Nitto R 15

Prova su strada e conclusioni

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Prova su strada e conclusioni

Il montaggio è semplice, sono quattro staffe orientabili.

Però se la tecnica è semplice, metterlo in bolla e alla giusta distanza affinché i talloni non tocchino le borse può esserlo un poco meno.

La causa è negli attacchi superiore, perfettamente piatti.

Mi riferisco alle asole viste prima e che qui ripropongo.

Di fatto impongono che il portapacchi sia perfettamente in linea con gli occhielli superiori.

Un telaio sloping avrà difficoltà, un telaio con ruote da 28 e attacchi bassi in posizione classica sui forcellini anche; seppure in questo caso si riesce a sopperire sfruttando staffe più lunghe.

Ma in ogni caso gli occhielli superiori devono essere sempre più alti del profilo superiore del copertoncino. E se c’è, anche del parafango.

Spostare queste asole dalla loro posizione originale e saldare in verticale magari sotto i profili esterni avrebbe consentito un montaggio più universale.

Ma tant’è, Nitto è fatta così e con questo R 15 si indirizza a bici e pubblico specifici, non ha voluto creare il portapacchi universale.

Ha voluto creare un portapacchi bello e con preciso ambito di utilizzo.

Che è anche lui piuttosto limitato, di fatto il carico massimo di soli 10kg lo esclude dai portapacchi destinati ai giramondo.

E sarebbe un limite solo se l’azienda così lo presentasse.

Invece no, perché è il perfetto portapacchi per un fine settimana e per una rando. Su bici con telaio classico.

Una volta chiaro questo, ogni ciclista potrà decidere se fa al caso suo. L’importante è non chiedergli più di quanto sia stato progettato possa offrire.

Sia chiaro: non è inutile orpello, il suo dovere lo fa. Manca dell’universalità ma visto che fa dell’esclusività una della sue caratteristiche, come dargli torto?

Le staffe inferiori possono essere montate esterne o interne alle spondine.

La mia preferenza va al montaggio esterno che qui non ho eseguito per ragioni pratiche.

Come vedete la staffa è più lunga del necessario, montata esterna va in conflitto col profilo basso delle spondine.

Quindi deve essere tagliata a misura, operazione assai semplice ma definitiva.

E poiché in questo periodo mi serve a staffe integre per tante ragioni, ho preferito non sacrificarle al momento.

Una volta montato il tutto e serrato il giusto, il portapacchi è stabile. Non flette e non perde posizione.

Per sincerarmene ho usato due borse oversize per questo tipo di portapacchi, caricandole al limite di peso consentito, ossia 10kg equamente divisi tra destra e sinistra.

Asfalto nessun problema ma c’era da aspettarselo.

Pavè micidiale, quello solito mio, affrontato ad andatura allegra nemmeno ha fatto cedere gli attacchi, malgrado una collocazione non ottimale.

Averlo montato sugli occhielli medi non è la soluzione migliore (quelli sono per altro modello sempre di casa Nitto) ma il continuo rincorrersi delle necessità ora che sto riprendendo coi test mi ha imposto di non occupare quelli bassi.

Che sono i suoi naturali, collocati più alti per non interferire coi gigli delle congiunzioni, e che rendono assai difficoltoso montare un portapacchi di grande produzione. Per me non è un problema, presi la misura basandomi proprio su Nitto…

Comunque un senso aver scelto questo montaggio poco ortodosso lo ha ed è questo articolo.

Messo in questa posizione il peso scarica in modo anomalo: se resiste così, allora a maggior ragione resiste montato in modo corretto.

Una forzatura dettata dai tempi stretti, dopo i mesi fermo a causa dell’infortunio durante il test della Gios gravel devo essere “creativo” per provare rapidamente l’efficacia di un componente o accessorio.

Limiti soggettivi questo Nitto R 15 non ne ha. Mantiene ciò che promette.

E pesa poco: 500g escluso staffe. Che per un portapacchi in acciaio è davvero un bel dato.

Limiti oggettivi si, anzi uno solo: il prezzo.

Non costa poco e bisogna considerare anche una certa difficoltà a reperirlo in Italia. In Europa pochi i negozi che lo propongono e si fanno pagare di conseguenza. Negli USA è diffusissimo ma contro di noi giocano la spedizione da oltreoceano e le spese doganali.

Perché sceglierlo? Per tanti motivi e non tutti razionali, figli della funzionalità.

Per me che ho moderate esigenze di carico i 10kg di portata massima non sono un impedimento.

Non è cromato e questo lo rende poco omogeneo con sua maestà luccicante; ma anche questo era previsto: è acciaio, si può cromare 😀

Operazione nemmeno troppo complicata, la preparazione è semplice grazie alla perfetta finitura superficiale. Pulire il metallo è operazione di poco, c’è spazio tra i tubi per far spazio alle spazzole in dotazione ai professionisti.

Può ospitare borse non proprio sottili, anche se secondo me il connubio perfetto è con le Gilles Berthoud, altro accessorio non propriamente a buon mercato. Però come ci stanno bene… 😀 

Come detto in apertura, non abbiamo letto un vero e proprio test; o almeno non un test approfondito come son solito scrivere.

Per due ragioni: la prima è sto rimettendo in funzione tutto il necessario per le recensioni che ci faranno compagnia da Pasqua e sino all’estate inoltrata e poiché quest’anno ho iniziato tardi, qualcosa devo sacrificare.

La seconda è che questo Nitto R 15, e il suo fratello anteriore M 18 che vedremo, non sono qui come materiale test ma sono i miei. Un regalo di mia sorella.

Questo significa che non ho “obblighi e tempi” da rispettare come quando sono le aziende a girarmi i sample test. Posso gestire come credo e stavolta ho preferito fare due chiacchiere.

Alla prossima e nel frattempo buone pedalate, sempre.   

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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