Troppa scelta…

Tempo di lettura: 2 minuti

nessuna scelta…

Mai come nella sua lunga vita la bicicletta sta vivendo un momento d’oro. Vendite alle stelle, migliaia di imprese coinvolte, una rincorsa a presentare novità.

C’è di che rendere felice qualunque ciclista, che si trova davanti infinite possibilità per assecondare la propria passione.

Ci sarebbe di che rendere felice in realtà; qualcuno di voi è abbonato a qualche pay tv o servizi online che propongono film e serie tv? Di quelli con migliaia di titoli? Appunto.

Vi capita mai di passare una ora a scorrere tutti i titoli senza saper decidere che film vedere? E a furia di scorrere si è fatta ora di andare a dormire ché domattina ci dobbiamo alzare presto e alla fine non abbiamo visto manco un film o un episodio?

Con bici, accessori, componenti, abbigliamento è ormai la stessa cosa.

Per carità, non sto dicendo che vorrei quattro marchi e tre modelli a contendersi il mercato. O che si stava meglio quando si stava peggio. Però, oggettivamente, barcamenarsi mica è semplice.

Prendiamo un ciclista normale, uno che ha un buon budget da investire in una bici; bici con la quale vorrebbe uscire la domenica per allenarsi un poco, andarci al lavoro durante la settimana e magari ogni tanto imboccare quel sentiero per vedere dove porta. Se poi ci scappa pure la vacanzina sui pedali, tanto meglio.

Ah, facile direte voi, prende una gravel più stradale ed è a posto. Facile? Beh, se lo pensate è perché non avete un blog e una casella di posta dedicata 😀

La prendo in alluminio o in acciaio? Voglio stare comodo, scelgo l’acciaio (e tu a spiegare che serve guardare le geometrie, non solo il materiale); però pesa, meglio il carbonio, anzi no, si spacca (e tu a spiegare che dire fibra di carbonio significa nulla, contano qualità, trama ecc e non è vero che il carbonio è fragile) allora faccio alluminio e forca in carbonio (beh, si, buona scelta…) anzi no, poi sto scomodo e la forcella è delicata (ma se ti ho appena spiegato che contano le geometrie e il carbonio non è fragile?) vabbè, allora faccio tutto acciaio, ma lo voglio leggero (guarda, che per scendere a certi pesi con l’acciaio servono tubazioni che costano un rene e sono pure assai delicate) anzi no facciamo così: mi dici tu che bici mi compro?

Apriti cielo…

Oltre duemila marchi, ognuno con vasto catalogo, avete idea di quante decine di migliaia di modelli tutti diversi eppure anche tanto simili esistono? C’è da passare mesi solo a sfogliare cataloghi per ritrovarsi a decidere tra un centinaio di bici se ti va bene. Una follia.

Ed è così con l’abbigliamento, coi caschi, con le scarpe, con le borse, i portapacchi, le ruote e qualunque altra cosa serva a muovere una bici. Si salva solo il comparto trasmissione, alla fine sono tre marchi a spartirsi il mercato dei gruppi completi e una cinquantina a proporre solo alcuni componenti di buona qualità; escludendo le produzioni artigianali di alta precisione.

I produttori poi ci mettono il loro a mandare in confusione la gente; ti fanno per anni le Mtb con le ruote da 26 perché danno più spunto, vanno meglio in off road, offrono più tenuta. Poi le tolgono di mezzo e ti piazzano le 29 perché danno più spunto, vanno meglio in off road, offrono più tenuta. E manco spiegano che le 29 sono le normali 28 però misurate con la gomma installata, e tu stai lì a consolare ciclisti disperati perché sono convinti di aver ordinato i copertoni sbagliati (…sob sob, c’è scritto 28×1,5, non monterà mai, sob sob…). Poi si inventano le 27,5 che però si chiamano pure 650 come le 26 solo che nel primo caso c’è la B a cui nessuno fa caso e alla fine ci si scimunisce per capire che gomma deve comprare.

