Challenge Gravel Grinder Race

Tempo di lettura: 8 minuti

In prova un copertoncino dedicato al gravel: il Chellenge Gravel Grinder Race.

Ma come, un altra gomma da gravel? Beh si, avete notato è settore su cui sto battendo molto. 

Non solo per il grande interesse mostrato dai ciclisti. E’ disciplina antica il gravel; però è negli ultimi tempi che si è (ri)affermata ed è un rincorrersi delle aziende sia nel presentare bici che componenti specifici.

Una vitalità che mi fa piacere, come vi ho spesso raccontato lustri addietro costruivo bici che adesso chiameremo gravel sfruttando il poco che offriva il mercato e adattando il possibile.

L’avessi avuta 25 anni fa tanta scelta…

Questo test nasce non pianificato, vi ho raccontato già per sommi capi la sua genesi.

Ora entro in dettaglio. 

Ricevo continuamente mail di negozi o aziende legate al nostro mondo a pedali che mi propongono recensioni, presentazioni di prototipi, richieste di pubblicare articoli loro già composti e così via.

A tutti rispondo, esattamente come a tutti voi rispondo sempre perché avrò tanti difetti ma, per fortuna, non annovero tra questi la cattiva educazione.

Però mentre con voi sono sempre disponibile, le mie risposte a queste offerte chiariscono da subito la linea editoriale di questo blog.

Che è quella della totale indipendenza. Ovvio, senza il fattivo supporto delle aziende che mi girano il materiale, io i test non potrei svilupparli. Sarebbe una spesa folle.

Ma una cosa è ricevere un sample test dall’ufficio stampa o dall’agenzia di comunicazione, in un leale rapporto di collaborazione, tutt’altra mascherare da test indipendente quella che ai miei occhi (e soprattutto ai vostri…) può apparire pubblicità e basta.

Poi arriva l’eccezione, la risposta che non ti aspetti al mio standardizzato sproloquio con cui stronco sul nascere ogni proposta che mi arriva.

Ai primi di agosto ricevo una mail dalla responsabile comunicazione per l’Italia di CycleTyres, sito francese specializzato nella commercializzazione di gomme per bici e svariati altri accessori a noi dedicati.

Solita mia risposta educata ma sempre scritta sul sottile crinale della supponenza con la svariate condizioni e presupposti che rendono praticamente impossibile per una qualunque azienda accettare e immediata la replica “Per me va benissimo”.

Ahia; e adesso che faccio? Mi invento nuove condizioni impossibili o accetto? 

Ovviamente ho accettato, visto che state leggendo la recensione.

L’ho fatto dopo aver chiesto libertà nella scelta del materiale da testare; richiesta accettata previa disponibilità a catalogo. A cui è stato aggiunto un piccolo parafango da Mtb, che vedremo velocemente nel paragrafo conclusivo.

L’ho fatto dopo aver chiarito che non avrei pubblicato un link diretto all’acquisto ma solo a home page del sito e sezione dedicata da cui ho prelevato i copertoncini; richiesta anche questa accettata malgrado sia più stringente di quella che propongo alle aziende, che quando hanno un loro shop online non ho mai avuto remore a pubblicarne l’indirizzo.

Del resto, giustamente, parliamo di un negozio plurimarche: nessun interesse a “promuovere” un dato prodotto, quindi nessuna ingerenza nelle risultanze del test.

Un paio di link al loro sito l’unica richiesta avanzata, massima libertà per me su tutto. 

Ragionevole, anzi, fin troppo timido. Per questo nel paragrafo finale ho deciso di inserire, di mia volontà, alcune notazioni su CycleTyres.

Questo blog non ha mai puntato ai grandi numeri ma alla qualità. Ho sempre preferito essere nicchia di piacevole lettura che sito generalista infarcito di cartelle stampa e luoghi comuni. O, peggio, grancassa di interessi commerciali mascherando il tutto con finta informazione.

