Il caos regna sovrano…

Tempo di lettura: 1 minuti

E non mi riferisco all’attuale situazione politica, che pure non scherza.

No, più modestamente il caos è quello della mia microfficina, dove nemmeno riesco a entrare.

Tra il materiale arrivato per i nuovi articoli, quello in “giacenza” dalla primavera/estate, il macello che ho provocato io quando a inizio estate ho afferrato al volo quello che mi sarebbe potuto servire (poco) nel mio piccolo rifugio vacanziero, i vari fondali rigidi per le foto, luci, bici, ricambi, accessori, componenti, attrezzi e quant’altro orbita nella galassia del funzionamento di questo blog manco una chiave a brugola riesco a prendere se prima non faccio un trasloco.

Quello del poco spazio è sempre stato il mio cruccio, lavoro in ambiente risicato.

Finché mi limitavo a pedalare per gusto mio e costruire non più di due bici al mese non era un problema.

Facevo si che telaio, ruote e tutti i componenti mi venissero consegnati insieme. Montavo e via, spazio sempre sufficiente per lavorare senza affanni.

Del resto assemblare una bici sportiva porta via al massimo due ore se fai tutto con molta flemma, circa il doppio una turistica accessoriata. Ma giusto perché sono uno che per montare un parafango è capace di prendersi pure mezz’ora per provare e riprovare la misura delle aste e la loro angolazione finché non ottiene il perfetto parallelismo col profilo della ruota.

Per non dire della lunghezza delle guaine, nulla di più brutto di quelle bici con quei tubi neri dalle curve iperboliche e intrecci improbabili.

Ma, soprattutto, non avevo alcuna necessità di fotografare le singole operazioni.

Lavoravo solo sulla bici del momento, senza preoccuparmi della luce, di essere a favore di camera, di ripetere l’operazione per creare diverse angolazioni di ripresa e così via.

L’ultima volta che ho pubblicato un articolo della sezione officina, quello relativo alla regolazione dei nuovi deragliatori Shimano, ho impiegato circa 4 ore per una operazione che senza doverla fotografare sarebbero stati 4 minuti.

E poi siccome io sono bravo a complicarmi la vita, sto studiando come creare anche dei video oltre le sole foto per i prossimi articoli.

Mi scontro essenzialmente con il cruccio di cui sopra: non ho spazio.

So che a chi è solito frequentare la microfficina può apparire strano che in una casa da 300Mq non riesco a trovarne 20 liberi. Però mica è una casa semplice.

Ho gli studi che se ne prendono oltre un terzo e ovviamente non posso liberarli per giocare con le bici. 

C’è il lato “abitazione” e dubito mia moglie accetterebbe di andare a dormire sul divano per lasciarmi spazio.

C’è una quantità di roba che fatico a contarla e librerie su ogni parete e angolo disponibile, anche nei corridoi e nella sala da pranzo.

Non ho un box o una cantina e fittarla è fuori discussione; da quando qui in centro hanno avviato la ZTL i prezzi sono saliti alle stelle perché se hai un posto auto, un deposito o uno sgabuzzino ti rilasciano il permesso di transito.

Quindi ora eccomi qui, il portatile sulle ginocchia mentre dal divano osservo la quantità spropositata di roba da mettere in ordine e provare a sistemare ricavando quanto più spazio libero è possibile e scribacchio sciocchezze per prendere tempo; perché mi manca proprio la voglia…

Vabbè, meglio profittare di un leggero calo della temperatura e tentare di risolvere il caos. 

Quanta ambizione in queste ultime parole…

Buone pedalate

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Giovanni74

    Ti ospito io, così ti risolvo i problemi dello spazio e ci facciamo anche una bella pedalata insieme 🙂

  • faustino

    Dai Fabio non mollare, vedrai che una soluzione si trova…certo che coniugare lavoro, famiglia e blog non è semplice, un bel impegno! Auguri di buon proseguimento per questo interessante blog che leggo con interesse. Saluti Faustino

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