Installare la catena Shimano

Montare la catena Shimano

Tempo di lettura: 4 minuti

Montare la catena Shimano

Montare la catena CN-HG701-11 è semplicissimo, grazie anche alla presenza della falsa maglia SM-CN900 11.

Ci sono solo due accortezze, importanti.

La prima è il verso di montaggio, previsto per tante catene unidirezionali, come questa su cui stiamo lavorando.

Una catena unidirezionale è sagomata apposta per favorire il passaggio di rapporto, sia al cambio che al deragliatore.

Stabilire il verso di montaggio è facile: da un lato la catena ha inciso un marchio, un codice, una sigla; dall’altro è liscia.

Noi dovremo montarla con le incisioni verso l’esterno.

Non sottovalutiamo questo aspetto. Montandola dal verso sbagliato la catena gira uguale, mica si pianta.

E se non posso dire che lavora male, posso assicurarvi che non rende come potrebbe. Rumori, saltelli nella cambiata, piccoli fastidi che fanno impazzire il ciclista. Poi mi portano la bici, gli chiedo perché la catena al contrario e mi guardano basiti. Una rapida inversione e il ciclista torna felice.

Qui sotto in dettaglio la lavorazione HG-11, con svasature differenziate tra lato interno ed esterno. In particolare la maglia interna presenta una vera e propria unghia sulla piastrina.

La seconda è stabilire la giusta lunghezza; ed è per questo che ho deciso di scrivere questo breve paragrafo, altrimenti bastavano due foto e via.

Io uso da sempre un sistema ma non è lui che vedremo; preferisco qui attenermi alle prescrizioni di casa Shimano.

Anche perché riconosco che è decisamente più semplice. 

Dobbiamo passare la catena su pignone maggiore e corona maggiore, senza fargli attraversare il cambio e una volta che i due lembi siano a contatto aggiungere al conteggio da uno a tre maglie.

Come si può vedere io qui sono un poco lungo. 

Che si fa allora? 

Che si debba aggiungere “fisicamente”, cioè procurarsi proprio un pezzo di catena perché la nostra è corta, o rimuovere qualche maglia per trovarsi giusti, serve uno smagliacatena.

Ne esistono tanti in commercio anche perché tanti sono gli standard delle catene; nel nostro caso deve essere compatibile con catene 11v.

Ma prima di vederlo in azione è bene spiegare quale punto della catena smagliare, perché è differente se abbiamo una falsa maglia o il pin rinforzato.

Una catena è un insieme di maglie: abbiamo quelle interne, che per comodità espositiva chiamerò mezzemaglie, e quelle esterne composte da due piastrine solidali alle mezzemaglie tramite pioli e che, sempre per comodità espositiva, qui definirò maglie, semplicemente.

Vediamo con l’aiuto di due spezzoni di catena; son diversi, ma a fini didattici va bene 😀

Nel caso di pin rinforzato dovremo smagliare, cioè rimuovere una parte di catena, in modo che alle due estremità abbiamo una maglia e una mezzamaglia.

Nel caso di falsamaglia invece alle estremità dovremo avere due mezzemaglie.

Il perché è intuitivo. Col pin ricostruiamo la catena nella sua struttura originale, di maglie e mezzemaglie.

Con la falsa maglia sostituiamo di fatto una maglia, quindi ci servono i due fori liberi delle mezzemaglie, senza piastrine a impedire il montaggio.

ATTENZIONE: la mia distinzione tra maglia e mezzamaglia è solo per comodità espositiva. Nella realtà dobbiamo considerare ognuna come maglia, quindi nel calcolo di quelle da togliere/aggiungere entrano sia quelle che ho chiamato maglie che quelle che ho chiamato mezzemaglie. 

Chiarito questo aspetto fondamentale, possiamo tornare al nostro smagliacatena.

Il suo principio di funzionamento è semplice: da un lato un chiodino o pin (a misura) inserito su una barra filettata governata da una leva e dall’altro una vite cava. Si poggia la catena sui dentini dell’attrezzo, si blocca con la vite cava e il pin in appoggio sul piolo della catena (per centrare bene l’azione) e si inizia ad avvitare la leva. Il pin spingerà fuori il piolo della catena, liberando le maglie.

