Sigma Aura 60 Usb e Nugget II

Tempo di lettura: 11 minuti

Siamo tornati all’ora solare, con l’autunno fa buio presto e a chi pedala sempre e comunque servono le luci. Che si dividono in due grandi famiglie: quelle per illuminare la strada e quelle che ci rendono solo visibili.

Il set proposto da Sigma e composto dalla luce anteriore Aura 60 Usb e Nugget II appartiene alla prima famiglia.

Scrivo set ma perché a me l’azienda così lo ha consegnato, un bundle che le comprende entrambe. Ma che, a quanto sembra, è proposto in questa configurazione solo per il mercato interno, quello tedesco che ha anche legislazione assai stringente in materia. Noi italiani dovremo crearcelo, acquistando i due faretti separatamente. O cercarlo online.

Ed è anche meglio perché, sempre a causa della normativa teutonica, la luce posteriore che mi ha inviato Sigma è solo a luce fissa; quella lampeggiante non è permessa in Germania ma da noi si e quindi potremo creare il set con questa ulteriore e comoda opzione. L’occhio è catturato dal movimento; una lucetta che all’uopo può lampeggiare in alcune circostanze di marcia si rivela più utile di una solo fissa.

Bene, chiarito questo subito, in apertura, a evitare fraintendimenti nel prosieguo del test, vediamo perché ho deciso questo test e perché ho scelto Sigma.

Come detto all’inizio, le giornate si accorciano. Praticamente alle quattro del pomeriggio è buio e oltre a trovare deprimente la cosa, installare le luci sulla bici è necessità per chi dopo quest’ora è ancora in girò o lo sarà.

Vero che, codice stradale alla mano, le luci sulla bici dovrebbero esserci sempre; anche se la dottrina non ha trovato risposta al dubbio se debbano essere presenti tout court o solamente dal tramonto. Cioè: sono fuorilegge se pedalo al mattino su una bici sprovvista di faretti anche se non ho bisogno di usarli oppure devo averli obbligatoriamente da una ora prima del tramonto? Da tecnico del diritto (si, ho anche una altra vita fuori dal blog…) io propendo per la prima interpretazione.

E sempre da tecnico che sbarca il lunario tra codici e pandette conosco perfettamente l’esistenza di norme disattese o inapplicabili. Come questa, di cui ci si ricorda giusto per elevare verbale di contravvenzione in caso di incidente. Che è un modo pilatesco per risolvere future controversie che inevitabilmente sorgeranno quando si entrerà nella fase della determinazione delle responsabilità e conseguente risarcimento.

Fin qui l’avvocato; ora il ciclista che pedala tutti i giorni.

Le luci, così come il casco e abbigliamento ad alta visibilità, vanno usate sempre. Con sempre intendo ovviamente “sempre col buio”. Il casco pure col sole, vabbè.

Se anche non ci fosse il codice a imporcele, mai pedalerei col buio senza rendermi immediatamente visibile. Tempo addietro fu estrapolata una frase da un vecchio articolo e usata per rimproverarmi un mio generico invito a non usare le luci. Non è così.

Non le ritengo necessarie per chi mai usa la bici con le stelle a rischiarare la via; indipendentemente da ciò che prescrive la legge. Quindi molto diverso dal sostenerne l’inutilità.

E infatti sono talmente convinto che debbano essere usate che vi propongo questo test così come un altro ne arriverà, con luci di azienda diversa.

Queste che stiamo per conoscere le propone Sigma Sport, azienda leader nell’elettronica per bici; i ciclocomputer in gamma coprono qualunque esigenza, da quelle basiche fino al top col nuovo Sigma Rox 12 che vedremo recensito qui, sul blog.

Ma il catalogo della casa prevede anche dispositivi indossabili, tool, computer da moto e una corposa sezione software per gestire il tutto.

E in effetti devo confessarvi che questo test è uno di quelli nati per caso. Nella lista delle possibili recensioni era segnato un set di luci ricaricabili e tra le papabili c’erano proprio queste Sigma Aura 60 Usb. Però cercando di restare fedele ai miei buoni propositi di non sovraccaricarmi le tenevo in attesa. Preferendo chiedere all’azienda un esemplare del nuovo ciclocomputer Gps Rox 12.

