Sigma Aura 60 Usb e Nugget II

La prova su strada

Tempo di lettura: 6 minuti

La prova su strada

Luci pensate per illuminare la strada queste Sigma Aura 60 Usb e non solo per rendersi visibili. Me ne sono reso conto quando le ho accese per la prima volta, ne ho avuto conferma alla prima uscita serale.

Così invece di un test solo urban come avevo stabilito all’inizio ho allargato il raggio d’azione. Ho abbandonato la città che per quanto buia è pur sempre illuminata. E le ho montate anche sulla bici da corsa per valutare la resa durante un allenamento serale.

Sono potenti, piccole, leggere e con grande autonomia. Sarebbe stato riduttivo limitarmi all’uso urbano. E io non mi limito 😀

L’autonomia è l’aspetto che mi ha colpito di più.

L’ho misurata dopo tre cicli di ricarica, per dar modo alla batteria di stabilizzarsi.

Questi i tempi, misurati con luce a potenza massima

Aura 60 Usb: accensione luce verde dopo 130 minuti dalla prima accensione; accensione luce rossa dopo 250 minuti dalla prima accensione.

Oltre 4 ore a massima potenza significa non solo una autonomia più che sufficiente in città, in pratica la ricarichi una volta a settimana. Ma soprattutto significa potersi concedere uscite di allenamento col buio in assoluta tranquillità.

Usando la Aura a potenza minima, dove comunque offre prestazioni ottime, ho dovuto attendere 12 ore per veder decadere in modo deciso la luminosità. Non ho atteso il completo spegnimento per non danneggiare inutilmente la batteria, ma ci sono andato molto vicino.

Nugget II: avvistamento spia verde dopo 160 minuti dalla prima accensione; avvistamento luce rossa dopo 290 minuti dalla prima accensione. Quasi 10 ore prima di vedere la luce indebolirsi.

Anche qui una autonomia a prova di giro randagio. Ricordo che la Nugget II che ho provato è la versione a luce fissa e senza differenti livelli di luminosità.

E in ogni caso con una power bank in borsa si ha tranquillità assoluta. Con la mia le luci restano accese anche se collegate.

Però avere una batteria che duri tanto ma non un fascio luminoso capace di illuminare la strada sarebbe inutile; sarebbe, perché così non è con questa Sigma Aura 60 Usb.

Anzitutto la potenza è regolabile su tre diverse intensità: 60, 30 e 18 lux.

Vediamole.

Massima luminosità, 60 lux.

Media luminosità, 30 lux.

Minima luminosità,18 lux.

Ho scelto apposta un luogo parzialmente illuminato. Nel buio completo qualunque luce sembra potente: quando intorno hai lampioni, fari e tutta la luminaria di un monumento, allora o la luce della bici è potente ed efficace oppure in foto si vedrebbe nulla.

Così come voluta è stata la scelta di illuminare una ringhiera: per avere la sua l’ombra a fare contrasto, una parete bianca non avrebbe reso l’idea con la stessa chiarezza.

In sequenza animata le differenti intensità.

In città la potenza minima si è rivelata più che sufficiente in ogni occasione. Sia per vedere che per essere visti.

Alla massima luminosità abbiamo un fascio potente, capace di illuminare perfettamente davanti a noi, per molti metri e senza perdere efficacia.

Puntando solo sull’autonomia e sfruttando di conseguenza solo la luminosità minima, perdiamo davvero poco. Nella marcia urbana è quanto serve, ma spesso anche su strade extraurbane. Quella che cala è più che la brillantezza è la profondità di campo. Che resta ottima nei primi metri davanti la bici ma che giocoforza scema sulla distanza.

Un profondità di campo che usando la massima potenza è ottima.

Molto ovviamente incide l’inclinazione che si da alla luce quando la installiamo al manubrio. Non deve essere troppo orizzontale, altrimenti finisce con l’abbagliare i veicoli che ci incrociano. Durante le prime uscite me ne sono prese di lampeggiate…

In linea di massima una buona regolazione che contempera le nostre e le altrui esigenze si ha quando il faretto lascia una zona buia di circa 1,5 metri proprio davanti a noi. Cosa che non provoca alcuna controindicazione durante la marcia, ovviamente, perché è un avanzamento continuo.

La forma del fascio luminoso sembra fatto apposta a dimensione di ciclabile 😀

Che sia voluto o meno non lo so; mi basta sapere che funziona.

Un validissimo aiuto alla sicurezza arriva dalla lunga finestra laterale che ci rende visibili dai veicoli che giungono dal nostro fianco.

A proposito di visibilità: ci vedono e bene anche da lontano. Tenuto conto che, come si vede, la piazza è illuminata e questo ovviamente incide.

Nemmeno la piccola Nugget II delude. Il compito di una luce posteriore non è illuminare la strada ma renderci ben visibili.

E malgrado le dimensioni davvero minime, brilla anche da lontano.

E non il suo unico pregio, perché ci rende subito visibili da qualunque angolazione, anche laterale.

Mi spiace che in questa versione che mi è stata consegnata dall’azienda manchino le funzioni lampeggio e livelli di luminosità. Vi ho detto all’inizio che la legislazione tedesca lo vieta e come vi ho spesso raccontato, il materiale per i test non viaggia come quello che acquistiamo in negozio. I set disponibili presso l’ufficio stampa erano questi e con questi devo lavorare.

