TyreKey

La prova pratica

Tempo di lettura: 8 minuti

La prova pratica

Il terzo paragrafo è quello solitamente dedicato alla prova su strada; però mi sembrava un titolo incongruo anche se, in effetti, è proprio su strada che ho voluto provarlo. Senza il rassicurante conforto della mia piccola ma attrezzatissima officina.

Giusto qualche foto in interno ma per il funzionamento vero e proprio ho preferito confezionare un breve video. Ci sono operazioni che nessuna immagine riesce a spiegare in modo preciso.

Ricorriamo ancora alle foto per illustrare come si adopera; dopo vedremo il video per comprenderlo in azione.

Per prima cosa sfruttiamo l’intaglio sul manico per sollevare il copertoncino.

Come possiamo vedere nell’immagine in basso non va usato come i classici cacciacopertoni ma inserito lateralmente.

Dopo aver fatto leva basta percorrere tutta la circonferenza della gomma.

L’impugnatura più larga e il sufficiente spessore permettono di esercitare la forza necessaria senza farsi male.

Mio consiglio: portarsi dietro una coppia di TyreKey è inutile; aggiungere una sola levetta cacciacopertoni classica, di quelle con uncino per bloccarla sul raggio, fa comodo. 

Con pneumatici più ostici, per esempio i tubeless montati con camera d’aria su cerchi predisposti, è un aiuto a volte necessario.

Sostituita o riparata la camera è il momento di tallonare il copertoncino, ossia l’operazione principe per cui è stato pensato questo attrezzo.

Non tutto il copertoncino, il montaggio è sempre a mani nude per quasi tutta la circonferenza: il famoso ultimo miglio, quel tratto più o meno esteso dove la gomma è in tensione e che spesso ci fa dannare.

A volte sappiamo che anche applicando al meglio la tecnica del “massaggio”, ossia manipolare il copertoncino per farlo scendere nella gola del cerchio e allentare così la tensione, tecnica descritta in questo articolo, il successo che sempre arriva può costarci fatica.

Fatica che in officina evitiamo ricorrendo a una pinza apposita, chi la possiede; ma su strada non è proponibile portarsela dietro, il TyreKey si.

Come si usa la sua bocca?

Basta fargli mangiare il copertoncino assicurandoci che l’uncino abbia arpionato il cerchietto della gomma.

Poi ci assicuriamo che dal lato opposto sia a battuta sul cerchio e nel contempo abbia presa salda sul copertoncino.

 

Quindi facciamo leva e il cerchietto entra nella gola del cerchio.

Piuttosto semplice ma come ho detto le foto non rendono la rapidità e facilita dell’azione.

Quindi ho preferito ricorrere a un video, che è più lungo del tempo necessario all’operazione per ovvie (ma anche futili…) esigenze di scena. Mi sono mosso lentamente per non mandare in crisi la ripresa; e concesso un poco di scenografia. Evvabbé…

Sia per le foto che per il video ho scelto di usare le Panaracer Pasela 700×32.

Sia per la misura (con 700×23/25 già c’è materiale illustrativo in giro, con gomme più larghe no) e sia perché il fianco para offriva miglior contrasto visivo con il nero del TyreKey.

E’ venuto su con velocità sorprendente, tanto che ho dovuto smontare e ripetere l’operazione una seconda volta per poterla illustrare lentamente.

Nessun problema con le altre gomme stradali; mi sono spinto sino alla 700×35 di una gomma “robusta” come la Michelin Protek Urban e la bocca del TyreKye se la è pappata senza difficoltà.

Difficoltà che invece ho incontrato con gomme da offroad. Non ho usato pneumatici da Mtb ma da gravel/ciclocross dotati di tacchettatura laterale.

La difficoltà non è arrivata dalle dimensioni (i tacchetti aumentano il profilo) ma dal fatto che facendo scorrere l’attrezzo lungo il copertoncino, come abbiamo visto nel video, questo si bloccava contro i tacchetti faticando a proseguire il cammino.

Difficoltà non significa che non ho potuto portare l’azione a compimento: solo è stata meno rapida perché dovevo prima disimpegnare il TyreKey dalla tacchetta ostacolo.

C’è altro? No, stiamo parlando di un attrezzo concettualmente semplice e di facile utilizzo. D’accordo la mia insana grafomania ma non esageriamo.

Voltiamo pagina e andiamo alle conclusioni.

 

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • xtanatos

    … e ti pareva !
    Appena arrivati, ero curioso di sapere se andavano bene o una ciofeca. Li ho presi principalmente per i copertoni Schwalbe Pro One tubeless che sono veramente ostici da montare.
    🙂

    • Elessarbicycle

      ehehehehe, ma io so (quasi) sempre cosa vorreste leggere 😀 😀
      Presi al plurale? Con due si lavora peggio, meglio uno e con la mano libera guidi l’attrezzo per fargli uncinare il cerchietto.
      Comunque averne di più è comodo se si hanno più bici (uno in ogni borsino o quello/quelli sulle bici e uno in officina domestica) e ti accorgerai che funziona.
      Basta prenderci la mano, il trucco è partire proprio dall’inizio: cioè non andare subito al centro della parte ancora da inserire.
      Un massaggio a far scendere la gomma nella gola del cerchio aiuta ancor di più.

      Fabio

  • xtanatos

    ehehehhehe
    Ne ho presi 2: uno da tenere sul banco lavoro e uno da portare in giro. Nei prossimi giorni faccio un pò di prove e ti aggiorno sulle impressioni d’uso.

  • Sarebbe l’attrezzo che serve a me che non riesco ne a stallonare ne a tallonare con le mie manine da Barbie. Peccato che monto le Gravel King da 38 🙁 magari chissà più avanti ne fanno uno da Gravel

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