Sigma ha aderito alla mia richiesta aggiungendo: “Vorresti recensire anche un set di luci?” Potevo io dire no, buoni propositi o meno? Infatti…

I due prodotti, luci e Rox, sono arrivati insieme. Ho scelto di dare priorità alle luci perché adesso si fa pressante il momento in cui servono.

Quindi dopo questa solita lunga chiacchierata possiamo voltare pagina e conoscere le nostre Aura 60 Usb e Nugget II.

Andiamo.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Ottimo articolo di “servizio” che serve a fare luce (ah ah) in una selva piena di prodotti dal prezzo molto variabile e dalle caratteristiche spesso indecifrabili in termini pratici e di utilizzo. Peraltro un prodotto più che economico. Grazie!!

    • Elessarbicycle

      Ciao Adriano, dici bene “articolo di servizio”. Più che il testo trattandosi di luci ho pensato servissero foto e devo dire che stavolta ci ho lavorato tanto. Ma del resto questo è il momento giusto per le luci, infatti a breve arriverà anche quello sulle Reelight Nova (meteo permettendo). Luci del tutto diverse, per potenza, tecnologia e destinazione d’uso/ciclisti. Ma anche un altro modo di affrontare il buio e potrebbe essere interessante.

      Fabio

  • Gabriele

    Ciao Fabio, a seguito della tua recensione ho acquistato le 2 luci per i miei ormai forzati allenamenti tardo pomeridiani (e quindi in notturna!) in bici da corsa. Che dire? Ottime, l’anteriore illumina la strada alla perfezione anche quando sono in discesa (certo col buio non mi lancio in discesa come Nibali a Rio 2016) e come dici bene tu deve essere ben regolata per non abbagliare le auto provenienti nell’altro senso. La posteriore la trovo impressionante, ma mi permetto di aggiungere alla tua recensione anche il consiglio di rimuovere il borsello sottosella e installarla più in alto sul reggisella. Con pochi euro si prende un borsellino da fissare al tubo orizzontale/serie sterzo dove spostare il tutto o anche nelle tasche posteriori se c’è spazio.
    Per scrupolo e sicurezza uso comunque altre luci e indosso vari elementi riflettenti, infatti a chi mi chiede se è pericoloso uscire la sera in bici rispondo che sono “un albero di natale su due ruote”, ma penso di poter fare ancora di peggio/meglio se vedo altro materiale interessante qui su Elessar!
    Insomma, le consiglio a chi come me si allena su strada in autunno/inverno dopo il tramonto, e con prezzi uguali in effetti non ho trovato in altri marchi le stesse caratteristiche di queste 2 Sigma!
    Grazie di nuovo per questa recensione “illuminante”, giusto per unirmi anche io ai pessimi giochi di parole…
    Gabriele

    • Elessarbicycle

      Ciao Gabriele, interventi come il tuo mi fanno assai piacere e al tempo stesso mi spaventano.
      Mi fanno piacere perché nei miei test cerco spesso di proporvi ciò che reputo vi sarà realmente utile, senza tener conto di mie eventuali preferenze o necessità. E testare componenti come per esempio le luci ti assicuro che è noioso, lungo e faticoso (la parte fotografica ha richiesto lunghe ore…).
      Mi spaventano perché mi fanno rendere conto che devo usare la massima attenzione, verificare ogni dettaglio e pesare attentamente le parole perché un mio errore significa indurre voi in errore.
      Posso dire, con orgoglio, che con quasi 200 recensioni pubblicate, fino ad oggi non c’è stata una sola volta in cui il vostro giudizio sia stato diverso dal mio. Anzi, avete spesso contribuito con ulteriori segnalazioni o suggerimenti dettati dall’esperienza diretta, come nel tuo caso.
      E comunque mentirei se negassi che, spavento o no, non mi fa piacere sapere di essere stato utile.
      Il punto di forza di questo blog è che sta su solo per passione, non perché devo camparci. Potrei chiuderlo anche domani se volessi, avrei dopo tanto più tempo per me. Quindi posso sempre permettermi il lusso della verità, senza preoccuparmi se la tale azienda possa sentirsi danneggiata.
      Tante aziende lo capiscono e lo apprezzano, altre preferiscono canali di comunicazione più gestibili. Ma fa parte del gioco, basta saperlo.
      Una volta un amico mi ha definito un influencer. Lo fece con animo gentile è vero. Io però spero di non diventarlo mai: solo un ciclista appassionato a disposizione di altri appassionati come lui.

      Fabio

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