Michelin Cyclocross Jet

Conclusioni

Tempo di lettura: 5 minuti

Conclusioni.

Non mi sono risparmiato per svolgere questo test; e non ho risparmiato nemmeno sua maestà Elessar, che qui vediamo ancora pulita e sfavillante, ignara di cosa avrebbe dovuto affrontare il giorno dopo…

La snob tutta luccichii e cromature l’ho pensata come una bici capace di affrontare qualunque terreno, con una chiara predilezione per la strada ma assolutamente a suo agio se c’è da lasciare l’asfalto. Di serie diciamo così, lo sapete, monto la Panaracer Pasela, perché uso questa bici per la quasi totalità del tempo su strada. Non perché non si guidi bene in fuoristrada, anzi: ma avete idea del tempo che ci vuole a lavarla e lucidarla dopo che in una uscita torna a casa in queste condizioni? Quella scatola movimento è cromata… 😯

 

Ho fatto di tutto per calarmi nei panni di un ciclista che usa la sua bici da turismo o gravel o ciclocross nei modi più disparati. Mi sono precluso solo un vero e proprio circuito da ciclocross perché non era l’aspetto che mi interessava scoprire. Ho pensato a una bici tuttofare come stanno tornando in auge adesso (le gravel non le hanno inventate ora, i francesi le costruivano già negli anni ’60…) e ho provato a scoprire se con questo copertoncino si potesse fare un poco di tutto.

Alla fine del test ho capito che con questo Michelin Cyclocross Jet si può fare molto di tutto: mica male!

La guida su asfalto non presenta problemi, la scorrevolezza è delle migliori e, secondo me, ben superiore ad alcune blasonate concorrenti pensate per uso turistico. Il peso contenuto rende questo copertoncino appetibile in salita, quando ogni grammo in meno è benedetto; paga dazio solo in confronto a gomme tipicamente stradali e comunque parliamo di meno di 50 grammi rispetto alle migliori; che non hanno l’aggravio di peso del fitto battistrada ma di contro non possono vantare altrettanta poliedricità. Strada asciutta o bagnata fa poca differenza, e questo è importante perché incide sulla sicurezza che sapete è tema a me caro. In frenata il grip è ottimo, davvero impossibile perdere la ruota anche strizzando forte le leve. Il profilo permette una condotta sportiva, con un buon appoggio in curva e nessun fastidio o calo di tenuta dovuto alla tassellatura laterale. E tutto questo mantenendo un alto livello di comfort, dovuto non solo alla bassa pressione a cui queste gomme sono chiamate a lavorare (parecchie 700×32 e anche alcune 700×35 chiedono più bar) ma anche alla struttura stessa della gomma, capace di smorzare efficacemente le vibrazioni. E vista l’impostazione data a questo test è stato naturale mettere la comodità di marcia in cima ai pregi rilevati.

La guida in fuoristrada si è rivelata altrettanto efficace. I terreni asciutti e compatti i suoi preferiti e del resto sono quelli che solitamente percorriamo in sella a una touring o una gravel; e che potremmo dover affrontare durante le vacanze. Non sono gomme specialistiche per il fango e infatti lo soffrono: ma Michelin lo specifica, ha in gamma una copertura destinata a questo uso e quindi non lo annoveriamo tra i limiti di utilizzo. Il grip è sempre ottimo così coma la trazione, grazie anche al montaggio “capovolto” al posteriore; che non fa perdere quasi nulla nella guida su strada e fa invece guadagnare tanto in quella fuoristrada. La tenuta ha mostrato qualche debolezza solo nelle condizioni estreme, quelle dove serve un battistrada con tacchette pronunciate e ben distanziate: un campo di utilizzo limitato e specialistico. In tutte le condizioni di guida in fuoristrada tipiche del turismo ad ampio raggio ho sempre potuto contare su grip, sicurezza di marcia e gran comodità.

Una sola foratura durante l’intera durata del test non fa alcuna statistica; non ho risparmiato le sevizie e poi si può dire che me la sono cercata passando su dei rovi che erano franati sul sentiero. Fortuna o sfortuna che fossi ormai a solo venti metri da casa?

In definitiva una gomma che si chiama Cyclocross ma è chiaramente una ottima compagna nel turismo su ogni percorso; non a caso Michelin nella pagina ufficiale di questo copertoncino lo mostra installato su bici turistiche. La minima scorrevolezza in meno e i pochi grammi in più rispetto ad altre coperture da turismo più stradali sono un prezzo che si paga più che volentieri in cambio della resa in fuoristrada. La misura “stretta” li rende compatibili coi parafanghi così come il suo profilo. E allora perché li ho tolti da Elessar? Per non indurmi in tentazione: non posso star lì a lucidare i gigli dopo ogni uscita… 😀

Buone pedalate.