Però ricordo ancora una volta che noi invece possiamo acquistare le luci separatamente e avere così la Nugget II con flash e livelli di luminosità.

Bene, sono luci e quindi più delle parole contano le immagini e credo di avervene mostrate a sufficienza.

Quindi ci attende l’ultimo paragrafo, dedicato alle conclusioni.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Ottimo articolo di “servizio” che serve a fare luce (ah ah) in una selva piena di prodotti dal prezzo molto variabile e dalle caratteristiche spesso indecifrabili in termini pratici e di utilizzo. Peraltro un prodotto più che economico. Grazie!!

    • Elessarbicycle

      Ciao Adriano, dici bene “articolo di servizio”. Più che il testo trattandosi di luci ho pensato servissero foto e devo dire che stavolta ci ho lavorato tanto. Ma del resto questo è il momento giusto per le luci, infatti a breve arriverà anche quello sulle Reelight Nova (meteo permettendo). Luci del tutto diverse, per potenza, tecnologia e destinazione d’uso/ciclisti. Ma anche un altro modo di affrontare il buio e potrebbe essere interessante.

      Fabio

  • Gabriele

    Ciao Fabio, a seguito della tua recensione ho acquistato le 2 luci per i miei ormai forzati allenamenti tardo pomeridiani (e quindi in notturna!) in bici da corsa. Che dire? Ottime, l’anteriore illumina la strada alla perfezione anche quando sono in discesa (certo col buio non mi lancio in discesa come Nibali a Rio 2016) e come dici bene tu deve essere ben regolata per non abbagliare le auto provenienti nell’altro senso. La posteriore la trovo impressionante, ma mi permetto di aggiungere alla tua recensione anche il consiglio di rimuovere il borsello sottosella e installarla più in alto sul reggisella. Con pochi euro si prende un borsellino da fissare al tubo orizzontale/serie sterzo dove spostare il tutto o anche nelle tasche posteriori se c’è spazio.
    Per scrupolo e sicurezza uso comunque altre luci e indosso vari elementi riflettenti, infatti a chi mi chiede se è pericoloso uscire la sera in bici rispondo che sono “un albero di natale su due ruote”, ma penso di poter fare ancora di peggio/meglio se vedo altro materiale interessante qui su Elessar!
    Insomma, le consiglio a chi come me si allena su strada in autunno/inverno dopo il tramonto, e con prezzi uguali in effetti non ho trovato in altri marchi le stesse caratteristiche di queste 2 Sigma!
    Grazie di nuovo per questa recensione “illuminante”, giusto per unirmi anche io ai pessimi giochi di parole…
    Gabriele

    • Elessarbicycle

      Ciao Gabriele, interventi come il tuo mi fanno assai piacere e al tempo stesso mi spaventano.
      Mi fanno piacere perché nei miei test cerco spesso di proporvi ciò che reputo vi sarà realmente utile, senza tener conto di mie eventuali preferenze o necessità. E testare componenti come per esempio le luci ti assicuro che è noioso, lungo e faticoso (la parte fotografica ha richiesto lunghe ore…).
      Mi spaventano perché mi fanno rendere conto che devo usare la massima attenzione, verificare ogni dettaglio e pesare attentamente le parole perché un mio errore significa indurre voi in errore.
      Posso dire, con orgoglio, che con quasi 200 recensioni pubblicate, fino ad oggi non c’è stata una sola volta in cui il vostro giudizio sia stato diverso dal mio. Anzi, avete spesso contribuito con ulteriori segnalazioni o suggerimenti dettati dall’esperienza diretta, come nel tuo caso.
      E comunque mentirei se negassi che, spavento o no, non mi fa piacere sapere di essere stato utile.
      Il punto di forza di questo blog è che sta su solo per passione, non perché devo camparci. Potrei chiuderlo anche domani se volessi, avrei dopo tanto più tempo per me. Quindi posso sempre permettermi il lusso della verità, senza preoccuparmi se la tale azienda possa sentirsi danneggiata.
      Tante aziende lo capiscono e lo apprezzano, altre preferiscono canali di comunicazione più gestibili. Ma fa parte del gioco, basta saperlo.
      Una volta un amico mi ha definito un influencer. Lo fece con animo gentile è vero. Io però spero di non diventarlo mai: solo un ciclista appassionato a disposizione di altri appassionati come lui.

      Fabio

  • Mattia

    Ciao! Volevo capire se la luce posteriore è adatta a reggisella aero, sia sezioni a d che sezioni a goccia.

    Grazie!

    • Elessarbicycle

      Ciao Mattia, molto dipende da quanto acuta sia la cuspide del reggisella.
      Non ho né le luci (restituite all’azienda dopo il test) né un reggisella per una prova.
      Di solito sugli aero per evitare rotazioni (con altre luci ma di foggia analoga) risolvo sagomando un cuscinetto di neoprene.
      Potrebbe essere la soluzione, tanto che sia questa Sigma o altra luce, alla fine se la forma è più o meno quella sempre tenderà a ruotare.

      Fabio

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