Brooks Swift

Le conclusioni

Tempo di lettura: 6 minuti

Le conclusioni

Test nato per caso questo della Brooks Swift.

Non è la prima volta che accade e devo dire che quando succede sono (quasi) sempre contento, vengono fuori belle scoperte. Solo in una occasione un prodotto si rivelò al di sotto delle aspettative, scatendando le ire del produttore. 

Non è successo con questa sella, mi sentivo in una botte di ferro (altra espressione abusata, lo so) perché dopo tanti anni a pedalare con selle Brooks mai una ha fallito l’obiettivo.

Persino la gamma Cambium, sulla quale pendeva il dubbio del mio conservatorismo, ha finito per convincermi pienamente.

E infatti era proprio una Cambium che avrebbe dovuto equipaggiare la Trek Checkpoint ALR, bici nata da e per i test, un vero e proprio laboratorio su due ruote. Sarebbe dovuta essere la lussuosa C13.

Soprattutto perché, oltre che trovare bellissima la C13, ritenevo la gomma naturale più adatta a tollerare le intemperanze della guida fuoristrada.

Sul perché poi abbia dirottato su questa Swift ve l’ho raccontato all’inizio.

Pentito? Ma nemmeno per sogno!

Contento come un bimbo la sera di Natale.

Ho colmato un vuoto di conoscenza, la Swift mi mancava; e non mi riferisco solo alla recensione (e infatti alcuni modelli in cuoio qui, sul blog, sono assenti) ma all’averci pedalato.

Monto da anni selle Brooks, prima di più quando, in assenza del blog, avevo tempo di creare bici. Su molte di queste finiva spesso una sella inglese e se la bici era della mia taglia, sempre mi (pre)occupavo di usarla su strada. 

Sapete, una questione di professionalità, la verifica che fosse tutto a posto…

Ma torniamo sul pezzo, provando a rispondere alla fatidica domanda: a chi consigliare questa sella Brooks Swift?

Praticamente esclusi i ciclisti sportivi stradali, bici da corsa con dislivello importante sella/manubrio, restano tutti gli altri.

E’ una ottima sella adatta a tanti usi, dal fuoristrada leggero (anche Mtb, non specialistico) al turismo, dalla città al gravel.

Ha tante qualità che la fanno apprezzare nei differenti contesti.

La forma, classica e devo dire a cui non siamo più abituati, si rivela perfetta perché offre ampio appoggio, non preme in punta e non intralcia urtando l’interno coscia.

La capacità di smorzamento, tipica del cuoio, assorbe le asperità stradali donando gran confort di marcia.

Il rialzo posteriore è valido supporto quando si cerca appoggio nella pedalata agile.

La zona anteriore corposa offre ugualmente valido supporto quando si avanza a cercare la prestazione.

Se la bici è dotata di piega ma la schiena non supera i 45 gradi di inclinazione, nessuna pressione anomala.

Se la bici è dotata di manubrio dritto e posizione della schiena più eretta basta lavorare sulla regolazione e subito si trova la quadra, senza rinunce.

Non annovero tra i difetti ma tra le carrateristiche due aspetti.

Il primo è la necessità di proteggere la sella dalla pioggia. Senza eccedere, non è che basta un acquazzone e uno si fa prendere dal panico. In questo caso basta lasciarla asciugare a temperatura ambiente (mai vicino a fonte di calore) dargli una passata di Proofide e tutto rientra.

Però se lavate spesso la bici, proteggetela; io avvolgo sempre con pellicola per alimenti.

Il secondo è averne cura, ogni tanto una ingrassata. E per ogni tre ingrassate alla parte superiore dello scafo datene una, abbondante, alla zona inferiore. La sella ringrazierà.

E’ bene poi non eccedere con la tensione, in un verso come in un altro; in ambedue i casi il risultato sarà indentico: minor durata della sella.

E sarebbe un peccato, perché una Brooks davvero dura tutta la vita.

Buone pedalate.

COMMENTS

  • antonio daniele

    Brooks forever >>> !!!

  • Stefano Storoni

    Ciao Sergio, ho visto dalla foto della tua fuoriserie Elessar che hai una borsa da sella che mi sembra una Carradice Zipped Roll, posso chiederti come mai l’hai montata col supporto anzichè direttamente agli occhielli della Brooks?
    La consiglieresti per uso gravel?
    La sto occhieggiando da un pò per la mia molto british Cotic Escapade ma ho paura che sullo sterrato balli un pò.
    Ciao.
    Stefano-che-sta-pedalando-sulla-spin-bike.

    P.s.: complimenti per gli articoli sulle normative anti epidemia, abito in provincia di Brescia e ho parenti in intensiva e conoscenti che se ne sono andati, ogni contributo è prezioso.

    RESTIAMO A CASA

    • Elessarbicycle

      Ciao Stefano, non è la Carradice ma la Minnehaha

      https://www.elessarbicycle.it/borsa-da-sella-minnehaha/

      La alterno, a seconda delle necessità di carico, con una Carradice Barley.

      https://www.elessarbicycle.it/carradice-barley-e-bagman/

      Quindi per praticità attacco anche la Minnehaha al supporto Bagman, non avrebbe senso montare e smontare ogni volta.
      E poi sono borse con cinghie in cuoio, il QR del Bagman è comodo quando devi velocemente staccare la borsa per qualche motivo.

