Scarpe B’Twin RoadR 500

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In prova scarpe stradali proposte da Decathlon col marchio dedicato al ciclismo B’Twin, con diverse soluzioni interessanti e offerte, come tradizione del colosso francese, a un prezzo decisamente basso.

Sono le RoadR 500, suola in vetroresina, ben areate, predisposizione due e tre fori, semplice chiusura in velcro che abbassa i costi.

Prezzo al pubblico: 49,99 euro, solito centesimo mancante come tradizione Decathlon. Per me sarà sempre 50 euro d’ora in avanti. 😀

Da tempo ho imparato ad apprezzare la qualità dei prodotti dell’azienda francese.

Ho diversi pedali Shimano che sto sottoponendo a recensione, ho per ognuno la scarpa adatta; però volevo offrire qualcosa in più.

Scarpe stradali con doppio attacco, sia tre che due fori, prezzo basso, suola potenzialmente abbastanza rigida da non penalizzare la pedalata, buona ventilazione.

Quando molte settimane fa ho iniziato la ricerca del modello che facesse al caso mio, mi sono imbattuto in poche scarpe che avessero suola predisposta ad accogliere sia tacchette SPD due fori e sia quelle stradali tre fori. E ognuna costava, tanto. Non in rapporto alla qualità, chi sfoggiava suola in carbonio, chi raffinata chiusura Boa, quindi esborso giustificato.

Ma non era quello che volevo. Come vedrete nelle immagini in azione, il pedale stradale scelto per accompagnarsi a queste scarpe B’Twin RoadR 500 è un buon pedale di casa Shimano ma non il loro top di gamma e di listino. E’ infatti il pedale PD-RS 500 (di cui leggeremo il test) e che, nomen omen, ha pure – quasi – identica sigla delle scarpe. 

Sono un appassionato, non un fanatico e la bici non è la mia religione. Mi piace avere la specialissima in carbonio, mi diverte la trasmissione elettroassistita, pedalo felice anche con la vecchia signora in acciaio a 5 velocità e manettini al telaio.

Ho bici diverse per materiali e costi, finiture e soluzioni tecniche; di qualcuna potrei fare a meno, non avessi il blog.

Lo stesso per l’equipaggiamento; completi da centinaia di euro si accompagnano ad altri che tutto insieme non raggiungono il valore della maglia. Così come con le scarpe.

Differenze ci sono, ovvio. 

Eppure nell’uso quotidiano, nella pedalata tipica dell’amatore, durante uscite randagie col solo scopo di stare in sella senza nessun interesse al gesto atletico (sempre più rare per me, questo blog pretende impegno) mi rendo conto che di certi accorgimenti tecnici possiamo fare a meno.

Non pedalerei in infradito, ma riesco ad andar bene anche con scarpe non necessariamente al top e in materiali nobili.

Che poi è la pedalata, l’uscita tipica di tantissimi ciclisti. Che i mezzi d’informazione del nostro mondo tendono a snobbare.

Io lo capisco, scribacchio da troppi anni; è normale che si insegua il prodotto esclusivo, da lustro alla testata diciamo così.

Ma la maggioranza dei ciclisti non pedala sulla specialissima da oltre 10.000 euro e non si abbiglia di conseguenza.

La maggioranza dei ciclisti usa buone bici che non esigono l’ipoteca sulla casa, vestono badando alla qualità e non al logo: e trovano poche o nessuna informazioni su prodotti potenzialmente per loro adatti.

Io sono ciclista, un appassionato come voi; ho deciso tempo addietro di mettere la mia breve pagina di conoscenza a disposizione di tutti, creando questo blog dove ho riversato l’esperienza maturata in anni di collaborazioni con la carta stampata ma senza mai perdere di vista ciò che un ciclista cerca e gli è utile nella quotidiana vita sui pedali.

Quando ho notato che nella mia ricerca tra i vari modelli c’erano queste RoadR 500 immediatamente mi sono attivato per richiederle. 

Erano, sono, ciò che cerco per una sequenza di test dedicata ai differenti pedali, strada, Mtb e doppia funzione e magnetici; offerte a un prezzo d’attacco che giustifica pienamente alcune scelte tecniche e impone occhio benevolo su qualche finitura; potenzialmente capaci di riservare buone sorprese. 

E poi c’è il mio fastidio verso qualunque pregiudizio, mi irrita chi pontifica senza conoscere ed è innegabile che dai tanti leoni da tastiera il marchio B’Twin sia il più bersagliato.

Basterebbe questo a farmele promuovere, senza test e a prescindere.

Ma sono ligio al dovere, quindi le scarpe le provo, in ogni condizione. Con annessa scivolata il giorno delle foto in esterno, aveva da poco smesso di diluviare e un tratto in ombra era viscido; pure il muschio c’era, ho lasciato i segni sulla scarpa a memoria di cosa faccio per voi 😀

Ma adesso conosciamole meglio.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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