacco flat in due versioni, a doppio o quadruplo pistoncino. Sono di tipo ibrido come i Trp Hyrd ma con pinze molto più piccole (e aggiungerei più gradevoli esteticamente). Li uso da tempo (i Gtf) e nonostante i miei quasi 100kg la frenata è addirittura sovrabbondante (non è difficile bloccare le ruote), sforzo alla leva contenuto e potenza ben modulabile. Purtroppo visto il modello di commercializzazione dubito che sia facile averne un paio in prova, anche perchè il prezzo non è proprio di 10 euro…

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Grazie per il suggerimento, li conosco, sono ottimi.
      Non prevedo un test non per il costo (qui sul blog ci sono recensioni per decine di migliaia di euro) ma “a causa del” costo. L’idea era valutare una opzione economica, ma onestamente non pensavo di scendere così tanto…

      Fabio

  • <cite class="fn">Patrizio</cite>

    Grazie del test. La bici di un amico monta questi freni, e lui scende spesso a freni costantemente mezzo tirati. Mi chiedevo come facesse, se io scendessi tirando di continuo i freni la bici si inchioderebbe. Pensavo di non aver afferrato la tecnica. Ora ho capito di piu’.

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Patrizio, mi piace la tua ironia, quel “non aver afferrato la tecnica” è oltremodo elegante.
      Consiglia al tuo amico un repentino cambio di impianto.

      Fabio

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