Shimano Tiagra 4700, il test

Tempo di lettura: 8 minuti

Prova su strada per la trasmissione Shimano Tiagra 4700.

Un gruppo a 10 velocità che permette molte configurazioni ed è pienamente compatibile con i componenti Shimano GRX, ovviamente nella versione pari numero di rapporti.

Può essere montato su una bici da corsa o gravel.

Anche su una bici da trekking/turismo a manubrio dritto perché esistono sia comandi corsa che flat.

Ha leve freno sia idrauliche che meccaniche.

Diverse dentature per le corone e i pignoni ed esiste in versione tripla.

Insomma, una delle trasmissioni più versatili reperibili oggi sul mercato, a un costo assai contenuto e che nell’uso non fa rimpiangere i pignoni in meno.

Ecco, potevo non recensire un Tiagra 4700?

La risposta è questo test 😀

Non ho selezionato tutte le configurazioni perché sarebbe stato un lavoro titanico; ma ho comunque spaziato non poco.

Due guarniture, una classica 50/34 e una meno diffusa 48/34.

Due pacchi pignoni, 12/28 e 11/32.

Freni a disco idraulici (impianto completo) e leve freno meccaniche a lavorare su pinze di altra marca.

Due bici molto diverse tra loro, una da endurance e l’altra da gravel.

Vari set di ruote e gomme, percorsi di tutti i tipi sia strada che fuoristrada.

Rimpianti? Uno solo: non aver voluto aggiungere anche la tripla che, in un test così variegato, avrebbe trasformato il tutto da lettura completa a livello enciclopedia 😀

Lo sapete, non inseguo per forza la novità o il top di gamma.

Il Tiagra 4700 è novità (almeno quando l’ho avuto, mesi fa…) ma non è quello che definiamo top di gamma.

Ed è un errore, perché un componente e soprattutto una trasmissione non va classificata né per numero di pignoni né per prezzo di listino.

Non ha concorrenti in pratica perché a 10 velocità è rimasto nulla nel settore stradale e questo in un certo senso la favorisce. 

Ma è demerito della concorrenza non aver voluto più sviluppare prodotti con meno pignoni, che risultano godibili e accessibili.

Si, godibili, motivo che mi ha spinto a questa prova su strada.

Per capire, adesso che su bici da corsa le 12v sono realtà consolidata (manca all’appello proprio Shimano ma ancora per poco…) se un appassionato può rinunciare a qualche rapporto e pedalare felice. Con qualche soldino in più in tasca da spendere per cose più piacevoli delle bici.

Questo test fu programmato molto tempo fa, credo nel marzo/aprile 2019. Sapevo dell’uscita di questa versione 4700, sapevo dell’introduzione dei freni idraulici e della corona da 48, non sapevo che di lì a poco sarebbe arrivato il GRX.

Che mi scompaginò i piani, perché nelle mie intenzioni iniziali questo Tiagra 4700 avrebbe dovuto sottoporsi a guida sportiva e gravel ma senza concorrenti specifici come il fratello di casa GRX.

Tra una cosa e l’altra, tra i test del GRX e altro, problemi familiari, chiusura per emergenza sanitaria, mio incidente e poi di mia moglie, i lavori sono andati a rilento più del solito.

Finalmente ho chiuso ogni verifica e posso oggi raccontarvi come va. 

Va benissimo, ci mancherebbe. Ma ha limiti nell’uso quotidiano? E questo suo bollarlo entry level al pari del Sora (che ha 9v) è solo una sciocchezza o c’è un fondamento? Si presta ad uso sportivo e anche spensierato?

Queste le domande a cui mi premeva trovare risposte.

Risposte che leggeremo subito, dal prossimo paragrafo. Si, perché una articolo di presentazione c’è già, quindi oggi pedaliamo.

E sarà una pedalata meno tecnica del solito, perché tutte le tecnologie applicate a questo Tiagra 4700 sono già ampiamente illustrate nell’articolo appena citato; e perché stavolta preferisco dedicarmi a considerazioni più filosofiche, tanto non mi sono mai imbattuto in una trasmissione Shimano malfatta, hai voglia a provare magagne non ne saltan fuori…

Voltiamo pagina.