Oppure ti piazzano la compact 50-34 perché “…è la migliore scelta possibile per i cicloamatori”, salvo poi proporre la 50-36 perché “…è la scelta migliore per i cicloamatori”: ma và?

E dopo poco tolgono la compact e passano al monocorona perché “…è la scelta migliore per i cicloamatori”; che però in salita non ce la fanno e quindi un bel 42 finale e passa la paura perché, ovviamente, “…è la scelta migliore per i cicloamatori”. Scusate, ma invece di tutti quei salti dietro, non era meglio tornare alla doppia? No eh? Ok…

Poi si accorgono che alla fine con questo monocorona, in strada, non è che vai meglio e quindi si inventano i kit di corone “…perché così la mattina il cicloamatore fa la scelta migliore…”

Eh no! Qui c’è gente che la mattina si dimentica pure di gonfiare le gomme e voi pretendete stia lì a decidere che corona montare, mettere la bici sul cavalletto, monta, smonta, regola che si è fatta ora di pranzo e addio uscita? Ma siamo scemi?

Bici da corsa, bici da fitness, bici da cross, bici da strada, bici da trekking, bici da corsa, bici da corsa comode, bici da corsa rigide, bici da corsa con passaggio gomme ampio, Mtb di tutti i tipi, bici inclassificabili e così via: migliaia di declinazioni per un oggetto semplice che si vuole a tutti i costi complicare.

Ora, come ho detto all’inizio, non è che voglio tornare a quando potevi scegliere tra olandesina, bici da corsa e condorino. Però qui si rischia la salute mentale a star dietro a tutto.

E infatti se ne stanno accorgendo pure i ciclisti, che sempre più si orientano verso modelli semplici, chiari mi vien da dire.

Ormai da molti anni la bici non è più un semplice mezzo di trasporto economico se non in alcune aree disagiate del pianeta. E’ diventato, volenti o nolenti, un modo di vivere, per alcuni uno status. Ampliare l’offerta fa parte delle regole del mercato, come fa parte delle regole del mercato inventarsi una necessità. Ma ormai sembra che se non hai la bici studiata apposta per quello allora non puoi fare altro.

E davanti a tanta confusione, perché con tale scelta l’unica certezza è proprio la confusione, il ciclista reagisce in modo conservatoristico: si affida sempre allo stesso marchio, smette di guardarsi intorno. Di fatto, tante scelte e nessuna scelta.

Buone pedalate, con che bici fate voi.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Fabio, è proprio vero.
    Io ho fatto tutto il percorso andata e ritorno (nelle mtb): partito con una bici che credevo d e f i n i t i v a perché costava quasi 400 euro (anche se uscendo dal negozio vidi, in una vetrina, un tubo sella in carbonio che ne costava 350 e qualche dubbio, scacciato poi dalla mente, si era affacciato nella mia testolina…), poi cambiata con una front di qualità da cinque volte tanto, poi una full da sette volte tanto…poi ritornato a una semplice front in acciaio proprio per cercare del “silenzio” e una semplicità (relativa eh…) che mi restituisse il puro piacere di fare escursioni. Però è un bel Parco dei Divertimenti questo mondo, con tanti giocattoli di cui è bello leggere e discutere.
    E un giro in bicicletta è sempre, anche, una fuga dalla tristezza.
    a.

    • Elessarbicycle

      Beh Adriano, non ci fosse tanta scelta non ci sarebbe nemmeno il blog: quattro articoli e avrei finito il conoscibile 😀

      A volte più che cercare risposte mi pongo domande, come oggi, e mi chiedo se questa sia alla fine la strada giusta. Certo, è bello e divertente, ma se è una bolla, scoppierà?

