Tutto pronto

Tempo di lettura: 2 minuti

La lunga fase preparatoria è finita, sono pronto per lavorare sul prossimo articolo della sezione Officina: la verniciatura fai dai te del telaio.

Come sono arrivato a decidere di pubblicare un articolo sull’argomento lo leggerete in dettaglio nella introduzione futura.

Per ora vi anticipo un sunto.

Tutto nasce per caso, soprattutto perché ho sempre avuto una certa ritrosia a trattare la verniciatura domestica.

Tante possibilità, troppe variabili, elevato margine di errore: offrire una guida capace di traghettarvi verso un risultato sicuro non è facile.

Ma il caso ci ha messo lo zampino e l’incitamento di tanti mi ha convinto.

Avevo necessità di dare nuova tinta a un telaio, essenzialmente per necessità fotografiche del blog. Mi serviva qualcosa che assicurasse buono stacco coi componenti, per lo più neri o antracite, sia per i test che per gli articoli tecnici.

Così mi ero messo al lavoro per preparare il telaio alla verniciatura, la fase più noiosa e lunga quando decidi di fare da solo.

Per la verniciatura pure avrei fatto da solo ma utilizzando vernici bicomponenti, compressore e aerografo, cioè quella comunemente chiamata pistola per verniciare, da non confondere con l’aerografo da modellismo/disegno.

Parlandone con amici ciclisti, soprattutto per ricevere consigli sul colore (perché non è scelta a mio gusto ma dettata dalla potenziale resa fotografica) tutti a chiedermi: ne farai un articolo?

E io a rispondere no, non ne ho intenzione. Del resto, pensavo, se già possiedi la costosa attrezzatura (un aerografo decente non lo paghi meno di 100/120 euro, a cui sommare il compressore) che te ne fai dei miei suggerimenti? Conosci la materia sicuramente, altrimenti non avresti acquistato attrezzi adatti.

E loro, perfidi: “uh, che peccato: e perché non usi le bombolette allora? Così la gente ha qualcosa per informarsi, in giro ci sono solo le stesse notizie generiche, uguali per tutti”

Qui devo dire che hanno saputo cogliere il mio punto debole: la vanità.

Accidenti, riflettevo, hanno ragione; navigo tra mille siti e tutti dicono sempre la stessa aria fritta, un copia e incolla che va avanti all’infinito: mumble mumble, un bell’articolo preciso, esaustivo, dettagliato, sai come faccio la ruota del pavone che sono…

E ho iniziato a pianificare.

Bomboletta ok, non è la mia preferenza ma nemmeno una brutta parola. Ovviamente non mi riferisco alle bombolette da centro brico ma a vernici per carrozzeria che negozi specializzati caricano in bombolette di alta qualità. Costicchiano è vero ma o la vernice è buona o è tutto lavoro sprecato.

Poi la scelta delle fasi da illustrare, partendo dalla preparazione del telaio, poi fondo, tinta e trasparente.

Vale la pena aggiungere anche stuccatura e rimedio a un errore di verniciatura? Ma si, se devo essere pavone, devo esserlo in tutto.

E le scritte? Nulla di più triste di un telaio riverniciato senza essere battezzato.

Come si applicano le scritte? Io da sempre a secco, mi creo prima mascheratura, però è più difficile e se sbagli non puoi rimediare. 

Allora che sia ad acqua, dove un errore di posizionamento è subito rimediabile così ho pure questa procedura da descrivere e che è preferibile per chi è alle prime armi.

E, trovandomi, oltre al nome sull’obliquo ho deciso di sfruttare un logo che creò l’amico Claudio per ricavarne lo scudetto da applicare al tubo sterzo. Fondo trasparente, così le scritte si coloreranno in tinta col telaio. Questa in basso è una prova, quelli definitivi (uguali per disegno ma con miglior dettaglio) sono accuratamente conservati.

Carino eh?

Ma che bel pavone sta venendo fuori!

Certo, mi sono complicato la vita; aerografo molto meglio, offre controllo assoluto sulla verniciatura e nessuna bomboletta potrà mai uguagliarlo.

Però in prospettiva “creo un articolo che potrebbe essere utile a tutti quelli che non l’hanno mai fatto e non hanno l’attrezzatura” è l’unica strada percorribile.

Anche in prospettiva pavone, immancabile.

Quando vedremo il tutto?

Credo la prima pubblicazione tra un paio di settimane; dico la prima perché l’articolo sarà diviso in due puntate.

Servirà tempo per la stesura perché so di essere un pavone e la vanità porta all’errore.

