Montare movimento PF e guarnitura GRX su Trek Checkpoint ALR

Tempo di lettura: 4 minuti

Inizia la sequenza di articoli sull’assemblaggio del gruppo Shimano GRX, che, sapete da tempo, equipaggerà il telaio Trek Checkpoint ALR.

Avremo una divisione su più schede, così come fatto con altra trasmissione di casa Shimano, quel gioiellino che è l’Ultegra 8070 Di2. Dove ho composto molti articoli perché trattandosi di gruppo elettroassistito c’era tanto da dire.

Il GRX no, sarà tutto più breve, appena tre articoli. Forse quattro, se dovessi scegliere la divisione di quello su montaggio dei freni/leve supplementari e rabbocco/spurgo. Sto valutando.

Ho scelto di montare prima e testare poi la configurazione meccanica, a 10 velocità, doppia corona. Molto semplice da installare e regolare.

Impianto freni ad azionamento idraulico, altrettanto semplice.

Leve freno supplementari, anche loro ad azionamento idraulico, semplici pure loro; giusto un pelo più laboriose per i vari passaggi da compiere.

Io ho deciso di installarle dopo, cioè non insieme alle leve freno principali. Ho pensato che fosse più utile, avrei replicato in tutto quello che si trova ad affrontare un ciclista.

Ne avevo già il fondato sospetto, la prova sul campo me lo ha confermato: le leve supplementari BL-RX812 sono compatibili anche con altri comandi strada della casa. Ma ne parleremo al momento dell’articolo a loro dedicato.

Ne è venuta fuori una bella bici, grazie a un telaio eccellente ed elegante e una trasmissione che monti in poco, regoli in un attimo e non sbaglia un colpo. E grazie anche a tutto il contorno, dalla sciccosa sella Brooks Swift con nastro coordinato all’efficace reggisella ammortizzato Redshift alle ruote Shimano RS 370. 

Mi ha dato gusto montare questa bici, malgrado non presentasse alcuna difficoltà e, lo sappiamo, il divertimento è venirne a capo.

Sottraendo il tempo necessario per scattare le immagini, dal telaio nudo alla bici completa sono circa 90 minuti di lavoro; a cui aggiungere una oretta per le leve supplementari (rabbocco/spurgo compreso) ma siccome era la prima volta che mi cimentavo in questa operazione (e del resto sono arrivate ora sul mercato, credo di essere uno dei primi a usarle) me la sono presa comoda. E perso tempo a verificare più volte la giusta lunghezza del tubo idraulico dal comando secondario a quello principale oltre i minuti necessari a rimuovere e poi riavvolgere il nastro manubrio.

Insomma, nel complesso basta poco a costruire questa bici.

Grazie alla qualità del telaio, con un semplicissimo passaggio interno nel tubo obliquo che chiede un nulla a far passare i cavi, una scatola PF dalla lavorazione ineccepibile e con forcella già tagliata in fabbrica, compreso il ragnetto in sede. 

Dove ho perso una serata, anche più, è stato per fissare tubi e guaine esterne. Lo abbiamo visto nella presentazione, ci sono asole per fascette stringifilo. Che io amo poco. Ho voluto usare lo stesso cordino sfruttato per le protezioni, ovviamente di diametro inferiore, e legare così. Carino eh?

Vabbè, sapete che mi piace curare questi dettagli.

Comunque, tante parole e ancora non ho detto cosa leggeremo.

Oggi partiamo con movimento centrale e guarnitura. La seconda sarebbe inutile, ne ho già descritto in abbondanza e questa GRX non si discosta. Però ci troviamo, breve riassunto ci sta.

Il movimento è un Press Fit e visto che sul blog c’è si un articolo ma con movimento di altra marca, ci sta scriverne.

E poi non dimentichiamo che questa serie di articoli è dedicata al montaggio del GRX ma pur sempre su questo telaio. Quindi anche se ripetitiva, qualche indicazione devo darla.

E infatti è il momento di smetterla con tutte queste chiacchiere e impugnare gli attrezzi: uno solo, la pressa per movimenti Press Fit.

Andiamo.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
Se l’articolo che stai leggendo ti piace, condividilo sui tuoi social usando i pulsanti in basso. E’ facile e aiuti il blog a crescere.

COMMENTS

  • Tutti i miei telai non carbon, titanio compreso, hanno sempre visto la fresa del meccanico sulla sede del movimento centrale prima dell’installazione.
    Controllo essenziale a garanzia di eventuali criticità che hai ben spiegato.
    Complimenti per la semplicità ed esaustività della spiegazione.

  • Daniele

    Ciao Fabio.
    Su un video della P. Tool ho visto il simpatico “baffuto” aggiungere uno speciale liquido del brand blu sulle superfici della scaola movimento prima che gli si venissero pressati i cuscnetti all’interno. Il liquido, a detta loro, serviva a riempire le micro-cavità che ci possono essere tra i due componenti inseriti per interferenza. Questo porterebbe a zero i giochi e come conseguenza, annullerebbe rumori e scricchiolii molesti.
    Cosa ne pensi? Mai usato?
    Daniele

    • Elessarbicycle

      Ciao Daniele, anche se sono un estimatore di PT, diciamo che tendono spesso a soddisfare le fisime dei ciclisti…
      Di fatto è un adesivo, blando, ma è un adesivo: praticamente un frenafiletti che però (grazie anche a un primer) aderisce su superfici non metalliche.
      Serve una scatola PF fatta bene e se fatta bene, questa roba è inutile; se è fatta male è inutile lo stesso, non rimedia a un lavoro malfatto.
      Copre una magnagna, ma la magagna resta…

      Fabio

  • Stefano

    Ciao, esauriente come sempre, complimenti. Dopo aver montato la guarnitura, senza la catena, se gli dai un colpo gira bene e per tanti giri? Le mie mai 🙁 Quelle invece montate con le sfere ingabbiate, classiche a perno quadro, girano dei minuti (senza giochi!). Ne ho una in titanio, montata su telaio in titanio Litespeed (quella vera, DOC) mai smontata dai primi anni duemila, e gira ancora come da nuova.
    A proposito, ho un telaio Ti gravel che ho deciso di montare come la tua Trek, seguendoti passo passo…. grazie per i tuoi preziosi consigli.

    • Elessarbicycle

      Ciao Stefano, il fatto che una guarnitura a perno passante non sia “libera” come alcune con movimento a perno quadro non ha alcuna rilevanza tecnica.
      Quello che conta è come lavora un cuscinetto sotto carico, non a vuoto.
      E’ come la manata sulle ruote a bici sul cavalletto, che a tanti piace dare: dimostra niente.
      Quindi vai sereno, se il movimento è di buona qualità non avrai alcuna perdita per attrito una volta su strada.

      Solo una precisazione: la Trek non è mia, ho richiesto all’azienda un framekit per poter montare il GRX e ricavare tutti i vari test. Al termine, rientrerà in azienda.

      Fabio

Commenta anche tu!