      La Minnehaha si presta bene a uso gravel, anche se non è facile immaginarlo, Elessar ha conosciuto spesso il fuoristrada. Ho smesso solo perché a lavarla ci vuole una giornata.
      La borsa ha dei lacetti elastici aggiuntivi, la resa estetica finale non mi aggrada, ma aiutano a tenerla ferma.

      Fabio

  • Come al solito articolo completo ed esaustivo, ma non per ultimo piacevole da leggere. Le Brooks sono sempre state fra le selle che mi piacciono di più anche se in realtà non sono fra le mie abituali. L’unica che resiste è la B17 montata sulla Brompton.
    La Swift con telaio il titanio è quella che ho usato maggiormente montata su una Salsa Fargo. Messa definitivamente da parte dopo il Tuscany Trail di qualche anno fa; pur se ben ingassata dopo 5 gg di acqua e fango si è sfondata in modo irrecuperabile. Anche la registrazione del tensionatore ha comportato solo la tensione della parte centrale e sembrava di stare seduti su una lama. Pioggia e fango è il suo peggior nemico ed è abbastanza incoerente con lo spirito UK del prodotto.
    Altra mia constatazione, ma segnalata anche verbalmente al costruttore nell’occasione di una fiera internazionale, è il diverso posizionamento longitudinale della parte della forchetta che deve essere stretto dal tubo sella. Il chè richiede diversamente dagli standard in alcuni casi di usare tubo sella arretrato e se lo stai già usando non sempre riesci a mantenere il posizionamento corretto.

    • Elessarbicycle

      Ciao Piero, sarebbe interessante conoscere la risposta di Brooks quando hai denunciato la rottura.
      In tanti anno di utilizzo mio e di altri di selle Brooks, oltre ovviamente i test ma qui la durata è relativa per ovvie ragioni, problemi non sono sorti.
      Pioggia l’abbiamo presa (pure in questo test) e il fango anche (sempre pure in questo test) ma mai consecutiva su più giorni.
      Vale sempre la regola, per ogni sella in cuoio, di usare la copertura impermeabile in caso di esposizione prolungata all’acqua e di attendere sia asciutta (a temperatura ambiente) prima di usarla.
      Sarebbe da indagare, ogni informazione frutto dell’esperienza diretta è sempre di grande aiuto.

      Per quanto riguarda il reggisella, quasi tutte le Brooks in cuoio vogliono reggisella con offeset; la Swallow offre maggiore lunghezza sfruttabile ma tutte le altre le setti bene solo se hai reggisella arretrato.
      Fabio

      • Ciao Fabio. In una prova come il Tuscay Trail (600 km e quasi 10.000 mt di dl) è ovvio che tutto quello che usi è testato in condizioni estreme, ancor più se sotto piaggia e fango per giorni; comunque anche per me è stata una magra scoperta. Pensare di usare la copertura in dotazione diventa penalizzante perchè hai già abbigliamento ciclista, abbigliamento antipioggia, anche se solo pantaloncino, e infraporre ancora altro diventa un tormento nel pedalare per ore.
        Brooks al tempo non mi dette nessuna risposta e molto diplomaticamente dichiararono che avrebbero verificato.
        Del resto basta prendere una Brooks e una sella tradizionale e appogguarle l’una sull’altra per notare come la forchetta sia diversamente posizionata nel caso della Brooks. Io sono di statura alta e quasi sempre per un’adeguato posizionalento biometrico devo sempre usare tubi sella con offset arretrato e mi sarebbe stato richiesto ulteriore arretramento ovviamente non possibile: è anche vero che non tutti i pedalatori quando sostituiscono una sella verificano il posizionamento biometrico 🙂
        I tuoi articoli sono sempre ottimi e esaustivi e pertanto mi inducono a discure e ossevare la perfezione 😀

        • Elessarbicycle

          Ciao Pierluigi, la cosa migliore di questo blog sono i vostri commenti.
          Sempre precisi, mirati, studiati e frutto di esperienza diretta. Siamo lontani anni luce da un qualunque forum, e non nascondo l’orgoglio di aver centrato almeno questo obiettivo.
          Offrire un luogo di appassionati, senza guerre di religione e leggende metropolitane.
          E questo succede grazie a voi.

          Per la questione arretramento, confesso, l’ho dato per scontato. Cioè, parliamo di Brooks, il marchio più famoso e longevo in assoluto.
          Alcune cose, come la manuntenzione o l’arretramento, sono lì da sempre.
          Errore mio, avrei dovuto scriverne. Come ho fatto con la serie Cambium, spiegando come trovare il migliore setup, perché le cambium sono (relativamente) giovani rispetto alla gamma in cuoio e quindi pensai che qualche notizia serviva.
          Con quelle in cuoio no, ma ho aggiunto l’appunto sulla scheda, così in un prossimo test (se ne farò altri) non lo dimenticherò.

          Fabio

      • P.S. Confermo che la Swallow offre una lunghezza maggiore della forchetta. Non per nulla è montata sulla mia bici da randonneè 😀

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