Quindi per rimediare a eventuali errori ho chiesto aiuto ad alcuni professionisti del settore. Che mi hanno già consigliato nello stilare lo schema dei lavori e si sono dichiarati disponibili a revisionare lo scritto prima della pubblicazione, alla caccia di ogni punto debole.  

Buone pedalate, colorate

 

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Gian Luigi

    Non vedo l’ora, è la classica cosa cui prima o poi tutti gli appassionati pensano… Non credo lo farò mai ma sono curiosissimo.

    • Elessarbicycle

      Ciao Gianluigi, in effetti anche io ho fretta di mettermi al lavoro: questo telaio mi serve pronto prima possibile.
      Ma devo fare i conti col meteo, questo è un pessimo periodo per verniciare. Ovviamente perché parliamo di verniciatura domestica, quindi nessun forno per essiccatura.
      Tra vento, umidità e basse temperature devo tenere d’occhio il meteo. Una volta iniziato, non puoi fermarti e servono 4 giorni consecutivi di clima se non giusto almeno non cattivo.
      Fabio

  • Giovanni

    Comunque non desistere, a parte i capricci del tempo per l’asciugatura, sarà sicuramente un articolo completo e godibile, che permetterà soprattutto di assorbire la passione per la manualità, ed eventualmente incentivare il ciclista nella sua personale lavorazione.
    Grazie e ancora in bocca al lupo.

    • Elessarbicycle

      Ciao Giovanni, desistere no, sia perché mi serve il telaio (e se non fosse saltata fuori questa cosa di ricavarne un articolo avrei già finito da tempo) e sia perché, diciamolo, stiamo parlando di un telaio non della Cappella Sistina.
      La difficoltà in questo caso non è l’azione ma la creazione dell’articolo. C’è da pianificare tutto per bene.
      Per esempio quando preparo un articolo tecnico, con foto e video, ripeto tre o quattro volte la stessa operazione per eseguire a ogni passaggio foto ad angolatura diversa e i video.
      La verniciatura la fai una volta sola, non è fai foto, svernici, rivernici, riprendi ecc.
      Quindi mi servirà aiuto, doppia camera e così via. E’ in questo la vera difficoltà di ogni articolo sulla manutenzione, non nell’operazione in sé.

      Fabio

  • Giulio

    Capiti a fagiolo! Il telaio in titanio di cui ti ho parlato qualche settimana fa è arrivato. Ovviamente devo personalizzarlo. Non credo che verniciare alluminio, acciaio o titanio cambi poi molto quindi non vedo l’ora di leggere l’articolo.

    • Elessarbicycle

      Mumble mumble, sarò tradizionalista ma il titanio è bello al naturale…
      Comunque è possibile verniciarlo, anche se bisogna capire da cosa parti, cioè se e che trattamento ha ricevuto il tuo telaio.
      Però questo è un caso in cui sconsiglio il fai da te, almeno quello senza ricorrere ad aerografo e vernici bicomponenti. Meglio su telai di pregio rivolgersi a un professionista.

      Fabio

      • Giulio

        Mi sono spiegato male. Non voglio verniciarlo ma solo verniciare 4 cifre della lunghezza complessiva di 6 cm sull’orizzontale. Il bello del titanio è soprattutto il suo colore, non lo cambierei mai

        • Elessarbicycle

          Ah ok.
          Ma a questo punto non ti conviene ricorrere al vinile?
          Il grafico da cui vado io crea ottimi vinili, di gran qualità. E non necessitano di trasparente, vanno sui fuoribordo e se resistono lì, resistono ovunque.
          Se vuoi ti giro contatto, io lo vedrò lunedì che ho dimenticato la pendrive da lui.

          Fabio

  • vespaindiana

    Fantastico, sono secoli che voglio restaurare una vecchia Graziella e il tuo articolo è proprio quello che vorrei leggere prima di mettermi all’opera! Davvero grazie per la sezione “Officina” che mi ha permesso di fare cose che non mi sarei mai immaginato.

    • Elessarbicycle

      Ciao Vespaindiana, mi fa piacere ma ricordati che un restauro è una cosa diversa.
      Bisogna valutare con attenzione lo stato di partenza e da lì decidere i vari passaggi. A seconda delle condizioni e del risultato che si vuole ottenere può essere necessario ricorrere a uno specialista. Dubito, tanto per dirne una, che tu abbia in casa una sabbiatrice o pallinatrice. E se la tieni, allora di sicuro non hai bisogno dei miei articoli 😀 😀

      Fabio

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