COMMENTS

  • <cite class="fn">alfalunaLorenzo</cite>

    Bel test,
    terro’ in considerazione per un futuro cambio di gomme.
    Dal lato estetico mi spiace che non ci siano con la spalla color para che mi piace tanto 🙂

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Lorenzo, condivido in pieno: una versione nero/para sarebbe proprio indovinata. Chissà, noi lanciamo l’idea… 😀

      Fabio

  • <cite class="fn">Massimiliano Rosati</cite>

    Ciao, ottimo articolo che offre un’analisi completa. Mi chiedevo se possono essere usati per andare in città non solo su strade asfaltate ma anche pavé, ciottolato, lastroni. Secondo te sono leggeri ho sono un pò resistenti al rischio foratura ? Non mi aspetto una resa come i Protek ma vorrei capire se sono troppo leggeri per l’uso che vorrei farne io.

    Grazie
    Massi

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Massimiliano, grazie.
      Per quanto riguarda il tuo quesito posso confermarti che in ambito strettamente urbano si sono rivelate ottime. Infatti io le uso sulla mia London road che è, appunto, la bici per gli spostamenti urbani; e non solo. Temono, come tutte le gomme direi, solo il pavé, quello delle prima pioggia leggera per capirci; una volta che la strada è bagnata poi tengono bene. Pagano poco dazio anche in tema di comfort rispetto a gomme dalla sezione più generosa, diciamo dalle 42 in su, mentre perdono nulla rispetto a delle 35. In più offrono grande maneggevolezza grazie appunto alla sezione ridotta. L’unica accortezza è se si montano parafanghi, anche se da 30 è meglio usare parafanghi da 45mm perché la tassellatura altrimenti potrebbe urtare.

      Fabio

  • <cite class="fn">Massimiliano Rosati</cite>

    Ottimo, era l’idea che m ero fatto leggendo la tua recensione. Sicuramente li acquisterò a breve per montarli sulla bici che ho appena montato per andare al lavoro (grazie anche per gli altri tutorial !).
    Vorrei abbassare affinarla dopo il primo montaggio e abbassare un pò i pesi.

  • <cite class="fn">Massimiliano Rosati</cite>

    Un’altra domanda: che pressione consigli di utilizzare ?

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Massimiliano, la pressione di esercizio è soggettiva, pur mantenendosi entro il range min/max previsto dal costruttore. Dipende dal tuo peso, dalla bici e dai percorsi. Il sistema migliore è empirico: si gonfia al max e si scende di 0,2 atm a ogni scalino. Comunque se mi dici il tuo peso ti posso già dare un valore di partenza. Non definitivo, solo di partenza…

      Fabio

  • <cite class="fn">Massimiliano Rosati</cite>

    Sarebbe utile il tuo aiuto. Sono un utilizzatore di MTB ambito in cui conosco la gestione delle pressioni, mentre in ambito Strada sono ignorante. La bici l’ho assemblata partendo dal telaio di una CUBE SL Road Pro dal cui montaggio si differenzia solo dalla forcella: ho optato per non montare una rigida per via del percorso in centro a Milano che è molto vario (asfalto, ciottolato, lastroni, etc..).
    Il peso della bici (compreso portapacchi e borse impermeabili) si aggira intorno ai 15kg mentre il mio peso è circa 85kg.

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Massimiliano, non prenderli come valori assoluti ma solo come base di partenza su cui lavorare. Considerati bici e ciclista nonché percorsi parti da 4.6 avanti e 4.8 dietro. Tieni presente che siamo quasi al limite max (5 bar) ma puoi salire di 0,2 se non affronti fuoristrada. Da quei in poi scendi di 0,2 sia vanti che dietro dopo ogni giro e vedrai che trovi in 3 o 4 uscite il set up ottimale. Che comunque non è lontano dalla base di partenza.
      Peso meno di te (al momento 71kg) e mi tengo su 4 avanti e 4,2 dietro; potrei scendere un altro minimo ma ora la bici è in configurazione solo urbana quindi niente fuoristrada e borse cariche con la spesa…
      Manometro affidabile, mi raccomando.