Se il principio è semplice, resta comunque una di quelle operazioni che le prime volte può causare problemi.

Il pin decentrato, la catena inserita male o altro e potremmo danneggiare la maglia.

Per questo ho deciso di mostrare come usare uno smagliacatena. Qualcosa sul blog c’è già, ma visto che stiamo montando questo gruppo Ultegra R8070 Di2 e lo stiamo facendo passo passo, tanto vale darci una rinfrescata alla memoria.

Io ho scelto di usare una catena differente per mostrare il funzionamento; sempre a fini didattici, diciamo così. E’ uno spezzone avanzato, mai buttare le eccedenze delle catene. Non sai mai quando ti serve allungarla e avere una scorta fa sempre comodo.       

Per smagliare bene la catena è fondamentale che questa sia correttamente posizionata sull’attrezzo.

Sfruttiamo i dentini e poi avviciniamo insieme sia la vite cava che il pin: senza serrare prima uno e poi l’altro, altrimenti la catena 99 volte su 100 si piazzerebbe storta. No, mandiamo pin e vite cava a pelo, a battuta leggera. Quel tanto che serve a tenerla ferma, quel poco che basta per poterla aggiustare a mano. Una volta trovata la corretta posizione, stringiamo pin e vite cava.

Catena ben messa sull’attrezzo, pin perfettamente centrato, vite cava posteriore che mantiene il tutto saldo: possiamo iniziare ad avvitare, ossia spingere il pin contro il piolo della catena.

In questa prima fase è naturale avvertire una certa resistenza: c’è da vincere l’opposizione del piolo catena a oltrepassare la sua sede.

Proseguiamo la corsa, che adesso è più agevole; fermandoci un attimo prima che il pin dell’attrezzo sia tutto all’interno della maglia.

Qui serve una precisazione, perché dare una misura di quando fermarsi è impossibile. Lo scopo finale è spesso evitare che il piolo della catena abbandoni anche la piastrina opposta, quella a battuta contro la vite cava. Deve restare a filo, quanto basta per liberare la catena ma non tanto da fuggir via. Perché averlo ancora solidale alla piastra della maglia è una gran comodità.

Se invece dobbiamo montare pin rinforzato e ci serve libera, diamoci dentro senza remore 😀

Alcuni smagliacatena hanno il pin dimensionato apposta sulla lunghezza del piolo, allargandosi alla base: così la corsa si ferma e sappiamo che oltre non dobbiamo andare.

Tanti no, non usano questo accorgimento e qui si va ad occhio, con l’esperienza. Ognuno conosce il proprio smagliacatena e sa quando fermarsi. Comunque, in linea di massima, due consigli: fermarsi in netto anticipo, liberare la catena dall’attrezzo e vedere quanto manca; fermarsi sempre quando la resistenza aumenta, significa che la testa del piolo catena sta impattando sulla piastrina. Esercitando una forza inferiore perché il piolo si è “sfinato” al primo passaggio, ma di solito una superiore resistenza c’è.

Una volta sicuri che il piolo sia fuori abbastanza da poter liberare la maglia, svitiamo il pin e la vite cava.

Se dovesse opporre resistenza a dividersi, possiamo esercitare una moderata leva. Posto che abbiamo lasciato fuoriuscire abbastanza piolo.

Ed ecco la nostra catena smagliata, con piolo ancora saldo alla catena. 

Questo se la catena dobbiamo accorciarla; ma nell’ipotesi inversa?

Se cioè dobbiamo aggiungere fisicamente un pezzo di catena? 

Beh, serve sempre uno smagliacatena. Poi c’è da fare i conti col tipo di catena. Spesso vogliono uno specifico pin, in vendita, quello che ogni manuale definisce pin rinforzato.

Ma visto che siamo con questo smagliacatena davanti, vediamo come usarlo con pin generico. Almeno avremo imparato una cosa nuova.

Che poi usare un pin rinforzato è la stessa procedura, c’è solo dopo da spezzare l’eccedenza. Quindi pure queste ulteriori note alla fine tornano utili. Ovviamente è operazione da fare con la catena sulla bici, la stiamo allungando e chiudendo. Sempre a fini didattici (mi sono innamorato di questa espressione…) io l’ho fatto al banco, altrimenti si vedeva nulla. 