      Bici definitiva? Mai vista… 😀 😀 😀

      Fabio

  • Quanto tempo ho passato anch’io..e quanti soldi spesi in pezzi e pezzettini perchè…con un attacco più lungo di un cm cambia tutto…ecc ecc. Ho finito di montarmi una surly disc trucker come tutto fare…vedremo se questa volta resisterò a farmi influenzare dalla miriade di novità insensata

    • Elessarbicycle

      Ciao Filippo, bella scelta la DT, complimenti.

      Tante novità, è vero; il punto è che alcune sono utili, anche se spesso si tratta di rivisitazione in chiave moderna (soprattutto per i materiali impiegati) di qualcosa già inventato 30 anni prima; tante altre davvero prive di significato, a volte una involuzione invece di una evoluzione.
      Non so, io provo a starci dietro e capirci qualcosa per potervi fornire informazioni precise, ma spesso mi scoraggio…

      Fabio

  • P.S. Gommata 26×2.00, (telaio piccolo) alla faccia di 28, 29 e compagnia bella…

  • Luca

    Ehehe io invece non ho di questi problemi…budget risicato e mi faccio andare bene tutto…pieghevole a 7 marce per giro di 200 km sul Po, Triban del decathlon per cavalcate dolomitiche! Spesso noto che ci si fanno troppi problemi col mezzo…quando mi chiedono con che bici faccio le mie pseudo randonnee mi viene da ridere, sono io il motore. Caro Fabio quando vedremo la prova della btwin? Scusa l’ OT

    • Elessarbicycle

      Ciao Luca, anche se da fuori potrebbe sembrare il contrario, in realtà nemmeno io troppi problemi me ne faccio: salto in sella e pedalo. Poi certo, mi serve avere un parco bici per necessità tecniche, altrimenti non avrei come condurre i test visto poi che arrivano sempre nuovi standard (e infatti dovrò dotarmi almeno di un telaio corsa a disco, ormai…) ma alla fine qualunque bici ho sotto, io vado 😀
      Test Btwin? Inizio settimana prossima, mancano gli ultimi dettagli di impaginazione ma il test è scritto e completo.

      Fabio

  • Luca

    Aspetto allora con trepidazione!

  • Marco

    Gran bel post fabio, come non sottoscrivere …☺
    E come ciliegina sulla torta, mettiamoci la confusione nelle misure dei telai, anche nel ristretto campo delle bdc. Una giungla inestricabile !!

    • Elessarbicycle

      Grazie Marco, però adesso svelo un retroscena: questo breve articolo è nato per caso. Stavo scrivendo l’attacco del test delle Pirelli PZero Velo, il paragrafo introduttivo che è sempre il più difficile (quando sbagli l’inizio, il lettore non prosegue…) e mi sono trovato nella difficoltà di inquadrare subito, in poche parole, questo ottimo copertoncino. Perché questa versione? Perché questa scelta? Ecco, tante scelte e nessuna scelta 😀
      E magari uno pensa che sia stato lì a elucubrare per ore… 😀 😀 😀

      Fabio

  • michele

    Ciao Fabio io ho risolto chiedendo quale bici devo comprare ..
    Ho la mia bella rose team dx e sono contento.

    Meno male che ci sei tu a semplificare questo mondo così complicato. Buon lavoro
    Michele

  • Giovanni74

    E chi si dimentica come gli ho triturato la “pazienza”…per la scelta della bicicletta. Gli scriveo 3 mail al giorno 🙂 Fabio guarda questo annuncio, e poi questo e poi quello. Meno male che ad un certo punto a salvare sopratutto lui e poi me è arrivato il maestro Carlà. Ne abbiamo parlato tante volte, la possibilità di scelta è un bene ma l’eccesso a cui siamo arrivati non lo è. Io non solo farei fatica a scegliere una nuova bici ma anche a capire la misura del telaio giusta, fra tradizionale, sloping, semi sloping ect ect. Noto anche con rammarico che la preparazione tecnica continua a mancare, preferiamo che qualcuno ci dica cosa comprare invece di capire il senso fisico del nostro acquisto o di una nostra scelta.
    Giovanni

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