      Fabio

      • <cite class="fn">Massimiliano Rosati</cite>

        Ottimo grazie mille per il suggerimento. Devo fare una prova a pieno carico (nelle borse ci vanno portatile e cambio vestiti).
        Di manometro ne ho uno affidabile e faccio il controllo con uno piccolo digitale, giusto per essere più tranquilli.

  • <cite class="fn">Adriano</cite>

    Ciao…una domandina. La sensazione di avere un ‘bozzo’ sulla ruota posteriore quando scendo a velocità maggiore di 20km/h SENZA pedalare é imputabile alla copertura di scarsa qualità che monto (dopo aver escluso mal posizionamento della camera o cerchio deformato) Se pedalo non lo avverto ….

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Adriano, queste è una delle tante cose che via computer è impossibile da decifrare, dovrei salire in sella e controllare la bici.
      In linea di massima il “bozzo” si avverte in corrispondenza della valvola, lì dove cioè la camera è più spessa. Però c’è sempre, non solo se non pedali…
      Un saltello invece può avvenire quando c’è un leggero gioco, minimo, infinitesimale, sul mozzo; che può avere tante origini, dai cuscinetti al QR. In questo caso con la ruota in tiro si annulla per comparire a ruota scarica.
      A volte un raggio mal tensionato. Insomma, come vedi a distanza e senza capire com’è fatto questo “bozzo” mi è praticamente impossibile dare una riposta certa. Sorry.

      Fabio

  • <cite class="fn">Adriano</cite>

    Grazie, invece utilissimo come sempre. Ora ho una serie di aspetti da controllare ai quali non avevo minimamente pensato! 🙂

  • <cite class="fn">Antonio</cite>

    Ciao! Domandina: come ti sei trovato con il montaggio del copertone? Lo chiedo perché ho sperimentato copertoni da sterro di questo genere(ma con il cerchietto rigido, non pieghevole) che erano ottimi per caratteristiche nell’utilizzo ma davvero duri da montare, cosa che in caso di forature diventava un disastro… sai com’è: una cosa è far tallonare una gomma ostinata quando sei in comodo nella tua cantina e un’altra quando sei in giro in campagna, magari stanco dalla pedalata….

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Antonio, nessun problema di montaggio. Senza levette, come sempre deve essere fatto e, purtroppo, non tutti fanno. Pizzicando la camera e in definitiva facendo una fatica boia. Basta “massaggiare” il copertoncino in fase di montaggio.
      La tecnica è chiaramente illustrata in questo articolo.

      Fabio

      • <cite class="fn">Antonio</cite>

        Ti ringrazio per la risposta! Riguardo alle levette, anche io monto(e spesso smonto) i copertoni sempre senza usarle, soprattutto sulla mtb e sulla corsa. Quelle di cui parlo erano sulla trekking e lì ho dovuto usare le levette; le gomme erano delle michelin protek cross 700x35c con cerchietto rigido, montate su un cerchio da 16 di canale, probabilmente al limite come misura ma neanche tanto… Gomme che danno sicurezza anche sugli sterri, ma pesano un po’ e sono dannatamente dure da montare….

        • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

          Ciao Antonio, effettivamente a volte con alcune gomme un aiuto ci vuole, magari per quegli ultimi 3cm montando una rigida nuova. Piccolo consiglio: la pinza da idraulico, quella regolabile. La usi come fosse la mano che sta tenendo in tensione la gomma mentre l’altra mano “massaggia” ma permette di non farsi male e avere presa. Esiste una pinza apposita in realtà, ma costicchia.

          Fabio

          • <cite class="fn">Antonio</cite>

            Questa della pinza da idraulico non l’avevo mai sentita… proverò! Però è un metodo adatto solo alla cantina… nei miei giri in bici non mi porto certo dietro una pinza da idraulico! 😀 😉 …già dietro mi porto parecchi attrezzi per fronteggiare un po’ di tutto tranne la rottura del telaio… ci manca solo la pinza a pappagallo! 🙂

            • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

              Ciao Antonio, si, intendevo a casa non da portare al seguito. E’ solo per non farsi male le mani.

              Fabio

        • <cite class="fn">Massimiliano Rosati</cite>

          Ciao,
          ho usato anche io lo stesso tipo di copertone con gli stessi problemi di montaggio: alla fine ho scelto quelle recensite dal buon Fabio per via del peso eccessivo delle protek (630gr a gomma sono davvero tanti…). Le ho usate su un percorso cittadino molto misto (pavè, lastroni, etc….) e devo dire che la tenuta è davvero eccellente !

          • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

            Ciao Massimiliano, sono contento che ti sia trovato bene e ancor più contento quando arrivano le vostre conferme. Per me non è facile, il timore di aver sbagliato un giudizio c’è sempre. Su alcune cose sono talmente convinto (per esempio lo stem Redshift) che non esito a consigliarlo e fino ad oggi non uno di voi si è trovato male. Con le gomme (per non dire le selle…) il rischio che un altro ciclista non si trovi bene c’è sempre. A me non interessa favorire una azienda, svolgo i test perché cerco sempre quello che secondo me è meglio per i ciclisti in quel determinato uso. Però metto in conto che posso sbagliare, quindi per me i vostri riscontri sono fondamentali e per questo ti ringrazio per il tuo intervento.

            Fabio

          • <cite class="fn">Antonio</cite>

            Be’, Massimiliano, questo mi conforta … quei copertoni di cui parlavo m’hanno fatto ingrullire, come si dice qui da noi, e iniziavo a pensare d’essere io quello poco buono… meno male che confermi la mia impressione! Questi recensiti qui invece mi piacerebbe provarli…

            • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

              Stamattina ho rimontato queste gomme sulla London road, le avevo tolte per togliermi un ultimo dubbio sulle Continental Speed Ride prima di pubblicare il loro test. Mi sono detto “Mi trovo montando, ora giro breve video e lo inserisco nell’articolo relativo al montaggio dei copertoncini”. Ho lasciato perdere, troppo facile, vengono su in un momento.
              Però l’idea mi è rimasta, del video intendo, e penso userò una gomma sportiva, che è sempre più rognosa. Montata su cerchio compatibile tubeless, ancor più rognoso.

              Fabio

  • <cite class="fn">Massimiliano Rosati</cite>

    Ciao,
    io li ho appena montati e posso dire di non aver avuto nessun problema; sono andati su velocemente e senza fatica anche senza tecnica di “massaggio”.
    Li sto usando da poco (una decina di giorni) ma devo dire che sono pienamente soddisfatto !

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Massimiliano, grazie per la tua testimonianza. Aspetta di rodarli per bene (hanno bisogno di qualche km in più) e non avrai problemi nemmeno col bagnato. Ieri quasi tutta la mattinata sotto la pioggia (stavo conducendo altro test) con la bici su cui al momento girano questi copertoncini e nessun problema di aderenza. Ovvio, è pur sempre bagnato, quindi prudenza; ma con la giusta tara alle condizioni posso dire che la tenuta è sempre stata ottima.

      Fabio

      • <cite class="fn">Massimiliano Rosati</cite>

        Di nulla.
        Concordo con te che il giudizio su un copertone è quanto mai soggettivo molto spesso. Lo vedo molto nel campo MTB in cui ho molta più conoscenza: ci sono gomme considerate fantasistiche ma con le quali io non ho feeling.
        Tornando a parlare di questi copertoni devo aggiungere di non averli ancora testati si sterrato; se non è un problema sotto ci sono le foto dei fondi (oltre al classico asfalto) su cui li sto usano a fondo.

        Massi

        • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

          Ciao Massimiliano, per un problema (di cui ignoro la causa) le immagini non si vedevano. Penso di aver risolto, io le vedo ma non sempre ciò che visualizzo io è ciò che vedete tutti…

          Sterrati nessun problema, queste gomme temono solo il fango; la tacchettatura bassa e il disegno del battistrada non sono fatti per terreno pesante, lì servono altre gomme. E del resto Michelin lo dichiara, quindi non è un problema. Il problema è quando una azienda ti dice che una cosa serve a fare quello e quell’altro e invece fa male tutte e due. Come purtroppo mi sta capitando con altra gomma. Però siccome è una sorta di mito, una icona, voglio andarci a fondo e capire se sto sbagliando io, se la gomma ha qualche problema o se sono improvvisamente diventato incapace. Mi prendo il tempo necessario, almeno due mesi, e poi ne riparliamo.

