Sembra facile…

Tempo di lettura: 2 minuti

Sono bravissimo a complicarmi la vita.

Ho questo telaio Trek Checkpoint Alr con forcellini regolabili Stranglehold: cioè con sistema di regolazione a scorrimento per variare l’interasse della bici.

Una cosa simpatica, mi piace; ora scrivo un articoletto veloce per spiegare la procedura. 

Semplice, però come sempre serve qualche accortezza.

Rapido check nella mia officina per vedere se ho tutto il necessario. Cavolo, il frenafiletti è finito. Vabbè, domani mattina (oggi, n.d.A.) scendo e lo compro al volo.

Aahahahahahahahaha

Aahahahahahahaha

Al volo!

Aahahahahahahahaha

Ok, io sono pignolo e conosco il valore di prodotti e attrezzi di qualità; ok, in questa città trovare un ferramenta o un autoricambi davvero fornito è difficile, lo so; ok, il frenafiletti non è poi chissà che elisir esotico, normale manutenzione per auto e moto, qualcosa persino sulle bici.

Inforco la Peugeottina e parto alla volta di uno dei negozi più forniti in città, dopo aver verificato fosse rivenditore della marca che uso.

Lungo la strada mi guardo intorno, magari lo trovo prima senza arrivare fin lì.

E inizia la via crucis, però siamo a Natale. Vabbè.

Primo ferramenta.

“Buongiorno, avete frenafiletti medio?” Senza specificare marchio e sigla sennò…

“E che roba è?”

“Va bene, grazie lo stesso”.

Riparto.

Secondo ferramenta, sfoggia insegna Loctite, mi sento sicuro.

“Buongiorno avete Loctite 242, in mancanza va bene pure il 243”

“Loctite? Chill’ e l’attàkk?”

“Ehm, si, l’azienda è la stessa, ma a me serve il frenafiletti”  

“E che r’è?” (che roba è, T.d.A.)

“Va bene grazie lo stesso”.

Arrivo dal ricambista auto, negozio tecnico, rivenditore ufficiale. Mi sento ancora sicuro malgrado l’esperienza appena vissuta ma del resto un ferramenta ci sta non conosce il prodotto.

Primo ricambista.

“Buongiorno, mi da una confezione di Loctite 242 per favore?”

E si, mica ho chiesto se lo hanno o se lo conoscono, sono rivenditori del marchio, su.

“Eh?”

“Eh che?”

“Eh, che volete?”

jamm bell (andiamo bene, T.d.A., ho pensato)

“Vorrei una confezione di frenafiletti Loctite 242”

“Ahhhhh”

“Ehhhhhh”

“Non lo tengo”

“Ah”

Però sa cos’è, un progresso. Sfrutto l’occasione.

“E sapete dove potrei trovarlo?”

“E’ roba di ferramenta”

“No guardate, manco sanno cos’è”

“Ah”

“Eh”

“Provate a san giovanni, dovete andare dietro al bronx, lì ci stà…”

“No scusate, sto con la bici, al Bronx no, ci sta un altro?”

Chiarisco: il Bronx è una zona periferica ma nemmeno tanto; quando prestai gli ultimi due mesi di servizio civile in CRI qui a Napoli, c’era divieto assoluto di accendere le sirene sennò, “guagliù, chill si impressionano”. Così, per dire.

Proseguiamo.

“E pure tenete ragione. Potete provare dietro lo stadio militare, lì c’è un autoricambi ben fornito”

“Attenzione, che se vi sente il principale vostro vi licenzia”

“Ah!”

“Eh!”

“Ma io non vi ho detto niente”

“Ma voi siete troppo gentile”

Riparto.

Secondo autoricambi.

“Buongiorno, avete frenafiletti medio?”

A sto punto, una marca qualunque va bene.

“Si, eccolo”

“Assa fà a maron…eh, meno male…cioè no, ho detto medio, questo è extraforte”

“Ma è buono, io lo uso pure a casa mia”

“Non lo metto in dubbio, conosco questa marca, però a me serve medio”

“Ma questo è tedesco!”

“Ma questo è extraforte!”

“Ma io ci avvito pure i rubinetti!”

“Ma io se lo metto sulla bici si incolla tutto!”

“Scusate, ma non sono tutti uguali?”

Eccolo lì, hai scatenato il mostro e ancora non lo sai. Peggio per te.

“No, non sono tutti uguali; si differenziano per tenacia, ognuno con specifico campo di applicazione. Le aziende per praticità hanno uniformato i colori a seconda della tenuta, c’è anche uno bianco che alcuni confondono coi sigillanti per idraulica…”

E via con tutta la pippa, 15 minuti di conferenza.

“Scusate dottò (ho fatto impressione mi sà, mi ha conferito la laurea sul posto…) io pensavo era tutto uguale, quello poi uno entra in negozio, gli do quello che tengo che manco so cosa tengo, però nessuno si è mai lamentato”

“Vabbè, succede, su, ora non facciamone un caso”

“No dottò, io vi ringrazio. Scusate dottò se mi permetto, ma voi che mestiere fate?”