Posizioniamo nuovamente la catena sull’attrezzo, sempre avendo cura di centrare bene lavorando su pin e vite cava.

 Solo quando tutto è perfettamente allineato potremo iniziare ad avvitare.

Bene, direi ci siamo: avvitiamo.

E facciamolo finché il pin arriva a battuta.

Liberiamo la catena dallo smagliacatena e operiamo una leggera leva nella direzione indicata dalle frecce: questo libererà tensione e la catena scorrerà perfettamente.

Ecco la nostra catena giunta: fidatevi, l’immagine è stata scattate realmente dopo averla riunita: si nota qualche segno? 

In chiusura di questa breve scheda di lavoro alcuni consigli generali.

Se in seguito a una variazione della rapportatura dovesse rendersi necessario lavorare sulla lunghezza catena MAI aprirla dove c’è il pin rinforzato; ovviamente per le catene che lo prevedono.

Sempre lavorando con catene dotate di pin rinforzato, inserirlo sempre dal lato frontale, dove abbiamo le scritte per capirci.

Il pin rinforzato è più lungo di quelli installati di serie; dopo il suo inserimento una parte eccederà sul lato posteriore della catena. Ogni buon smagliacatena ha un foro, di solito posto all’esterno della vite cava, che ha proprio la funzione di “spezzare” agevolmente l’eccedenza del pin.

Se la catena è, come questa che stiamo usando, dotata di falsa maglia è sempre bene usare l’apposita pinza per chiuderla. Lasciate perdere soluzioni fai da te, tipo come ho letto sfruttare l’effetto frusta del cambio (del tutto inidoneo a vincere la resistenza di questa falsamaglia) o provarci a mano. E’ molto tenace. 

Non è riutilizzabile; per rimuoverla usare l’apposita pinza. Ne esistono anche con doppia funzione (riconoscibili perché hanno tre “denti”) non costano molto ed è attrezzo sempre utile.

Prima di installare la falsa maglia non dimentichiamo un velo di grasso sui pioli.

 

Questa catena sappiamo può equipaggiare bici stradali, e-bike e anche Mtb.

Voi sapete che sul blog la Mtb è ciclismo che non tratto (ancora) ma qualcosa pure agli amanti delle ruote grasse c’è da suggerire.

All’inizio abbiamo letto che bisogna calcolare da uno a tre maglie per determinare la giusta lunghezza della catena.

Il problema si pone con le Mtb full suspended, perché c’è da compensare il movimento del carro ammortizzato.

In questo caso è bene prendere la misura ad ammortizzatore sgonfio, nella posizione più lontana possibile dalla guarnitura. Come fosse “schiacciato” diciamo così. Altrimenti in assetto (fuori)strada la catena sarebbe troppo tesa.

Se abbiamo trasmissione monocorona va bene aggiungere una maglia.

Se abbiamo trasmissione doppia (o tripla, esistono ancora per fortuna…) allora aggiungiamo due maglie.

Questo in linea di massima, con le full bisogna verificare con cura. 

Bene, siamo alla fine anche di questa sezione.

Ora che sappiamo quanto lunga ci serve la catena mettiamola da parte e dedichiamoci a cambio e deragliatore.

Però non oggi 😀

Buone pedalate

COMMENTS

  • Michele

    Che soettacolo.. finalmente articoli per il popolo!
    Bravissimo Fabio

    • Elessarbicycle

      Oibò, io cerco sempre di scrivere per il popolo (dei ciclisti), poi dipende pure da cosa ho sottomano.
      😀 😀

      Fabio

  • Mauro

    Bravo Sergio, esaustivo e preciso come sempre.
    Io a dire il vero per determinare la lunghezza della catena, preferisco corona grande, pignone grande e passaggio nel cambio, è un po brigoso, ma mi ci trovo meglio.

    • Elessarbicycle

      Ciao Mauro, anche io uso solitamente sistema diverso.
      Ma ormai bisogna tener conto delle cassette pignoni aumentate, quando monti un 32 o un 34 finale questo sistema è preferibile.

      Fabio

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