          A proposito di montaggio; mi avete fatto venire la curiosità e ho chiesto oggi la disponibilità delle protek urban (ho detto che in questi mesi volevo dedicarmi di più al settore urbano) e se mamma michelin accetta scopriremo se sono difficili da montare. Non so però se le avrò; so per certo che i test fatti fino ad oggi con gomme francesi sono stati apprezzati per la loro precisione ma so anche che una azienda evita di insistere troppo sulla stessa pubblicazione e lo capisco. Vedremo

          Fabio

  • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

    Detto, fatto. Pubblicato breve video però monto i Michelin Power All season sui cerchi delle Oxy.
    Questo il link al video su YouTube
    Fabio

  • <cite class="fn">alessio michelotti</cite>

    Salve Fabio complimenti per il blog…proprio quello che cercavo. Mi piacciono molto le tue recensioni e specialmente su questi copertoni. Attualmente monto dei kenda da 40 mm che sono un bel mattone da portare, volevo chiederti i Michelin cyclocross a livello antiforatura come sono?

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Alessio, non hanno la protezione di gomme turistiche; d’altro canto si avvantaggiano per la loro leggerezza e una scorrevolezza che non fa rimpiangere gomme stradali. Oltre a un livello di comfort altissimo.
      Forature durante il test una sola, ma me la sono andata a cercare passando su un cespuglio di rovi accanto al sentiero, apposta per vedere se bucavo. E infatti ho bucato. Dalla data di pubblicazione del test a oggi ho continuato e continuo a usarle, Michelin me le lasciò e io le sfrutto per le prove in fuoristrada e forature, dopo quell’unica, nessuna.
      Ma alla fine, lo dico sempre, vale poco. C’è chi non buca la stessa gomma per due anni e chi al primo giorno. La bucatura è anche una questione di sfiga…
      Non hanno durata eccezionale, ma è giusto così.

      Fabio

      • <cite class="fn">alessio michelotti</cite>

        Ok grazie mille adesso mi leggo anche le altre recensioni per capire quale copertone è più adatto a me anche se questo mi hanno molto colpito

        • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

          Leggi quella dei continental speedride; costano molto meno, campano abbastanza e sono belli ciotti (42) visto i Cyclocross sono solo da 30. Possono essere una valida opzione
          In alto nel menù c’è l’indice dei test, diviso per tipologia. Fai prima

          Fabio

          • <cite class="fn">alessio michelotti</cite>

            Si avevo visto, più che altro cercavo qualcosa fra lo stradale e il fuori strada e non troppo larghi. Con i kenda da 40 mi sembra di tirare un aratro anche se sono belli resistenti ma con l’arrivo della bella stagione cercavo qualcosa di scorrevole per asfalto e sterrato

            • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

              Ciao Alessio, l’avevo immaginato; ma anche per questo ti ho indicato i Conti.
              Dai una occhiata a questo video


              che ho girato tutto con le speedride. Su strada vanno e sono leggere; eh si, vanno vanno… 😀

              Fabio

              • <cite class="fn">alessio michelotti</cite>

                Ok grazie mille ho ancora un po’ di tempo per scegliere e quindi leggerò attentamente e complimenti anche per le bici davvero. Io come prima gravel mi sono preso una Cinelli Zydeco e mi sto trovando bene

              • <cite class="fn">alessio michelotti</cite>

                Ciao Fabio ho letto entrambe le recensioni adesso non so quale scegliere

                • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

                  Ach! E meno male i test servirebbero, nelle mie intenzioni, a chiarirvi le idee.
                  Comunque le Michelin sono più leggere, più scorrevoli e di contro durano meno. Sono comodissime.
                  Le Conti rimediano con la maggior sezione, che permette anche un ottimo appoggio in curva. Scorrono poco meno ma durano assai di più.
                  Questo in estrema sintesi

                  Fabio

      • <cite class="fn">xtanatos</cite>

        Ciao Alessio,
        ti riporto anche la mia esperienza con queste coperture: come già detto da Fabio il discorso foratura è molto legato alla fortuna. Le usate per un paio di mesi senza forare, poi domenica scorsa appena uscito ho bucato.
        Sono scorrevoli e con molto molto confort utilizzando sia su strada che su sterrato.

  • <cite class="fn">obysamkenoby</cite>

    Ciao Fabio,
    ho notato (anche in altri casi) che il grafico del posso consiglia per chi è più di 90 kg di gonfiare a 6 BAR, sulla spalla è segnato max 5… io in questi casi ho sempre seguito le indicazioni presenti sulla spalla, te che consigli?
    È una domanda genetica, non legata a questo copertone particolare.
    Grazie, buona giornata

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Samuele, scusa il ritardo per me inusuale nel rispondere.
      Sempre fare riferimento al fianco della gomma, le indicazioni sui siti e spesso anche nelle istruzioni sono solitamente generiche. Stampate per tutto, non per il modello specifico

      Fabio

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