“Avvocato”

” E sapit tutt’ stì cose?”

“Vabbè, per passatempo lavoro sulle bici”

“Avvocà, si facit’ e cause comm sapit sta rrobba, io vengo sempre da voi!”

“Ecco il mio biglietto, buona giornata”

E capitemi pure voi…

Riparto, terzo ferramenta.

Negozio enorme, fila lunghissima, assortimento vasto.

Aspetto.

Aspetto.

Aspetto.

Aspetto.

“Scusate, chiedo solo poi aspetto il turno: avete frenafiletti medio?”

“Si”

Alè, aspetto.

Aspetto.

Aspetto.

Aspetto.

Leggo i messaggi.

Aspetto.

Aspetto.

Aspetto.

Rispondo alla posta.

Aspetto.

Aspetto.

Aspetto.

“Chi deve chiedere?

“Ah, io. Frenafiletti medio”.

“Subito”

Si, subito un par de cioppole

“Ecco qui”

“Scusi, cos’è?”

“Loctite”

“E’ Attack, colla, non frenafiletti”

“Eh, ma se metti questo sei a posto, non si svita più…”

“Ma sei coglione? Ti ho chiesto mezz’ora fa se lo avevi, hai detto si, ho aspettato mentre stavi lì che manco un raccordo capivi e mi dai la colla? Ma vaffanculo!”

“E non vi alterate”

“Ma rivaffaculo!”

E scusate, capitemi pure su questo.

Decido il rientro a casa, sto in giro dalle 8, sono le 10 passate, ho da fare. Scelgo un altro percorso, più lungo ma asfaltato; con i basolati umidi le gomme della Peugeot non tengono più di tanto.

Pedalo e mi guardo intorno. Con la coda dell’occhio noto una vecchia insegna sbiadita “Forniture industriali”.

Inchiodo e torno indietro.

Negozio frontestrada, piccolo, dimesso, senza vetrine. Mi sembra tempo perso, rimonto in sella ma intravedo sul fondo alcuni attrezzi Beta davvero introvabili. L’abito non fa il monaco, questi sono cazzuti! Entro.

“Buongiorno, avete frenafiletti medio?”

“Si, adesso torna il ragazzo e lo prende”

“Per caso avete quello Loctite 242?” 

“No, abbiamo Arexons 52A43”

“Equivale al Loctite 243, giusto?”

“Si, ma voi come sapete queste…”

“Per caso avete anche l’Arexons 52A22?”

“No, mi spiace, quello non lo trattiamo, troppo debole, non lo usa…”

“Nessuno, lo so. Però su filettature da 2 e 3 è perfetto”

“Già, avete ragione. Ah ecco il ragazzo. Vai a prendere un frenafiletti medio – scusate, fra noi ci capiamo – per il signore. E non fa strunzat che il signore qui ne capisce più di noi. No, credetemi, lo dico con rispetto. Questo era il negozio di mio nonno, stiamo qui dal 1927, lo facciamo da una vita questo lavoro. Ma quelli entrano, chiedono una pinza, gli do una Beta, gli spiego che fra 50 anni sarà ancora perfetta ma niente, vonn (vogliono T.d.A) a cines a 3 euro e se ne vanno. E’ una soddisfazione trovare uno come voi, che capisce di che parliamo”.

“Troppo buono, ora vi racconto da stamattina e perdonate se non sono venuto subito qui, questa strada non la faccio mai, non vi conoscevo…”

E via a raccontare tutta la trafila, tra scuotimenti del capo e caffè perché ci vuole, sempre.

Ecco, uno pensa: ora faccio un articoletto breve su un dettaglio tecnico, in mezz’ora ho tutte le foto, altra mezz’ora per scrivere e via.

Invece ti salta una mattinata solo per trovare un prodotto tutto sommato banale. 

Sembra facile…

Buone pedalate. 

COMMENTS

  • luigi italiano

    Bellissimo resoconto Fabio . Comunque anche qui’ a Torino ci sarebbero state le medesime difficolta’ anche a cercare tra i diversi negozi di biciclette…..

  • Salvatore Cara

    Tale e quale a un romanzo di Luciano De Crescenzo. Tu hai perso una mattinata per un frenafiletti, ma hai fatto anche un bagno di umanità. A Milano ti saresti sbrigato prima, ma non avresti avuto niente da raccontare

  • luigi

    Troppo Forte, mi sono divertito.

  • Giovanni74

    Potevi suonarmi a casa,io ce l’avevo 🙂 anche perchè se non ti capitava l’occhio sull’ultimo negozio avresti fatto prima a venire qui 🙂 Dio salvi i negozianti capaci sopratutto quelli di generazione in generazione.

    • Elessarbicycle

      Effettivamente, e mi gustavo pure qualche specialità delle tue parti…
      Vabbè, quando finisce, so dove venire 😀

      Fabio

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