COMMENTS

  • Bell’articolo Fabio sopratutto per l’introduzione degli argomenti di Filosofia della Bicicletta che apprezzo molto, oltre alla chiarissima illustrazione tecnica

    • Elessarbicycle

      Presidè, sai come la penso e dopo questi mesi in cui ho sezionato varie trasmissioni Shimano una recensione tutta tecnica non avrebbe avito senso, molte cose sono già state affrontate.
      Non sono uno che disdegna le novità, quando usciranno le 12 Shimano probabilmente tampinerò l’azienda per provarlo ma la mia è curiosità tecnica.
      Però ne vedo troppi che comprano sbagliando e alla fine i test servono a far trovare a ogni ciclista ciò che meglio potrebbe fare al caso suo.
      Io stesso, per esempio, al momento di configurare la mia bici da corsa non scelsi il gruppo top ma quello subito sotto. L’estrema leggerezza mal si conciliava con la mia necessità di avere superiore durata dei componenti. Investì il risparmio nelle ruote, molto meglio…

      Fabio

  • Andrea

    Concordo quasi su tutto, possiedo una BDC con Ultegra con freni a disco 8020 e una GRAVEL con Tiagra 4700 con freni a disco idraulici e pacco pignoni 11-32. Mi ritrovo nell’articolo ad eccezione della rapportatura nella GRAVEL. nella mia gravel non era presente il gruppo completo ma la guarnitura era una FSA 48 – 32 (perno quadro) assolutamente inadatta. Faccio una premessa la GRAVEL è divisibile un due categorie GRAVEL che strizzano l’occhio alla strada e GRAVEL più adatte allo sconnesso. La mia è una Wilier Jareen con gomme 700x40c quindi più adatta allo sconnesso e la rapportatura l’o trovata inadatta (se fosse stata ad esempio una TREK domane da gravel molto stradista sarebbe stata la rapportatura idonea), ho quindi cambiato la guarnitura (e movimento centrale) con una FSA 46 – 30 a mio avviso adesso perfetta. Tra l’altro se non sbaglio il GRX 400 (quello 10v) ha una guarnitura con la stessa dentatura.

    • Elessarbicycle

      Ciao Andrea, come avrai letto questo test, o meglio l’idea di questo test, nacque quando il GRX non c’era. E infatti benché consegnato dopo, è stato proprio il GRX ad avere priorità nella pubblicazione.
      L’ho indicato nel paragrafo finale, al Tiagra manca una guarnitura griffata per essere completo; ma nel frattempo è arrivato proprio il GRX, pienamente compatibile e quindi la questione è risolta. Tecnica se non estetica, visto che il 4700 è antracite e il GRX nero.
      Poi molti produttori e ciclisti usano la commistione, con guarniture di altra marca.
      Ma questo è il test del Tiagra 4700, mica posso usare altra roba 😀
      E comunque la rapportatura oltre a essere soggettiva dipende anche dai percorsi. E’ sottinteso che un Tiagra va bene per una gravel più stradale.

      Fabio

      • Andrea

        Bene, ma devo aver letto da qualche parte o qualche commento su FB sul tema che ci sono problemi di compatibilità tra GRX e Tiagra/105/Ultegra a parità di velocità perchè il cambio dietro è spostato di X mm per gestire le ruote più grandi. Non è una certezza, se tu puoi chiarire sarebbe interessante. Grazie.

        • Elessarbicycle

          Ciao Andrea, nessuna incompatibilità, ovviamente rispettando le specifiche.
          Qui sul blog troverai vari articoli che ne parlano, compreso uno di FAQ.
          L’unica differenza è la linea catena, per cui usando guarnitura GRX è necessario sfruttare il suo deragliatore perché quelli stradali non hanno corsa a sufficienza.

          Fabio

  • Viene voglia di averlo , subito!!!