Ho apprezzato molto l’impostazione offertami da CycleTyres e ci tenevo a farvi conoscere anche come nascono alcuni test. E visto che questa è la prima volta che accetto la collaborazione con una attività commerciale in senso stretto, ho ritenuto dedicare questo paragrafo introduttivo non alla presentazione del prodotto in prova o dell’azienda ma a come questo articolo è nato.

Con quelle lealtà e trasparenza a cui mai vengo meno nel dialogare con voi.

Bene, adesso possiamo dedicarci al test vero e proprio, partendo dalla conoscenza statica dei nostri copertoncini Challenge Gravel Grinder Race.

Voltiamo pagina.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Grazie per il test e grazie per avermi(ci) fatto conoscere questa CycleTyres…d’ora in poi di certo nessuno lettore del blog potrà più dire di non aver trovato un copertone adatto alle proprie esigenze!! 🙂

    • Elessarbicycle

      Ciao Adriano, come ho scritto nell’introduzione ricevo ogni settimana molte proposte di test da parte di negozi e sempre le rifiuto.
      Stavolta ho fatto un eccezione proprio perché ho trovato a catalogo diversi marchi che ho sempre grande difficoltà a reperire e che so molti di voi usate.
      Alla fine conta il test, andato meno bene di quanto credessi visto quello che avevo letto di questi copertoncini; e, sempre alla fine, che mi inviate mail per chiedermi dove comprare cosa e io ve lo indico o che lo scrivo direttamente qui, cambia poco. Anzi nulla, perché la stesura dell’articolo non è stata influenzata dal canale di approvvigionamento.
      Col gravel comunque non finisce qui: stamattina ho parlato con l’agenzia che cura la comunicazione Pirelli e ho avuto l’ok all’invio dei nuovi Cinturato gravel. Quando dipenderà dalla disponibilità dei sample test, gomme nuove e attese quindi chieste da tanti. Ma arriveranno…

      Fabio

  • Paolo Mori

    Come al solito test interessante, peccato per il risultato. Come avevo scritto sotto l’articolo che raccontava il test imprevisto, non mi ispiravano molto ma ero curioso di leggere il tuo parere. Guardandoli in foto si intuiva il potenziale problema con le tacchette laterali, con un comportamento simile a quello di gomme mtb senza tacchette intermedie tra battistrada centrale e spalla. Però avrei immaginato fosse fastidioso su asfalto, non in offroad… peccato per il design non azzeccato

    • Elessarbicycle

      Oibò Paolo, io metto sempre in conto un mio errore, non sono l’oracolo di Delfi.
      Però effettivamente non essere io riuscito a trovare uno stile di guida idoneo non me lo aspettavo. Ne avevo letto un gran bene, confesso le avevo scelte a colpo sicuro (il negozio CycleTyres non mi ha indicato un modello, ha lasciato fossi io a decidere cosa provare) “sarà un test facile, solo loro da provare, una passeggiata…” e invece così non è stato. Succede, raro ma succede che un prodotto si collochi al di sotto delle aspettative. Mi secca più che altro il fatto che altre gomme della casa, che ho usato ma non pubblicato perché non erano per i test, mi avevano fatto felice. Vabbè, andiamo avanti, stamattina ho preparato la bozza del calendario di pubblicazione e sono pieno fino a Natale. Come al solito dico sempre che a settembre mi do una calmata e invece…

      Fabio

      • Paolo Mori

        “non sono l’oracolo di Delfi”: per fortuna, oserei dire! Già le recensioni sono lunghette, se poi non si capisse un’accidente – come spesso succedeva con i responsi – non oso immaginare quanto potresti sentirti fischiare le orecchie 😀

  • ivano

    Ciao Fabio, il sito di Cycle Tyres è davvero molto ben strutturato e completo. Ho acquistato varie volte da loro e sono sempre stati puntuali e veloci. Inoltre sono gli unici che importano i tubeless IRC da strada, che reputo i migliori nella misura da 23 mm, dopo aver provato svariate marche.

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