  • Paolo Mori

    Visto che più che tecnica si parla di filosofia, ne approfitto per prendere una tangente: visto tutta sta rivoluzione gravel e menate varie, non potrebbero i produttori – oltre a ridurre il numero di denti delle corone e fare cassette sempre più assurde, tipo la 13v 9-42 di Campagnolo, giusto per citare l’ultima – aggiungere cassette con range alternativi, e nello specifico, rinunciare a quel maledetto pignone a 11 denti? E magari pure quello da 12 già che ci siamo: non so, cassette con range 13-32 o 14-36 a 9/10/11 velocità… in pratica si rinuncia ad uno o due dei pignoni più piccoli per aggiungere range dall’altra parte senza introdurre gap eccessivi. Davvero abbiamo tutti bisogno di 11 e 12 denti in fondo alla cassetta con una corona da 50? Io sarò pure scarso, ma in discesa uso già rarissimamente la combinazione 48-13, per non parlare dell’ultima combinazione, 48-11. Forse è il salto enorme che impedisce di sfruttarla bene, ma allora finite la cassetta con i due pignoni a 13 e 12 denti, senza causare una variazione di cadenza eccessiva.
    Non dico che tutti debbano fare come me – per carità! – ma anche chi cerca di spremere l’ultimo watt per il gusto di farlo avrebbe forse più fortuna con un rapporto 53-13 che con un 46-11 (numeri quasi a caso, tanto per dare un’idea). Che poi va di moda ‘migliorare’ il deragliatore posteriore con rotelle a 14 denti in ceramica per ottimizzare gli angoli della catena senza aggiungere quei 10 grammi… peccato che allo stesso tempo stai distribuendo tutta la potenza sul pignone a 11 denti (o 10 o 9, adesso con le trasmissioni 1x), con tutte le conseguenze del caso in termini di attriti (= riduzione di efficienza) e usura. Come minimo i messaggi che arrivano dall’industria della bici sono un filino contraddittori…
    Non so, mi sembra che tra tutte le novità si stia dimenticando una della modifiche più ovvie ed economiche, che aggiungerebbe innumerevoli possibilità di combinazione con quanto già esistente con modifiche semplici e a poco prezzo. O forse è proprio questo il problema? 😀

    • Elessarbicycle

      Ciao Paolo, hai ragione.
      Prima era facile farsi la propria cassetta personalizzata, ora c’è meno scelta.
      Cassette 12/30 ci sono, ma non vanno oltre sui pignoni agili. Facili trovare le 12/25 o 28 ma sempre poi si fermano sui pignoni maggiori.
      Perché? Perché una azienda quando si tratta di gamma rapporti non può puntare a far felici i ciclisti ma a scontentarne il meno possibile.
      Di mio aggiungo che la questione rapporti è strettamente personale e varia durante l’anno per lo stesso ciclista.
      Ci sono periodi che il 28 finale mi sembra impossibile da tirare, altri che non lo innesto mai.
      Lo scopo è offrire un range rapporti che possa funzionare per la maggioranza, piuttosto che accontentare i singoli.
      La tecnologia attuale che vuole i pignoni rivettati non aiuta a personalizzare e questo è un peccato.
      Il limite delle geometrie cambio credo sia facilmente risolvibile, volendolo.
      Perché tutto questo non si fa? Non lo so, posso solo fotografare l’attuale realtà.
      L’unica certezza è che nulla è fermo in questo mondo a pedali; quello che sembrava l’optimum irrinunciabile 5 anni fa ora viene considerato una sciocchezza.
      Chissà fra altri 5 anni che “moda” ci sarà.

      Fabio

      • Paolo Mori

        Ma io mica la pretendo di serie, me la comprerei pure a parte se esistesse… anche perché è tra i componenti più economici (salvo mostruosità e novità assolute) e più facili da sostituire.
        Non dico di dover abbinare la cassetta ai pantaloncini ad ogni uscita, ma sostituirla alcune volte all’anno, magari prima/dopo le vacanze o un viaggio, è un’operazione semplice e che permetterebbe di ottimizzare l’uso per un particolare scopo. Ma questa scelta per ora non c’è, o quanto meno è limitata a poche(issime) alternative. La 12-30 è 10v, di simile si trova ancora una vecchia Ultegra 12-27 9v che forse mi deciderò a comprare prima che sparisca dai negozi online (che poi il Sora a gabbia media in teoria vuole un pignone di 28 denti o più) ma nelle altre combinazioni a 9v Shimano oltre i 28 denti ci sono cambiate assai fastidiose in un uso sportivo. Vediamo se qualcuno ci arriva prima o poi, anche se posso comprendere la mancanza di innovazione per le trasmissioni a 9v da parte dei produttori principali. C’è da sperare che qualche azienda ‘minore’ decida di investire in questa nicchia, ad es Microshift, anche se pure loro sembrano più interessati allo stupido trend di aumentare il range a dismisura senza rinunciare a quel maledetto pignone da 11…

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